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problemi con la laurea

Inviata da adriano il 19 gen 2015 Orientamento scolastico

Salve sono un ragazzo di 27 anni, scrivo perché ho iniziato l'università nel corso di infermieristica a 24 e sono al primo anno fuori corso con 6 esami mancanti.. Il problema che volevo porre è non riesco ancora, dopo 3 anni e mezzo, a convincermi di questa scelta, e credo questo influisca parecchio nel mio impegno e nella mia costanza.. Qualcosa nella mia testa nella mia fantasia mi dice che dovrei fare l'artista, dedicarmi ad attività con le quali trasmettere cose forti, o comunque penso se devo impegnarmi tanto, tanto vale che lo faccia con una cosa che mi piace, e il tempo passa.. Razionalmente poi penso "no devo finire questo corso è un periodo duro non si trova lavoro poi si vedra intanto finisci", e ancora penso "fatti venire un po' di passione o non sarai mai un buon infermiere, come troverai lavoro in una competizione in cui tanti hanno più passione di te e più professionalita perche hanno scelto questo lavoro con determinazione".. Insomma in questo conflitto interiore procedo a rilento negli studi con insoddisfazione e colpi all'autostima.. Cosa mi consigliate? Vi ringrazio molto per l'attenzione buona giornata!

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Caro Adriano
io le dico che questo corso di studi andrebbe portato a termine.
Con moltissima pazienza e grande lucidità dovrebbe valutare gli sforzi fatti fino ad ora e considerare il tempo passato a studiare in modo positivo.
Mettere in moto la motivazione alla conclusione può non essere semplice ma fa parte di un ostacolo da superare.
La riflessione sull'essere e anzi, "poter essere" un buon infermiere non è una cosa astratta ma passa dal fare il necessario per esserlo e, se ci sono stati dubbi, pause, e riflessioni sul cammino, poi superate, ciò significa che si è sviluppata consapevolezza.
Ritengo la consapevolezza acquisita con difficoltà preziosa quanto, anzi di più, di un entusiasmo astratto.
Nel lavoro dell'infermiere questa consapevolezza delle cose e il saper riflettere è un ingrediente indispensabile infatti, non si tratta solo di "intervenire" sul corpo del paziente ma di rapportarsi a lui come persona.
Ci sarebbe molto da dire.
Il suo versante artistico ..fa parte di lei e nessuno potrà toglierglielo.
Io continuerei a coltivarlo e non poco...credo che in futuro potrebbe benissimo rientrare nella sua professione infermieristica.
L'arte può aiutare molto la salute ed è fattore forte di benessere.
Essere un artista infermiere può accrescere enormemente il suo apporto e crearle nuove possibilità lavorative. Ci pensi attentamente.
Quindi il problema a mio parere non è cosa scegliere ma scegliere di fare entrambe le cose e farle con decisione certa e forte motivazioe.
Chiuda la parentesi della riflessione e inizi ad impegnarsi con tutto se stesso verso i suoi importanti ed originali obiettivi.
Mi piace pensare che, in un futuro non tanto lontano (anzi già un pò presente, se si pensa ai Clowns in corsia), la figura dell' Infermiere Artista possa essere il top.
Augurissimi.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Ciao Adriano,
trovare la propria strada a volte richiede tempo, attenzione, motivazione e una sana fatica, ma è altrettanto importante capirsi, rispettarsi e farsi aiutare se ci si accorge di aver perduto il sentiero o se si possono percorrere altre vie.
Ricevo in Pesaro nel caso ne sentisse il bisogno mi rendo disponibile.
Dott.ssa Gargamelli Sara

Centro di Psicoterapia - Dott.ssa Gargamelli Sara Psicologo a Pesaro

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Salve Adriano,
è entrato in un vero e proprio dilemma, non sono io a poterle dire la scelta migliore, quella la deve ricercare dentro di se. E' per questo che la invito a intraprendere anche un breve percorso psicoterapico che l'aiuti a fare chiarezza. Io sono in Umbria e ricevo a Perugia

Dott.ssa Pamela Coccetta Psicologo a Perugia

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Buongiorno Adriano,
Per mia inclinazione professionale non tendo a dare consigli, soprattutto relativi a scelte di vita molto personali.
Mi soffermerei invece sul tema del conflitto.
Cercherei di valutare con attenzione (penso ai casi di alcuni miei pazienti) se il vero problema sta nella diatriba dovere - piacere (infermiere o artista) oppure se il vero problema si gioca nel tema della RESPONSABILITÀ (cosa significa per me entrare nel mondo del lavoro, fare il mestiere delicato del l'infermiere, cos'è per me l'accudimento, la cura...). Potrei farmi anche aiutare da qualcuno per dare un senso a queste domande, trovare spazi di risposta dentro di me e avere quindi idee più chiare.
Le domande più oggettive che ci poniamo solitamente difronte ad un problema spesso sono secondarie a questioni più soggettive.
Cordialmente,
Dott. Piacentini

Dott. Hermes Piacentini Psicologo a Seveso

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Salve è stato molto piacevole leggere le vostre risposte e vi ringrazio molto!.. Personalmente ho già affrontato un percorso di psicoterapia che è durato 3 anni, e concluso un anno fa, presso il Cim a cui mi rivolsi per attacchi di panico, e ad oggi lo vedo come un dono credo mi stia dando dei bei frutti per molti aspetti.. Il percorso è stato fondato sul mio bisogno di indipendenza, il motivo della mia scelta del corso universitario credo, e sto imparando che la vita e fatta sempre di difficolta che si interpongono fra te e le tue fantasie, sogni, e su cui lavorare.. Prima della terapia cercavo la strada perfetta, e per questo ho cambiato molte strade, oggi meno ma ancora un po' è così.. Grazie ancora per le vostre risposte mi sono state molto utili! Penso cercherò di impegnarmi ad avere un po' di disciplina per finire gli studi e trovare dello spazio per le passioni e vedere se mi basta, in ogni caso c'è la vostra categoria in caso di bisogno per me siete un punto di sostegno :)

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Salve Adriano,
se ho ben compreso non ha scelto la facoltà perchè è quello che le piace tuttavia per un discorso lavorativo; credo che ad oggi ritorni spesso questo conflitto interno "faccio ciò che mi piace o ciò che mi dà lavoro?"
allo stesso tempo rifletto sul fatto che abbia scelto infermieristica; facoltà non semplice e che comporta una vocazione poi nell'affrontare il lavoro; inoltre noto che mancano sei esami dunque il percorso è a buon punto.
Credo che dare fiducia al proprio "talento" e alla creatività sia molto difficile, impegnativo e spaventa moltissimo.
Oltre a sentirti combattuto immagino che tu ti senta meno rispetto ad altri e immagino che sia questo che non ti permette di realizzarti.
Mi chiedo cosa puoi fare più di quello che sta facendo?
vedo la tua motivazione nel portare avanti qualcosa che forse non ti piace e allo stesso tempo desiderio di realizzare altro...
Spesso dentro di noi abbiamo delle voci contrastanti e voci che urlano per non permetterci di riuscire e portare anche avanti elementi pratici ed elementi creativi.

Se, come credo, questo ti crea disagio può essere utile strutturare un buon lavoro sulla sua autostima e un percorso di strategie che ti possano consentire di portare avanti entrambe le cose, che ne dici?

Resto a disposizione per qualsiasi domanda o informazione
un caro saluto
dott.ssa Eleonora Sellitto

Dott.ssa Eleonora Sellitto Psicologo a Roma

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Salve Adriano, prima di tutto grazie per la sua domanda. Quello che scrive mi fa pensare ad un vecchio problema esistenziale di cui, credo, non smetteremo mai di sentire parlare. Il conflitto che sta vivendo mi sembra infatti molto vicino al problema cuore o ragione? creatività o concretezza?

Credo che ci possano essere tanti motivi per cui possiamo essere portati a pensare a questi due aspetti come separati l'uno dall'altro (per esempio, due genitori con due immagini del figlio profondamente diverse una dall'altra.)

Tuttavia sono convinto che le due cose possano anche andare d'accordo e che, quando questo accade, riusciamo a ottenere profonda soddisfazione e gratificazione nelle cose che facciamo.

A volte questo passaggio può essere molto difficile da effettuare e può essere molto utile un percorso di psicoterapia. Resto a disposizione per ulteriori domande. Buona giornata. Un caro saluto. Dott. Massimo Perrini

Dott. Perrini Massimo Psicologo a Roma

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Caro Adriano,
non tarpi le ali della sua creatività, per "fare l'artista" bisogna esserlo, e se si ha un dono così speciale non bisogna sprecarlo! Provi a mettere un po' di questa creatività nel suo percorso di studi e vedrà che diventerà più facile studiare e troverà il tempo per approfondire anche le sue abilità artistiche...
Quando stiamo bene con noi stessi anche le prove più difficili si affrontano meglio, e per stare bene una delle cose indispensabili è sapere di avere un "luogo" interno, immaginario, ma anche reale, in cui permetterci di essere liberi da ogni vincolo. Lei si deve ritenere fortunato ad aver doti artistiche perchè ha già trovato il suo "luogo" dove rifugiarsi e sentirsi libero.
Nella vita puntare tutto su un unico scopo ci può limitare, far sentire in trappola... puntare tutto sul lavoro o tutto sulla famiglia o tutto su una passione, rischia di farci soffrire eccessivamente alla minima difficoltà. Sperimentarsi su più livelli ci dà invece la possibilità di attingere di volta in volta l'energia da quel livello che più ci soddisfa: dopo una delusione d'amore, il lavoro potrebbe aiutarci a rimetterci in sesto o dopo un licenziamento esprimere tutta la frustrazione su una tela o un pianoforte ci può aiutare ad elaborare il dolore, la frustrazione....
Non scarti parti di Sé, ma le accolga e le aiuti a crescere
Cordiali saluti
dott. Valentina Valentini

Dott.ssa Valentina Valentini Psicologo a Sorrento

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Buongiorno Adriano, affrontare, portare avanti e terminare un corso di studi universitario è sicuramente un impegno importante e la motivazione dovrebbe essere una delle caratteristiche che ci aiuta ad affrontare questo percorso. Leggendo le sue parole mi sono chiesta come fosse arrivato alla scelta di affrontare questo corso di studi, quali fossero state le sue motivazioni iniziali e se fosse cambiato qualcosa nell'arco di questo periodo, mi sono anche chiesta se non vedesse la possibilità di poter comunque coltivare anche la strada artistica, anche, eventualmente, continuando il suo percorso di studi, credo che per valutare al meglio la situazione sia necessario approfondire quindi maggiormente questi ed altri aspetti.
Resto a disposizione per eventuali altri quesiti, la saluto.
Dott.ssa Monica Muschetto

Dott.ssa Monica Muschetto Psicologo a Padova

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Gentile Adriano,
c'è dunque incertezza, idee non chiare ecc. Sarebbe interessante sapere cosa hai studiato e fatto prima di questo corso di infermieristica, perchè lo hai intrapreso e presumibilmente lasciato perdere altre strade...
Gli psicologi lavorano spesso nel campo dell'orientamento che non è limitato soltanto agli anni scolastici o immediatamente post-scolastici. Si può essere disorientati, incerti sulle proprie scelte lavorative anche dopo i 40 anni, ma spesso bastano pochissimi colloqui per ritrovare una sicurezza, soprattutto se i dubbi non hanno grandi radici. Se invece ci fosse una grande passione non realizzata lo psicologo potrà aiutare la persona ad utilizzare al meglio le sue possibilità e capacità.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Buonasera Adriano,
credo che le domande che si sta facendo in questo momento rappresentino una grande onestà verso se stesso e verso quello che farà in un futuro lavorativo. Ben vengano!
Se il suo dubbio è tra "Adriano infermiere" e "Adriano artista", potrebbe essere utile capire quali aspetti dell'uno e dell'altro lo affascinano e iniziare ad immaginare dei modi per farli coesistere. Immagino che ci sia un senso al fatto che è in dubbio tra queste due alternative (infermiere e artista) e non un'altra (es. ingegneria?) che escluderebbe di netto, sarebbe interessante capirlo.
Conosco molto poco di lei e potrei aver fatto un esempio che non calza.
Grazie a lei per averci raccontato la sua esperienza!

dott.ssa Cristina Paoloni

dr.ssa Cristina Paoloni Psicologo a Padova

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Salve Adriano,
il momento della laurea è un momento importante nella vita di una persona, perché indica il passaggio dalla vita da studente a quella - si spera - da lavoratore. Proprio la difficoltà ad immaginare se stessi in questo nuovo modo può essere una ragione, per molti, per posticipare il momento della laurea. Nel suo caso, però, mi pare ci sia anche di più, ovvero la scelta su chi vuole essere: artista o infermiere? L'impressione che ho è che si tratti di una scelta esistenziale, per lei, quindi il mio suggerimento è di provare a rivolgersi ad un professionista, proprio per provare a capire meglio quali sono le implicazione di questa scelta e, perché no, magari scoprire che ci sono vie percorribili che oggi non vede.

Spero di esserle stato utile

Dott. Alessandro Busi

Dott. Alessandro Busi psicologo-psicoterapeuta Psicologo a Mestrino

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Salve Adriano,
il momento della laurea è un momento importante nella vita di una persona, perché indica il passaggio dalla vita da studente a quella - si spera - da lavoratore. Proprio la difficoltà ad immaginare se stessi in questo nuovo modo può essere una ragione, per molti, per posticipare il momento della laurea. Nel suo caso, però, mi pare ci sia anche di più, ovvero la scelta su chi vuole essere: artista o infermiere? L'impressione che ho è che si tratti di una scelta esistenziale, per lei, quindi il mio suggerimento è di provare a rivolgersi ad un professionista, proprio per provare a capire meglio quali sono le implicazione di questa scelta e, perché no, magari scoprire che ci sono vie percorribili che oggi non vede.

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