Problema convivenza

Inviata da Martina · 29 dic 2020

Buonasera, sto con il mio ragazzo da 4 anni, abbiamo 28 e 30 anni. Lui vive solo da circa 2 anni, casa di proprietà e lavoro stabile. Alla mia richiesta di convivere , avvenuta un anno fa, ha risposto no, che non era pronto. L’ho presa come un rifiuto nei miei confronti ma ho cercato di andare incontro alle sue esigenze. Spesso sto da lui, ma quando torno a casa inizia nuovamente il malessere, perché non riesco a comprendere chiaramente perché lui abbia questa esigenza di stare da solo. Abbiamo deciso di iniziare la convivenza nel prossimo anno, ma non riesco a liberarmi di questo malessere che provo per una situazione che non accetto completamente. Ringrazio anticipatamente per eventuali consigli.

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Miglior risposta 30 DIC 2020

Gentile Martina, tutti noi abbiamo tempi diversi anche nel desiderare una convivenza. Credo che il suo ragazzo abbia bisogno di sentire dentro se stesso la spinta a condividere proprio tutto con lei. Di solito sono più oneste e affidabili le persone che non si fanno cogliere da eccessivo entusiasmo ma ponderano, senza illusorie aspettative, le proprie scelte di vita per poi perseguirle senza rimpianti e con un po' di coerenza. Credo che lei potrebbe sfruttare questo tempo provando a sua volta ad essere più autonoma, ossia provando a sua volta a vivere da sola per non passare direttamente dalla famiglia d'origine alla famiglia che desidera costruire con il suo ragazzo. Se non ha la possibilità di farlo approfitti per stare bene e con gioia dentro se stessa con il suo tempo a disposizione. Provi a capire come mai si risente così profondamente se il suo ragazzo desidera ancora sperimentarsi con se stesso vivendo da solo, quali emozioni si scatenano e da dove arrivano? In passato le ha già sperimentate e in quale occasione? Silvana Perino

silvana perino Psicologo a Pinerolo

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31 DIC 2020

Buongiorno Martina,
non ci sono teorie precostituite. Ciascuno è diverso e ha i propri desideri. Io le consiglierei di dare tempo al suo compagno che non si sente ancora pronto e di stare a vedere. Se poi questa situazione non dovesse sbloccarsi e continuasse a far stare male lei allora le consiglierei di prendere dei provvedimenti. Per star bene bisogna seguire i propri desideri ma cercare di venirsi incontro per raggiungere la meta di soddisfazione insieme. Trovate un punto di incontro.
Rimango a disposizione.
Un cordiale saluto.
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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30 DIC 2020

Cara Martina, mi spiace che lei stia attraversando un momento difficile della sua relazione affettiva. La invito tuttavia a partire da quello che c'è e non da quanto invece è mancante. Non mi è chiaro se lei abbia esplicitato al suo ragazzo cosa l'ha fatta sentire rifiutata al suo no rispetto alla convivenza e se abbiate condiviso insieme come andare avanti. Dalla sua condivisione sembrerebbe di sì visto che dal prossimo anno andrete a convivere, tuttavia la invito ad essere chiara e a provare ad esporre chiaramente, e partendo dal proprio stato d'animo, il suo malessere, così da trovare sostegno nel suo ragazzo, ed evitare non detti che potrebbero minare la vostra convivenza fin dall'inizio. Se dovesse provare della paura nell'esporre quanto sente dentro, provi a capire di cosa ha paura e non le permette di fare questo passo. Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio. Un caro saluto, dott.ssa Marinella Balocco

Dott.ssa Marinella Balocco Psicologo a Orbassano

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30 DIC 2020

Ciao Martina, sembra che il punto focale sia questo tuo malessere che non ti abbandona quando pensi che il tuo fidanzato, diversamente da te, non desidera ancora una convivenza pur essendoci tutte le condizioni materiali (casa, stabilità lavorativa) Questa cosa viene vissuta da te come un rifiuto nei tuoi confronti e chiaramente tutto ciò può creare un malessere interiore. Conoscendolo probabilmente ti sarai fatta anche un'idea di cosa ci sia dietro quel non sentirsi ancora pronto...
Un caro saluto, dott.ssa Ricci

Dott.ssa Antonella Ricci Psicologo a Tivoli

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30 DIC 2020

Cara Martina ,
si fidi del suo intuito e delle emozioni che prova.
Un uomo, di 30 anni, con lavoro stabile e casa di proprietà che rifiuta la sua fidanzata dopo 4 anni di relazione. Risponde che vuole stare da solo. Essere in coppia significa non stare più da soli. Significa avere progetti, costruire, crescere. A lei la conclusione.
Cordialmente
Dott.ssa Stefania Scotto

Dott.ssa Stefania Scotto Psicologo a Gallarate

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30 DIC 2020

Buongiorno Martina. Mi chiedo se si sia confrontata con il Suo compagno rispetto ai motivi che hanno portato al rifiuto: cosa significa "non essere pronto" per lui? Lei ha esplicitato come questo l'ha fatta sentire? Quale progettualità condivisa c'era all'epoca della prima richiesta, e quale c'è ora? Quali aspettative avete per il rapporto e condividete un orizzonte d'attesa comune? Inoltre, è evidente che il tentativo di "andare incontro" al compagno (l'alternativa suppongo sarebbe perderlo?) per Lei è vissuta come poco identitaria e la sensazione negativa che prova è legata ad aspetti di validità e valore personale (quanto conto per te, se non vuoi convivere nonostante "sulla carta" ci siano tutte le condizioni per poterlo fare?). Sarebbe opportuno che tutto questo venga chiarito prima di un passo importante - non per non farlo, ma per farlo, eventualmente, con cognizione di causa. Le sensazioni legate al senso di sè come valida e accettata e amabile possono riproporsi anche in altri modi e forme. Se ne ritrova in altri campi o aspetti di vita, valuti di affrontarle in modo un pò più generale e più mirato, magari tramite una consulenza psicoterapeutica. Cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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