Problemi con un genitore

Inviata da Emy il 11 ott 2016 Terapia familiare

Sono Emilia ed ho 26 anni, purtroppo da ormai 15 anni ho un rapporto molto conflittuale con mia madre...è sempre stata una persona molto assente e si è sempre solo preoccupata di mia sorella che ha adesso 24 anni. All'età di 18 anni ho deciso di andare a vivere fuori casa perché la situazione era diventata insostenibile. Abbiamo avuto diverse liti a causa di alcuni suoi comportamenti infantili che da una madre uno non si dovrebbe aspettare, comportamenti che hanno danneggiato il mio percorso universitario. Cosi ho dovuto lasciare gli studi e avendo già un lavoro ho potuto continuare a mantenermi come sempre. Dopo un suo ennesimo comportamento infantile ho deciso di allontanarla e non abbiamo parlato per quasi due anni... lei tuttora giustifica questo periodo dicendo che è solo colpa mia.
Dopo due anni mi ha contattata lei per una colazione, voleva riallacciare un rapporto...la cosa mi ha resa non felice di più, perché ho pensato e sperato che quel periodo di distanza ci avesse fatto bene...invece dopo pochi giorni - nemmeno settimane - ha ricominciato ad essere la madre assente di sempre, a screditare tutto quello che faccio e a dare valore solo a quello che fa mia sorella...io ho sempre lavorato dall'età di 16 anni per permettermi i miei sfizi e studi, mia sorella ha iniziato da qualche mese grazie a mamma.
La cosa che però mi fa male e sta compromettendo la mia vita sentimentale è la sua assenza...ho preso casa con il mio compagno e nonostante io le abbia chiesto varie volte di venire a casa a vedere l'appartamento, lei ha sempre rifiutato con scuse. La cosa ha iniziato a farmi davvero soffrire, perché avendo perso il papà a 5 anni lei è quello che mi resta della famiglia. Di recente ho scoperto che mia sorella non sa nemmeno che ci parliamo perché non approverebbe e poi mia madre ha cambiato casa insieme a mia sorella e quando mi ha invitato a prendere il caffè è sempre stato al bar, anche se c'era il mio compagno, e quando le ho chiesto la motivazione ha detto che in casa non sarei la benvenuta.
Sono ad un punto in cui non so più che cosa fare...devo continuare a fare il ruolo della figlia che rispetta nonostante tutto la madre o dovrei lasciar perdere e accettare che lei non farà mai davvero parte della mia vita?
Questa cosa mi porta a non parlare con il mio compagno e a cercare pretesti per litigare e allontanarlo perché ho paura di essere accusata come la sola colpevole di questa situazione.

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Gentile Emy,

comprendo il disagio che sta provando. La strada dell'autenticità è faticosa e spesso rende soli.

E' sano interrogarsi sul contributo attivo che ciascuno di noi apporta alla relazione ma sentirsi responsabili per il comportamento altrui genera inutili sensi di colpa che non fanno bene a nessuno. Ognuno è infatti responsabile per le proprie azioni, pensieri e sentimenti.

Tenga presente che il rispetto e la compiacenza sono due cose diverse.

Si senta libera di percorrere la sua strada lasciando al contempo la porta aperta a sua madre, sarà lei a decidere se entrare o meno.

Cordialmente,

Dott.ssa Elena Consenti
Psicologa-Psicoterapeuta Latina

Dott.ssa Elena Consenti Psicologo a Latina

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Cara Emy,
il rapporto con i genitori è spesso difficile e frustrante. Comprendere che anche loro hanno la loro storia e le loro difficoltà aiuta ad accettarli come sono e instaurare una relazione sulla base di questo. Il cambiamento degli altri non è sotto il nostro controllo, quello che possiamo fare è invitare a tenere in considerazione il nostro punto di vista, e non smettere mai di tentare di costruire ciò che desideriamo...anche altrove. Cordiali saluti

Villani Valentina Psicologo a Montegrotto Terme

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Buongiorno,
mi dispiace molto per situazione spiacevolissima. Ma deve guardare il lato positivo o meglio più probabile, lei si gestisce molto bene, è autonoma, e imparerà crescendo che il trattamento poco corretto di sua madre l'ha giovata, guardi con distanza sua sorella che fa delle cose solo con mamma...bello! Ma a un'età di 5 anni non a 24.
Provi a distanziare tutta la rabbia il dolore e guardi chi è lei oggi, una piccola grande donna che affronta le difficoltà quotidiane con grinta e coraggio. Si goda la vita, si goda i doni a lei destinati...una casa un compagno, e pensi a se stessa e a cosa le riserva il futuro, non il passato.
Cerchi di pensare a se stessa, si guardi dentro e per qualsiasi chiarimento mi contatti.

Dott.ssa Elena Conter

Lo Scrigno di Conter Psicologo a Brescia

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Cara Emy, l'unico consiglio che le posso dare, è quello di iniziare un percorso di psicoterapia, che la aiuti a trovare la sua strada, in modo più sereno possibile per lei, dato che questa sua situazione va avanti da molti anni.

Dr.ssa Jessica Scheggi Psicologo a Livorno

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Lei ha dimostrato sicuramente molto coraggio. Il desiderio di avere una propria vita. La capacità di affrontare alcune cose del mondo da sola. La capacità di amare. Tuttavia è come se quest'urto avesse basi fragili e fosse minacciato da un dolore di fondo che impedisce la pienezza della vita. Credo che perdere il proprio padre sia un evento catastrofico. A cinque anni un evento traumatico. Le conseguenze sono state sicuramente profonde in tutte voi. Immagino le difficoltà materiali e psicologiche. Mi colpisce quella che lei definisce assenza di sua madre: freddezza emotiva? Silenzi? Incapacità di abbracciare di ascoltare? Paura? Ho cercato di immaginare le fasi di inizio dei vostri conflitti, lei a 11 anni, sua sorella a 9. Una fase molto precoce della sua vita in cui sembra essersi spezzata una solidarietà. Eravate come tre naufraghi su una zattera e lei ha scelto faticosamente di nuotare per arrivare ad una terraferma ma vorrebbe poter ritrovare quell unione. Perché sua sorella non vuole che sua madre la veda? O è sua madre che continua a proteggere sua sorella? I silenzi e le separazioni, la distruzione della forza dei legami, l'isolamento, il congelamento emotivo e la frammentazione sono il risultato di un profondo dolore. Una traccia che segna tutte voi che avete reagito secondo modalità opposte: la fuga e l'alleanza fusionale nell'impossibilità di tenere insieme affetti potenti e richieste d amore. Non è impossibile continuare a seguire la propria strada e allargare la consapevolezza del proprio dolore e della propria rabbia. Ritrovare parole dimenticate. Il suo racconto è chiaro, dettagliato e coerente. Un lavoro psicologico (che forse ha già in parte affrontato) potrebbe aiutarla a ridurre tensione e rabbia e a cercare di ritrovare quella parte di famiglia che non è solo sua madre ma anche sua sorella nonostante profonde differenze di personalità e di esperienza. Nessuno di noi è un isola. E i legami più progondi continuano ad agire dentro di noi. Meglio conoscerne il senso per governare in modo più pieno la nostra vita

Dott.ssa Stefania Suriano Psicologo a Roma

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Salve Emilia,
sento che ha avuto numerose difficoltà, il dolore per la perdita di suo padre, l'assenza di sua madre; quello che percepisco è che la sua vita è segnata dall'assenza e dalla solitudine.
Attualmente con il riavvicinamento di sua madre si sono riaperte le sue antiche ferite e il suo compagno probabilmente non è la persona più adatta in questo momento per affrontare tutto il suo dolore.
Forse potrebbe rivolgersi ad uno psicologo per provare ad elaborare il dolore e la rabbia che questa situazione le ha provocato e che tuttora le provoca.
Una cosa che mi sento di dirle quando afferma di temere di essere accusata come la sola colpevole di questa situazione, e che nelle relazioni tra i genitori ed i figli coloro che impostano le relazioni (come meglio possono) fin dall'inizio sono i genitori; come può essere la sola colpevole di questa situazione?
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione.
Le auguro di trovare uno specialista per intraprendere un viaggio alla scoperta di se stessa per trovare la sua forza e le sue ricchezze, ma soprattutto per ritrovare i suoi genitori interni (diversi da quelli esterni), che devono essere ricostruiti dentro di lei.

Dott.ssa Eleonora Alvisini Psicologo a Frascati

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Gentile Emilia, così giovane e così grande assieme!
Sicuramente sarà stato difficile e di grande coraggio scegliere di allontanarsi da quella che è la sua famiglia.
Una scelta che lei racconta come obbligata, per evitare una sofferenza maggiore.
Ora è possibile che, in una nuova fase del suo ciclo vitale, senta la necessità di avere la sua famiglia vicina. In qualsiasi modo essa sia fatta e si comporti.
Una situazione complessa richiede ad ogni modo un approfondimento.
Le consiglio di aprirsi alla possibilità di parlarne con un terapeuta, volendo anche con sua mamma se per lei è pensabile.
A disposizione
Dott.ssa Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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Gentile Emy,
come mai dei comportamenti infantili di tua madre, proprio in quanto infantili, hanno avuto il potere di farti lasciare gli studi e di allontanarla drasticamente dalla tua vita rovinando il rapporto tra di voi?
Vi siete ignorate per 2 anni che potevano diventare anche di più se non ti avesse contattata lei ma con questo non potevi sperare che sarebbe diventata un'altra persona come del resto nemmeno tu lo sei diventata!
Per di più hai un rapporto conflittuale anche con tua sorella verso cui nutri invidia e gelosia non considerando che ha un carattere diverso dal tuo e forse più accomodante.
Nonostante ciò ti lamenti di non avere una famiglia!
Diversamente da te, sembra invece che il tuo compagno voglia mantenere un rapporto accettabile con tua madre ed in questo è più saggio ed equilibrato di te.
Quanto alla tua domanda finale se continuare ad essere una figlia che rispetta la madre o escluderla ulteriormente dalla tua vita, è buona la prima opzione anche se il mero rispetto dovrebbe essere accompagnato da una analisi più serena e profonda dei rispettivi comportamenti, analisi che ti inviterei a fare con l'aiuto di uno psicoterapeuta in un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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I genitori sono "dentro di noi", parte di noi. Per quanto male ci facciano, bisogna trovare il modo di comunicare almeno decentemente con loro. Pena, vivere monchi, col cuore spezzato. Se vuole, possiamo cercare insieme, ed in tempi brevi, quel modo. Mi contatti tramite portale.

Coraggio!
Silvia Donati

Dott.ssa Silvia Donati Psicologo a Milano

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Cara Emilia,
i rapporti con i propri familiari sono spesso tra i piú complicati.
Una cosa è certa: lei non ha il potere di cambiare sua madre.
Cosa Le rimane da fare dunque? Ebbene, cosa ha più senso per Lei? Cosa Le offre le maggiori possibilità di vivere una vita quanto piú piena, interessante e felice?
Ognuna di voi, sia lei, sia sua madre, sia sua sorella, è mossa da pensieri, sentimenti, considerazioni e ragioni diverse. Non è nel mio ruolo, professionale, e sinceramente non penso possa essere utile, sindacare su chi abbia ragione o meno. Ognuna di voi, dal proprio punto di vista, sente di averla.
Lei può sforzarsi di comprendere le ragioni di sua madre e sua sorella, e questo potrebbe anche aiutarla, ma deve anche rispettare le proprie e fare ciò che sente più utile per Lei. Qualunque sia la scelta che farà sarà senz'altro la migliore possibile in questo momento se riuscirà a costruirne un senso per se stessa.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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Cara Emilia, comprendo benissimo il tuo dolore. Sentirsi rifiutata è un'esperienza terribile da parte di una figlia. L'unica cosa che ti posso dire è che tua madre non è che non vuole darti affetto, probabilmente non ne è capace o forse non te lo da come tu lo vorresti. Ti consiglio vivamente un percorso psicologico di supporto. Ti aiuterà moltissimo, soprattutto a vivere serenamente la tua storia d'amore. Hai diritto di essere amata e con un aiuto riuscirai a operare un distacco emotivo e a comprendere la tua sofferenza prendendo le distanze da chi non ti sa amare come vorresti e meriteresti. Un abbraccio e auguri dr. Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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