Problemi di Studio, cosa fare??

Inviata da Marco. 2 set 2015 10 Risposte  · Relazioni sociali

Buona sera, sono un ragazzo di 21 anni e frequento il 2° anno di università a Torino. Ho problemi per quanto riguarda lo studio e infatti ho circa 1 anno indietro di esami ( in teoria meno di 1 anno ) e tutto questo per la programmazione nello studio... Vedo molte persone che conosco che si fanno un bel programma e dicono ad esempio dal lunedi al sabato studio 3 ore la mattina e 3 ore il pomeriggio, io propio non ci riesco. I propositi sono sempre buonissimi ma non porto mai a termine la giornata, studio sempre in maniera ridotta e cosi arrivo a 7 giorni prima dell'esame a constatare che la mia preparazione è carente e che forse è meglio non dare l'esame e darlo nell'appello successivo. Ecco perchè ho gli esami indietro. Cioè non è che provo a dare un esame e non lo passo, io provo a studiarlo, arrivo a pochi giorni prima dell'esame e poi mi ritiro sempre ancora prima di darlo perchè so che molti argomenti non li ho studiati e quindi non voglio fare brutte figure... Insomma so qual'è il problema ma di volta in volta salto l'ostacolo solo che l'ostacolo da 1 diventano 2 e cosi via. Non so davvero che pensare anche perchè so dove sta il problema ma non riesco ad agire sopra al problema... Cosa dovrei fare? Semplicemente buttarsi e fare una brutta figura all'esame? Non penso all'opzione di smettere di studiare perchè studiare mi piace e ormai è una sfida con me stesso riuscire a finire l'università...

Miglior risposta

Caro Leonardo,
nel tuo modo di fare sembra persistere un tratto di immaturità adolescenziale che attiene all'autostima e al rispetto delle regole sia auto- che eteroimposte. E' ovvio che in questo modo i tempi per completare gli studi possono diventare biblici anche perchè probabilmente chi ti mantiene agli studi non ti chiede conto del tuo rendimento.
Neanche mi convince la tua affermazione che " lo studio ti piace" che mi sembra più che altro una giustificazione autoconsolatoria alla tua pigrizia.
E' però probabile che vi siano dei motivi più profondi all'origine di questo tuo modo di fare che nemmeno tu conosci ma che sono da ricercare e approfondire in sede di psicoterapia.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

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Caro Leonardo
io non penso che sia necessaria una pianificazione rigida dello studio ma una volontà "a monte" di impegnarsi a studiare.
La motivazione allo studio deve essere chiara e permeare la mente. Per uno studente lo studio è il suo compito specifico e tutte le altre cose vengono come contorno: ambiente universitario, amici, svaghi ecc. Tutte queste cose hanno senso se viste in accordo al motivo principale che ti fa essere lì e cioè studiare e dare degli esami!
Visto che non sei proprio indietrissimo, puoi recuperare in fretta ma devi riattivarti su questo scopo principale con calma e tenendolo alla mente con serietà e vedrai che, così facendo, riuscirai a mettere il giusto impegno..
La tua sembra essere una forma di indolenza che, in qualche modo nasconde una modalità " Handicapping" cioè il voler acquisire qualche svantaggio rendendosi incapace da solo laddove si potrebbe essere vincitori.
Il perché tu faccia questo sarebbe da ricercare. Forse non hai voglia di diventare completamente adulto?
Rifletti!
Un caro saluto Dott. Silvana Ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta

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9 SET 2015

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Buongiorno.
La sua lettera apre in realtà molti interrogativi, prima di poterle suggerire qualcosa sul da farsi.
Qual'è per lei il segno dello studio? con quali obiettivi si è iscritto all'università?, cosa intende poi farci della sua laurea?
Vede, forse più che restringere il campo al problema della difficoltà di sentirsi pronto al momento dell'esame, ci sarebbe da chiarire il contesto più generale entro cui questa difficoltà si pone. Questo allo scopo di individuare il reale problema, per poi capire come affrontarlo.
Ma al di là del problema con lo studio, questo rischia di diventare un suo modello relazionale con cui porsi di fronte a cose che forse per lei non hanno un senso e degli obiettivi ben precisi, ma ma semplicemente sono considerate il modo naturale di fare le cose nel contesto in cui lei vive; intendendo per contesto l'ambiente sociale, relazionale e mediatico entro cui lei vive la sua vita.
In tal senso potrebbe essere utile provare ad esplorare questo campo più ampio relativo alla definizione anche di un suo più preciso progetto di vita e professionale, coerente con le sue esigenze profonde e in rapporto alle condizioni della realtà esterna.

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8 SET 2015

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Salve Leonardo, lei scrive una cosa molto importante nella mail, cioè che le piace studiare. Questo è un ottimo motivo per tenere duro e superare queste difficoltá. Un'ipotesi che potrebbe spiegare questo suo comportamento è l'ansia. Poco prima dell'esame la blocca mentre nei giorni precedenti le impedisce di studiare in modo proficuo. Ora in parte è normale essere in ansia per una prova d'esame, anzi una certa "dose"di ansia consente di fare una buona performance. I problemi si presentano quando l'ansia diventa esagerata, poco gestibile o addirittura invalidante. Le indicherei di riflettere anche su alcune questioni che nella mail non sono precisate: a lei piace studiare, ma questa facoltá le piace? L'ha scelta in autonomia? Corrisponde alle sue aspettative? Se queste riflessioni dovessero metterla ancora più in difficoltá allora consulti uno psicoterapeuta che l'aiuti a capire l'origine della sua ansia e che l'aiuti ad arginarla.
Cordialmente
Dott.ssa Sabrina Ornito

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4 SET 2015

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Gentilissimo,
il fatto stesso che si ponga il problema è già a buon punto nella risoluzione dello stesso. Innanzitutto complimenti, perché si è accorto della Sua difficoltà in tempi ridotti rispetto ad altri suoi coetanei e ha deciso di mettersi in discussione. Sono assolutamente convinta che lo studio Le piaccia, altrimenti avrebbe continuato a perseverare nella convinzione che "forse sono i docenti", "forse sono i programmi di studio"e così via. E' riuscito ad analizzare per primo la Sua difficoltà, anche se fare i paragoni con gli altri colleghi non è sempre utile in quanto nessuno di noi sa effettivamente quanta fatica possa fare il prossimo nello studiare e soprattutto intervengono delle variabili che non sempre dipendono da noi, come la possibilità di trovare proprio quella domanda che ci manda in pallone o trovare un test particolarmente facile o un docente particolarmente ben predisposto e così via. Per cui, i paragoni, soprattutto se fatti sulle nostre previsioni o su quello che parzialmente ci riportano gli altri, non sono poi così obiettivi. Mi permetto di dirglielo perché ho evitato, durante il periodo universitario, di chiedere a questo o quello come fosse quel preciso esame perché sistematicamente avevo "pareri ansiogeni" che non facevano altro che influenzare la mia profezia che si autoavvera: sapere che un esame o un docente sarebbe stato praticamente insormontabile, avrebbe fatto sì che mi sarei messa i bastoni tra le ruote...da sola. Credo che l'essere usciti da poco dalle superiori, con un metodo di studio differente, con una mole di programma decisamente ridotta rispetto a quello universitario, non gioca a suo favore, soprattutto nel caso in cui Lei, questo metodo di studio, non l'abbia proprio. Non è un difetto, è un deficit della nostra attuale scuola, quindi non se ne faccia poi così tanto carico e credo che uno dei primi passi da compiere, oltre all'aver individuato così brillantemente il problema, sia quello di osservare come si studia: come si organizza la giornata, come vengono suddivisi i capitoli, quanti capitoli fare al giorno, darsi dei tempi, delle pause...trovare la propria via. E se i primi esami sono per tentativi ed errrori, è così che si impara. Per l'ansia da prestazione...ci sta. In fondo, è questa che ci sprona a dare il meglio e a mantenerci attivi e presenti, non vediamola sempre come un male.
Sono fiduciosa, soprattutto perché mi ricordo che al liceo imparai un metodo di studio che mi tornò utile solo all'università e tuttora ne utilizzo diversi, perché una volta imparato il proprio, lo si può rendere flessibile e adatto a tutte le occasioni. In bocca al lupo!

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4 SET 2015

Alessandra Pontis

Caro Leonardo,
ci hai visto giusto! Ogni volta che rinunci a presentarti all'esame e eviti di farlo...rendi più solida la possibilità di ripetere lo stesso comportamento al prossimo esame. E irrobustisci anche la tua convinzione che non riesci a studiare abbastanza per fare una buona figura.

Dietro a questo comportamento c'è la paura. La paura di fare brutta figura, quindi di non essere all'altezza. E' come se una parte di te ti perseguitasse ricordandoti che non sei preparato e che non ce potrai fare.

Al tempo stesso vorresti studiare e completare il tuo percorso di studi eppure non organizzi il tuo tempo di studio come riterresti utile per acquisire una buona preparazione.
Ti suggerisco di fare un passo alla volta.
Ora come ora l'obiettivo è presentarsi ad un esame.
Chiediti cosa significi, per te, fare brutte figure e cosa intendi per "brutta figura", osserva e i tuoi pensieri, emozioni, comportamenti, sensazioni corporee quando studi e annota le cose che ti fanno pensare che qualcosa sta migliorando.
Il fatto stesso che hai scelto di chiedere aiuto è un segno di cambiamento.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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4 SET 2015

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Gentile Leonardo
la mia impressione è che i suoi problemi di studio ruotino attorno al timore del giudizio degli altri e alla sua bassa autostima. Il ridursi a studiare negli ultimi giorni a ridosso della data dell'esame potrebbe essere un suo modo per manipolare l'autostima, in modo da giustificarsi: "Non sono indietro con gli esami perchè valgo poco, sono indietro perchè ho problemi di organizzazione con lo studio". C'è da tenere in considerazione anche una certa quota di perfezionismo che credo lei abbia per cui per lei il minimo è il massimo.
A disposizione per ulteriori chiarimenti
Cordiali saluti
Dott.ssa Stefania D'Antuono

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3 SET 2015

Logo Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Dott.ssa Anna Stefania D'antuono

141 Risposte

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Buonasera Leonardo, le racconto brevemente la mia esperienza che, credo, possa esserLe di aiuto. A me è sempre piaciuto studiare, fin dalle medie, però non mi andava. Quindi arrivo al Liceo Classico dove studio poco e male ed ogni anno venivo rimandato. Quasi quasi stavo rinunciando anche all'Università. Poi avviene, i primi mesi del primo anno, il miracolo. Conosco un gruppo di studio (a me è sempre piaciuto studiare da solo ed ho continuato a farlo) che faceva esami a raffica. Poiché, nel tempo, siamo diventati molto amici, mi sono riproposto di non rimanere indietro. Non studiavo molto, ma andavo bene ed ero in pari con il gruppo è le sessioni di esami. Questo per dirLe che i metodi sono plurimi e, da quanto ho capito, forse la programmazione non è ciò che sia adatto a Lei. Mi sembra di intuire un problema di giudizio nel caso il docente le vada a chiedere una delle poche cose che non ha studiato. Questa condotta, detta massimalita', porta le persone a credere di non aver mai studiato abbastanza ed all'ultimo giorno o settimana rinunciano. In realtà, credo, che la rinuncia sia più per un timore di fare brutta figura che di organizzazione di studio. Se fosse così, non potrei che consigliare prima di provare metodi alternativi, magari anche in gruppo. Tuttavia, se anche questi non dovessero funzionare, credo che un consulto specialistico con terapeuti, esperti di disturbi ansiosi, rispetto al timore del giudizio sia da prendere in considerazione.
Cordiali saluti,
dott. Massimo Bedetti

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3 SET 2015

Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

658 Risposte

934 voti positivi

Buonasera Leonardo,

il problema della pianificazione dello studio è un problema comune a molti studenti. Ognuno ha il suo metodo e non è detto che quello così razionale dei suoi conoscenti, che qui descrive sia adatto a lei. In genere per facilitare la sedimentazione delle informazioni è utile studiare in ambienti e situazioni piacevoli che facilitino la memorizzazione.
Le suggerisco di rivolgersi ad un professionista del suo territorio, che attraverso un percorso creato ad hoc insieme a lei possa predisporre il miglior piano di studio più adatto alle sue esigenze. Di solito sono sufficienti pochi incontri. Sarebbe poi utile analizzare anche il suo livello di ansia, di prestazione e di autostima.
Rimango a disposizione per ulteriori informazioni.
Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Salvadore
Psicologa- Psicoterapeuta Torino

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3 SET 2015

Logo Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta

369 Risposte

834 voti positivi

Caro Leonardo,
bisognerebbe capire come mai non rispetti i tempi di studio che ti prefiggi: ti dedichi ad altro, rimandi, perdi tempo guardando le pagine del libro e soprattutto se ti sorgono pensieri particolari durante le ore di studio. Una tecnica per riallineare l'organizzazione dello studio è quella di iniziare con un un tempo piccolo per qualche giorno (ad es. un'ora) e non studiare oltre questa anche se hai voglia. Gradualmente aumentare i tempi sempre rispettando il principio di non andare oltre gli stessi. in sintesi o studi entro le ore stabilite o ti imponi di non studiare fino al giorno dopo sempre rispettando le ore stabilite.
In bocca al lupo
Dott.ssa Cristina Mencacci

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3 SET 2015

Logo Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa

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