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post rottura di coppia

Inviata da Cassandra il 20 mag 2013 Terapia di coppia

Buongiorno. Sono qui per spiegare la mia situazione. Ho 26 anni e stavo col mio compagno (29 anni) da quasi due anni e mezzo. Ci siamo messi insieme che l'avevo idealizzato a causa del fatto che mi aveva dato un'immagine di sè nel tempo molto diversa da quella che realmente fosse. (prima di stare insieme eravamo amici e lui mi aveva fatto credere di essere tutt'altro. Ossia di saper ascoltare, essere paziente comprensivo se pur forte). Ero convinta di aver trovato la persona giusta ma ben presto, poco dopo esserci messi insieme, cominciò ad emergere il suo vero carattere. Questa cosa mi spiazzò tantissimo e iniziò a crescere in me una sorta di risentimento nei suoi confronti dovuto al fatto che mi aveva illuso di essere ciò che non era, sapendo che io avevo avuto abbastanza "sfortuna" in precedenza, con altre persone. I nostri caratteri sono forti e lui ha sempre avuto degli atteggiamenti di insensibilità, scarsa comprensione e scarsa pazienza molto forti. Purtroppo io non avevo la forza di lasciarlo, nonostante lo volessi fare, era troppa la paura di perderlo e anche la paura del peso delle conseguenze di una rottura date dal fatto che la nostra storia è nata in un contesto molto particolare. All'inizio, però, in un momento di particolare sconforto, stanca del suo infantilismo e della sua assenza di empatia, e stanca del fatto che non mi sembrava che mi dimostrasse che ci teneva a me, presi coraggio e lo lasciai... mi mando per e mail il testo di una canzone inglese, romantica, ma non lo vidi (non entrai nell'email e non mi accorsi di averne una). Infatti per due giorni fui convinta che fosse finita per sempre. Poi però mi decisi a tornare sui miei passi, per sapere cosa pensasse, e per il fatto che non aveva cercato, quando lo lasciai, di provare a farmi cambiare idea, nonostante nel lasciarlo gli spiegai che una delle ragioni era appunto che mi sembrava non dimostrarmi che ci tenesse davvero a me. Ci vedemmo e mi disse di tutto, con molta rabbia e rancore, perchè diceva che dopo quei giorni che gli avevo fatto passare non potevo ripresentarmi, e mi disse che era finita! Poco dopo, un'oretta circa, mi chiese di vederci. Si scusò, senza nemmeno troppo trasporto, non come in quelle scene in cui una persona pentita è felice di fare pace, ma in modo abbastanza freddo. (non ci furono frasi del tipo "non posso stare senza te" per intenderci). Alla fine le cose andarono in una continua evoluzione. La mia frustrazione cresceva perchè lui non cercava di migliorare e smussare angoli del suo carattere per me, e sia chiaro, non parlo di sciocchezze nè di volerlo sottomettere alla mia volontà, ma del fatto che da parte sua non vedevo la minima voglia di smussare aspetti del suo carattere che gli spiegavo mi facevano soffrire; ad esempio il fatto che non comunicava e che durante le litigate le sue uniche frasi erano "si si certo ok" senza argomentare oppure ancora reazioni sproporzionate a cose che io potevo fargli. In realta alla fine credevo di meritarle quelle reazioni. perchè in funzione della mia frustrazione tendevo a provocarlo sapendo di irritarlo e cercando la lite in modo da poter sfogare la mia frustrazione stessa. Un'altra cosa che faceva era minacciare di lasciarmi o lasciarmi per delle litigate, nonostante sapesse bene quanto ci stessi male. Tutto questo è successo durante il primo anno. Poi le cose cambiarono. Cambiarono quando mi lasciò, e non riuscii a fargli cambiare idea, per la seconda volta durante il primo anno e mezzo. Dopo quella volta ero convinta che non sarebbe mai più tornato. Ero stata malissimo e quando dopo un giorno tornò da me pentito fui felicissima e mi promisi che non avrei più vissuto quelle sensazioni spiacevoli, mi impegnai ancora di più per evitare litigi troppo accesi (io penso ci stia in un rapporto ma lui no credo) e iniziai a cercare di avere un certo self conrol sulle cose che dicevo durante le litigate. Quando litigo sono abbastanza pesante nei termini e nei modi (lui nei termini no). è il mio carattere ma gli avevo spiegato che era solo la mia impulsività e che non pensavo le cose che dicevo (mai nulla di così eccessivo chiariamo, ma era eccessivo per lui quindi mi ero adattata). Nonostante gli cercassi di spiegare come ero fatta dentro, avevo deciso anche di cessare in queste mie cose caratteriali e mi sforzavo, pensando bene a quello che dicevo, per paura di perderlo. le cose andarono devo dire bene, io non ero propriamente me stessa ma alla fine iniziai a vedere dei miglioramenti in lui e quindi questo mio autosmussamento non era un peso. Non fu un peso...fino a quando non iniziò a diventare preponderante in me un pensiero. Ossia il fatto che lui, nonostante stessimo insieme da praticamente due anni ormai, e nonostante il fatto che avevo cercato di migliorare per lui, secondo me alzando la qualità del rapporto perchè, avevo cercato di cambiare e migliorarmi, non mi aveva ancora detto che mi amava e quindi mi sembrava di non essere del tutto apprezzata. Io sono una ragazza molto romantica, che fa gesti romantici, e che desidera essere amata. Ho cercato di impegnarmi, magari anche sbagliando, ma con intenti buoni, di migliorare la qualità della nostra storia, lo assecondavo nelle sue passioni, e cercavo di essere il più possibile comprensiva, ma non era sufficiente (ovviamente queste cose le facevo con piacere!). Questo iniziò a crearmi un certa frustrazione ed io riiniziai a sfogarla nei litigi. Sia chiaro, non con particolari parole, ma facendo la provocatrice e portando in un certo senso all'esasperazione. (dal mio punto di vista, e dal suo, viste le reazioni che avevo, ma io comunque mi colpevolizzo molto, per cui non so quanto sia attendibile) Ovviamente non è che mi comportassi cosi sette giorni su sette assolutamente, ma diciamo che per circa una decina di giorni, tra alti e bassi, l'aria che tirava era di stress, a causa di cio che io e la mia frustrazione, "facevamo". Ero sicura del nostro rapporto però, perchè in ogni caso io sapevo che alle spalle avevamo difficoltà ma anche momenti molto belli...e quindi anche se il suo infantilismo o le sue uscite di testa da pazzo mi facevano venire la tentazione di lasciarlo, non ho mai ceduto. Ammetto che anche la paura di pentirmi, io soffro moltissimo di sensi di colpa, mi impedivano di farlo. Io gli esposi che mi dispiaceva il fatto che il ti amo non arrivasse e lui mi disse che voleva essere sicuro. E io lo rispetto, ma cavolo dopo due anni non si poteva piu, dopo tutta la nostra storia e le cose bellissime fatte insieme. Anche il primo anno, pur costellato di litigi e prendi-lascia, comunque ci aveva regalato momenti sicuramente belli. Alla fine comunque, questa mia frustrazione, nel merito del ti amo mancato, ci portarono appunto ad una decina di giorni un po turbolenti dopo i quali lui mi lasciò. Era finita per sempre. ,Mi sentivo morire perchè comunque credevo in quella storia e perchè non mi aspettavo che degli stupidi litigi potessero spazzare via tutto quel tempo di momenti bellissimi assieme. Ma così fu... era la terza volta che mi lasciò (in realtà mi lasciò piu volte ma queste tre sono quelle in cui il mio cercare di fargli cambiare idea ricordandogli il bello di noi non funzionarono) e stanca di essere lasciata in realtà stavolta non cercai di convincerlo del contrario. Mi lasciò ed io dopo un primo disperato "no non sono d'accordo" in realtà lo assecondai, provando un certo senso di sollievo. Ovviamente un sollievo momentaneo che durò poco. Fui certa che era finita per sempre perchè i modi che adotto furono molto più dolci delle altre volte, perchè nel farlo era stato così "rispettoso" che non avevo nessun dubbio. Dopo un giorno però, con mia grandissima sorpresa tornò, però, dato che questa volta mi aveva lasciata dopo molto più tempo trascorso con me, io il fatto di essere lasciata lo avevo vissuto davvero male. Se le altre volte ero devastata questa volta lo fui 100 volte di più. Sentivo un vuoto una nausea una voglia di rimettere un rifiuto per l'accaduto, che la notte che passai io credo davvero sia stata la più brutta della mia vita, senza esagerazioni penso.. Così, potrete immaginare, quando il pomeriggio successivo a quello in cui mi lasciò, tornò da me disperato io per la terza (formalmente, ma nella sostanza boh sesta, settima, non so di preciso) volta decisi di perdonarlo. Gli dissi però che non l'avrei più fatto di perdonarlo, che quella era l'ultima volta, e che davvero ero stata troppo male, e non volevo più rivivere, per dei semplici momenti bui, o momenti no in cui si litiga, una cosa del genere, gli dissi (glielo ripetei più che altro, visto che questa cosa gliela ripetevo dall'inizio della storia) che un litigio era un litigio, che mi deve parlare se è stanco di litigare, che mi deve dire di smettere col mio atteggiamento, insomma, parlarmi anzichè entrare nel suo black out e lasciarmi! Lui mi disse che dopo quella volta era stato talmente male che aveva capito non solo cosa provava per me ma anche che non l'avrebbe mai più fatto. Mi disse che mi amava, e io risposi lo stesso, e iniziò un periodo strano, in cui dentro di me qualcosa si era incrinato. Mi ripetevo, rabbiosa, che non era possibile che una persona capisse di amarmi, nonostante cio che avessi fatto per lui (nulla di eclatante ma insomma ero una persona che si dava molto nei gesti) dopo avermi lasciato. che mi aveva dovuto lasciare! Il mio orgoglio era lì che mi ripeteva queste cose! Ero stanca e sì...frustrata (sembro una persona eternamente insoddisfatta e frustrata me ne rendo conto) un'altra volta... ma mi sforzavo... ciò a cui pensavo era che avrei voluto provasse il male che mi aveva fatto, e soprattutto la mia rabbia nasceva dal fatto che lui regredì nelle reazioni. Ormai era talmente sicuro che io sarei tornata che reagiva in modo impulsivo facendo cose che sapeva mi facevano stare male, gli spiegai anche che ero molto insicura dopo l'ultima volta che mi lasciò, perchè avevo sempre paura che dopo ogni discussione lui l'avrebbe rifatto, di lasciarmi intendo. E lui si approfittò molto di questo...non insultandomi, perchè comunque è rispettoso in questo senso, ma assumendo comportamenti del cavolo, che assumeva quasi quasi all'inizio della storia e che mi facevano capire come ho già detto che lui era talmente sicuro che io ci sarei sempre stata che contrariamente a me non viveva nel panico di limitare le cose che diceva o che faceva e che sapeva a me facevano star male, così...semplicemente faceva ciò che gli andava. Forte del fatto che io c'ero sempre. Ora...ultimamente, dopo qualche giornata no, in cui lui aveva assunto un comportamento fastidioso, è successo che ha tolto fuori un pretesto assurdo per litigare con me...io ero allibita perchè era palese che fosse un pretesto e perchè si ostinasse a farmi il lavaggio del cervello dicendo che ero io la responsabile dell'inizio della litigata. Ero arrabbiata per tutto quello che stava facendo, per questa sua subdola manipolazione, ma giuro a parte alzare molto la voce, non ho superato il limite nelle cose da dire! Non l'ho insultato! Nè gli ho detto particolari cattiverie! Ero talmente nervosa che in preda al pianto nervoso scesi dall'auto, sulla quale litigavamo, e feci per andarmene. Lui mi disse che se non fossi risalita non mi avrebbe seguito (da notare che se c'è una cosa che non ha mai fatto è inseguirmi se litighiamo! sarà successo una volta forse! ma giuro che non l'ha mai mai mai fatto!). Avrei potuto dirgli "beh si come se mi avessi mai seguito!" ma non dissi nulla perchè l'aria era già tesa...e temevo potesse lasciarmi. Risalii in macchina quasi piangendo per il nervoso (lui sa che piango a volte per dispiacere a volte per nervosismo) e non ho fatto in tempo a salire sull'auto che mi ha lasciato. Era molto arrabbiato! L'impulso del momento, ingiustificato a mio parere, l'ha portato a dirmi che non voleva più stare con me! sembrava un ragazzo esasperato! sembrava che fossi un'aguzzina, e lui una vittima che mi subiva, sembrava come se fosse un tormento stare con me ed era arrivato all'esasperazione! Ho provato a farlo ragionare ma mi urlava contro "basta! tanto domani è di nuovo la stessa cosa! ci abbiamo provato ma non ha funzionato! se vuoi resteremo amici ma basta nulla di più!" e poi io gli ho chiesto di parlare ma lui non ha voluto e mi ha riaccompagnato, guidando di corsa, a casa mia. e continuando davanti a me che cercavo di spiegargli che tutti hanno dei momenti bui, che abbiamo troppe cose belle, che stiamo bene insieme, che le uscite con i nostri amici sono bellissime, ad urlare "bastaaa!" "no!" basta!. Dopo ciò io ero triste ed avvilita, mi ha scritto la sera stessa che gli dispiaceva molto per come fossero andate le cose. Non risposi. Passai una notte insonne, ma una notte migliore rispetto a quella della precedente volta in cui mi lasciò. Forse perchè dentro di me sapevo che sarebbe tornato, come sempre...o forse perchè ormai ero abituata, fatto sta che avvenne questo. Lui tornò..mi scrisse molti sms, in cui mi spiegò di aver fatto una cavolata, che era pentito, che aveva sbagliato, e non risposi a nessuno dei suoi messaggi... l'ultima volta che mi aveva lasciato ci promettemmo che non sarebbe più accaduto e mi giurò che sarebbe cambiato! Quella era per me l'ultima possibilità. Ha cominciato a scrivermi, dicevo, e non risposi. Stavolta non sarei tornata...anche se non ne ero certa ovviamente. Io in quel momento pensavo al fatto che avrebbe imparato la lezione! Ad un certo punto dopo parecchi suoi sms, ovviamente pieni di dolcezza e pentimento, per non passare dalla parte del torto, e perchè mi stavo convincendo che era giusto finirla lì, ritenni giusto, per lo meno chiamarlo e spiegargli la mia posizione. Ci chiamammo, e gli spiegai che ormai si era spezzato qualcosa, che l'ansia che io avevo vissuto per la quale ad ogni litigio temevo di essere lasciata e la realizzazione finale di ciò mi aveva logorato qualcosa dentro... mi chiese se fossi sicura...e risposi di sì... e poi mi disse di non aggiungere altro...e piangendo mi salutò. Due secondi dopo mi richiamò, dicendomi cosa provassi per lui per mettersi l' anima in pace, io gli dissi che i sentimenti non potevano cancellarsi dall'oggi al domani ma che ormai erano logorati. questo dissi...e c'è da dire che io in passato tornavo sempre perchè mi sentivo l'unica sola responsabile delle rotture tra noi,,,perchè credevo che fosse colpa mia. sempre e comunque. e che ogni volta me la cercassi. Ora...stavolta mi ero imposta la forma mentis di non fare più così e di smettere di vivere di sensi di colpa. durante la seconda chiamata mi supplicò di non lasciarci e di dargli un'ultima possibilità che cambierà e che non accadrà mai più. che sono la sua metà...e tutte cose così... mi mandò messaggi di questo genere per tutta la sera...supplicandomi di non ignorarlo così dovetti rispondere... mi chiese di vederci il giorno dopo per dimostrarmi che noi due siamo bellissimi insieme. Ed alla fine gli dissi che non avrei cambiato idea ma che visto il lungo periodo trascorso insieme vedersi di persona sarebbe stato doveroso. stamattina ci siamo visti...mi ha scritto una lettera (l'ultima volta che mi lasciò mi disse che si era reso conto di essere stato uno stupido a non scrivermi di più e che avrebbe dunque rimediato, cosa che non fece minimamente nonostante io ogni tanto gli facessi notare questa sua mancanza giocosamente ovviamente!!!!) e comprato delle rose rosse bellissime! Sono i miei fiori preferiti...e lui in genere aveva questi gesti di comprarmi la rosa...è molto romantico in certe cos...che non ha mai amato un'altra come me, e che io sono la sua metà, che vuole vivere la sua vita con me... insomma è stato straziante...si è anche messo in ginocchio...supplicandomi ed ha anche contattato la mia migliore amica, peraltro sua amica, prima di incontrarsi con me, chiedendole cosa fare per riallacciare con me. Lei ovviamente è stata neutrale, rimproverandolo però del fatto che lasciarsi per un litigio era una cosa orribile da fare. Una volta che ci siamo salutati, dopo che ha voluto l'ultimo bacio, che non ho saputo davvero negargli, l'ho visto vomitare dietro la sua auto. Oggi dopo che ci siamo visti ha ricontattato la mia migliore amica, dicendole che è innamorato di me, che ha capto di aver sbagliato, e che non accadrà più. Ah mi ha anche giurato sulla sua testa e sui suoi genitori che non accadrà mai più di lasciarmi. Io sono qui perchè la mia migliore amica all'inizio, testimone di come io stessi male tutte le volte, in particolare l'ultima, mi ha detto di essere egoista e pensare a me e c'è da dire che stavolta il mio istinto è stato quello davvero di chiudere ed anche lei si è accorta di una diversità di atteggiamento mio, rispetto alle altre volte! poi però mi ha detto di pensarci bene, perchè mi ha detto che non ha mai visto il mio ragazzo così, perchè le sembra davvero sincero, e perchè in lui ha rivisto me! Dall'altro lato c'è mia sorella che lo detesta! Dice che mi ha trattato malissimo e che l'avevo avvertito che la volta precedente sarebbe stata l'ultima opportunità che gli davo! Io non gli contesto il fatto di lasciarmi io gli contesto questo tira e molla e le motivazioni per cui mi lascia! che se lo spingono a tornare poi non devono essere così gravi! ma se anche per lui fosse così insopportabile stare con me, ok lasciami! ma non torturarmi così! io ogni volta penso che sia definitiva la rottura, sto male dentro, psicologicamente e fisicamente! L'altra volta che l'ha fatto avevo continua voglia di rimettere, e stavo fisicamente malissimo, nulla aveva senso per me! Come dice mia sorella,,,se io ora gli do un'altra possibilità si creerà un precedente per cui la prossima volta, se dovesse risuccedere, se anche io manterrò la mia posizione lui non ci crederà più e starò sempre peggio. Mia sorella è certa che non cambierà, la mia migliore amica mi dice invece che lo vede davvero sincero, che magari potrei provarci per non avere rimpianti.
E adesso...beh adesso ci sono io! Sto male da morire se ripenso a com'è stato vederlo in quello stato, mi sento morire se penso a quanto stia male, ma ho la folle paura di buttarmi nel vuoto, tornarci insieme e poi vedere che le cose piano piano tornano come prima, per poi essere lasciata un'altra volta! Ho paura che avrà molto rancore per me durante la storia per via di come sta questi giorni inoltre! Con quali presupposti ricomincio? Io ho in testa tutto ciò che eravamo di bello! e lui perchè per capire quanto valgo deve farmi stare malissimo? perchè deve arrivare a tanto? mi ha lasciato! L'ENNESIMA volta e io adesso non me la sento più, o meglio, non lo so! Forse di cuore tornerei con lui, per non farlo stare male, perchè ho paura dei sensi di colpa, e ho paura del rimpianto! dall'altra parte invece vorrei voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo della mia vita! senza di lui... perchè ho paura che possa rifarlo e perchè forse è piu forte la paura di ritrovarmi nella stessa situazione della voglia di ricominciare. ma poi...già l'altra volta io avevo rancore per il fatto che per capire che mi amava mi aveva lasciato...questa volta ho paura che avrò lo stesso atteggiamento, anche se non ne sono sicura visto che questa volta l'ho visto stare così male!. In realtà non credo cambierà mai. Dovrei rischiare e non lo so. Io sono una persona che si sente molto in colpa e ho paura che mi diro "cavolo però ti amava davvero" "cavolo però è colpa tua hai buttato via un amore". Io mi conosco so che mi dirò cosi molto probabilmente, ma io sono molto triste perchè mi ha lasciato nonostante le promesse...mi ha lasciato...e per me il rapporto non era da buttare via... ecco perchè sono in confusione... Io so che nessuno può dirmi cosa fare...ma sono troppo insicura...e ho troppa paura di rimpiangerlo...per essere lucida e decidere...per cui vi chiedo se poteste aiutarmi a fare chiarezza... cosa devo fare... ci torno insieme rischiando sulla mia pelle, con la possibilità che stavolta davvero abbia avuto un'illuminazione e magari vivere la storia della mia vita o essere egoista e a fatica dire basta per sempre, per la paura che non sia cambiato affatto?
Vi ringrazio per la cortese attenzione e mi scuso per la prolissità del racconto...distinti saluti

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Cara cassy,
credo che il suo bisogno di essere ascoltata, di far chiarezza dentro di sé richieda uno spazio diverso da quello on line. L'unica cosa che le posso dire è di pensare prima a se stessa e di non fare santa maria goretti.

Cordiali saluti.

Dr. Antonio Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Ringrazio davvero la Dott.ssa Mostacci per le informazioni! Provvederò immediatamente nell'approfondire la questione.
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Cassy

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Buongiorno gentile Cassy,
rispondo alla sua replica per comunicarle che è in atto in tutte le città il Maggio di Informazione Psicologica MIP dove è possibile richiedere ad uno psicologo psicoterapeuta aderente all'iniziativa, un colloquio orientativo gratuito. Potrebbe essere per Lei una opportunità sia per esprimere il suo disagio che per essere ascoltata con attenzione partecipe e ricevere un orientamento sul da farsi. Può informarsi tramite il sito "psicologimip" e può digitare la dicitura su Google che la indirizzerà sul sito, una volta lì, segua le indicazioni per trovare il professionista più vicino alla sua zona di residenza.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Vi ringrazio innanzitutto per le risposte. Volevo aggiungere che se mi trovo qui è perché non lavorando. in questo momento, in realtà non posso accedere ad un servizio con uno specialista.
Distinti Saluti
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Cara,

nella sua lettera ci sono davvero tanti spunti molto complessi per poter essere esplicitati in una risposta e mail. Le consiglio di chiedere una consulenza ad uno specialista in modo che potrà esplorare le varie difficoltà con l'attenzione che merita. Un caro saluto
Dott.ssa Nikla Bene

Dott.ssa Nikla Bene Psicologo a Afragola

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