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Problema di insicurezza, timidezza e bassa autostima

Inviata da Patrizia il 5 mag 2015 Autostima

Sono una ragazza di 20 anni, mi sento una persona inferiore alle altre, come se fossi più stupida di chiunque altro o diversa.
Fisicamente io mi piaccio, invece mi odio caratterialmente, vorrei essere completamente diversa, solare ed estroversa.
Ho sempre il terrore che qualcuno possa pensar male di me, giudicarmi in modo negativo e cerco di allontanarmi in tutti i modi da chi pensa male di me.
So che questo è un'atteggiamento sbagliato, infatti anche per questo motivo io ho problema a relazionarmi con le persone, tendo ad isolarmi, a non aprimi mai completamente, io non mi fido di nessuno e neanche di me stessa, prima di parlare rifletto mille volte, come se volessi evitare di dire cose sbagliate.
Così per essere più tranquilla e mandar via l'ansia preferisco star zitta.
Ho pochissime amicizie, perchè per me è difficilissimo fare amicizia, è anche difficile dire ad una persona ti voglio bene, a me sembra terribilmente imbarazzante.
Le persone notano che io sono malinconica, non parlo molto, che non esprimo emozioni, che tendo ad isolarmi e così tutti mi tengono a distanza e di conseguenza vengo giudicata male.
Durante la mia infanzia ho subito bullismo per più di 10 anni quasi tutti i giorni, sono stata sempre tenuta in disparte da tutti i miei compagni di scuola, presa in giro, umiliata, isolata e penso che tutti i miei problemi dipendano da cosa ho passato.
Io soffro terribilmente di questa situazione, ci ho pianto molte volte, non riesco ad uscirne o non saprei come chiedere aiuto o risolvere il problema.

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Cara Patrizia
dal tuo scritto si comprende bene il problema che tu enunci in modo molto esplicito essendone pienamente consapevole :"io non mi fido di nessuno e neanche di me stessa", queste le tue parole.
Inizia dal punto più vicino e cioè da te stessa.
Inizia a fidarti delle tue sensazioni, non di quelle idee che ti girano per la testa di non piacere a nessuno e di essere perennementte criticata ( queste non sono le tue vere sensazioni ma solo lugubri strascichi di un passato ormai passato).
Questo passato continua a vivere attraverso paure e ricordi tormentosi.
Quando parlo di "tue vere sensazioni" mi riferisco a quei moti che puoi sentire dentro di te quando sei libera dalla paura quando senti che qualcosa dentro si muove e ti dice che "una persona è simpatica" e "una antipatica" ad es.
Se tu sei libera mentalmente e inizi davvero a fidarti di te stessa e dei tuoi moti interiori spontanei capirai molto chiaramente come porti e a chi avvicinarti o meno.
Devi allenarti in questo. Tante paure ti hanno allontanata dalla tua interiorità. Cerca di riavvicinartene. Se non riesci cerca uno psicoterapeuta e fatti aiutare.
Questo è il punto, a mio parere importante.
Il fatto che ti piaci fisicamente può esserti di aiuto e darti un pò di sicurezza in più.
E' anche indice che in fondo ti accetti ed è un fattore importante.
Forse puoi piacerti anche un poco di più sul versante psicologico se accetterai una certa timidezza e introversione che ti caratterizza.
Non tutti siamo uguali e non tutti debbono essere "solari" per piacere, un poco di "oscurità" (a patto che non ti blocchi) può donarti grande fascino.
Riassuntino: se ti fiderai di pù di te, ti fiderai anche degli altr sapendoli riconoscerei; se ti accetterai come tipo psicologico gli altri ti accetteranno. Vai avanti senza scoraggiarti mai.
Lavoraci sopra.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna


Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Patrizia,
i tuoi problemi sono abbastanza seri e anche le tue esperienze non ti aiutano a uscire da sola dal malessere che stai sperimentando, quindi Ti consiglio di rivolgerti a un/a psicoterapeuta per un aiuto professionale e valido.
Cordiali saluti
Dott.ssa Annarose Gschwändler

Annarose Gschwändler Psicologo a Sezze

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Patrizia,
fare lo psicologo ha i suoi vantaggi, ad esempio quello di sapere (e di poterle dire ora) che non conviene mai invidiare la vita di nessuno e che dietro tanti volti solari, vi sono sofferenze inenarrabili sicché la luce che vediamo è giusto un abbaglio che ci impedisce di vedere le nubi.
In ogni caso la sua storia è sicuramente dolorosa, così come lo sono 10 anni di bullismo subìto, che poi siano o meno l'origine della sua insicurezza.
Occorre anche dire che 20 anni sono un'età davvero utile se si voglia ristrutturare in positivo un carattere perché nulla si è ancora così tanto fossilizzato in lei da farle perdere le speranze che domani possa essere un giorno migliore e di certo la psicoterapia sarà una cosa utilissima.
Al di là di questa, non si incastri in modelli umani giusti o sbagliati, non pensi a quello che dovrebbe esere ma a chi è e, con ciò che ha (e con le tante risorse bloccate e nascoste) cosa lei può essere, pur mantenendo certi tratti che, sono certo, la rendono una persona sensibile e migliore di tante altre che magari lei, all'apparenza invidia.
Stupida no di certo, diversa perché no?!

cari saluti
Dott. Alessandro Pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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Cara Patrizia, la percezione di se stessi è molto importante. Da quello che ho letto vi è un pò di bassa autostima, ma non mi sembra di rilevare nulla di gravissimo. Occorrerebbe secondo me un profilo di personalità per poter valutare esattamente cosa si può fare per incrementare il livello di autostima. Un caro saluto, Giuseppe.

Dr. Giuseppe Di Maria Psicologo a Roma

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Cara Patrizia, ho letto molto attentamente le sue parole e mi sono sentito "quasi in dovere" di risponderle! Semplicemente per provare a darle una mano "virtuale". Quella in cui è caduta è ciò che io definisco una TRAPPOLA DELLA FELICITÀ. Proverò a spiegarmi. Davanti ad una situazione di dolore noi esseri umani ( nessuno escluso) come prima strategia tendiamo a scappare, tendiamo a fare di tutto per evitare di trovarci in quelle situazioni che la nostra mente riconosce come "pericolose". Questo è un istinto che serve alla razza umana per difendersi dal pericolo, ma il problema è che usiamo la stessa strategia sia per eventi esterni (pericoli reali) sia per eventi interni, che non sempre sono così realistici. Così facendo non solo siamo costretti a convivere con tutti quei pensieri che ci ribadiscono continuamente di non valere mai abbastanza, quanto rinunciamo a tutta una serie di esperienze che al contrario potrebbero regalarci sprazzi di felicità e realizzazione. Per cui come lei diceva " ripeto mille volte ciò che voglio dire per evitare di sbagliare", ma questo inevitabilmente la blocca e tende ad allontanarla da nuove amicizie e nuove esperienze! E questo immagini che per lei non sia il massimo. E a poco servirà auto convincersi del contrario: magari ci riesce per un po' ma poi la mente ritorna a darci giù pesante! Questa è la cosa più difficile da accettare: non possiamo controllare la nostra mente. Ci impegnamo, spendiamo energie fisiche e mentali e alla fine i risultati ottenuti sono molto scarsi! La buona notizia è che così com'è non possiamo controllare la nostra mente allo stesso modo possiamo far si che la nostra mente e i nostri pensieri non controllino le nostre azioni! L' ACT ( acceptance & committent therapy) che è una terapia cognitivo comportamentale fondata su solide basi scientifiche può essere molto utile per uscire dalla sua TRAPPOLA DELLA FELICITÀ. Infatti essa si basa sul concetto acceptance inteso come capacità di venire a contatto con pensieri ed emozioni negative e sul concetto di committent, inteso come impegno a eseguire delle azioni in line con i propri valori e con ciò che è davvero importante, a prescindere dai contenuti della mente!
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e le auguro di trovare presto qualcuno che la possa aiutare a trovare la sua serenità!

Dott. Simone Napolitano Psicologo a Catanzaro

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Cara Patrizia

Trovo bello che lei sia così brava a raccontarsi attraverso lo scrivere..e immagino che le sia quasi impensabile riuscire a fare altrettanto in relazione con qualcuno. La sua storia è purtroppo simile a tante altre: un vissuto di emarginazione, di solitudine emotiva e di paura di essere diversa. Credo che quello la blocca sia la percezione che ha di sè, una percezione erronea, vecchia, irrigidita nelle sue difese. Se prova ansia, disagio, vuol dire che una parte molto sana di lei vuole uscire, liberarsi.. e l'unico modo che ha è quello di farla stare male affinchè lei possa chiedere una mano ed uscire dal suo guscio. Non prenda il disagio come una sconfitta o una malattia. é l'unico modo che la parte vitale, sana ed evolutiva di lei ha di dirle qualcosa.Credo che debba ascolatare meno le sue paure e fare ciò che "è giusto", nel senso normale del termine. Cerchi di inseguire l'ideale di sè che ha dentro, cercando di non dar troppa retta a quella vocina che la mortifica. Non lo faccia con durezza, anzi, sia indulgente, gentile con quella parte che ha paura..ma al contempo non la assecondi.
Sono certo che una terapia individuale dove potrà sperimentare la paura della relazione in una condizione protetta e di accettazione incondizionata e non giudicante la farà stare molto meglio. Deve solo avere fiducia dell'altro e prendere meno sul serio le sue paure, che sono serie..ma sono vecchie..e non le servono più oggi.
Un sincero augurio per il suo percorso

Dott. Goffredo Luigi Bordese Psicologo a Pavia

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Buongiorno Patrizia,
dalla situazione che ha descritto Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che la possa guidare nei passi necessari per trovare nuove strategie e modalità per affrontare i disagi e le difficoltà. Insieme a un terapeuta potrà analizzare a fondo la sitazione e imparare nuove modalità e strategie che le permetteranno di affrontare più serenamente le situazioni "temute" o semplicemente che le creano disagio.
Si ricordi sempre che "nulla è impossibile per colui che osa farlo!", in bocca al lupo!
Cordiali saluti

Dott.ssa Silvia Ruggiero

Dott.ssa Silvia Ruggiero - Studio Psicoeducativo Ic@ro Psicologo a Melegnano

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Gentile utente,
i problemi di autostima spesso affondano le loro radici nei rapporti con le figure genitoriali, i rapporti con i coetanei poi hanno sicuramente influito e peggiorato il problema. Perchè non inizia una psicoterapia? Essa è molto indicata per problemi del genere.
Nel suo caso è sicuramente indicata una psicoterapia che si occupi sia del passato che del presente. Le segnalo che esistono anche terapie brevi che in genere ottengono buoni risultati entro massimo venti sedute. Può anche rivolgersi al SSN, ma in ogni caso le consiglio di chiedere all'inizio del trattamento quale indirizzo terapeutico viene usato e quali tempi si prevedono per ottenere risultati.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Cara Patrizia,
la storia di bullismo che hai subito, che peraltro ha ricoperto metà della tua vita, ha lasciato dei segni come la diffidenza, il timore del giudizio degli altri, la paura di esporti in contesti sociali. Sono manifestazioni del tutto naturali visti i tuoi trascorsi e più comuni di quanto si pensi, poiché purtroppo sono molti i bambini e adolescenti con esperienze e reazioni simili alle tue. Il mio consiglio è di rivolgerti ad uno psicologo che ti aiuti ad elaborare i dolorosi vissuti e rafforzare la stima di te stessa e le capacità relazionali.
un saluto
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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Gentile Patrizia, leggendo la sua storia piena di sofferenza la invito a rivolgersi ad un terapeuta della sua zona (privato o può anche rivolgersi ad uno psicologo di un consultorio del suo quartiere) con cui poter iniziare un percorso terapeutico che la porti ad accrescere la sua autostima affrontando le problematiche che la fanno stare male.
Lei è molto giovane e quindi sarebbe opportuno affrontare oggi tali "nodi" per avere la possibilità di vivere in modo più tranquillo le sue relazioni sociali ed affettive.
Cari saluti
Dott.ssa Barnaba - Taranto

Dott.ssa Barnaba Valentina - psicoterapeuta Psicologo a Taranto

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