Salve, ho 29 anni e da pochi mesi ho un lavoro stabile (dopo percorso di studi molto lungo). Da diversi anni ho un brutto rapporto con mio padre. Mi critica facilmente, vuole a tutti i costi imporre il suo punto di vista, non accettando che qualcuno possa pensarla diversamente da lui. Quando litighiamo mi dice cose abbastanza brutte e penso di non reggere più questo peso. Tutto questo ha influito pesantemente sulla mia autostima.
Mi comporta problemi relazionali nella vita privata e nel lavoro, mi sento sempre incapace o non all’altezza e temo costantemente il giudizio degli altri. Il clima in famiglia è particolarmente teso, mia madre e i miei fratelli mi suggeriscono di evitare discussioni e di mantenere un rapporto quanto più possibile Pacifico in quanto anche loro consci del suo brutto e immodificabile carattere . Ma io non ci riesco! ci provo per qualche giorno, ma ormai sono talmente satura che basta una sua risposta aggressiva verso mia madre (cosa molto frequente) o verso di me e mi chiudo in me stessa, soffro, piango e non riesco neanche a guardarlo.
L’ultima volta che abbiamo litigato mi ha detto che è lui il capofamiglia e comanda lui, quindi non vuole sentire ragioni.
Sto male perché non riesco ad accettare questo comportamento… ho sempre supportato i miei genitori, messo la famiglia al primo posto, ho sempre dato loro grandi soddisfazioni nello studio. Anche il suo rapporto con mia madre si è rovinato negli anni, ma lei ha sempre accettato e non si è mai fatta rispettare… ha sempre sofferto e tutt’ora soffre, ma non ha mai voluto lasciarlo (lei non lavora, ha dedicato la sua vita a noi e tutt’ora si occupa di tutto e tutti).
Sto anche cercando casa ma non è semplice di questi tempi, sono poche e molto care. Nel frattempo mi crolla veramente il mondo addosso.. cosa posso fare?
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25 MAG 2024
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Cara Anna,
mi dispiace molto per quello che sta attraversando. Purtroppo, alcuni genitori alimentano in loro stessi l'idea di possesso dei figli (e del proprio partner) piuttosto che favorire la crescita dell'altro amando incodizionatamente. Dal suo racconto emerge che la sua maturazione e la sua diversità non vengano né comprese né accettate da suo padre, cosa che purtroppo le provoca tanta rabbia e dolore.
E' di fondamentale importanza però riconoscere ed accettare che non possiamo intervenire sul cambiamento delle altre persone, anche provandoci con tutte le nostre forze. Tuttavia, possiamo lavorare su noi stessi, cercando di comprendere e modificare i pensieri di base che influenzano le nostre reazioni in determinate situazioni o con determinate persone.
Resto a disposizione per eventuali consulti futuri anche da remoto
Dott.ssa Melania Melito
18 GIU 2024
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Gentile Anna,
comprendo come possa essere difficile per lei vivere in un ambiente familiare che la fa soffrire, dentro di lei ha già tutte le risorse di cui ha bisogno per affrontare questa situazione.
La strada l'ha già delineata, mettere dei confini in famiglia è necessario per crescere e riconquistare la propria libertà.
E' stata una brava bambina per troppo tempo, ora è giunta l'ora di darsi il permesso di essere quello che vuole.
Sono a disposizione anche online per approfondimenti
Un cordiale saluto
Daniela Rega
28 MAG 2024
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Gentile Anna, dalla sua descrizione rispetto al suo vissuto sembra che lei sia l'unica nella sua famiglia che prova ad affermare il suo pensiero e la sua individualità nonostante le condizioni facciano pensare che sia meglio "mantenere la pace e l'equilibrio". È comprensibile che ciò le costi molto in quanto lei non si pone per nulla in una posizione di comodo.
Mi chiedo se in tutti questi anni ha mai provato a parlare a suo padre di come vive le sue reazioni nei suoi confronti.
Inoltre, in questo momento della sua vita, ora che ha trovato un lavoro dopo un lungo periodo di studio, quali pensieri e quali desideri le occupano la mente? La scelta di cercare una casa da quale bisogno/desiderio è mosso?
Le lascio un po' di interrogativi che spero possano stimolare le sue riflessioni sui temi che ha portato.
27 MAG 2024
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Gent.ma Anna vorrei esprimerti tanta vicinanza. La storia d'amore con la tua famiglia si intreccia a tanta sofferenza che non è dipesa da te . Da te è dipesa però tutta la forza e la protezione che hai donato per resistere e per rimanere in piedi nella tua vita. A te vanno tanti riconoscimenti che per stare bene dovranno partire da te . Riconoscersi oltre i legami familiari non è facile alle volte, soprattutto se nei legami c'è anche tanta sofferenza. Esistono i traumi relazionali che condizionano l'autostima e le abilita relazionali e di adattamento alla vita . Le aggressioni psicologiche costanti hanno effetto quanto i grandi traumi improvvisi e sopraffacenti, in quanto minacciano l'incolumità psicologica della persona.Ti consiglio di intraprendere un percorso personale che posa offrirti innanzitutto sostegno e cure delle tue ferite .Un esempio è la terapia Emdr specifica e di elezione per i vissuti traumatici. Sarà uno spazio di evoluzione verso l'indipendenza e libertà emotiva e psicologia da quanto accaduto nella vita, per riorganizzare nuove prospettive.Rimango a disposizione e ti faccio tanti auguri per la vita.
Dott.ssa Antonella Pititto
Psicologa - psicoterapeuta Emdr.
27 MAG 2024
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Buongiorno, da quanto ho capito è in una situazione vincolante dove le uniche persone che potrebbero supportarla preferiscono consigliarle che dovrebbe fare come loro e conformarsi alla, mi passi il termine, "monarchia" di suo padre. Naturalmente capisco, si sente come la pecora nera che va in direzione opposta, rema controcorrente. Io però penso che lei sia l'ingranaggio fondamentale della famiglia, ha il coraggio di rivoluzionare quella situazione a dir poco sofferente e di cambiare il corso delle cose. Quello che posso dirle è di aver pazienza, là fuori, come già ha detto lei, non è facile sia dal punto di vista economico che lavorativo. Le consiglio di intraprendere un percorso, di ritagliarsi uno spazio tutto suo con qualcuno che possa esserle da guida, come Dante fece seguendo la via condotta da Virgilio. Questo le permetterà di acquisire maggiore coraggio e strumenti importanti per navigare in quelle acque torbide, i quali sono già a sua disposizione e ha tutte le carte in regola per utilizzarli, ma deve imparare ad adoperarli. Per questo uno psicologo o uno psicoterapeuta le saranno sicuramente d'aiuto in questo fatidico frangente. Io sono certo che possa farcela, da quanto ho letto è stata una persona veramente coraggiosa per mettersi di traverso a quel sistema familiare così complesso.
27 MAG 2024
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Gentile Anna, ho ascoltato il tuo racconto e soprattutto la sofferenza che porta. Direi però che emergono dal tuo resoconto anche delle grandi risorse che possono essere proprio il punto di partenza per un lavoro psicologico che potresti intraprendere. Queste risorse sono nella capacitò e tenacia che hai avuto nel portare avanti un lungo percorso di studio e nell'aver trovato a 29 anni un lavoro stabile., cosa che, come tutti sappiamo, non è facile raggiungere, in questo periodo storico sociale.. Non solo ma anche nel pensare di poter iniziare una vita autonoma cercando una propria abitazione anche se difficile per motivi di varia natura, emerge la possibilità di attivare un pensiero e una consapevolezza di poter gestire una propria autonomia.
Direi pertanto che emergono molte risorse che sicuramente possono essere il sostegno e il punto di partenza per iniziare un percorso psicoterapeutico che posa portarti a raggiungere i risultati piu idonei alla tua vita
27 MAG 2024
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Gentilissima Anna,
sento la sua sofferenza nelle sue parole: "...Quando litighiamo mi dice cose abbastanza brutte e penso di non reggere più questo peso. Tutto questo ha influito pesantemente sulla mia autostima.
Certamente farà benissimo, con l'autonomia e l'indipendenza economica ad andare via di casa. Ma forse per rendersi veramente autonoma interiormente, potrebbe riflettere e domandarsi: Che cosa la porta ancora a sperare che lui cambi? Perchè, forse, ripone la sua autostima ancora, dopo tutto il suo percorso di vita e le soddisfazioni "esterne" che ha avuto, sulle parole "pesanti" e svalutanti di suo padre? Perchè vorrebbe sentirsi dire parole di accoglienza e stima da un genitore, che dal suo racconto non è capace di farlo?
Lo so che tutto questo porta ad una sofferenza e una rabbia verso un genitore che non è capace forse di accogliere un altro punto di vista e "vedere" la propria figlia, così come dal suo racconto ci descrive. Quello che Le posso dire è che la strada verso l'auotomia interiore rispetto al conflitto distruttivo che ha con suo padre, è iniziare a "vedersi", tutelandosi e assumendosi la responsabilità per se stessi, accogliendo il dolore della "perdita" di un padre che non l'ha mai riconfermata e svalutata. Le auguro di intraprendere un percorso di terapia, forse partendo dalle domande che le ho fatto, attraversando il dolore di tutto questo, ma ricercando la libertà interiore di vedere quanto valore ha lei, aldilà di un padre che avrebbe voluto, ma che purtroppo non esiste.
27 MAG 2024
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Buongiorno e molto.difficile vivere con un genitore che non riconosce la personalità diversa del figlio.
Purtroppo avvolte un genitore non cambia, per sua educazione, per suoi limiti psicologici, per sua cultura.
La cosa che può fare è andare via casa. Può sempre vivere con altre donne lavoratrici.
E farsi la propria vita.
Dott.ssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
Psicologa
26 MAG 2024
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Carissima, capisco, non è colpa tua, in psicologia diverse teorie spiegano il comportamento degli esseri umani.(Adler, Freud, Jung ecc.). Possiamo giudicarli, tollerarli o giustificarli. In questo periodo hai bisogno di tempo per pianificare il tuo futuro che permetterà la tua indipendenza. Sono a disposizione per un consulto terapeutico, anche online. Un abbraccio da
Dssa Vincenza Papeo
26 MAG 2024
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Cara Anna,
Mi sembra di capire dalle sue parole, che sta vivendo un momento davvero difficile, e che la sua autostima ne risente molto.
Malgrado il momento difficile, mi sembra di capire, che lei è una persona con anche delle risorse! Un lavoro stabile, un buon grado di istruzione...(e forse anche i suoi fratelli possono essere per lei una risorsa??)
Con un percorso terapeutico, potrebbe davvero aiutarsi, facendo leva su tutte le sue risorse, che sono diverse (chissà quante ancora da scoprire!) e tutte importanti per tornare a stare bene.
26 MAG 2024
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Gentilissima, posso comprendere il suo stato d’animo, ecco perché le consiglio un supporto psicologico ad indirizzo umanistico esistenziale con un Tecnico. Questo per comprendere un passato ancora oggi molto presente, imparando a gestire in modo funzionale il suo quotidiano, costruendo cosí un nuovo futuro tanto atteso.
25 MAG 2024
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Cara Anna, mi dispiace molto. Con alcune persone è meglio notare il tipo di rapporto che non si vuole e con chi per imparare cosa fare nella tua vita. Un abbraccio
25 MAG 2024
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Buongiorno Anna,
da quello che leggo la sua situazione in famiglia è sempre stata molto faticosa a causa della difficoltà dei rapporti con suo padre, che appare una persona estremamente critica e dominante.
Innanzitutto le voglio dire che con tutte le difficoltà, che questo rapporto ha comportato per la sua famiglia e per lei , è veramente un grande risultato il fatto che sia riuscita a compiere egregiamente un suo percorso di studi e a trovare un lavoro, in un momento così delicato. Questo dimostra che lei Anna è una persona piena di risorse ,tanto da cercare comunque un confronto e un dialogo con suo padre. Questa ricerca purtroppo genera molti scontri, parole di sfiducia e una critica pesante, che compromette la sua autostima e la sua serenità.
In questo momento della sua vita, in cui ha trovato lavoro e ha iniziato a guardarsi intorno, penso che potrebbe giovarle l'aiuto di un professionista, per lavorare sulla relazione con la sua famiglia e sulla sua autostima aspetti che attualmente sembrano compromessi.
Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o per un percorso insieme,
un caro saluto
Dottoressa Bianchi Eugenia
25 MAG 2024
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Buon pomeriggio Anna
lei ha subito le dinamiche e le difficoltà derivanti dal crescere in una famiglia di stampo patriarcale imposto da suo padre e non contrastato da sua madre. In questo tipo di famiglie, alla donna, non sono concesse molte libertà e riconosciuti molti diritti, ma viene considerato soprattutto il ruolo della cura e il soddisfare le innumerevoli richieste dovute al mantenimento della casa e l'accudimento della prole, oltreché l'attenzione verso il marito. Occorrerebbe ricordare, al suo genitore, che non esiste più il riconoscimento della patria potestà, esiste la potestà genitoriale, cioè di entrambe i coniugi. Chiaramente dirglielo ora non sortirebbe effetti significativi e potrebbe danneggiare, ulteriormente, una sorta di equilibrio mantenuto, fin'ora, a caro prezzo.
Lei ha scelto la strada giusta cercando di uscire da casa e continui in questa direzione, inizi a scrivere tutte le sua frustrazioni, delusioni, attacchi alla sua autostima, che dovrebbe essere molto valorizzata visto che é riuscita a prendere un titolo di studio e trovare una lavoro, nonostante il comportamento sabotatorio del suo genitore.
Trovare un modo per comunicare con lui in modo costruttivo, senza un aiuto professionale, può risultare molto difficile specie perché lui ha chiaramente manifestato che non si pone in discussione ritenendosi il "capo famiglia e che comanda". Inizi a prendere cura si sé stessa scrivendo, intanto, le sue ambizioni i suoi desideri, i suoi bisogni e progetti, le qualità che si riconosce ed il valore che la sua persona merita assolutamente. Ora é possibile mettere in atto l'opportunità che possa ricostruire sé stessa, in virtù dell'età, del titolo di studio e del lavoro, che la possono rendere autonoma e non soggetta più all'autorità familiare. Inizi un percorso terapeutico che le può fornire un ambiente ove sentirsi a proprio agio, ascoltata con totale attenzione. Dove poter portare tutto questo bagaglio di non riconoscimenti, svalutazioni e tutto ciò che si é appuntata su una specie di diario, condividendolo con un/a professionista che la aiuterà a ricollocare se stessa, a tracciare confini e limiti nei confronti del genitore. A rivalutarsi e riconoscere la sua grande forza nell'aver raggiunto i risultati sociali ottenuti, nonostante l'ambiente familiare. Non molli e continui a cercare una sistemazione fuori casa( prima o dopo la troverà senz'altro), scriva e inizi un percorso psicologico per riappropriarsi dell'autostima che merita e il riconoscimento delle sue qualità, che ha e che la rendono unica e perciò preziosa. In questa sede non mi sento di dirle altro, le auguro di trovare al più presto il/la professionista e la serenità mentale a cui ha diritto.
Se lo ritiene utile può contattarmi, opero anche online
Cordialmente
dott. Giancarlo Mellano
25 MAG 2024
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Buonasera Anna,
Ho letto la sua storia e condivido lo stato emotivo in cui si trova all interno della sua
famiglia e soprattutto quando si relaziona con suo padre.
La prima cosa da fare è di certo svincolarsi dalla famiglia, come poi sta cercando di fare, andando a vivere da sola. Se non riesce a permettersi una casa, può provare inizialmente a condividere la casa con altre persone in modo da sperimentare la convivenza: tutto il resto verrà da sé!
Sono disposta ad ascoltarla, buon pomeriggio!
Dott.ssa Carmelina Proietto
25 MAG 2024
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Cara Anna
Dalle sue parole colgo un grande peso e una profonda tristezza. Mi colpisce quello che le ha detto suo padre durante la discussione che ha riportato. La sua età è indicativa di un momento di grandi cambiamenti sia personali (nuovo lavoro) che familiari (pensiero di lasciare casa) e potrebbe essere che tutto ció non sia ben accolto da suo padre, che potrebbe perdere il ruolo di “capo che comanda”.
Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a rafforzare la sua autostima e ad accompagnarla in questo delicato momento di cambiamenti.
Rimango a disposizione
Un saluto
Dott.ssa Baccari Michela
25 MAG 2024
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Carissima Anna, le famiglie patriarcale sono fonte di tanto dolore per le donne. Ancora il mondo ne è intriso e il lavoro di ricostruzione che ogni donna deve fare è un percorso di libertà e autorevolezza al femminile. Non ci sono molte alternative al fare un percorso personale di terapia dinamica, volta a ricostruire la propria autostima e sentirsi autorizzata ad andare verso le proprie scelte.
Ho lavorato molti su questi temi e mi rendo disponibile anche per un consulto on line.
Cordialmente dott.sa Silvia Chiavacci .
25 MAG 2024
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Cara Anna,
la dinamica che racconta è purtroppo ancora diffusa in alcune famiglie di stampo patriarcale.
È giusto quello che sta facendo, ovvero lasciare la casa genitoriale per potersi svincolare da questo sistema che la fa soffrire. Nel suo caso sarebbe molto utile apprendere come definire meglio i suoi confini e imparare a comunicare con i suoi genitori in modo più assertivo. Resto a disposizione anche online per lavorare su questi obiettivi.
Un caro saluto
Dott.ssa Vita
25 MAG 2024
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Cara Anna,
Quando cresciamo si attua il nostro processo di individuazione e questo passa attraverso l'indipendenza (non solo fisica ma emotiva) rispetto al nucleo familiare di origine.
Per fare questo può aiutarla fare pace con le sue immagini di madre e di padre e con le ferite che sente aperte, comprendendo che queste ferite sono ciò che la rende unica e che grazie a queste esperienze dolorose lei oggi ha gli strumenti che le servono per evolvere nel suo processo di individuazione.
È proprio grazie al suo dolore che ora ha la possibilità di spiccare il volo, se lo vuole.
25 MAG 2024
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Buongiorno! Chiedere aiuto è sicuramente un primo passo molto importante perché ha preso consapevolezza delle difficoltà ed è pronta ad affrontarle. Un/una terapeuta di indirizzo sistemico-relazionale potrà aiutarla ad esplorare la problematica e accompagnarla verso un maggiore benessere personale e familiare.
25 MAG 2024
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Ciao Anna, dal tuo racconto si riesce a sentire tutta la saturazione emotiva di cui parli rispetto alla situazione.
Crescere con un vissuto di giudizio tanto forte può portare a interiorizzare parti di sé esigenti e svalutanti che possono nutrire continue insicurezze.
Sarebbe importante per te cominciare a prenderti cura delle tue ferite così che possa maturare in primis il rapporto con te stessa e poi di riflesso con tutto ciò che ti circonda.
Abbi cura di te nel raccogliere le risorse che ti servono per affrontare i cambiamenti importanti che stai vivendo, perché sembrano essere momenti che hai guadagnato con fatica. Se sentissi bisogno di una guida in questo processo di accudimento personale, scrivimi pure.
25 MAG 2024
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Buongiorno Anna, mi dispiace per la situazione difficile che sta vivendo.
Lei dice che ha sempre messo la Sua famiglia al primo posto, ma Lei ci si è messa? Oltre che alla Sua famiglia, le soddisfazioni nello studio le ha date anche a se stessa?
Immagino che il rapporto complicato con Suo padre le abbia dato anche problemi di autostima, sia perché teme che le Sue opinioni siano sempre sbagliate, sia perché forse è sempre accomodante con gli altri, per paura che si allontanino da Lei.
Comunque, condivido la scelta del cercare casa, nel frattempo credo che un buon percorso di terapia possa aiutarla.
Saluti