Potrei soffrire di depressione a 18 anni?

Inviata da Alice · 4 gen 2017 Depressione

Sono una ragazza di 18 anni e forse solo adesso mi rendo conto di essere depressa da un po'. Credo che tutto sia un circolo vizioso iniziato fin dalle elementari. Spesso venivo presa in giro dalle altre bambine perchè non vestivo alla moda o molto sempicente perché non ero tra le cocchine della maestra. Venivo vista anche come la scansa fatiche della classe perché non riuscivo mai a capire la matematica, quindi oltre alle prese in giro dei compagni si aggiungevano i rimproveri pesanti della maestra a volte coronati da "Ma sei stupida?". Arrivata alle medie mi sono trovata meglio con i miei compagni di classe, però il problema con la matematica è cresciuto sempre di più. Ma questo è solo un' introduzione perché credo che tutto il mio malessere che mi porto dentro sia iniziato nel 2011, quando il mio carissimo nonno è venuto a mancare. Lui era come un padre per me, visto che il mio vero padre a causa del lavoro partiva, e parte tutt'ora anche per due settimane. Nonno era tutto per me, e ad un tratto mi sono vista la felicità strappata via a soli 13 anni. Da quel momento studiavo sempre di meno, ero diventata svogliata in tutto anche se in vista c'erano gli esami. Superati gli esami la mia prof di mate non faceva altro che dirmi di non prendere assolutamente lo scientifico perché per lei non ero in grado di farcela. Non le ho dato retta. Al primo anno di liceo incontro nuove difficoltà: amici con cui non riesco a legare, mi sentivo stupida perché tutti i miei nuovi compagni erano usciti con 10 e 9 dagli esami mentre io no, non uscivo più di casa, e spesso andavo a scuola con il nodo alla gola. I problemi con la matematica crescevano sempre di più finché a giugno 2013, grazie a mia madre scopro di essere discalcula. A luglio 2013 intraprendo un viaggio a NY che mi risolleva l'autostima, ma dura poco. Al terzo anno di liceo vengono a mancare entrambi i genitori di mio padre, entrambi malati di demenza senile, quindi in tutta la mia vita non ho mai avuto modo di farci dei discorsi senza ripetete cento volte il mio nome e la mia età. Insomma non ho avuto modo di conoscerli veramente. Crollo di nuovo nella svogliatezza e in questa apatia che ancora persiste. Lascio le cose a metà, non le finisco mai;spesso sono nervosa e rispondo male, ma passato qualche minuto torno normale; quando mi trovo con nuove persone non so mai cosa dire; sono assente con la mente, cerco sempre di immaginare di essere in altri posti e di essere una persona che vale; piango improvvisamente, sia a casa che a scuola senza nessuno motivo, corro al bagno e piango; ho problemi con il mio corpo e con me stessa; penso sempre di essere inutile per gli altri;
Ho problemi anche con i ragazzi, ho ricevuto dei rifiuti, e ho paura ad innamorarmi, perché ho paura di amare e di stare male. Non capisco quale sia l'università adatta per me;
Però in questi ultimi tempi mi sono accorta di una cosa, solo quando pulisco o mi trovo dentro un museo o un teatro, la tristezza svanisce. Cosa devo fare ??? Non riesco più a convivere con questi problemi, come posso reagire ? È depressione o qualcosa di simile ???

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Miglior risposta 17 MAR 2017

Gentile Alice,
da quanto scrive sembrerebbe che non abbia ancora elaborato il lutto per la morte del suo nonno preferito, se a ciò si aggiungono problemi con la matematica (detto per inciso sovente i problemi con la matematica nascono dal fatto che agli inizi dello studio di questa disciplina non le sono state insegnate adeguatamente le regole fondamentali) la situazione si fa ancora più difficile.
Penso che le sarebbe molto utile iniziare un percorso terapeutico con un professionista esperto (da scegliere fra gli psicoterapeuti iscritti all'ordine degli psicologi della sua regione, magari privilegiando chi offre il primo colloquio gratuito).
Augurandole ogni bene, la saluto.
Susanna Bertini
Torino

Dott.ssa Susanna Bertini Psicologo a Torino

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5 GEN 2017

Cara Alice, dal momento che non ci conosciamo personalmente non posso dire che si tratti di depressione; sicuramente sono successi dei fatti importanti nella tua vita che hanno influenzato le tue azioni, le relazioni amicali/familiari e il tuo umore.
Potresti proporre ai tuoi genitori di farti seguire da uno psicologo, cosa che sarebbe molto utile anche considerando la tua discalculia. Anche a scuola avresti diritto a delle facilitazioni in matematica, non perché saresti stupida, ma perché da molti anni ti porti sulle spalle un disturbo specifico dell'apprendimento, mai diagnosticato e mai trattato adeguatamente.
Ti faccio tanti auguri.
Dott.ssa Cinzia Beluardo

Dott.ssa Beluardo Cinzia Psicologo a Torino

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