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Problemi con il corpo delle donne

Inviata da Alessandro il 4 giu 2014 Relazioni sociali

Buona sera,
vorrei esporre il mio problema. Ogni volta che comincio una relazione affettiva con una donna (fidanzamento), vengo assalito da angosce terribili in quanto la mia mente non può pensare ad altro che ai difetti di lei, del suo corpo e non riesco a godermi in serenità il rapporto. I difetti sono principalmente inerenti al corpo (magrezza, altezza, cellulite ecc)-- Allora mi guardo in giro e osservo le altre donne e le confronto a lei (intendiamoci, sempre e solo in senso fisico). Da questo confronto la mia donna esce sempre sconfitta, vedo e noto donne bellissime con le quali dico a me stesso : con lei non avrei nessun problema...Mi rendo conto dell'assurdità e della superficialità di ciò che sto esponendo e credetemi... non ne posso fare a meno. Lo so che tutto ciò è banale ma le angosce che mi assalgono sono angosce che mi fanno vivere in una gabbia, e me ne libero solamente tornando ad essere single. Naturalmente non cedo a questo mio problema, continuo le storie ma in modo insoddisfacente e con una depressione di fondo che magicamente scompare nel momento in cui torno ad essere libero, senza coinvolgimenti. Mi sono fatto 4 anni di terapia con psicoterapeuti differenti e sono riuscito solo ad attenuare leggermente il problema ma sto sempre molto male. Che devo fare? ricominciare un altro ciclo di terapia ventennale? grazie e scusatemi dello sfogo. Questo problema mi assale ad ogni relazione affettiva fin dai tempi di quando avevo 20 anni ed ora ne ho 40. Perchè con donne che vedo in giro, in strada, bellissime sento di non averlo questo problema? Dipende dalla scelta che faccio (delle donne) o sono io?? Nella vita non sono così superficiale, credetemi, anche se in realtà sto mostrando questo a voi.

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Gentile Alessandro, il malessere che tu descrivi, che possiamo definire "sintomo" , potrebbe svolgere un ruolo importante di protezione, ossia potrebbe servirti per proteggerti dall'intraprendere una relazione seria e duratura che implicherebbe il prendersi delle responsabilità, scegliere di andare a vivere con una donna, crescere. Tali tematiche andrebbero analizzate e approfondite con uno psicoterapeuta che possa contestualizzare il tuo sintomo, aiutarti a dare un significato alla sintomatologia e quindi ad affrontarla e a superarla. Posso incoraggiarti dicendoti che le psicoterapie non sempre durano anni, la durata dipende in parte dallo psicoterapeuta, però dipende anche molto dalla motivazione che il paziente ha nel fare un percorso di questo tipo, nel mettersi in gioco, nello sperimentare nuove modalità e strategie per affrontare le difficoltà . Trovare uno psicoterapeuta con il quale ti senta completamente a tuo agio e dal quale ti senta capito è ugualmente molto importante per il decorso della psicoterapia.
In bocca al lupo per tutto
Dott.ssa Lucia Firinu
Psicologa e Psicoterapeuta Cagliari Oristano

Dott.ssa Firinu Lucia, Psicologo - Psicoterapeuta Psicologo a Cagliari

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Non deve essere facile aver vissuto in questa situazione, si prenda del tempo per capire al meglio le sue esigenze. Le consiglio di chiedere il supporto ad un collega cognitivo-comportamentale per ritrovare al meglio l'equilibrio.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologa a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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Buona sera Alessandro,
dice "angosce che mi fanno vivere in una gabbia, e me ne libero solamente tornando ad essere single" "una depressione di fondo che magicamente scompare nel momento in cui torno ad essere libero, senza coinvolgimenti". Si può ipotizzare una fatica a stabile un legame (si sente soffocato? ha delle paure? ...) e sta meglio quando si libera ma poi inizia una nuova relazione, e il tutto si ripete. Cosa succederebbe con una donna bellissima? Potrebbe trovare un difetto anche a lei, nel momento in cui il rapporto stringe troppo e ha bisogno di allontanarsi e, in un certo senso, liberarsene.
Forse anche con i terapeuti ha replicato uno stile simile che l'ha portata a cambiarne diversi in quattro anni. La inviterei a prendere in considerazione la possibilità di approfondire questo argomento proprio in un contesto di terapia: probabilmente anche lì ad un certo punto sentirà il bisogno di allontanarsi... ne parli liberamente con l'obiettivo di capire il suo stile relazionale.
I migliori auguri.
Dott.ssa Annalisa De Filippo - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Annalisa De Filippo - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Sesto San Giovanni

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Gentile Alessandro le consiglio di intraprendere una psicoterapia breve relazionale con indirizzo strategico. Sono a disposizione per chiarimenti. Dott.ssa Pulvirenti Carmela

Dott.ssa Carmela Pulvirenti Psicologo a Catania

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Caro Alessandro,
il fatto che in 4 anni abbia fatto esperienza con diversi colleghi non dimostra che il suo problema sia irrisolvibile. Tutt'altro! Anzi, mi domando cosa l'abbia fatta "fuggire" da un terapeuta ad un altro. Questo per dirle che sarebbe opportuno approfondire con lei alcuni aspetti della sua vita per comprendere le motivazioni della sua difficoltà a impegnarsi in un rapporto profondo con una donna. Sempre che lei sia disponibile a "stare". Colgo l'occasione per dirle che da ciò che scrive non la reputo superficiale ed è stato bravo a chiedere aiuto per esporre la sua difficoltà.
Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto.
Dott.ssa Luisa Saladino
Psicologa- Psicoterapeuta

Dott.ssa Saladino Luisa Psicologo a Monza

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Gentile Alessandro,
il suo disagio rispetto ai "difetti" delle donne che frequenta potrebbe essere la punta dell'iceberg. Sotto potrebbero trovarsi altri disagi, altre difficoltà che la limitano nelle relazioni. Potrebbe essere utile approfondire la sua storia di vita, le sue relazioni passate, la sua storia familiare e relazionale, per capire da cosa possa derivare questo suo disagio.
Certo per fare questo le consiglio un percorso di psicoterapia, che non debba essere per forza "ventennale", esistono infatti molti approcci (ipnotico, cognitivo comportamentale...) che sono brevi, nel senso che non richiedono anni di terapia.
Le auguro di trovare presto la sua strada e di iniziare a vivere più serenamente i suoi rapporti di coppia.
Saluti,
dott.ssa Irene Onnis, psicologa psicoterapeuta ipnotista - Milano

Dott.ssa Irene Onnis - Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR Psicologo a Milano

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Salve Alessandro, mi è piaciuto che dica che la sua mente non può pensare ad altro e che lei se ne renda conto... L'approccio cognitivo comportamentale di terza generazione fa proprio la distinzione tra ciò che ci dice la mente, perché funziona in questo modo, e quelli che sono i nostri valori, le persone che vogliamo essere e le scelte che vogliamo fare, anche se difficili e che potrebbero farci soffrire! Forse il suo valore è rimanere libero e forse, a parte le imperfezioni fisiche, che hanno anche le donne bellissime che vede da lontano, c'è qualcos'altro che non vuole in una relazione... Ovviamente sono ipotesi azzardate perché non conosco la sua situazione ma se vuole può iniziare un percorso di terza generazione che le garantisco non è ventennale ma può concordare con il suo terapeuta i tempi.
Non rinunci alle relazioni se per lei è una sofferenza e ritiene siano importanti.
Un caro saluto
Dott.ssa Elisa Zocchi

Dott.ssa Elisa Zocchi Psicologo a Samarate

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Carissimo, sono colpita dalla definizione 'psicoterapia ventennale' e sarebbe interessante sapere cosa intendi per '4 anni di terapia con terapeuti diversi'. Mi viene da pensare che tu abbia qualche resistenza nell'approfondire il tuo modo di intendere il rapporto col femminile. Per poterti aiutare a fare maggiore chiarezza, sarebbe necessario conoscere alcuni elementi della tua storia personale, quali la tua età ed a grandi linee l'evoluzione della tua sessualità. Rimango a tua disposizione.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa - psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Buonasera,
Secondo la mia opinione il suo comportamento ha un carattere ossessivo compulsivo, in quanto lei si rende conto che i suoi pensieri legati ai difetti fisici non sono sostenuti da una realtà oggettiva, ma non li può controllare. La sua sintomatologia ha un significato e una funzione, che potrebbe essere quella di evitare di avere una vera relazione di coppia. È probabile che lei tema di non essere all’altezzadella situazione, anche da un punto di vista fisico, e che indirizzi questa paura verso la sua donna anziche verso sè stesso per preservare la sua autostima.
Ma questa è solo un'ipotesi. Il problema è certamente da affrontare, magari prima con un approccio cognitivo comportamentale per smorzare le ossessioni.
Cari saluti
Dott.ssa Marzia Vaiarelli
Psicologa
Como

Dott.ssa Marzia Vaiarelli Psicologo a Torino

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