Problemi cardiaci o ansia?

Inviata da Alessia · 18 lug 2016 Attacchi di panico

Buongiorno mi chiamo Alessia e ho 18 anni appena compiuti. Sono molto ansiosa e da quasi un anno ho frequenti attacchi di panico dovuti proprio alla mie paure. le due cose che più mi tormentano sono il fatto di poter avere un infarto e quindi morire, e la paura di svenire da un momento all'altro.
Mesi fa mi capitò di avere frequenti episodi di tachicardia durante la giornata, insieme a giramenti di testa, sudorazione ecc. Per questo motivo ho deciso di andare da una dottoressa la quale mi ha fatto elettrocardiogramma e ecocardiogramma, entrambi con risposte positive, ho anche messo la macchina holter per 24h e non c'è stato nessun risultato negativo. Però da settimane mi tormenta il fatto che possa avere un infarto, e proprio nel momento in cui lo penso sento i rispettivi sintomi (dolore al petto, al braccio e alla mascella). È diventata una cosa molto pesante ormai per me, passo maggior parte del tempo a controllare il battito e a massaggiarmi il petto per cercare di eliminare il dolore.
Inoltre ho avuto 3/4 sedute da una psicologa, alla quale non ho mai fatto presente nessuno di questi sintomi, e a fine agosto devo tornarci.
Mi farebbe piacere ricevere qualche risposta.

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Miglior risposta 18 LUG 2016

Cara Alessia
ti potrebbe essere molto utile andare da uno psicologo psicoterapeuta pe rfarti seguire un poco.
A mio parere l'apprendimento di una tecnica quale il Training Autogeno potrebbe darti una buona mano a gestire le emozioni che ti causano stress e crisi d'ansia.
Sarebbe bello che tu potessi giungere ad una buona conoscenza di te stessa da comprendere come mai ci sono queste difficoltà.
Poterle risolvere significherebbe aumentare la tua autonomia e la tua autostima; due cose che servono molto nella vita.
Tanti cari saluti
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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22 LUG 2016

Gentile Alessia,
gli esami clinici hanno permesso di escludere problemi cardiaci organici, per altro rari alla tua età.
Pertanto, la tua ansia ipocondriaca con annessi attacchi di panico richiede un percorso di psicoterapia per metterti in condizioni di comprendere le origini di questo disagio ed imparare a neutralizzarlo uscendo dal circolo vizioso sintomo-paura-sintomo oppure paura-sintomo-paura.
Inoltre, devi aver chiaro che in psicoterapia (che deve essere di durata adeguata) non è utile fare omissioni e con il/la terapeuta occorre costruire un rapporto di fiducia e di alleanza terapeutica.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 LUG 2016

Cara alessia, funziona così:
- sono convinta che certe situazioni siano pericolose
- avviene quella situazione
- mi viene l'ansia con i suoi sintomi che conosci
- mi spavento d quei sintomi temendo infarti, morte, etc;
- come conseguenza l'ansia aumenta ancora e diventa panico.
Tranquilla, le palpitazione che hai sono dovute all'adrenalina che viene rilasciata per l'ansia, ed e' del tutto equivalente a correre sul tapis rulant.
Se non hai problemi di salute, non avrai un infarto esattamente come non lo avresti se ti metti a correre.
Ma e' evidente che non ti puoi fare una vita ad attacchi di panico e valium......ti serve una psicoterapia.
Parlanane con i tuoi
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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19 LUG 2016

Per quale motivo non ha parlato dei sintomi? Sono importanti ed è importante che lo psicologo li conosca.
I disturbi d'ansia guariscono spesso e bene con la psicoterapia o almeno migliorano molto. La psicoterapia breve ad es., tanto più se associata alla terapia della Gestalt è molto efficace. Ti consiglio perciò di informarti sull'indirizzo utilizzato dalla psicoterapeuta e, se non ottieni risultati, di provare la Terapia Breve.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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19 LUG 2016


Scrivi correttamente, evitando gli errori ortografici ed evita di scrivere tutto in maiuscolo. Sii chiaro e coinciso, fai esempi concreti e sii rispettoso. Non scrivere informazioni personali (telefono o e-mail) né pubblicità.


Gentilissima Alessia,
I sintomi che lei descrive possono avere un'origine psicosomatica, quindi essere indotti proprio dai suoi pensieri e paure.Bisognerebbe fare una riflessione sulla visione organica che ha dei suoi sintomi nonché comprendere il perché non ne ha mai parlato con la sua psicologa; che tipo di alleanza terapeutica ha stabilito con lei? Instaurare un rapporto di fiducia affidandosi al terapeuta è fondamentale per poter procedere nella comprensione e risoluzione delle sue problematiche, cordialmente

Dott.ssa Codruta Ileana Terbea Psicologo a Lecce

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18 LUG 2016

Alessia innanzitutto hai fatto una mossa molto saggia, quella di escludere eventuali problemi cardiaci reali, che per quanto molto difficili alla tua età, specialmente se non si hanno casi di cardiopatia in famiglia, potevano essere il motivo dei tuoi sintomi.
Esclusi quindi problemi organici mi concentrerei un attimo sulla tua tendenza a controllare comunque costantemente il tuo battito cardiaco e il dolore, quello che mi chiederei è da cosa ti stai distraendo con questo pensiero martellante che covi durante le giornate. Restare attaccata alla paura di un infarto (quindi della morte), quando non c'è un reale motivo di preoccuparsi, è sicuramente un pensiero distraente nei confronti di una paura reale, più concreta e legata a qualche aspetto della tua vita da cui preferisci prendere le distanze. Che preferisci non vedere tenendo davanti a te l'ingombro del pensiero ipocondriaco dell'infarto.
Sicuramente la tua psicologa potrebbe aiutarti se le parlassi di questo sintomo (a proposito perché non lo hai fatto?) e del fatto che ti tiene impegnata praticamente tutto il tempo.
Tornando a prima ti faccio un esempio: tenerti impegnata con questo pensiero ossessivo e spiacevole legato alla tua salute (quando non ce n'è motivo, lo dicono gli esami clinici) restituisce l'idea di te che tieni le mani sulle orecchie urlando ad alta voce "lalalalala" per non sentire un altro segnale di allarme che altrimenti dovresti necessariamente considerare. Qual è questo segnale di allarme? Da qui è difficile dirlo, ma probabilmente ti sentirai tirata da due bisogni che spingono ognuno in una direzione e non riuscendo a mettere d'accordo queste due spinte, il tuo sintomo (la paura ipocondriaca) ti solleva dagli oneri che entrambi i bisogni comportano per essere soddisfatti.
La tua psicologa ti aiuterà.

Dott. Pietro Sgambati Psicologo a Aversa

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18 LUG 2016

Cara Alessia,
quelli che descrive possono effettivamente essere alcuni dei sintomi tipici degli attacchi di panico. É molto frequente inoltre tra chi li ha sperimentati avvertire una sorta di "paura della paura", ovvero il timore che questi si ripresentano, timore che si accompagna ad uno stato di agitazione.
Le suggerisco di parlarne con la psicologa perché potrebbe essere senz'altro d'aiuto indagare sulle dinamiche che portano a tutto questo.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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