Problema in coppia

Inviata da La il 20 gen 2019 Terapia di coppia

Salve, scrivo per avere alcune chiarificazioni rispetto ad alcune dinamiche relazionali. Ho una relazione di 4 anni con un mio coetaneo, 25 anni io e 26 lui. E' stata una relazione difficile dal principio, probabilmente per via di caratteri molto differenti. Nel senso in cui, io sono una persona aperta al mondo delle emozioni e al dialogo, lui è freddo, rigido, difensivo, spesso e volentieri si è riferito a tali tematiche con il termine 'bambinesco'. Si vergogna moltissimo in pubblico ad avvicinarsi a me, perchè teme di essere preso in giro. Anzi teme sempre di essere preso in giro, lui è convinto che io lo derida, anche quando scherzo senza malizia. Mi sembra un interpretazione del tutto personale e alterata, e per giunta credo che nella coppia 'giocare' senza cattiveria, con tatto o un minimo di ironia sia importante. Mi trovo di fronte ad una persona decisamente poco autoironica. Dall'altra parte della medaglia è una persona assolutamente sensibile per quanto riguarda le tematiche che lo riguardano (per gli altri molto poco), emotivo, soprattutto nel privato, piange con facilità, tende ad offendersi con altrettanta facilità. Talvolta assisto a delle crisi di rabbia (assolutamente innocue) nel quale si limita ad accusarmi di avergli rovinato la vita, di non averlo supportato abbastanza o magari che io come persona rappresento il male, in risposta a questioni banali magari come un ritardo nell'orario o come le dicevo prima qualche risata di troppo. Di tanto in tanto altrimenti compie acting out di altro tipo, ma mai violenti, né autolesivi, ad esempio scappando via con la macchina, per poi magari sfrecciare indietro. Spesso faccio presente lui che in una coppia il torto ha sempre due facce, di entrambi, non può stare da una soltanto, ma lui non è affatto d'accordo, non è in grado di vedere e valutare le proprie colpe. Capriccioso, ad esempio ha un progetto per la giornata es. cucinare qualcosa di particolare, se il progetto non può essere attuato secondo i suoi piani, lui va in crisi. Vorrei aggiungere che nell'infanzia all'età di 7 anni è stato trasferito e lasciato senza avvertimento a casa della nonna, in un altro paese; non è più uscito di casa per un anno. Ad oggi vive ancora con lei e non apprezza 'intrusioni' da parte della mamma. Il padre invece una figura molto controversa, ludopatico e anaffettivo. Questo ragazzo ha avuto problemi legati alle droghe anni addietro, ad oggi non più, anche se tende a ribadire i propri pensieri anticonformisti, ideologici, né parla come se avesse necessità di identificarsi a qualcosa o qualcuno, un pò come nell'adolescenza. Pulsione sessuale scarsissima, anche se quando viene a letto con me è molto affettuoso. Io sono una persona molto diversa da lui, ho studiato tanti anni psicologia, mi piace mettermi in gioco, lavorare su di me, in particolare ho avuto problemi di autostima. All'interno del rapporto però, in parte offuscata dal bene che provo per questa persona, non riesco a muovermi nella giusta direzione o a vedere quel qualcosa in più. Una volta né ho parlato con un vostro collega, informalmente e lui mi ha detto 'Però tu lo sapevi quando hai iniziato questa relazione con lui che questa persona era così'. La risposta in parte sì e in parte no, perché è chiaro che al di fuori della relazione certe scene emotive o parti più intime di Sé non vengono fuori. Perché sto ancora insieme a lui? Per la stessa ragione, per altro temo sinceramente per lui. Vorrei capire a che punto questa persona sia patologica secondo un esperto. Lui rifiuta di andare da uno psicologo, per timore di essere giudicato....

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Carissima,
questa persona è senz'altro piena di angoli del suo carattere da smussare e non sto a fare qui l'elenco perché basta leggere la sua lettera.
Ma il problema credo sia un altro e cioè che lei, come ha sottolineato, manca di autostima. Perché dico questo? Perché in realtà il problema non è lui, ma lei. Perché è lei che accetta di stare con una persona così. E qui ci sarebbe da riflettere perché se si rivolge ad un sito di psicologi è ovvio che lo faccia in quanto la relazione non è appagante. Allora io rifletterei sul perché lei si ostini a stare assieme a questa persona e cosa la freni dal cercare alternative. La invito insomma a riflettere su se stessa in modo da chiarirsi le idee e stare più serena.
Per far questo le consiglio uno psicologo della sua zona o meglio ancora presente sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

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Carissima,
una valutazione diagnostica del suo ragazzo mi imporrebbe di dire che ha molti lati difficili che necessiterebbero dell'intervento di uno specialista in psicoterapia. Ma lui non vuole. E comunque non è questo il punto. Il punto è che io francamente non capisco come possa la vostra unione essere appagante, un'unione di ben 4 anni, dicevo come possa essere appagante dato che caratterialmente siete opposti e sessualmente lui non manifesta un buon funzionamento. A questo punto le chiedo: esistono validi e sani motivi che giustifichino la vostra relazione? IO credo che lei dovrebbe cominciare a pensare se questo ragazzo è ciò di cui lei ha veramente bisogno e se ha il diritto di meritare di più. Potrebbe farsi aiutare in questo impegnativo compito da uno psicologo della sua zona o meglio presente sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

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Carissima,
una valutazione patologica di questo ragazzo dice che èì una persona difficile, con diverse aree problematiche che necessiterebbero dell'intervento di uno psicologo.
Ma non è tanto questo che mi preme. Il punto è un altro. E cioè che dalla sua descrizione francamente non capisco come questa relazione possa andare avanti da ben quattro anni, a meno che non sia una relazione sado-masochistica. Perché obiettivamente siete diversi, totalmente, caratterialmente siete agli antipodi e anche sessualmente il funzionamento di lui non è il massimo. A ciò va aggiunto, come ho accennato prima, il carattere molto difficile di lui.
Per cui la domanda che le faccio è: ci sono ragioni concrete e sane che la spingono a stare con questo ragazzo? IO rifletterei con questo, molto approfonditamente.
Può farsi aiutare da uno psicologo della sua zona o meglio ancora uno presente sul sito ma che si colleghi a Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

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Gentile La, condivido appieno la valutazione del Collega dr. Fiore; il suo partner ha problemi piuttosto seri. A parte l'ipotesi di un percorso di coppia, fossi in lei lavorerei con uno/ terapeuta esperti per chiarire a sé stessa perché le va bene, in ultima istanza, una relazione così sbilanciata. Gioca a fare la salvatrice? E' un gioco bello, ma molto pericoloso, perché restate spesso umiliate, ferite e deluse. Se non l'ha letto, le consiglio caldamente il libro "donne che amano troppo" di Robin Norwood. Sarò banale, ma a volte non bastano anni di studio per cadere in trappole ben conosciute. Mi scuso se sono stato un po' duro, ma la vita lo è assai di più. Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Gentile utente,
questa relazione col suo coetaneo mi sembra alquanto sbilanciata nel senso che lui si sente un pò vittima mentre lei è consapevole di essere dominante ma, pur non sentendosi contenta nè gratificata, la continua a portare avanti da quattro anni senza decidersi a chiuderla a favore di un'altra più soddisfacente.
Pertanto, per entrambi vi è un problema di autostima e non credo le sia utile avere dall'esperto la conferma che il suo livello di salute mentale è più elevato di quello del ragazzo.
Invece, potrebbe essere utile per entrambi un percorso di psicoterapia certamente apprezzato da lei che ha studiato per tanti anni la psicologia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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