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Problema tra i miei genitori e il mio ragazzo

Inviata da Giulia · 28 set 2016 Terapia familiare

Buongiorno. Sono una ragazza di 23 anni e sto con un ragazzo di 25 che amo tantissimo. Il problema sono i miei genitori (con i quali vivo): la situazione per me è diventata molto pesante da sostenere. Partendo dal principio: i miei hanno sempre deciso praticamente tutto della mia vita. Da piccola volevo fare danza assieme alle mie amiche, oppure provare il karate ma loro si sono sempre opposti costringendomi a fare nuoto; io così sono arrivata ad odiare quello sport e a isolarmi dalle mie coetanee, complice anche il mio carattere da sempre chiuso e introverso. Non mi hanno mai permesso nemmeno di restare a dormire a casa di amiche fino ai 18 anni. Non ho mai avuto il permesso di andare in discoteca e fino a qualche anno fa dovevo rientrare a casa a mezzanotte. L'università l'abbiamo scelta ''insieme'': io volevo fare Lingue, ma loro hanno insistito perché mi iscrivessi ad una facoltà che desse più possibilità lavorative ed economiche, e così ho fatto. Sono laureata da aprile e lavoro già e mi ritengo fortunata, ma ripenso spesso a come sarebbe stato studiare qualcosa che mi appassiona veramente. Quando si tratta di prendere decisioni, non ho mai piena libertà. Sto con questo ragazzo meraviglioso da un anno e mezzo: lui mi coccola, mi capisce, mi fa sentire amata come non mi era mai successo. Ma a loro lui non va bene per il suo aspetto fisico (è un po' sovrappeso) e perché dicono che si veste male. Sostengono addirittura di vergognarsi a dire alla gente che lui è il mio ragazzo, che io sono bellissima e che insieme a lui mi sto ''buttando giù'' fisicamente, che vorrebbero vedermi con i tacchi (che non ho mai indossato per un gusto mio personale) e molto truccata, hanno addirittura insinuato che lui mi prepari da mangiare (ha la passione per la cucina) perché vuole che io ingrassi e diventi brutta così nessun altro mi vorrà più.
Degli amici dei suoi genitori (carinissimi, mi adorano) mi hanno regalato un paio di camicie di marca e i miei hanno detto che è una strategia per ''tenermi con loro'', per comprarmi praticamente, così non ''scappo più'' perché sono troppo bella, e dicono la stessa cosa anche dei fiori che il mio ragazzo spesso mi regala.
Il mio ragazzo si è appena laureato in Giurisprudenza e sta cercando lavoro, ma mio padre esalta sempre la figlia di un suo amico che sta con uno ricco e ''bellissimo''.
Tutte queste cose me le ripetono tutti i santi giorni.
Io ho l'impressione che loro non vorrebbero me come figlia e che non capiscano chi sono veramente. Ho diverse passioni (il canto, i libri, il Cinema, la musica rock) ma loro non lo sanno e non gli interessa nemmeno. So che tutto quello che fanno lo fanno per il mio bene e che vogliono proteggermi dal mondo, ma io mi sento malissimo, in gabbia.
Io e il mio ragazzo non vediamo l'ora di uscire di casa, ma per adesso possiamo solo mettere da parte soldi per farlo.
Sono arrivata spesso a fare brutti pensieri e la cosa mi allarma. Vorrei un consiglio o anche solo un ''non sei sola''.
Il mio ragazzo mi ascolta ed è a conoscenza di tutto ma non voglio sovraccaricarlo di preoccupazioni.
Grazie mille e scusate se ho scritto tanto.

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Miglior risposta 29 SET 2016

Cara Giulia,
purtroppo non si possono scegliere i genitori e a te sono capitati dei genitori abbastanza possessivi, invadenti ed intrusivi sia pure a fin di bene o almeno quello che loro ritengono bene.
Con questa premessa difficilmente ci saranno cose da parte tua o del tuo fidanzato che a loro piaceranno.
Tuttavia, tutto sommato, ho anche l'impressione che tu te la prenda eccessivamente e che sia troppo severa e negativa nel giudicarli.
Infatti, almeno riguardo alla loro critica per la fisicità del tuo fidanzato, invece di arrabbiarti potresti considerarla uno stimolo per invitarlo a frequentare una palestra e perdere un pò di peso in quanto, effettivamente, essere in sovrappeso già a 25 anni di età non è bello nè salutare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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14 OTT 2016

Gentile Giulia,
il rapporto con i genitori è molto importante, perciò vale la pena di cercare di migliorarlo piuttosto che allentarlo in modo traumatico.
In questo miglioramento si comprende ovviamente il rispetto dei suoi diritti.
Può ottenere questo cambiamento recandosi da uno psicologo psicoterapeuta con l'obiettivo specifico di migliorare la comunicazione e conseguentemente la relazione con i suoi genitori. In genere sono sufficienti da uno a due - tre colloqui di terapia della Gestalt opportunamente condotti.
Se vuole approfondire, occorre un rapporto professionale.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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6 OTT 2016

Buonasera Giulia,
Ti ringrazio per aver condivisono la sua difficoltà.
Mi dispiace per tutta la sofferenza e confusione che stai vivendo. Purtroppo quello che racconti è una situazione che si verifica più frequentemente di quanto si pensi.
A volte i genitori, spinti dal desiderio di proteggere e aiutare i propri figli ad avere/ottenere "il meglio dalla vita", agiscono, in modo anche eccessivo e pressante, affinchè seguano la strada che reputano più giusta. Questo, però, a volte, finisce per limitare la libertà decisonale e pratica dei figli, specie se ormai adulti.
L'amore deve farci stare bene, farci sentire amati, supportati, al sicuro, liberi di poter essere chi siamo insieme all'altro e tante altre cose e questo vale in famiglia come con le persone con le quali scegliamo di condividere un pezzo di vita. Se questo ragazzo ti rende così felice, prova a condividere, senza timori e con sincerità e serenità, con i tuoi genitori i tuoi sentimenti nei confronti di questo ragazzo, spiegando quel che fa davvero la differenza nello stare insieme a lui.
I genitori sono spesso un ottimo e utilissimo faro, ma solo tu sai ciò che la fa stare davvero bene. Vale sempre la pena combattere per ciò che ci rende felici.
In bocca al lupo!

Dott.ssa Federica Vero Psicologo a Torino

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6 OTT 2016

Cara Giulia,
certamente i tuoi genitori hanno una concezione del loro ruolo educativo molto tradizionalista, un po’ come quella dei tempi di mia madre (anni ‘50 e ‘60) . Come tu stessa ammetti, per il tuo bene si sentono in diritto di definire per te quello che è giusto o sbagliato, ciò che è accettabile o inaccettabile e sembra non ammettano punti di vista diversi. Anch’io ho vissuto questo stile educativo e per molto tempo mi sono adeguata. Una persona molto giovane e comunque economicamente dipendente non ha molte alternative fino a quando non può camminare con le sue gambe, ma lo svincolo è possibile con passi graduali, cosa che stai già facendo almeno da un punto di vista pratico. Hai completato gli studi e stai già guadagnando qualcosa, hai un ragazzo che ami e dal quale sei corrisposta e questo nonostante l’aperta disapprovazione dei tuoi. Il passo successivo è quello di rafforzare la tua autonomia psicologica, di darti il coraggio di negoziare in modo assertivo nuove aree si scelta indipendente, magari con un percorso psicologico che ti faccia vedere le possibilità che hai per riappropriarti di spazi autogestiti nella tua vita. Anche sfogarsi qui è comunque utile e catartico! Coraggio! Hai già fatto molta strada e sei sempre in tempo per recuperare in futuro esperienze che da bambina ti sono state negate.
Ti saluto cordialmente
Anna Maria Deutsch psicologa-psicoterapeuta a Sassari

Anna Maria Deutsch Psicologo a Sassari

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30 SET 2016

Cara Giulia,
immagino tu sia figlia unica e a volte i genitori mossi dalle proprie ansie e dalla preoccupazione di essere genitori bravi che sanno cosa sia il meglio per i propri figli esagerano con le dinamiche di controllo. Tu sei una ragazza giovane, ma anche molto consapevole e matura. Subisci molto le pressioni dei tuoi genitori come è naturale che sia, visto il profondo legame che esiste tra figli e genitori, pare giunto però il momento di imparare a camminare con le tue gambe e di decidere cosa realmente ti rende felice. Ciò di cui sicuramente hai bisogno è una sana dose di autostima che ti farà sembrare più decisa su ciò che vuoi, così che anche i tuoi genitori vedano in te una maggiore forza e determinazione. Scappare da casa il prima possibile non mi sembra una buona decisione....la fuga non è mai una soluzione. Ti consiglio invece un percorso di psicoterapia che ti aiuti a scoprire la tua vera forza e che ti aiuti a consolidare la tua personalità. Di fronte a questa i tuoi genitori potranno solo accettare le tue scelte, anche se non sono daccordo.

Moltissimi Auguri

Dr.ssa Simona Coscarella
Psicologa-Psicoterapeuta Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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29 SET 2016

Cara Giulia, che non sei sola credo che tu lo sappia di già. Mi sembri molto lucida e consapevole riguardo alle dinamiche familiari e ai ruoli e funzioni di ognuno; forse quello che manca è uno spazio emotivo nel quale poter elaborare tutto questo e dove è possibile disattendere le aspettative ma in cambio poter esperire una nuova, probabilmente tanto agognata, autonomia affettiva. Sicura che sfrutterai al meglio la tua capacità di leggere le emozioni e non tirarti indietro nemmeno davanti a quelle negative, spero di leggere ancora "di te"!

Dott.ssa Sonia Pizzoleo Psicologo a Vibo Valentia

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29 SET 2016

Gentile Giulia,
non sei sola...beh, direi che è vero. Hai un ragazzo che ti ama e romantico e che ti riempie di attenzioni: non è poco. I tuoi, hai detto bene, hanno fatto e fanno tutto perché vorrebbero proteggerti a modo loro.
Se senti che la situazione che stai vivendo ti opprime parecchio ed hai bisogno di una valvola di sfogo, di confrontarti con qualcuno che non sia il tuo ragazzo, che in modo molto amorevole, non vuoi sovraccaricare, non esitare a contattare uno specialista. Sono sicuro, e trapela da ciò che scrivi, che molte sono le risorse a tua disposizione. Se ti serve per stare meglio in un percorso anche breve potrai trovare grande giovamento.
Cordialmente, Dottor Antonino Savasta.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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29 SET 2016

Gentile Giulia,
innanzitutto, grazie per aver condiviso la sua storia, infatti, se da un lato parlarne può essere stato liberatorio, dall'altro lato ripercorrere questi vissuti immagino non sia stato facile.
Mi sembra che lei descriva una situazione che si protrae da anni, rispetto alla quale mi sorgono - almeno - due domande: come si è costruita? Come può cambiare?
Proprio per il tipo di relazione - familiare - e quindi per l'importanza che questi rapporti possono avere per lei, penso che un percorso di terapia possa essere utile per capirsi, avere uno spazio e un tempo per sé, trovare alternative che, al momento, non vede.

Spero di esserle stato d'aiuto
Le auguro una buona giornata
Alessandro Busi

Dott. Alessandro Busi psicologo-psicoterapeuta Psicologo a Padova

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29 SET 2016

Cara Giulia, se vai curiosando fra le varie richieste di aiuto vedrai molte situazioni come la tua. Genitori che invece di facilitare l'emancipazione dei figli li tengono in qualche modo prigionieri con condizionamenti che poi a lungo andare sfociano nel malessere che tu adesso stai vivendo. Come ripeto spesso, la libertà è legata all'indipendenza economica. Dici di lavorare, per cui un introito lo hai. Magari non potrai permetterti una casa in affitto però potresti pensare ad una camera in affitto in modo da mettere un po' di distanza sia fisica che psicologica fra te e i tuoi. Se parli serenamente con loro, ma in modo fermo, manifestando il tuo malessere e la necessità di camminare un po' con le tue gambe, vedrai che non potranno non capire. La continua denigrazione e i continui paragoni sono nocivi. In questo modo ti allontanano. I genitori sono importanti ma è ancora più importante che rispettino i tuoi sentimenti e le tue decisioni, soprattutto perché il tuo ragazzo è un'ottima persona. Auguri e fammi sapere
dr. Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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29 SET 2016

Certo una delle cose più complicate è fare i genitori. Mi sembra che i suoi abbiano cercato di tirarla su con delle regole, ma che quello che a lei sia arrivato è un eccessiva rigidità e poca vicinanza emotiva. I suoi genitori le dicono quello che vorrebbero da lei tutti i giorni, ma lei riesce a comunicargli cosa le piace, come vorrebbe che le parlassero?
Ci sono momenti nella vita in cui ci sembra non vedere più speranza, ma poi infondo dobbiamo accettare il dolore che proviamo, dialogarci e il passo successivo è renderlo comunicabile a chi ci sta intorno. Lei lo ha fatto scrivendo qui, ma ha il potere di farlo ogni giorno con i suoi genitori. Non è sola.

Dott.ssa Silvia Rotondi Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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