Potete aiutareun fantasma?

Inviata da Daniela · 15 lug 2016 Terapia familiare

Salve, i miei due figli di 33 e 42 anni vivono molto, molto lontani. Non tutti gli anni riusciamo a vederci, soprattutto con uno che è più lontano dell'altro. In questi giorni è stato qui per una settimana il maggiore con la moglie e la bambina. Quando se ne vanno purtroppo devo dire che non provo dispiacere, dico purtroppo perché significa che non ho avuto momenti particolarmente belli e in automatico mi arriva da dentro ciò che sinceramente non mi fa piacere mi arrivi. Vorrei girare l'interruttore, ma non lo trovo e credo non ci sia proprio. Dentro di me nasce sempre un fior appassito. Quando loro mi dicono che vengono, dopo tanto tempo ho delle aspettative di comunicare e giocare con la mia nipotina, non dico tanto, ma almeno qualche minuto al giorno. Avrei tante cose da dire e da chiedere, ma loro si alzano verso mezzogiorno, si mangia di corsa perché prima di scendere hanno già preso appuntamento con gli amici .... e così arrivano a sera inoltrata che spesso io sono già a letto. Quando capita che mangiamo insieme a mezzogiorno se non finisco insieme a loro mi lasciano finire da sola e loro se ne vanno. Una sera entrati dopo una cena da amici, mi hanno trovata sul divano a guardare un bel documentario alla tv, mio figlio stranamente si è seduto anche lui con la bimba in soggiorno, ma non per condividere quel momento con me, ma per far sentire alla bimba varie canzoni da piccoli a volume alto. Ho dimostrato la mia contrarietà, ma sembrava non essersene accorto. Come se io non fossi esistita! Un fantasma!
Se organizziamo dietro mio suggerimento-entusiasmo di andare da qualche parte, prima dicono di sì, poi mettono così tanti paletti di orario, da costringermi a rinunciare, così possono stare con gli amici.
Mi piacerebbe che qualche volta usassero parole gentili come “ti spiace se …?” oppure “possiamo ….?”.
Ho fatto presente a voce a mio figlio che io avevo voglia di stare qualche momento un po’ con lui a parlare, ma mi ha risposto che la prima sera avevamo parlato (visto che a causa del fuso orario molto diverso non riusciva a dormire).Come dire che il mio tempo a disposizione era scaduto. Infatti avevamo parlato di un affare che stenta a risolversi. Ma c’era altro da dire da parte mia, perché poi non ci vedremo più per molto tempo. Quando ci vediamo su Skype c’è sempre la piccola che giustamente chiede attenzione, così la nostra comunicazione non trova spazi. La loro vacanza è proseguita per l’Europa e non li ho quasi più sentiti.
Visto che come sempre ci sono rimasta male e non ho ottenuto nessuna considerazione, ho scritto una mail. Sono passate settimane, nessun accenno o risposta.
Io e il loro padre siamo separati da parecchi anni e quando vengono i figli passiamo tempo insieme, rincorrendoli mentre stanno con gli amici (in genere all’aperto e dietro loro invito), gli ho fatto presente la cosa, illudendomi di trovare comprensione, ma lui non può capire perché anche lui si comportava così con sua madre, Infatti mi ha risposto che è una questione di carattere. Io penso che riguardi più la sensibilità.
Domanda : io sto cercando di risolvere i miei problemi da sola internamente, ma è giusto che quando si presenterà la prossima occasione io incassi ancora? Non voglio calcare la mano altrimenti temo che non vengano più e già così posso abbracciare la mia nipotina molto raramente, d’altra parte vorrei dare una bella lezione, tipo lasciare a loro la casa e andarmene qualche giorno, perché anche le mie parole sono fantasmi che nessuno vede e sente.
Grazie per l’attenzione e , se vorrete, della risposta.
Daniela

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Miglior risposta 16 LUG 2016

Gentile Daniela,
insieme alla rabbia si coglie tutta la sua amarezza per questa situazione.
Deve considerare però che i suoi figli sono adulti presi dai loro impegni e, soprattutto, vivono all'estero. Questi sono fattori che di certo non facilitano quel contatto emotivo che lei vorrebbe.
Inoltre, ci sarebbe da valutare qual'era la qualità delle interazioni intra-familiari prima che i suoi figli si trasferissero all'estero, considerando anche la sua separazione coniugale in atto da parecchi anni.
Sicuramente una sua protesta o provocazione dura, come quella di non farsi trovare o allontanarsi da casa in quelle rare occasioni in cui ritornano, non risolverebbe il problema e sarebbe solo occasione di peggioramento del rapporto che ha con loro.
Penso sia difficile che questa situazione possa modificarsi così come lei desiderebbe anche perchè suppongo che sia problematico per lei creare altre occasioni di incontri magari col restituire durante l'anno qualche visita spostandosi lei e chiedendo di essere ospitata da loro.
Per lenire e/o contrastare i suoi sentimenti di rabbia, frustrazione e delusione le suggerisco di chiedere un sostegno psicologico dal vivo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 LUG 2016

Cara Signora
capisco perfettamente la sua amarezza per le tante aspettative deluse e per il mancato contatto con questi figli (a me sembrano essere più loro fantasmi che lei), cioè loro sono presi da se stessi e dagli amici..lei è presente e loro "aleggiano" altrove...
Tuttavia in questa atmosfera di "imprendibilità" di questi "volteggianti" figli, io trovo che proprio i loro atteggiamenti sbagliati e il loro "menefreghismo" (se vogliamo leggerlo come tale), simboleggi una vicinanza e una intimità che provano con lei...Penso che loro la amino per la sua disponibilità, per lo stare insieme non standoci e perché si sentono in questo modo "a casa loro" a fare quello che gli pare, ..credo come da piccoli...insomma c'è familiarità nell'essere così presi da se stessi e dai loro amici in presenza di lei.
Dare dei consigli è difficile e già la mia visione (proposta) è stata azzardata, però io mi metterei tranquilla e magari (se possibile) imporrei la mia presenza a feste con amici e giri vari... parteciperei di più al loro mondo... magari si divertirebbe di più anche lei?
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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18 LUG 2016

Gentile Daniela,
purtroppo al giorno d'oggi con una natalità piuttosto bassa, i figli tendono ad essere viziati, anche perchè appunto pochi. Non è una regola assoluta, ma di riscontro frequente.
Le posso dire che basterebbero pochi colloqui di terapia della Gestalt per riequilibrare le cose. Se vuole può contattarmi per una consulenza gratuita.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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18 LUG 2016

Gentile Daniela,
purtroppo oggi si tende a viziare i figli, complice il fatto che se ne fanno pochi.
Dovrebbe cambiare il modo di rapportarsi e di comunicare con i suoi figli e in genere bastano pochissimi colloqui mirati di psicoterapia della Gestalt per ottenerlo.
Se crede può chiedere una consulenza gratuita, anche on line, per maggiori chiarimenti.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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16 LUG 2016

Daniela,condivido il tuo dolore, essere ignorata dai propri figli e' terribile.
Tieni pero' presente che i bambini che ricordi te non esistono piu', sono adulti che hanno oramai assunto ognuno il proprio carattere, bello o brutto che sia.
Sicuramente da come li descrivi sembra non si rendano conto dei sentimenti e bisogni altrui, e non mi meraviglierei se questo fosse piu' marcato nel/nella secondogenita/o.
Ora, andare a vedere quali fattori abbiano contribuito a questo non e' possibile in questa sede, ne' gli si puo' cambiare, assolutamente.
Pertanto, se le loro visite si limitano ad un "dovere d'ufficio", comportati di conseguenza, trattali da ospiti "formali" e concentra il tuo affetto sulla piccola che, non dovrebbe ancora aver assunto il carattere dei genitori.
Ricorda che il compito dei genitori nella natura e' crescere i figli e renderli indipendenti, senza pretese di riconoscimenti, e questo vale dal gatto all'uomo.
Consiglierei di trovarti altri interessi che non si limitano all'arrivo dei tuoi figli:NON FANNO PIU' PARTE DELLA TUA VITA. Durissimo da ingoiare, ma prima lo si accetta, e meno male si sta.
Sono sicura che hai la forza di trovarti altri interessi, TRA I QUALI, e non solo quelli, le visite dei figli.
Coraggio, nonna Daniela

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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15 LUG 2016

Gentile Daniela,
comprendo molto bene il suo dispiacere ed ha tutta la mia solidarietà.Lei ha allevato due figli con molta probabilità con amore e dedizione , prova ne sia che , per quanto raramente, essi tornano a casa senza farsi troppi problemi, nè manifestando particolare disagio , ciò indicando quindi un rapporto con lei piuttosto fluido, all'interno del quale, la Sua disponibilità è data piuttosto per scontata. Posso immaginare il senso di frustrazione che questo può causarle. E' questione di scarsa sensibilità? E' possibile, e per correggere il tiro è inutile fingere che tutto vada bene. Non credo le resti altro modo che manifestare i suoi sentimenti, facendo capire quanto questi pochi giorni passati insieme siano per lei contemporaneamente fonte di gioia e di dispiacere insieme. Chieda loro con garbo ma con decisione di riservare alle visite , magari meno tempo , ma di darle la possibilità di condividere più momenti insieme a tutti loro e alla sua nipotina. Si senta libera di esprimere le sue difficoltà e il senso di solitudine che prova pur avendoli vicini per un pò. Anche i figli per quanto superficiali , hanno alla fine bisogno dell'affetto e dell'approvazione dei genitori. Un confronto leale e sincero non potrà che fare bene a tutti voi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli


Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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15 LUG 2016

Buonasera Daniela,
mi trovo in linea con il pensiero della collega.
Una distanza fisica difficilmente scalfisce rapporti profondi e ben radicati, soprattutto oggi che abbiamo a disposizione fior di tecnologie che permettono un contatto costante.
E' probabile che questa freddezza fosse presente anche prima, quando i suoi figli erano qui, e che lei non se ne sia accorta se non ora, che li ha lontani.
Capire cosa c'era prima può essere utile per affrontare questo presente che la fa soffrire. E forse parlare con un collega nella sua zona può essere una strada utile.
Potrebbe seriamente provare a non esserci quando i suoi figli tornano, ma secondo lei chi soffrirebbe di più? Loro che sembra non si rendano conto della situazione o lei, che invece ne è già consapevole?
Provi a fare un passo indietro e ripensi al rapporto che aveva con i suoi figli prima che si trasferissero. Come se lo ricorda? Che sensazione le genera?
Lei è un passo avanti a loro oggi, perchè si è resa conto che qualcosa non va. Sfrutti questa consapevolezza con coraggio per cambiare la situazione.
Un grosso in bocca al lupo.

Cecilia Pecchioli Psicologo a Milano

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