Problema con le persone che assumono alcool

Inviata da Serena · 30 nov 2015 Tossicodipendenza

Salve, ho 21 anni e ho perso mia madre quando ne avevo 14 a causa della sua dipendenza dall'alcool. Da allora ho il rifiuto di questa sostanza e quasi il terrore di dovermi approcciare a persone che ne assumono, anche nei limiti della normalità. Mi accorgo di stare sviluppando solo ora, dopo anni, una vera e propria paura dell'alcool, e ciò mi impedisce di vivere serenamente anche una semplice cena al ristorante dove una bottiglia sul tavolo può rovinarmi la serata. Purtroppo questo ha ripercussioni anche sul mio rapporto di coppia, il mio fidanzato ovviamente non beve mai in mia presenza ma a volte mi fa intendere che in qualche occasione, in compagnia di amici o per festeggiare qualcosa, non gli dispiacerebbe aumentare di un po il numero di bicchieri, e la cosa mi terrorizza. È giusto imporgli di non bere anche in mia assenza? O è giusto che non lo faccia solo quando ci sono io? Purtroppo la mia è una vera paura quella verso le persone che bevono (anche senza arrivare ad ubriacarsi), e ovviamente non ho vorrei mai avere paura dell'uomo che amo... ma allo stesso tempo non posso negargli una serata spensierata con gli amici...
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Miglior risposta 30 NOV 2015

Gentile Serena,
è comprensibile che lei sia rimasta traumatizzata dalla storia dell'alcolismo di sua madre e dalle immaginabili dolorose conseguenze di questa dipendenza, al punto che ha sviluppato una vera e propria fobia per l'alcol.
Come per tutte le fobie, però, la soluzione non sta nell'evitamento sistematico dell'oggetto fobico ma, piuttosto nel saperci prendere contatto nella maniera corretta e questo presuppone un equilibrio psicologico che lei non è ancora riuscita a raggiungere, tanto che le basta vedere una bottiglia di vino a tavola per andare in ansia.
Il suggerimento è di intraprendere una terapia psicologica ove potere finalmente elaborare i vissuti dolorosi del suo passato con i relativi traumi e potersi così liberare da questa ed altre paure ritrovando un migliore equilibrio interiore.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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30 NOV 2015

Buongiorno Serena,
la sua esperienza precedente ha sicuramente condizionato la sua vita fino ad oggi. La perdita di sua madre è stata importante e avvenuta in un momento di particolare vulnerabilità della sua vita. 14 anni sono pochi nella vita di una ragazza ma sono abbastanza per poter essere consapevoli di ciò che avviene nel mondo.
Immagino che la vita con sua madre sia stata "particolare" così come immagino che lei abbia assistito a momenti in cui sua madre forse non era completamente lucida o non era la madre che lei avrebbe desiderato.
Lei oggi ha un fidanzato che può uscire con gli amici e trovarsi nella condizione di assumere dell'alcool. Il suo fidanzato però credo conosca la sua idea a riguardo, e penso che non voglia vederla star male, ma sia anche in condizione di avere un limite nell'assunzione di alcool.
Le suggerisco di scegliere uno specialista con il quale affrontare queste sue paure e limitazioni, rivedere in chiave diversa questi suoi 21 anni, non perchè lei abbia qualcosa di "rotto" o sbagliato, ma quanto per dare un nome alle cose e trovare un altro paio di occhiali con i quali vedere la sua vita e il mondo che le sta intorno.
Dott.ssa Marchetto Christina

Dott.ssa Christina Marchetto Psicologo a Carbonera

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30 NOV 2015

Cara Serena,

l'alcolismo è una malattia che ha un impatto devastante fisicamente e psicologicamente non solo su chi abusa d'alcool, ma su tutti i famigliari che sono stati esposti a questa dipendenza.
Alcuni studiosi la definiscono una vera e propria "malattia della famiglia".
I figli spesso a seguito di questa problematica famigliare possono sviluppare disagi psicologici di vario tipi (depressioni, ansia, anoressia, fobie etc) o difficoltà relazionali.
Dietro alla sua paura del'alcool e dell'assuzione di alcool da parte delle persone a Lei più care (fidanzato) è probabile che siano celati sentimenti e emozioni complessi (paura, terrore, colpa, autocommiserazione, rabbia, smarrimento, solitudine, controllo, dipendenza etc) che provava quando sua mamma beveva, situazioni da cui comprensibilmente oggi desidera stare lontana e che La fanno così tanto preoccupare.
E' come se l'alcool in sè Le riattivasse tutto questo mondo interno di ricordi faticosi e dolorosi.

Le suggerirei
- di rivolgersi alla associzione Al Anon - gruppi di amici e famigliari di alcolisti al fine di confrontarsi e condividere pensieri e emozioni relativi a tali difficoltà.
Troverà giovani che come Lei hanno vissuto le medesime situazioni famigliari e che manifestano magari gli stessi disagi: il confronto con essi rappresenta un aiuto prezioso e costruttivo
- rivolgersi a uno psicoterapeuta con cui intraprendere un percorso di riflessione e approfondimento relativo alla sua storia famigliare e alle Sue attuali difficoltà.
In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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