Prendere una decisione

Inviata da Martina Balbi. 5 ott 2017 6 Risposte  · Psicologia risorse umane e lavoro

Sono una mamma e moglie di 31 anni, mio figlio è la mia gioia, il mio ossigeno, un peperino di 2 anni e mezzo...mi trovo in una situazione di stallo, non riesco a prendere una decisione importante...mi spiego. Sono stata a casa ad occuparmi di Edoardo fino ai suoi due anni, poi ho accettato un lavoro stagionale che sarebbe durato 8 mesi per quattro giorni a settimana, accettato perché mi permetteva di stare tre giorni a casa e anche i giorni che lavoravo fino alle 16 ero a casa...nel corso del lavoro che svolgo con un amico di famiglia mi è stato proposto di collaborare con lui che ha rilevato un ristorante a due minuti da casa, subito ero entusiasta, poi a mente fredda ho iniziato ad avere dubbi...il maggiore è che non so sa preferisco stare a casa e crescere Edoardo o lavorare...farsi scappare una occasione così è azzardato, ma d'altra parte il tempo che perdo con mio figlio non torna indietro...lavorerei al mattino e lui a breve inizierà l'asilo e sarebbe perfetto, se non fosse che poi mi viene in mente l'estate è il fatto che dovrei lasciarlo con i nonni dal mattino presto alle quattro circa del pomeriggio, e mi vien rabbia, gelosia e sensi di colpa...non so che fare davvero, troppi pro nel lavoro e troppi pro a stare con Edo...ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a fare ordine nella testa ed arrivare a prendere una decisione

famiglia , lavoro , mamma

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Buongiorno Martina,
la genitorialità comporta la presa di decisioni che influenzano lo sviluppo e le relazioni del proprio figlio, ma anche le aspettative e i desieri dei genitori sulla propria vita, lavorativa e non. Prima di decidere si confronti son suo marito, coi nonni, cercando soprattutto di capire cosa lei desidera non solo per suo figlio ma anche, e soprattutto, per lei.
Se dovesse propendere per il lavoro tenga pesente che quello che conta è come trascorre il tempo con la sua famiglia quando è con loro, fare attività assieme, giocare e trascorrere del tempo insieme produttivamente sopperisce alla mancanza legata al lavoro.
Si confronti anche con altre mamme, lavoratirici o meno, e compenda quale soluzione può funzionae meglio per lei.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ambra Caselli (Brescia)

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Gentile Martina,
nei primi due anni penso abbiano costruito legame solido e che il suo bambino la viva come una persona amorevole e come fonte di sicurezza, anche se lei non è costantemente presente.
Rinunciare ad una proposta di lavoro per lei allettante, potrebbe con il tempo crearle insoddisfazione e peggiorare la qualità della sua vita.
L'inserimento alla scuola dell'infanzia, porterà in ogni caso Edo a sperimentare un temporaneo distacco e ad accettare gradualmente la sua assenza, godendo di altre relazioni con i coetanei e le maestre.
I nonni possono diventare un utile risorsa per la gestione del piccolo, senza nulla togliere al suo ruolo di madre.
Se sente la necessità di essere supportata, le suggerisco un percorso psicologico per affrontare questa delicata fase decisionale.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

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7 OTT 2017

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Salve Martina. La sua situazione è quella che spesso vivono molte persone. Probabilmente si lascia prendere dai sensi di colpa, pensando che, nel realizzarsi lavorativamente, possa togliere del tempo a suo figlio. Le consiglio di intraprendere un percorso di sostegno psicologico per fare chiarezza sulle sue decisioni ed elaborare il distacco (solo temporaneo e fisico) dal suo bambino.
Dott.ssa Porrino Monica

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6 OTT 2017

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Rinunciare ad un'occasione di lavoro così favorevole può diventare motivo di risentimento. Alla lunga, anche inconsapevolmente potresti incolpare Edoardo. Tuo figlio ha bisogno di una mamma soddisfatta e convinta di essergli vicina al meglio....anche se alcune ore della giornata non c'è.
L'assenza non è mancanza.
Tuo figlio presto verrà attirato dagli amichetti, dai giochi, sarà tranquillo anche senza di te.
.....a patto che lo sia anche tu!!!!!
Buon lavoro!!!

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6 OTT 2017

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Gentile Martina,
i suoi dubbi sono legittimi, è difficile decidere in un senso o nell'altro.
Provi a fare una valutazione dei vantaggi e svantaggi rispetto a ciascuna scelta. Se le viene meglio, può anche stilare una lista in cui prende in considerazione tutte le possibilità.
Valuti le risorse che ha a disposizione e se l'ambiente è favorevole in linea di massima.
Dopodiché senta il proprio cuore, le emozioni che sente sono gestibili? Pensa di poter tollerare la frustrazione? Qual'e' il suo desiderio? Preferisce non dover scegliere?
Le emozioni dovrebbero aiutarla a decidere.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

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5 OTT 2017

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Buongiorno Martina,
diventare mamma spesso sovverte o almeno rivoluziona le priorità della vita.
Non ho informazioni rispetto alla sua vita professionale prima dell'arrivo di Edoardo ma immagino lavorasse e, spero, che le piacesse.
Diventare mamma e vedere il proprio bambino crescere è un'esperienza "totalizzante", in questa esperienza le mamme spostano l'attenzione da loro stesse per focalizzarsi sui piccoli. Movimento fondamentale e prezioso sia per il bimbo che per la mamma.
Dopo il tempo passato insieme al proprio bambino per molte donne è molto faticoso riuscire a ripensarsi come lavoratrici, mogli, donne al di là dei figli.
Ha trovato pro sia nel lavoro che nello stare con Edoardo, ha pensato ai contro?
Cosa la fa arrabbiare? cosa la rende gelosa? e verso chi ha sensi di colpa?
Sta pensando all'estate, provi a fermarsi, viva con Edoardo e con se stessa ciò che accade oggi

Un caro saluto
Dott.ssa Sara Argonauta - Psicologa - Vercelli

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5 OTT 2017

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