Problemi di comunicazione infantile

Inviata da del pozzo pasquale · 20 set 2012 Terapia familiare

egregi dottori, ho già scritto in merito al problema della mia bambina, ma mi sono reso conto di non aver dato abbastanza particolari per individuare la possibile causa del fatto che mia figlia non riesce a comunicare o quasi, con nessuno ,a parte i genitori ed il fratello maggiore che ha 10 anni.
Lei frequenta il terzo anno di scuola materna ed ha 5 anni. In classe, dicono le maestre, partecipa alle attività ed ai giochi ma si trattiene dal comunicare sia alle maestre che ai compagni qualsiasi suo bisogno, tipo:"mi passi il pastello verde?"; "posso andare al bagno?"; "giochi con me",etc.
Con gli zii è la stessa cosa, nel senso che a qualsiasi domanda o complimento si gira a cercare i suoi genitori o il fratello. Quando è accompagnata all'asilo, saluta sempre con un po' di tristezza, ma poi sembra contenta di stare in compagnia dei suoi coetanei. Sa esprimersi in modo abbastanza corretto, anche se qualche parola ancora le riesce difficile. A scuola, insieme agli altri, ripete ad alta voce poesie e canzoncine ma gioca e disegna sempre in silenzio. A questo punto non mi viene altro da aggiungere ma spero ugualmente di aver dato più informazioni per avere un quadro della situazione.
Ringrazio anticipatamente per una vostra gentile risposta. Cordiali saluti.

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Miglior risposta 25 SET 2012

con queste informazioni è difficile capire se si tratta di veri e propri problemi di comunicazione, a volte a noi sembra che il silenzio durante il gioco sia sintomo di difficoltà comunicative che invece sono svolte in modi diversi da quelli che noi ci aspettiamo. Ci vorrebbe un'attenta osservazione del suo comportamneto con i coetanei per valutare il rapporto che instaura con loro, indipendentemente dal numero di parole utilizzate (questo è un nostro criterio ma sappiamo che i bambini sanno stupirci con i loro metodi comunicativi)!

Dott.ssa Gloria Borromeo Psicologo a Pavia

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28 SET 2012

sono sinceramente grato per le vostre risposte e seguirò senzaltro il consiglio di rivolgermi ad un esperto dell'età evolutiva.Rispettosi saluti.

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25 SET 2012

Gentile sign. Pasquale,
dopo queste ulteriori informazioni, mi sento tranquilla nel confermarle che non c'è un disturbo del linguaggio; Circa il problema psicologico di cui ci accennava, probabilmente la bambina ha una difficoltà che le impedisce di esprimersi con facilità anche con persone diverse dalla sua famiglia nucleare. Il fatto che vada con voglia a scuola, e che impari canzoncine e poesie, inoltre, fanno supporre che la bambina è invogliata a frequentare i compagni di classe e ad imparare cose nuove.
Probabilamente la bambina ha una difficoltà a relazionarsi con coetanei ed adulti e la esprime soprattutto a livello verbale. In questi casi, le "cause" possono essere svariate, occorrerebbe conoscere la storia della vostra famiglia e quella della sua bambina.
Il mio suggerimento è di intraprendere qualche incontro di psicoterapia familiare, cioè colloqui in cui è presente la bambina con fratellino e genitori, in modo tale da indagare maggiormente la difficoltà della piccola, senza isolarla dal suo gruppo di riferimento, e cercare tutti insieme di affrontare questa difficoltà insieme e in maniera più adeguata. Questi incontri di solito si rivelano molto utili, non solo per la "diagnosi" ma anche e soprattutto per creare uno spazio comune in cui conoscersi e migliorarsi.
Può contattare me o qualsiasi psicologo ad orientamento familiare presente in questa guida e che opera nella sua zona.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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25 SET 2012

Gentile Pasquale, da ciò che lei descrive a livello comportamentale sembra si tratti di un problema di inibizione a livello sociale e comunicativo. Do per scontato, perchè sennò ce l'avrebbe comunicato, che non vi siano problematiche di tipo cognitivo o legate ad altre sindromi, ma che il problema come lei riferisce abbia a che vedere con la relazione all'esterno. Nonostante tutte le informazioni descrittive da lei fornite, si può inferire in modo solo estremamente generico circa il problema da lei posto. Senza un'accurata anamnesi, che avviene attraverso una consulenza dei genitori presso uno psicologo dell'infanzia, ed una eventuale osservazione della bimba stessa in setting di consulenza, non è possibile fare una diagnosi precisa. Si può solo ipotizzare che evidentemente nell'inibizione da lei citata, ci sia in gioco una componente emotiva legata forse al distacco dalle figure genitoriali di riferimento e/o ancora una manifestazione depressiva che si esprime attraverso la negazione della relazione con gli altri. Vi consiglio vivamente invece di richiedere una consulenza come genitori, per evitare di lambiccarvi in dubbi sterili e trovare invece una strategia adeguata ad aiutare la bimba a socializzare in modo funzzionale al suo sviluppo e apprendimento. Il primo passo nell'aiutare un bimbo con difficoltà è anzitutto quello di mettersi in discussione come genitori, pichè sono nelle vostre mani le risorse per la sua sana crescita. Cordiali saluti Dr.ssa Simona Certo

Dr.ssa Simona Certo Psicologo a Cagliari

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25 SET 2012

Gentile signore,
la situazione mi sembra complessa e con contraddizioni che bisognerebbe verificare.
Bisognerebbe vedere la bambina per dare qualche parere in merito per una valutazione psicologica.
Si rivolga di persona a un psicoterapeuta della sua zona.
Dott.ssa Silvia Tonelli - Rimini-

Studio Dott.ssa Silvia Tonelli Psicologo a Rimini

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25 SET 2012

Carissimo, credo sia importante partire dall'idea che la comunicazione è un aspetto essenziale della vita umana, tanto che “è impossibile non comunicare”. Fin dalla nascita ci si trova immersi come soggetti attivi e dotati di capacità comunicative all'interno di una situazione relazionale che coinvolge le nostre primarie figure d'attaccamento e, nello stesso tempo, si è inconsapevolmente coinvolti in un continuo processo di acquisizione delle regole della comunicazione e del linguaggio, che può essere non verbale e verbale. Il primo è rappresentato dai gesti, l’atteggiamento posturale, l’intonazione, il volume, le pause della voce, la gestione di spazi e distanze, le espressioni del volto e costituisce l’aspetto maggiormente comunicativo del linguaggio. Il secondo utilizza segni linguistici e codici condivisi che formano parole, frasi e suoni articolati, producendo l’aspetto di contenuto nella comunicazione.
La padronanza di una lingua rappresenta una base imprescindibile nello sviluppo delle capacità di interazione, di pianificazione e di progettazione di comportamenti verso l'autonomia, la qualità della vita nelle relazioni sociali e affettive e come veicolo di cultura e storia.
Come lei stesso ha evidenziato, la bimba potrebbe avere dei piccoli problemi di linguaggio che la rendono poco sicura rispetto all'ambiente che la circonda e trova sicurezza solo nei suoi familiari più stretti.
Altresì, questo atteggiamento potrebbe essere anche dovuto anche ad uno stile caratteriale di tipo intreoverso che la frena di fronte alla possibilità di interagire con altri.
Le consiglio comunque di chiedere una consulenza di un'equipe multidisciplinare che possa fare un quadro preciso e puntuale della bambina sia dal punto di vista linguistico sia da quello emotivo-relazionale.
Spero di esserle stata di aiuto.

Cordiali Saluti

Dr. Veronica Andreini

Dr. Veronica Andreini - Studio Psicologico Neuropsicologico Riabilitativo Psicologo a Arezzo

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25 SET 2012

Gentile Pasquale,

purtroppo è molto difficile esprimere un parere e tanto meno fare ipotetiche diagnosi, senza vedere e conoscere il soggetto. Sua figlia appare una bambina che vive i suoi 5 anni. Mi chiedo se a questo punto, il bisogno di qualcosa sia legato piu' a lei, come papà, che alla figlia. Spesso ci si crea la rappresentazione dei figli un un certo modo e se essa non corrisponde a quello che poi ci si trova davanti, nasce il disagio. La mancata interazione con le altre figure intono ad un bambino possono significare molte e svariate cose: timidezza, mancanza di familiarità,etc...Descrive sua figlia in situazioni in cui mi pare che si comporti come un bambino a 5 anni fa: gioca, disegna, canta, recita poesie e via dicendo...

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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25 SET 2012

Gentile Pasquale, si percepisce nelle sue parole la preoccupazione per la sua bambina e il desiderio di essere più esauriente possibile per ottenere risposte e quindi aiuto; tuttavia, le dinamiche emotive e comportamentali che riguardano i bambini e le relazioni di attaccamento verso le diverse figure che ruotano loro attorno, non sono purtroppo adeguatamente analizzabili se non attraverso una conoscenza diretta. Le consiglio perciò di rivolgersi ad un professionista esperto in età evolutiva a cui poter chiedere un parere clinico; potrebbe farlo dapprima lei come genitore, insieme anche alla mamma qualora sia disponibile, ed eventualmente coinvolgendo in un secondo momento la bambina stessa. Qualora lo desiderasse, può contattarmi via mail, all'indirizzo lucia.mantovani@tiscali.it. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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25 SET 2012

Caro sig. Pasquale,
comprendo la sua preoccupazione. Si tratta indubbiamente di una situazione da non sottovalutare. La comunicazione è infatti uno strumento essenziale per poter esprimere i propri bisogni e condividere pensieri, desideri, emozioni. Non comunicare con l'ambiente esterno al nucleo familiare significa precludersi importanti esperienze di socializzazione, che sono alla base della capacità di apprendere, e rimanere dipendenti dalle figure genitoriali (le uniche con cui comunica) per il soddisfacimento dei propri bisogni. Date queste premesse le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo esperto in psicologia evolutiva prima dell'ingresso alla prima classe elementare,momento in cui le difficoltà comunicative della piccola potrebbe tradursi in importanti difficoltà di apprendimento.

Cari Saluti

Dott.ssa Dalila Visani

Dott.ssa Dalila Visani Psicologo a Ravenna

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25 SET 2012

Caro papà,
Innanzitutto complimenti per non aver sottovalutato la difficoltà di comunicazione di sua figlia, che, a quanto pare, le è stata fatta notare anche dalle maestre dell'asilo.
I fatti che Lei riporta fanno pensare a un ritardo nell'espressione spontanea del linguaggio, dovuta forse non solo a fattori emotivi, ma causata probabilmente da una difficoltà di comprensione e quindi di acquisizione del linguaggio ; inoltre, secondo Lei, alcune parole vengono pronunciate da sua figlia con inesattezza e a 5 anni lo sviluppo linguistico e cognitivo dei bambini dovrebbe permettere loro di conoscere un'infinità di parole, di saperle esprimere in modo corretto e di raccontare piccole storie, mettendo insieme brevi e semplici frasi. Se così non fosse per sua figlia, Le consiglierei di fare un'indagine più approfondita, rivolgendosi a uno psicologo della sua città che possa fare una prima ipotesi per poi inviarla alla figura professionale più adatta (come per esempio un logopedista).
Cordialmente.
Dr.ssa Valentina Segato

Studio Di Psicologia Dott.ssa Valentina Segato Psicologo a Trieste

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25 SET 2012

Buongiorno gentile Pasquale,
oltre ai preziosi suggerimenti già dati dai colleghi nel suo precedente consulto, vorrei solo aggiungere che forse andrebbe considerata con attenzione amorevole la personalità unica della sua bambina. Dare tempo alla bambina di metabolizzare le novità e l'interazione con persone diverse dalla famiglia. Ogni bambino ha i suoi tempi anche per comunicare. Sinceramente le sconsiglio di affidarsi solo on line per - come dice lei - avere un quadro della situazione, mentre potreste voi genitori intraprendere un Sostegno alla Genitorialità, anche in gruppo, dove sviscerare le vostre paure e ansie e magari sentirvi meno isolati nel vostro compito genitoriale.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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25 SET 2012

Gent.le Pasquale,
sicuramente la sua bimba esprime attraverso queste modalità di comunicazione un qualche messaggio. Da qui, da quel che leggo, può essere, a qualche livello, un segnale di difficoltà espressione dei propri bisogni o di isolamento relazionale. Mi verrebbe da chiedere, cosa fate quando manifesta questo comportamento, cosa fanno le insegnanti, se è successo qualcosa , qualche evento anche apparentamente non concomitante alla sua chiusura, in famiglia o nel suo ambiente. Ne avete mai parlato in qualche modo? Le avete chiesto, a sua misura, di che cosa ha bisogno o di disegnarvelo ? Anche se è piccola, ha i suoi modi, che sanno essere chiari, per esprimerlo. provate ad osservare quando invece ha comportamenti diversi da questo, cioè di espressione, di apertura, di richiesta diretta. cosa cambia? che situazione c'è che le permette di esprimersi?
Da qui le risposte sono molto vaghe e ipotetiche, per correttezza. La siuazione va valutata personalmente e attentamente.
Provate a contattare un/a collega da voi raggiungibile o privatamente o presso un centro di Neuropsichiatria Infantile (un nome che spaventa, ma è un posto dove potete trovare psicoterapeuti dell'età evolutiva o familiari in grado di esservi certamente d'aiuto )
un cordiale saluto

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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25 SET 2012

Caro Pasquale, mi verrebbe da dire, a lei e a tutti i genitori di oggi: "Quante ansie!". E' più che mai opportuno e sano prestare attenzione ai nostri figli, ma il rischio nel quale troppo spesso si incorre è quello di sopravvalutare ogni dettaglio, ogni particolarità, ogni piccola sofferenza. Senza neanche accorgercene ci si può trovare ad aumentare le ansie dei nostri figli con le nostre e di non lasciare che: con i loro tempi, la loro personalità, la loro unicità, i nostri figli conoscano a loro modo la realtà e trovino un loro modo per interagire con essa. Nel suo caso Pasquale, probabilmente si tratta di timidezza, visto che la bambina frequenta volentieri le situazioni sociali e di incontro. Cosa dicono le maestre? Se queste ultime non hanno riscontrato particolari difficoltà della bambina in altre aree (motoria, cognitiva ecc.) direi che non ci sono motivi di preoccuparsi al momento. Alla scuola elementare potrà poi fare un nuovo bilancio con le nuove maestre. Cordiali saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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25 SET 2012

Egr. Pasquale, individuare la problematica da risposte via internet è un'impresa molto difficile. per poter avere una risposta esaustiva a volte occorre vedere la bambina e la famiglia anche più volte in consulenza. Ti stai attivando molto, stai cercando di fare tanto, ma come dici tu non basta. Forse occorre agire diversamente, contatta uno psicologo esperto in età evolutiva, magari il problema è molto più semplice di quello che si pensa. La bambina che descrivi può essere molto timida, riservata, potrebbe vergognarsi di tutto e nulla, potrebbe essere solo una bambina che ha bisogno di tempi più lunghi o stimoli diversi per aprisi agli altri.
auguri
dott.ssa Carmela Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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