Problemi col mangiare fuori casa,come gestire la situazione?

Inviata da Dario · 17 feb 2014 Autorealizzazione e orientamento personale

Buongiorno,scrivo per descrivere un problema recente che mi è capitato e che mi sta causando un po' di difficoltà: circa un paio di mesi fa mi è capitato di trovarmi a mangiare in un ristorante veramente molto affollato con degli amici. Il caldo era insopportabile e si respirava a fatica;
inizio a sentire dei giramenti di testa e un forte blocco allo stomaco,seguito da nausea. Esco per riprendermi un po' e rimango fuori per circa un'oretta,durante la quale respiro a fatica e cammino molto. Mi riprendo un attimo poi continuo a camminare con i miei amici. Da allora sto avendo difficoltà a mangiare fuori,mi sento oppresso,mi si chiude lo stomaco e ho nausea e giramenti di testa. Mi capita a volte di somatizzare lo stress con mancanza di appetito,ma se so di dover mangiare fuori vado in agitazione,inizio a sentire molto caldo e mi si chiude lo stomaco,anche diverse ore prima della cena. Inutile dire che la cosa mi mette parecchio a disagio e mette a disagio a volte anche le persone che mi sono vicine. Se la cosa è programmata l'ansia è molto forte,se invece si tratta di mangiare in piedi o qualcosa di piccolo,il più delle volte non mi si presenta la difficoltà. Sparisce per un po' quando mi sento sollevato e rilassato. Non so come comportarmi in merito,non ho mai avuto problemi di questo tipo e vorrei uscire da questa situazione imbarazzante,cosa posso fare?

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Miglior risposta 18 FEB 2014

Gentile Dario,
potrebbe essere utile consultare un Collega di persona per comprendere l'origine della sua ansia e imparare a gestire le sue reazioni emotive. Il corpo spesso "comprende" le situazioni prima della mente, e le somatizzazioni indicano una difficoltà nella gestione del conflitto psichico.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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25 FEB 2014

Buongiorno Dario,
se ho capito bene questo problema è iniziato circa due mesi fa e persiste dal suo inizio. Il fatto che lei chieda consulto ad un sito di psicologi, anziché andare ad esempio da un gastroenterologo, mi fa pensare che dentro di sé senta che la questione sia di tipo psicologico. E appunto per trovare risposta alla sua domanda, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo. Prosegua per questa strada che ha imboccato e prenoti una consulenza! Auguri
Dott.sa Federica Calandra

Dott.ssa Federica Calandra Psicologo a Verbania

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19 FEB 2014

Caro Dario,
Le consiglio di consultare uno psicologo di tipo cognitivo comportamentale per imparare a gestire questa situazione di ansia che le sta limitando la sua vita sociale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Petrini Consuelo

Dott.ssa Petrini Consuelo Psicologo a Porto San Giorgio

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19 FEB 2014

Egregio signor dario,
potrebbe essere l'inizio di un problema...
per la complicazione della sitomatologia e per verificare se siamo all'esordio conviene oltre a ascolare i consigli pratici che riceverà qui, anche prenotare una consulenza con esperto psicoterapeuta psicosomaticista, meglio
paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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18 FEB 2014

I suoi sono chiaramenti dei sintomi psicosomatici. Simbolicamente la chiusura dello stomaco rappresenta il rifiuto ad assumere il cibo, a nutrirsi. Le cause sono da ricercare nel vissuto emotivo che ha avuto nel contesto familiare. Ad esempio una situazione di tensione famigliare, un conflitto con il padre - la madre o entrambi possono creare ora in età adulta un nodo emotivo che si esprime simbolicamente con i sintomi da lei descritti.

Il consiglio è di rivolgersi ad uno psicologo che le permetta di trovare ed elaborare le esperienze traumatiche o modelli disfunzionali traumatici.

Dott. Fabrizio Mardegan Psicologo a Vedelago

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18 FEB 2014

Gentile Dario
dalla sua descrizione del problema sembra che si tratti di un circolo vizioso dell'ansia: un unico episodio di malessere accidentale ha creato un meccanismo che si auto alimenta. La paura dell'ansia aumenta ulteriormente l'ansia, molto difficile da controllare con la semplice forza di volontà. Tuttavia sarebbe opportuno procedere con una diagnosi psicologica, magari supportata da un test di personalità che possa darci una misura dell'ansia. Dopo ciò si hanno elementi sufficienti per decidere quale terapia sia più indicata: se il doppio binario (tecnica di rilassamento sul binario fisico e analisi sul piano psichico) oppure una terapia strategica breve o, ancora, una tecnica che utilizza le immagini mentali. In ogni caso si tratta di terapie psicologiche brevi (10-15 sedute) che possono essere svolte anche da casa in modalità on-line con il programma Skype scaricabile gratuitamente. Se è interessato basterà cercare il mio nome tra i nuovi contatti skype.
Un caro saluto

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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18 FEB 2014

Caro Dario,
dalla descrizione che ha appena fatto sembrerebbe essersi innescata una sorta di ansia per le situazioni legate al mangiare fuori. L’ansia è tipica nel creare circoli viziosi di mantenimento, per cui una volta sperimentate certe sensazioni spiacevoli si innesca il timore di riviverle e basta soltanto il pensiero di dover affrontare una situazione simile per far riaffiorare l’agitazione. Le suggerirei di contattare uno psicoterapeuta della sua zona (l’approccio cognitivo comportamentale risulta molto efficace per contrastare questo tipo di problematiche) e chiedere una prima consulenza, per capire più approfonditamente la natura del problema e la sua intensità. In seguito a ciò potrete decidere assieme che tipo di percorso intraprendere per sconfiggere quest’ansia che le crea disagio. Tenga conto che l’ansia è un emozione che ha la funzione di segnalare che c’è qualcosa che non và, e può essere presa come un utile spunto per riflettere su se stessi e conoscersi meglio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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18 FEB 2014

Gentile Dario,
da un punto di vista un po' più superficiale, sembra che si tratti di un problema d'ansia, in cui lei ha associato una situazione in cui è stato male al malessere, generalizzando il disturbo a tutte le situazioni analoghe.
Allo stesso tempo è possibile che ci siano delle problematiche più profonde, di cui è difficile essere a conoscenza, probabilmente anche per lei.
Non ci sono strategie che possiamo suggerire on line, credo che la scelta giusta sia quella di rivolgersi ad un terapeuta di persona.
I disturbi d'ansia(se di quello si tratta...) difficilmente si risolvono da soli.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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18 FEB 2014

Buongiorno gentile Dario,
la situazione si protrae in quanto legata allo spaesamento provato la prima volta e alla paura che possa ripresentarsi nello stesso modo e in simil luogo. Ma c'è un problema di ansia che Lei stesso riconosce ed è quello che va risolto. Le suggerisco di consultare uno psicologo psicoterapeuta de visu e valutare un percorso per risolvere il disturbo d'ansia che sembrerebbe aver "sconfinato" in altri ambiti.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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