problema di personalità?

Inviata da Valentina · 31 ago 2012 Disturbi della personalità

Gentile psicologo,

sono una ragazza di 26 anni, e comincio seriamente ad avere dubbi su di me, per cui spero potrà aiutarmi.
Ho problemi con l'amore, non capisco se sono io che ho qualcosa che non va o sono gli altri. Diciamo che non me ne va bene una.. Purtroppo mi sono sentita dare dell'impulsiva, dell'infantile, ma non riesco a cambiare... E Purtroppo ci sono cose che mi fanno male, quando una persona non mi cerca, quando si congeda rispondendomi in modo sgarbato, forse sono io che ne faccio una tragedia, o forse proietto troppo la mia idea sull'altro.. L'ultima storia mi ha devastato, ho fatto davvero di tutto per recuperare per avere una possibilità, ma la persona in questione mi ha trattata come il peggiore degli animali, senza troppe spiegazioni, dicendomi che gli avevo fatto passare l'amore in due giorni!!... Tutti sbagliamo e tutti abbiamo diritto a una seconda possibilità per rimediare ai nostri errori. Mi sono addirittura sentita dire da un'altra persona " Tu mi ami troppo, amami meno "... Ma che male c'é?? Io mi sento un fuoco dentro.. Da sempre. E quando amo voglio amare, amare davvero, con tutto il cuore con tutta l'anima, forse il mio problema é voler qualcuno che ami come amo io.. Da cosa deriva questo fuoco? Come potrei migliorare? Grazie. Sperò in un aiuto.


Valentina

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Miglior risposta 6 SET 2012

Cara Valentina,
quel fuoco dentro, come lo chiama lei, di cosa può essere fatto? Di sentimenti, di bene, di passione, di entusiasmo, di bisogni?
Il bisogno di amare, di essere riamati e riconosciuti è una necessità di tutti.
Spesso in alcuni di noi si presenta in modo molto forte, intenso, profondo. Forse per mancanze, forse per modi appresi di quantificare ed esprimere emozioni in relazione. O di immagini di sè , "io sono una persona che ama tanto, più degli altri":
E così, come un setaccio, si attraggono o si selezionano, senza volerlo e programmarlo razionalmente, coloro che rispecchiano questa nostra idea, questa misura che deve collimare con il nostro metro.
Mi sembra , per quanto in poche righe, da distante, che giustamente lei si ponga molte domande, per scavarsi dentro. ma trovi delle risposte, al momento , condizionate da quelle che riceve da coloro che si relazionano con lei e che in qualche modo ha "scelto" , e ritorniamo al concetto di prima.
"Amami meno" si è sentita dire. Come dire "mi ami troppo".
Forse il bisogno d'amore è grande , la capacità emotiva è ampia, tanto che alcune persone nella sua vita si trovano "sfornite", non all'altezza o soffocate e per sfuggire a questa richiesta, si ritrovano a respingere in malo modo.
lei si chiede "sono io o sono gli altri"?.......le relazioni sono poco compartimentabili, non così lineari, causa-effetto, perciò, direi, "io e gli altri, insieme".
Perciò, gli ingredienti nelle storie d'amore, in questo caso, sono molteplici, diversi, ma condivisibili.
Penso che da queste esperienze e da queste sue domande possa nascere un approfondimento nella scoperta dei suoi bisogni affettivi, per guardarli, ascoltarli e riconoscerli e trovare una misura, un modo, un senso che trovino anche nell'unione con l'altro una corresponsione, più consapevole e serena.
un grosso augurio.

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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3 SET 2012

Cara Valentina,
ti stai facendo veramente tante domande e dopo queste relazioni in cui ti sei buttata sembri avere alcuni dubbi: sono io o gli altri??? e cerchi costantemente di migliorare ma in questo modo si rischia di mettere alla prova anche l'altra persona..Se io miglioro lui migliorerà? la relazione migliora?
Se in un'altra relazione mi comporto in modo diverso sarà meglio?
E in questo modo i dubbi aumentano. Il punto è proprio questo tentativo di migliorare costantemente..
Quindi ti chiedo, prova ogni giorno a pensare invece di migliorare la situazione, a peggiorarla e poi decidi giorno per giorno come comportarti..vedrai gli effetti

Dott.ssa Elena Dacrema Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Rapallo

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3 SET 2012

Cara Valentina,
forse il tuo disperato bisogno di amare e di essere amata in modo assoluto e passionale dipende da un senso di privazione (d'amore) vissuto nell'infanzia. Una modalità di attaccamento insicuro stabilita con il primo "oggetto d'amore", in genere la madre, può esitare in personalità che richiedono continue conferme, anche in età adulta, di essere amati visceralmente e di non essere abbandonati. Simili richieste, frequentemente, spaventano e, non di rado, fanno fuggire i partner.
Un'esplorazione approfondita della storia e delle modalità interattive di chi porta il problema, in pratica una psicoterapia, può accompagnare in un percorso di recupero di modalità più "sane" e meno inquietanti, per il compagno, di rapportarsi e di dare e chiedere amore, senza soffocare, senza richiedere all'altro una riparazione di ferite profonde che non è nelle sue capacità e nelle sue forze.
Prova, quindi, a contattare uno psicoterapeuta ed a rivedere, nel contesto protetto della relazione con un professionista, i tuoi vissuti, i tuoi sentimenti, le paure e la rabbia che ti tormentano, per imparare, insieme a lui, a venire a capo di queste problematiche che tanto limitano la tua vita affettiva.
Molti auguri.
dr. E. Carosso.

Dr.ssa Emanuela Carosso - Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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3 SET 2012

Cara Valentina

Lei chiede cos'è quel fuoco che ha in sè. Credo che lo sappia benissimo, si chiama amore, bisogno di sentirsi amati, riconosciuti, appartenenti a qualcosa. E' sano, necessario ed inevitabile. Quello che mi colpisce di più invece è quella sorta di copione che lei rivive spesso, quello di innamorarsi, di qualcuno che cerca di spegnere quel fuoco o che quantomeno ne è spaventato. Chi le ha detto "amami di meno", forse senza saperlo le ha detto una cosa importante. A volte deleghiamo agli altri il nostro benessere, il nostro equilibrio, a tal punto che un'espressione non gentile ci destabilizza e che facciamo sentire l'altro investito di un peso eccessivo, che al posto di farci stare bene ci svuota.
Un amore, per essere sano deve essere vissuto da due individui che sanno stare con sè stessi, che hanno un loro equilibrio interiore, che non chiedono all'altro ciò che è per loro impossibile dare. Non possiamo chiedere al nostro partner ciò che non ci è stato dato o che non abbiamo saputo cogliere in passato. Nelle frasi che lei ha riportato da parte dei suoi compagni forse c'è la risposta a molti dei quesiti che si pone; ne manca forse uno però...perchè una parte di me, quella che non vuole stare bene, si sceglie e attrae sempre persone che mi rifiutano?

Spero che possa trovare presto in sè quelle risposte che si aspetta dagli altri.

Cordialmente

Dott. Goffredo Bordese, Centro di Psicologia Clinica, Pavia

Dott. Goffredo Luigi Bordese Psicologo a Pavia

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3 SET 2012

Cara Valentina, è difficile darle un consiglio a distanza. Poichè, più di una volta, si è trovata nella condizione di sentirsi rifiutata e addirittura "trattata come il peggiore degli animali" perchè, a loro dire, amava troppo, può essere che effettivamente lei abbia qualche difficoltà nel gestire i legami affettivi che sarebbe meglio affrontare con l'aiuto di uno psicoterapeuta. Non devi preoccuparsi, riconoscere di avere un problema è un primo passo importante per poter giungere alla sua soluzione. Comunque, la mia è soltanto una ipotesi basata sulle poche informazioni che ci ha fornito, le consiglio di rivolgersi senza timore ad uno psicologo/psicoterapeuta che lavora nella sua zona per affrontare il problema.

Saluti
Francesca Figliozzi

Neuro-Psicologia, Dott.ssa Francesca Figliozzi Psicologo a Oristano

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3 SET 2012

Ciao Valentina, il tuo racconto è troppo breve per lanciarsi in considerazioni che rischiano di non avere aderenza con ciò che ti è successo in campo affettivo. Mi sembra che tu abbia ricevuto alcune dolorose svalutazioni e queste fanno sempre male e mi sembra anche che in modo saggio tu le stia prendendo in esame per vagliarne la veridicità e metterti in discussione. Al tempo stesso ti invito a considerare che non è così facile incontrarsi, comprendersi, amarsi con la stessa intensità. Un lavoro su di te con un professionista della relazione d'aiuto potrebbe aiutarti a capire meglio cosa desideri davvero mettere in discussione di te perchè funzionale al tuo benessere ed equilibrio e ciò che merita di essere restituito al mittente.

Luisa Ghianda

Dott.ssa Luisa Ghianda - STUDIO LG LIVE GENTLY Psicologo a Desio

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3 SET 2012

Salve Valentina, in assenza della possibilità di un'analisi approfondita della sua personalità, è diffiicile darle una risposta plausibile. Potrebbe legarsi a persone sbagliate, che non hanno la sua stessa modalità di attaccamento e di relazione, che vivono le storie d'amore con più "distanza" e con meno coinvolgimenti, o potrebbe essere il suo comportamento troppo "passionale" a far allontanare l'altro, o potrebbe essere un mix tra i due fattori. Per far maggior chiarezza e per sbloccare il ripetersi delle situazioni le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo. Conoscendo le sue modalità relazionali e di personalità, se possibile, potrà gradualmente avvicinarsi ad un cambiamento nella scelta del partner o di eventuali pattern di relazione non funzionali.
Un in bocca al lupo, cordialmente D.ssa Angela Bianco da Bologna.

Dott.ssa Angela Bianco Psicologo a Casalecchio di Reno

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3 SET 2012

Gent.ma Valentina
dalle Sue parole l'aspetto che emerge in modo più forte è proprio questo "fuoco" che lei si sente dentro, questo desiderio di amore totale e incondizionato che la divora e che finora non è stato appagato, al punto che lei si chiede se sia stato solo un problema di "scelta della persona sbagliata" o se c'è qualcosa che non va nel suo modo di relazionarsi all'interno della vita di coppia.
Va detto che i modi con cui ciascuno di noi sceglie il partner e porta avanti una relazione sono spesso direttamente connessi con le relazioni sperimentate dalla persona nella prima infanzia e nel corso dei primi anni di vita: le relazioni familiari spesso creano una sorta di "stampo", che guida il bambino nella costruzione delle relazioni con gli altri (le maestre, gli amici) e che continua ad influenzare la vita relazionale dell'individuo anche quando questo diventa adulto.
In questo senso, precise esperienze infantili possono poi creare alcune difficoltà nel modo in cui la persona stabilisce le proprie relazioni, e soprattutto nella relazione di coppia, poichè essa è il rapporto più profondo, stabile e importante.
In questo senso le consiglio di provare a prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo, per capire meglio cosa esattamente abbia messo fine alle relazioni da lei iniziate in passato, per provare poi a instaurare relazioni meno dolorose per lei, e per provare a scegliere partner più stabili e in grado di rispettare e appagare questo suo profondo bisogno di amore mai appagato.
Cordiali saluti
Dott.ssa Chiara Facchetti

Dott.ssa Chiara Facchetti Psicologo a Milano

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3 SET 2012

Salve Valentina,
sono molto importanti le domande che si fa sulla sua vita affettiva: come mai non riesce a stabilire una relazione serena in cui poter essere se stessa e sentirsi amata e capita? Gli interrogativi sono il primo passo verso una comprensione di quello che accade dentro di lei e verso il cambiamento. Credo sia questa la strada da percorrere e sicuramente può esserle molto utile percorrerla insieme ad uno psicoterapeuta che possa indirizzarla con le domande giuste e aiutarla nel trovare le sue risposte.
Buon lavoro!
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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3 SET 2012

Gentile Valentina,
le relazioni con gli altri e soprattutto quelle sentimentali spesso portano alla luce i nodi della nostra storia, e i punti più fragili della nostra personalità vengono messi allo scoperto. A volte, senza rendercene conto, siamo attratti proprio da situazioni e persone capaci di mettere alla prova esattamente quei nodi e quei punti fragili che ci caratterizzano. Forse lei in questo momento sente il bisogno di imparare a gestire il "fuoco" che sente dentro di sè, che in quanto fuoco rivela una grande forza affettiva e forse anche un grande bisogno di ricevere amore. Credo che si stia facendo delle domande molto importanti e che forse parlarne con qualcuno, uno psicologo ad esempio, possa aiutarla a trasformare questo fuoco in un potente motore per le sue relazioni anzichè nell'ostacolo che finora sembra essere stato.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani

Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani Psicologo a Milano

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3 SET 2012

Può darsi che tu abbia un potenziale affettivo molto alto (se si, è necessario indagare da cosa dipenda) che nelle relazioni di cui tu parli non è possibile esprimere senza frustrazione da parte tua perchè l'altro non è in grado di soddisfare e contemporaneamente senza frustrazione da parte dell'altro che avverte delle richieste eccessive... Sicuramente puoi fare una adeguata indagine con l'intervento di un terapeuta psicodinamicamente preparato. Auguri.

Dottssa Carla Panno psicologa-psicoterapeuta di Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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3 SET 2012

Gentile Valentina, sentire il fuoco dentro, soprattutto all'inizio di una relazione, è una bella cosa. Ha affermato: "forse desidero che mi amino come amo io". Bene, ognuno ha il suo modo di vivere e trasmettere i sentimenti che si provano (amicizia, amore, gratitudine, affetto, etc...). Come lei vive il sentimento dell'amore è positivo se la non presenza del partner non la mette in allarme o a disagio; nel caso contrario, ovvero alla non presenza del partner, lei prova emozioni negative, di smarrimento o di sensazione di annullamento, non va bene; in tal caso siamo nell'ambito della "donna che ama troppo", scriveva una famosa scrittrice.
Faccia una riflessione su questo aspetto: fino a che punto il suo sentimento di amore, così focoso, la limita? Fino a quel punto se non c'è la persona che ama, riesce ugualmente ad essere serena?
Cordialmente

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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3 SET 2012

Gentile signora Valentina,
ritengo che potrebbe sussististere proprio un "problema di personalità". Almeno stando a quanto lei scrive. In tale caso conviene capire, al più presto, di che tipo di problema si tratta, cioè fare una diagnosi di personalità (conseguente a valutazione) per individuare il nome del disturbo di cui soffre e eventualmente altri correlati che la fanno pensare e agire in modalità disfunzionale. Successivamente si tratta di iniziare un programma terapeutico mirato con obiettivi concreti e raggiungibili in tempi brevi, allo scopo di superare tale disagio interpersonale.
dr Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologio comportamentale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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3 SET 2012

Cara Valentina,
comprendo quanto possa essere doloroso sentirsi dire che si ama troppo e di amare di meno. Dalle sue parole mi sono immaginata che lei desidera un rapporto di coppia coinvolgente, in cui la persona che ha accanto le dimostri ogni giorno quanto ci tenga. Lei dice:"non so se sono io che ho qualche cosa che non va o se sono gli altri", penso che il problema non sia nè lei, nè l'altro, ma sarebbe importante comprendere da dove possa derivare questi suoi bisogni e questo fuoco. L'acquisizione di questa consapevolezza potrebbe aiutarla a stabilire delle relazioni per lei più appaganti.
Cari saluti
Dr. Elisabetta Bellagamba

Dr.ssa Elisabetta Bellagamba Psicologo a Castiglion Fiorentino

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