Problemi comportamento adolescente

Inviata da anna · 16 set 2015 Psicologia infantile

buongiorno dottori
il problema è per mia figlia, ha 12 anni è sempre stata molto brava a scuola con ottimi voti anche l'anno scorso in prima media aveva tutti 9 e qualche 8 ma ora con l'inizio dell'anno scolastico ha il rifiuto della scuola non vuole andare a scuola non riesce a fare i compiti. Di tutto questo però me ne sono accorta già da maggio scorso quando mi diceva che non riusciva a concentrarsi, ma davo la colpa che durante l'anno scolastico ha solo esclusivamente studiato come una pazza. devo dire anche che il clima in famiglia non è tanto sereno perchè i problemi con mio marito ci sono.
Cosa devo fare perchè rischia di saltare l'anno e lei questo non o vuole. Lei vuole solo guarire da questa crisi di tristezza e terrore.
Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti
Anna

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Miglior risposta 16 SET 2015

Gentile Anna,
consideri che sua figlia ha varcato da poco la soglia dell'adolescenza e questa è una età particolare ove mille dubbi e molti momenti critici incombono.
Per di più lei ammette di vivere una fase difficile nel suo rapporto coniugale e questo fatto di sicuro può essere destabilizzante per la ragazza che pertanto non ha più quella serenità per concentrarsi sullo studio come faceva in precedenza.
Per questi motivi mi sento di consigliarle un supporto psicologico di famiglia che possa riportare in equilibrio il nucleo familiare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 SET 2015

Salve Anna
per una ragazza di 12 anni mantenere un livello costantemente alto nello studio (pensando solo a quello) significa, oltre che molto impegno, un sottostante timore di non essere accettata se cede un poco e il terrore di poter deludere gli altri.
Chiaramente i due elementi di cui sopra possono essere inconsci e difficili da identificare da parte della ragazza, tuttavia questo per voi genitori deve essere chiaro.
Come possa essersi creata questa situazione di insicurezza da parte di vostra figlia non è dato sapere però dobbiamo comprendere bene che la ragazza ha bisogno di essere vista, ascoltata, accolta e considerata come persona.
Forse voi genitori, persi in conflitti vostri, avete perso di vista lei e ora la stessa, dopo aver attirato l'attenzione con ottimi voti, cerca di intensificare il vostro interesse con lamentare svogliatezza e incapacità.
La situazione è seria e richiede che questa famiglia ritrovi armonia e coesione.
L'aiuto di uno psicoterapeuta può essere indispensabile.
Un caro saluto Dott. Silvana Ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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17 SET 2015

Gentile Anna,
l'anno scolastico è appena iniziato e c'è tutto il tempo per valutare ed affrontare la situazione senza che abbia ripercussioni di alcun genere.
Come tutti i sintomi anche il rifiuto manifestato da sua figlia è un modo di comunicare uno stato di sofferenza...la cosa fondamentale è capire cosa soggiace a questo stato. è importante capire se si tratta di un problema individuale legato magari al particolare momento di crescita o si tratta di un problema che fonda le sue radici nel contesto famigliare o nel contesto scolastico.
Per disambiguare la situazione è fondamentale un approfondimento per cui un percorso psicologico potrebbe essere utile.
Si conceda anche la possibilità di chiacchierare con sua figlia non restando focalizzata sul problema compiti, si conceda la possibilità di uno spazio con lei nel quale lasciarla libera di parlare di vissuti, emozioni e pensieri che caratterizzano questo momento di vita.
Osservi sua figlia e annoti la presenza di eventuali altri cambiamenti.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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17 SET 2015

Gentile Anna,
Da quello che posso capire dalla sua richiesta la situazione scolastica di sua figlia è avvertita anche da lei (figlia) come dolorosa, quindi ha fatto bene a cercare aiuto.
Spesso, per la mia esperienza, i problemi non risolti, le situazioni familiari di tensione, possono influenzare, non solo i genitori che la vivono in prima persona, ma anche, e sopratutto i figli. Le modalità con cui i figli risentono dello stress familiare sono molteplici e variegati, ma spesso si assiste a un calo del rendimento scolastico.
Non posso pronunciarmi rispetto al suo caso specifico, perché non conosco la ragazza e non potrei esprimermi in merito, ma posso consigliarle di proporle un colloquio, un percorso con uno psicologo della sua zona, anche perché l'anno scolastico è appena iniziato e avrebbe tempo di recuperare sotto il profilo scolastico e, contemporaneamente, di "lavorare" sulle dinamiche che accompagnano il suo malessere.

Con i migliori auguri
Dott.ssa Martina Fabbrizzi

Dott.ssa Martina Fabbrizzi Psicologo a Empoli

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17 SET 2015

Buongiorno Anna, è importante per sua figlia non lasciar passare troppo tempo per pensare ad un percorso psicologico perché l' ansia tende ad autoalimentarsi diventando sempre più forte. Prima di pensare ad un percorso familiare penserei ad uma fase di valutazione per sua figlia, in modo da capire da lei le motivazioni delle sue difficoltà. Poi lo psicologo vi suggerirá il percorso più adatto. Rimango a vostra disposizione. Cordiali saluti Dottssa Elisa Zocchi

Dott.ssa Elisa Zocchi Psicologo a Samarate

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17 SET 2015

Tua figlia è probabilmente tra la pubertà e l'adolescenza, una fase delicatissima.
Dal momento che la sua crisi si manifesta ora, tu e tuo marito, data la situazione, avete il sacrosanto dovere di farvi aiutare da un Consultorio della vostra zona per rendere l'atmosfera di casa 'serena'. La priorità va a vostra figlia, dopo affronterete i vostri problemi in maniera più adeguata. A disposizione per ulteriori chiarimenti e seriamente preoccupata per vostra figlia.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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16 SET 2015

Gentile Anna
é sicuramente prematuro pensare ad una eventuale bocciatura, tanto più che sua figlia è sempre stata un'alunna diligente; dalla mia esperienza, gli insegnanti prima di prendere la decisione di bocciare un alunno tendono prima a segnalare alla famiglia che c'è un disagio.
Se sua figlia è sempre andata a scuola volentieri, se ha sempre studiato con profitto e adesso non più, probabilmente vi sta segnalando un problema che andrebbe capito.
Analogamente, andrebbe quanto meno indagato qual è il motivo per cui non vuole andare a scuola: se a scuola non è successo niente di particolare e contemporaneamente a casa ci sono dei litigi, sua figlia potrebbe essersi messa in testa l'idea di dover rimanere a casa a controllare che tutto prosegua per il verso giusto. O magari, conoscendo il suo temperamento ansioso (lo deduco dal fatto che l'anno è iniziato da pochi giorni e lei già teme una bocciatura) la sta "distraendo", con i suoi problemi scolastici, da altre preoccupazioni.
Come vede, le ipotesi da approfondire sono tante.
Potreste chiedere una consulenza familiare: sono più brevi di un trattamento individuale e hanno il vantaggio di far circolare idee ed emozioni tra i membri del nucleo.
Cordialità
Dott.ssa Stefania D'Antuono - Venezia
Se poi sua figlia è figlia unica, l'impatto su di lei delle tensioni familiari sarebbe ancora più forte rispetto a situazioni in cui ci sono altri fratelli/sorelle con cui condividere le preoccupazioni.

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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16 SET 2015

Gentile Anna,
come scritto anche dalla collega consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo scolastico o eventualmente ad un professionista esterno in quanto la problematica che presenta andrebbe approfondita.
In particolare in quanto vi sono due differenti situazioni sulle quali si potrebbe intervenire: sia con sua figlia che all'interno del sistema famigliare. Il rifiuto di sua figlia comunica un messaggio a lei e suo marito di sofferenza, rispetto al quale è necessario intervenire.
Cordiali Saluti,
Dott. Guido D'Acuti

Dott. Guido D'acuti Psicologo a Padova

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16 SET 2015

Cara Anna,
l'anno scolastico è appena cominciato ed è presto per parlare di bocciature. Parli con sua filgia, chiedendole se vi sia qualcosa che la fa soffrire, senza affrontare direttamente il discorso compiti.

Cerchi un modo per conoscere meglio il mondo interiore di sua figlia, le sue preoccupazioni, timori, speranze.
Può invitare compagni di classe perchè facciano i compiti insieme e coinvolgere le insegnanti qualora il problema persistesse.

Una buona strada è anche rivolgersi allo psicologo scolastico, se presente, oppure ad un libero professionista, per comprendere se vi siano dinamiche familiari che stanno rendendo difficile a sua figlia concentrarsi nello studio.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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