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problemi di coppia: dove sbaglio?

Inviata da Titta il 11 ott 2013 Terapia di coppia

Buon giorno, ho bisogno di capire se non sono capace di avere una relazione amorosa.
Tre anni fa ho incontrato un vecchio amore del liceo, allora ero una ragazzina di 14 anni, lui 18, ci siamo frequentati per qualche tempo, fino a quando i miei non hanno scoperto la cosa e mi hanno impedito di vederlo.
ci siamo rincontrati dopo 16 anni e ci siamo rinnamorati, lui però adesso vive a 370 km. di distanza. Non avendo l'auto e poca dipsonibilità economica, la maggior parte delle volte era lui a spostarsi nei week end. Era la prima volta che vivevo una vera e propria relazione, ero inesperta e avevo paura di rendere pubblica la storia, un po' per paura della reazione dei miei, un po' perchè negli anni precedenti mi sono legata molto a delle persone con cui da 18 anni ho condiviso tutto, amicizia, viaggi, vita e lavoro. il perseguire il progetto di vita e lavorativo che abbiamo intrapreso ci ha impegnato tantissimo, non lasciando altro tempo per altro. Questo ci ha resi molto uniti e altrettanto "chiusi".
La mia paura era di mettere in crisi questa unione, di spezzare un equilibrio creatosi negli anni all'interno del gruppo, così ho tenuto nascosta la nostra relazione per i primi mesi, fino a quando non sono venuti a saperlo. I miei amici hanno preso molto male il fatto che non mi sia confidata, che non li abbia resi partecipi di una cosa così bella e nel risentimento mi hanno un po' isolat, proprio quello che temevo. In particolare un mio amico (di cui in passato sono stata innamorata ed con cui ho avuto un breve flirt) mi ha tolto completamente la parola. Il mio ragazzo ha interpretato questa reazione come quella di un uomo geloso, ed ha iniziato ad intromettersi nei miei tentativi di "ripristinare" i rapporti con il mio amico. Intanto anche i miei vennero a sapere della relazione e non l'hanno presa bene, e si sono create molte tensioni. Mi sono sentita tutti contro e mi sono autoconvinta che avere una relazione sentimentale non era giusto per me, perchè facevo star male molte persone, così ho lasciato il mio ragazzo.
Ci sono stata malissimo, anche perchè lui ha rotto completamente i ponti con me e ad ogni mio tentativo amichevole anche solo di sapere come stava, mi riempiva di insulti.
Nel frattempo, mi sono legata nuovamente al mio amico con cui in passato avevo avuto un flirt, non era una relazione, ma una vicinanza più stretta, sentivo che dovevo scontare delle colpe per quanto era accaduto, ma sapevo che non era la persona con cui volevo stare, infatti poco dopo siamo tornati ad avere il semplice rapporto di amicizia che abbiamo sempre avuto.
In questi tre anni sono sempre rimasta sentimentalmente legata al mio ex ragazzo, rimpiangendo il tempo in cui eravamo insieme ed il modo in cui era finita.
Intanto anche nel gruppo di amici le cose sono un po' cambiate, è iniziata ad esserci sempre meno dipendenza gli uni dagli altri e maggior apertura verso persone esterne. Dopo che una delle mie amiche si è fidanzata ho capito quanto avevo sbagliato a credere che non fosse possibile portare avanti una relazione amorosa, e contemporaneamente l'amicizia e il progetto lavorativo a cui mi sono dedicata tutta una vita.
Così ho preso coraggio e ho scritto una mail al mio ex ragazzo in cui gli chiedevo scusa per non aver creduto nel nostro rapporto e non aver lottato perchè funzionasse.
Non credevo potesse accadere, ma abbiamo iniziato a risentirci, dopo poco mi ha chiesto di vederci. ha messo subito in chiaro le sue condizioni: nessuna intromissione esterna, l'allontanamento del mio amico, vacanze e tempo libero sempre insieme, garanzia di un futuro mio trasferimento. Dopo quanto accaduto, voleva che gli dimostrassi in tutti i modi che poteva fidarsi e che non sarebbe potuto più succedere.
Sono andata da lui tutti i fine settimana, ho cercato di limitare i rapporti con il mio amico, sono andata in vacanza con lui ignorando le richieste dei miei amici (per lui intromissioni) di dividere le ferie e fare entrambe le cose. Nonostante abbia cercato di fare ciò che mi chiedesse perchè per lui indispensabile e condizione sine qua non per stare insieme, trovava sempre qualcosa per cui discutere, ribadendo ogni volta quello di cui aveveva bisogno. Ho vissuto questo ribadire come un'accusa di non fare abbastanza e a viver le sue richieste come imposizioni dovute solo alla gelosia.

In particolare le vacanze sono state oggetto di molte discussioni, per lui ogni momento libero va trascorso insieme senza spazi per altro. Ma il motivo principale era la presenza del mio amico. Comunque, nonostante avessi voluto trascorrere una parte delle ferie con i miei amici, con i quali lavorando in sedi separate, sono pochissime le occasioni per stare insieme, ho deciso di trascorre tutti e 15 giorni di ferie con lui per non ferirlo. Ma anche il solo desiderio di andar con loro qualche giorno non riusciva a sopportarlo, tanto che abbiamo litigato sia durante la stessa vacanza che anche per i 2 mesi successivi.
Inoltre, vorrebbe che mi mettessi contro i miei amici per dimostrargli che può fidarsi e che un giorno sia abbastanza decisa da mollare tutto e trasferirmi da lui.
Per carattere, invece, sono una persona che cerca di andar d'accordo con tutti e di non aggredire gli altri quando sbagliano, ma cerco di mettermi dal punto di vista degli altri per capire cosa ha scaturito tale reazione, per lui è esser deboli.
Il suo atteggiamento impositivo e le discussioni, anche durante gli orari lavorativi, in presenza di colleghi, hanno creato conflittualità tra lui e i miei amici. Loro vedono che non sono felice e sono preoccupati, ma rispettano le mie scelte.
Durante le litigate capita che lui accusi i miei amici ed io li difendo ma per lui non è ammissibile ciò, perchè se si ama si difende sempre il proprio ragazzo e poi perchè do' credito a chi in passato ha contribuito ad allontanarci. All'ennesima discussione mi ha lasciata dicendo che sono troppo debole per lui e non può investire in una storia senza la certezza che avrò il coraggio di andare da lui un giorno (massimo tra1 anno o 2 non di più).
Io vorrei vivere una storia normalmente, senza aver la data di scadenza e senza un decalogo di prescrizioni da rispettare. Vorrei che il rapporto crescesse vivendo giorno dopo giorno e non predefinendo e programmando apriori ogni avvenimento. Non so se le sue richieste siano giuste dopo gli avvenimenti passati e sono io a non dare abbastanza. Comprendo le sue paure ma credo non sia giusto non darsi la possibilità di vivere serenamente un amore per paura che un giorno potrebbe finire e anzi proprio per questo stesso motivo lasciar perdere tutto.
Grazie dei vostri pareri

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Buongiorno gentile Titta,
quante paure! Eppure il rapporto di coppia vuole condivisione e progettualità, scambio di spazi anche in comune, fiducia nell'altro e fiducia in se stessi. Dalla sua richiesta emerge un suo adagiarsi sul parere degli altri (genitori, amici, e - cosa ancor più subdola - il "gruppo") come se queste presenze nella sua vita diventassero un alibi ad impegnarsi responsabilmente in una relazione di coppia. Le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia dinamica per elaborare adeguatamente la sua diffidenza a relazionarsi con un "tu", un lui.
Cordialmente

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Egregi dottori...è buffo che mi sia imbattuto in questa conversazione anche perché credo di essere il diretto interessato.
Forse la sig.ra Titta non ha menzionato che di "flirt" con il suo collega ce n'è stato piu di uno. Forse ha dimenticato di scrivere di avermi confessato che per lei LUI è una persona molto influente, una guida e uno che ha l'abilità di farla innamorare!
Da qui le mie reazioni anche alle loro immotivate e ripetute esclusioni di me da vacanze, fiere (il giorno del compleanno della mia ragazza) e compleanni altrui....e cosa peggiore a mio parere...esclusioni di fronte alle quali la mia adorata ragazza non ha fatto nulla anzi ha risposto che la mia presenza al suo compleanno non era indispensabile perche non ha 4 anni e avremmo potuto festeggiare nel weekend (considerando il mio impegno a perdere giorni di lavoro e affrontare ingenti spese pur di stare con lei ho trovato questa risposta a dir poco indegna). Tutto cio ha alimentato sempre piu in me l'idea che la sua vita sia manipolata da questo "gruppo" e che la loro presenza comporti la mia assenza....e non per mia mancata disponibilità!

Le ho sempre chiesto di dimostrarmi che lei sarebbe stata spontanea e affettuosa con me anche davanti ai suoi colleghi e che queste persone non avrebbero avuto la minima incidenza nella nostra vita. Purtroppo fin'ora ho ottenuto il contrario di quanto richiesto aggiungendo che ogni volta che l'ho chiamata e lei era in sede, dove lavora "l'amico", lei CASUALMENTE non ha mai sentito il telefono!

Mi scuso per l'intromissione ma avevo bisogno di dire anche la mia!

Cordiali saluti

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Buongiorno Titta,
"Vorrei una storia normale", Lei dice. Ma già l'inizio di questa storia non è stato normale, fatto di silenzi e sotterfugi verso i Suoi famigliari e i suoi amici; cosa possibile nell'adolescenza, ma non accettabile e tollerata a 30 anni... E' ovvio che, a cascata, tutti i rapporti ne vengono inquinati: amici, fidanzato ecc. Ora la matassa è intricatissima e non vedo come ne possiate uscire se non, forse, facendovi aiutare.
Mi dispisce molto, utilizzi questa impegnativa espereinza per fare qualche riflessione sul Suo modo di porsi nelle relazioni.

Dr.Brunialti, psicoterapeuta, sessuologa, psicologa europea Psicologo a Rovereto

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Cara Titta,
il mio parere è che per far funzionare una relazione entrambi i partner hanno la responsabilità di mandarla avanti. Per cui correggo la sua iniziale preoccupazione ad essere il sono motivo degli ostacoli che incontra.
Da quanto scrive emergono due realtà principali della sua vita relazionale: quella degli amici/lavoro e quella del partner.
La relazione che descrive inoltre p è una relazione a distanza che mette a dura prova i nervi e la fiducia che per forza di cose devono alimentare una storia che punti al futuro e ad un progetto di vita insieme.
Gli ingredienti che compongono una buona relazione sono molti e molti altri sono gli ingredienti che ne provocano la crisi. Tutto ciò che può fare è cercare di capire se i suoi sforzi sono in linea con le sue aspettative ed il suo stile di vita e se ovviamente ciò trova affinità che le aspettative e le prospettive del parner. In un certo senso solo se gli sguardi si incontrano e puntano insieme verso lo stesso orizzone sarà possibile percorrere insieme e felicemente la strada che porta ad una vita di relazione felice e soddisfacente.
Mi dispiace di non poterle dire qualcosa di più vicino alla sua esperienza professionale, ma se lo volesse le consiglio di rivolgersi ad un collega della sua zona e fare due chiacchiere...
Non so di dove sia, ma questo mercoledì a Rimini terremo un seminario sul benessere nella coppia. Se fosse interessata cerchi l'iniziativa sul Mese del Benessere Psicologico a Rimini.
La saluto e le faccio un in bocca al lupo.
Dott. Alessandro Montenero - Rimini.

Dr Alessandro Montenero Psicologo a Rimini

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Carissima, si evince da questo racconto il suo disorientamento: in primis nel passato c'è stata forse una eccessiva dipendenza da lavoro e amicizie, al punto da sacrificare la vita sentimentale e affettiva nella quale voleva investire. Ora però la situazione si è ribaltata, perchè questa persona sta tiranneggiando i suoi spazi personali imponendole un sacco di regole e monopolizzando il suo tempo. Una relazione sana dona libertà non la toglie, non è ammissibile che un partner debba richiedere prove di amore e di fiducia, laddove invece sarebbe necessario un giusto mezzo. Fidanzarsi non vuol affatto dire abbandonare gli amici, gli hobby, gli ineressi, o altrimenti diventa una gabbia. Laddove magari può essere ragionevole "allontanare" per un pò un vecchio flirt, tenendolo un pò a distanza, non è affatto ammissibile imporre un monopolio. le soluzioni sono tante, a cominciare dal fatto che potreste fare una parte di vacanze insieme e una parte con gli amici. Non sarebbe neanche giusto che lei lo escludesse dalle sue vacanze con gli amici, se lui volesse venirci. La vita di coppia è dura e difficile proprio perchè implica capacità di compromesso, di scendere a patti, di venirsi incontro, di donare libertà invece di toglierla, di dare fiducia invece di ingabbiare. Lui avrebbe decisamente bisogno di un sostegno psicologico per un cammino di crescita personale e una parte del percorso potreste farla anche in coppia. Tutti, chi più chi meno, abbiamo bisogno di un cammino di consapevolezza interiore.

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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