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problema a relazionarmi con gli uomini cosa devo fare?

Inviata da Maia il 8 lug 2013 Relazioni sociali

mi è capitato varie volte di desiderare di instaurare un legame con una persona e prima di uscire insieme per un appuntamento, ho sempre cercato di instaurare una conoscenza un po più profonda anche sentendo la persona in questione tutti i giorni.
se non che al momento in cui effettivamente ci esco e gli appuntamento diventano più frequenti, perdo del tutto interesse se poi riesco perfino ad andarci a letto cerco di sparire e non farmi più sentire.
mi è capitato già con 3 persone, tutte che mi piacevano e mi interessavano e a quanto pare ricambiavano, cosa devo fare?

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posso azzardare un' ipotesi che conosco e riconosco, psicosi dell'abbandono, per non dover rivivere l'abbandono si tende a non legarsi.

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Cara Maia,
ho letto con attenzione la sua richiesta e soprattutto l'integrazione che ha fatto successivamente. Mi sembra chiaro che ha tanto da dire e che è molto consapevole delle possibili motivazioni alla base del suo comportamento. Concordo con lei dell'utilità, in questa fase della vita, di una consulenza psicoterapeuta con l'obiettivo di comprendere e superare le sue paure per iniziare a vivere in modo più soddisfacente l'intimità con gli uomini.
Un caro saluto
Dott.ssa Federica Cereatti

Dott.ssa Federica Cereatti Psicologo a Roma

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Buongiorno gentile Maia,
Le consiglio un approccio psicoterapeutico di tipo psicodinamico per far luce sulla sua difficoltà a fidarsi e a lasciarsi andare alla relazione. Se è di Roma, resto a disposizione per una consulenza psicologica che le permette di farsi un'idea di come si può approcciare al suo disagio.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Gentile Maia,
considerando che nel suo caso le situazioni problematiche e di una portata i senso lato traumatica appartengono al passato, una rielaborazione di queste vicende con uno psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico può rivelarsi un'ottima soluzione per affrontare poi insieme le difficoltà attuali. Se lo desidera rimango a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Cara maia,
le indicherei di rivolgersi a uno psicologo della sua zona formato con la tecnica EMDR o a uno psicoanalista.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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ringrazio tutti per le risposte date, siete molto gentili.
per quanto riguarda il mio problema vi posso dire che le vostre risposte mi hanno fatto pensare molto al motivo che possa avere scatenato in me questa paura di relazionarmi, in realtà c'è più di un motivo sia a livello familiare che a livello di esperienze passate.
a livello familiare i miei genitori mi hanno sempre detto fin da quando sono adolescente ( ora ho 25 anni) di non buttarmi nelle braccia di sconosciuti, di conoscere meglio una persona, di non fare errori che poi me ne posso pentire, forse questo ha generato in me una paura nei confronti dei ragazzi e cerco sempre di allontanare le persone perché non le vedo adatte a me.
il secondo motivo forse è legato ad un problema ancora più grave e profondo ed è dovuto ad un'esperienza con un ragazzo. è stato il mio primo ragazzo, la nostra relazione si è conclusa in pochi mesi ma siamo rimasti amici fino a due anni fa e talvolta anche "amici di letto". questa situazione non generava in me grossi problemi fin quando lui si è attaccato ancora di più a me, diceva di essere fortemente attratto da me che per lui ero una persona speciale ed unica che non avrebbe mai rinunciato a me, ma allo stesso tempo rimaneva con la sua fidanzata e non ha mai fatto niente di concreto, ne gliel'ho mai chiesto, per provare a stare seriamente con me. questo mi ha fatto molto soffrire per un po di tempo perché non mi spiegavo quale fosse il motivo per cui io non andavo bene a lui, pensavo di essere troppo bassa troppo grassa troppo brutta e chissà altre cose. con lui è finita, ho chiuso definitivamente e se ha riprovato anche a riscrivermi o ricontattarmi io ormai è più di un anno e mezzo che non lo sento più. però credo di essere portata dietro questa paura di non piacere di avere qualcosa che non va, mi spiego meglio, mi sento sempre goffa brutta non all'altezza quando esco con un ragazzo, anche non adatta a lui visto che sono bassa poco più alta di 1.60 e penso di non essere proprio bella o con un fisico snello. mi chiedo sempre ma chi glielo fa fare a questo di stare con me se la fuori ce ne sono 100000 meglio. automaticamente mi chiudo e per paura di un rifiuto non faccio andare avanti la cosa, rispondo male mi comporto male o sparisco, come se dicessi è stata colpa mia non l'ho voluto io anche se lui mostra interesse.
ora questa cosa mi pesa un pò perchè mi capita di continuo e mi fa stare male, ho pensato all'inizio che fosse magari perchè non mi piaceva del tutto la persona, ma non è cosi perchè anzi più mi piace più metto in pratica questo comportamento fin tanto da sentirmi vuota dentro insoddisfatta dopo un appuntamento.
come posso fare? forse sarebbe meglio iniziassi a parlarne con qualcuno? a chi mi devo rivolgere per essere seguita da uno psicologo o psicanalista?
grazie in anticipo per le risposte.

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Gentile mAIA,
QUANTO A LEI CAPITATO può solitamnete succedere a persone con particolari tratti personologici che manifestano defficoltà nelle interelazioni di tipo intimo a livello di approccio. Capire le cause ed evitare che in futuro succeda quanto a lei purtroppo è successo è compito di stretta pertimenza di un capace psicoterapeuta. E' importante consultarsi personalmente con lui/lei.
dr paolo zucconi, sessuologo e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Gentile Maia,
sembrerebbe che lei eviti di stabilire una relazione per qualche tipo di paura, che probabilmente trova le sue giustificazioni nell'esperienze affettive della sua storia personale. Le suggerisco un breve percorso psicologico con cui affrontare il problema.
Cordialmente
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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Cara Maia sicuramente in Lei sono celate le risposte al suo quesito, ma per poterle offrire un seppur minimo parere sulla questione è necessario conoscerla approfonditamente. Ogni individuo è infatti diverso da un altro e porta con sè una storia unica ed irripetibile. Considerando il suo disagio con le sue inevitabili conseguenze, Le suggerirei un primo incontro con uno psicoterapeuta. Cordiali saluti. Dott.ssa S. Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Gentile Maia,
il quadro che delinea fa pensare ad una difficoltà nel creare legami che potrebbero consolidarsi, come se temesse questo possibile legame e quindi si impedisse di affrontare tale situazione interrompendo il rapporto prima che possa evolvere. Probabilmente questa dinamica si lega ad esperienze passate che possono risalire anche alle relazioni familiari d'origine, pertanto le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per approfondire questi aspetti e capire le ragioni di questo suo comportamento ricorrente. Se lo desidera rimango a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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gent.le Maia,
credo si tratti di modalità di relazione, che hanno un significato ed un senso per sè, sebbene non ne comprenda razionalmente le motivazioni profonde.
Si può ipotizzare in generale che qualsiasi blocco ,evitamento, limitazione in un rapporto o modo di fare esperienza , siano funzionali a qualcosa, ovvero "proteggono da qualche pericolo emotivo percepito" e che in qualche modo va riosservato e compreso.
Dato che il nostro modo di concepire,vivere e pensare le relazioni mette radici lontane nel tempo, penso potrebbe esserle fruttuoso esplorare la sua storia in profondita con uno psicoterapeuta, aspetto che qui in questa sede è assai arduo valutare ed osservare.
cordialmente,

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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Gentile maia,
i problemi relazionali spesso hanno origine nel tipo legame di attaccamento che si è stabilito con le figure di riferimento durante l'infanzia (mamma e papà) e nel modello interiorizzato della relazione tra i due genitori come coniugi. Provi a rivolgersi a uno specialista della sua zona per approfondire la sua storia personale e famigliare.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Maia, su un portale on line risulta alquanto difficile darle una risposta in merito, principalmente dal momento che non è possibile conoscere i suoi vissuti pregressi.
Provi a consultare uno specialista della sua zona, la saprà ascoltare e saprà individuare con lei le motivazioni alla base delle modalità di comportamento che indica, oltre che, naturalmente, nuove e differenti modalità.
Cordialmente.
Dott.ssa Alessia Sorsi

Dott.ssa Alessia Sorsi Psicologo a Piacenza

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