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Presunto mobbing

Inviata da walter il 20 apr 2013 Mobbing

Mi chiamo Walter; sto vivendo una situazione lavorativa che sta diventando sempre meno sopportabile e che è oggetto di depressione ed ansia.Sono un funzionario di un istituto di ricerca e mi occupo di impianti tecnologici, la mia è una posizione centrale tra direzione e persone operative, purtroppo tutti o quasi raccomandati. Ho un capo che dispone del budget con cui non riesco mai a parlare dei problemi cui dovremmo affrontare, perché mi volta sempre le spalle quando gli chiedo di parlare e non legge mai le mie mail quando gli scrivo, anzi mi ha detto che se gli scrivo ancora mi potrebbe anche rovinare. Con me ci sono quattro collaboratori che dovrebbero aiutarmi ma nessuno di loro mi ascolta anzi mi dicono chiaro e tondo di fare io tutti i lavori ed in più mi deridono abbondantemente e continuano ad inventare scuse e/o bugie per non fare quello che gli chiedo, sebbene chiedo loro il minimo possibile per non farmi sempre umiliare. Il capo, di cui parlavo, quando gli sono riuscito a dirgli di come si comportano queste persone non mi ha mai risposto anzi, ne ho la prova, incita le stesse persone a comportarsi in questo modo. C'è anche un sindacalista che aiuta questo capo nella sue azioni mobbizzanti nei miei confronti. Purtroppo il mio capo non si espone mai, cioè non si fa mai vedere alle riunioni aziendali alle quali invece manda sempre me, che devo giustificare, senza sognarmi di dire la verità, tutte i lavori che non vengono fatti dai miei colleghi o a causa delle decisioni mai prese dal mio capo. Ho provato a fare quasi tutto da solo, lavorando giorno e notte al lavoro ed a casa, ma non ce la faccio a a fare tutto io, anzi i miei colleghi mi hanno accusato di mettere in dubbio la loro professionalità, così facendo. Mentre io lavoro facendo tutti i mestieri dei miei colleghi, altre al mio, gli stessi colleghi li trovo raccolti in un ufficio a bere bottiglie di vino ed assaggini o a guardare film pornografici in internet. L'altro anno ho fatto un mese di malattia, consigliatomi da un neurologo e mi sono fatto 4 mesi di psicofarmaci perchè ero completamente esaurito. Ora la situazione è ancora peggio ed io sto sempre più male e sto anche perdendo sempre di più la lucidità, comincio accusare anche delle ripercussioni significative nell'ambito famigliare. Un altro sindacalista mi ha anche raccomandato che se mi lamento troppo l'azienda mi potrebbe anche fare del male per inidoneità alla mia mansione e potrei forse anche rischiare il posto di lavoro, secondo lui. Sento di aver bisogno di aiuto non so, penserei ad uno psicologo, ma forse mi servirebbe anche un avvocato, ma per queste cose ci vogliono molti soldi e dovrei incimentarmi in una battaglia che non so dove mi porterebbe, ma soprattutto non so che ripercussione avrebbe sulla mia famiglia, soprattutto sul mio bambino di 8 anni.
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Caro Walter,
in questa situazione si possono seguire due strade e una non esclude l'altra, ma gli specialisti devono essere differenti.
1. Rivolgersi a un consulente tecnico di parte per accertare le conseguenze psicologiche del mobbing.
2. Rivolgersi a uno psicoterapeuta per gestire al meglio questa situazione.

Cordiali saluti.

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Egregio signor Walter,
competente per problematiche riferite al "mobbing" è lo psicologo legale (meglio se anche specialista in psicoterapia).
Conviene in ogni caso riferirsi a lui e alle sue competenze tecniche
dr paolo zucconi psicoterapeuta e sessuologo clinico comportamentale

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Caro Walter, comprendo tutta l'insostenibilità della situazione che ci espone e ritengo che procrastinare questo stato di cose, nella speranza di un illusorio miglioramento sia ancor più deleterio per la sua salute, per la sua autostima ed anche per il suo bambino, che come una spugna assorbe tutto il suo stato d'animo. Credo non ci sia altra soluzione che quella di trovarsi un altro lavoro (so che il momento non è dei più propizi) facendosi forte della sua professionalità e contemporaneamente di tentare l'azione legale. Si rivolga a qualche altro sindacato se quello di riferimento finora le è sembrato in collusione con il suo datore. Altrimenti, consulti a titolo informativo un legale del lavoro per cercare di capire quali sono le sue percentuali di vittoria sul caso.
Sul piano emotivo e psichico invece, un/a psicoterapeuta poterebbe esserle di valido aiuto e supportarla in questo difficile percorso. Un grosso in bocca al lupo. Dott.ssa S. Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Caro Walter, innanzitutto mi dispiace che si trovi in una tale situazione, che viene lamentata da molti lavoratori negli ultimi anni. Purtroppo la paura e la minaccia di perdere il lavoro ultimamente costringono molte persone a sopportare ricatti e situazioni lavorative anche inaccettabili. In una situazione come la sua che riguarda più l'ambito lavorativo che problemi personali certo uno psicologo potrebbe esserle di aiuto e sostegno, aiutarla a gestire l'ansia, la paura e l'angoscia, aiutare Lei e Sua moglie ad affrontare insieme questo momento molto difficile. Però credo che soprattutto i sindacati o, se come nel suo caso non sono d'aiuto, allora un avvocato, possano meglio aiutarla da un punto di vista concreto consigliandole come procedere, tenendo conto che il lavoratore che lamenti di essere stato vittima di soprusi e vessazioni e che intenda agire in giudizio per il risarcimento dei danni probabilmente dovrà dimostrare la sussistenza del mobbing e quindi prima di arrivare alla soluzione legale forse sarà necessiario prestarsi ad un minuzioso e lungo lavoro di raccolta informazioni, prove e testimonianze. Per una consulenza esistono centri di assistenza legale gratuita, come ad esempio il Centro Italiano Antimobbing http://www.ciam-mobbing.it. Spero di esserLe stata d'aiuto e le auguro che vada tutto bene.
Dott.ssa Silvia Arnaldi, Vicenza

Dott.ssa Silvia Arnaldi Psicologo a Monteviale

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