POSSONO DORMIRE METÀ SETTIMANA CON ME E METÀ CON LA MAMMA ?

Inviata da Cristian · 22 dic 2014 Terapia familiare

Salve, mi chiamo Cristian ed ho 41 anni.
Ho 2 bimbe, una di 38 mesi ed una di 20 mesi.
La mamma vuole separarsi da me.
Io posso accettare che lei non mi ami più, ma non riesco ad accettare che chi ne soffrirà maggiormente sono le mie due piccole bimbe.
Da 3 anni quasi io coogestisco la più grandicella. Nel 90% dei casi cambiando pannollino, dandogli da mangiare etc.. Tant'è che al momento è più attaccata a me che alla mamma (se dovessimo fare una gara!).
Entrambi liberi professionisti. Da 3 anni gestiamo direttamente le bimbe pertanto 3 pomeriggi a settimana mi allontano dal lavoro e stanno tutto il pomeriggio con me (giochi, spesa al supermercato, nanne, merendina, cena per loro).
Siamo veramente molto attaccati.
Questo è ciò che mi fa soffrire.
I parenti della mamma tutti dicono che "sono strano" per questa eccessiva vicinanza alle bimbe...ma io lo sento dentro, ho bisogno di loro e vedo loro felici di star con me...di giocare, fare di tutto (anche lavare l'auto o riparare i giocattoli).
La psicoterapeuta di mia moglie ora da circa 2 settimane sta insistendo con lei (e lei con me) per avere tutte le notti lei le bimbe quando la sua prima proposta (conoscendo me e le bimbe) era quella di prendere tutto come un gioco, un aumento di spazio e dormire un po alla volta metà settimana da me e l'altra dalla mamma. La mamma sarebbe venuta nella mia futura casa, saremmo stati un periodo tutti e 4 da me...e poi io di nuovo tutti e 4 nell'attuale casa... Un po alla volta, prenderla come un gioco, graduale, per poi arrivare con calma a dormire meno tutti e 4, ma continuare a stare "uniti" magari in qualche cena, pranzo o vacanze.
Io ero felice di aver trovato questo compromesso per quanto possa soffrire del fatto che la notte Anita (quella più grandicella) quando si sveglia chiama sempre papa ed oggi (che dormiamo su due camere separate io e mia moglie) viene subito sul mio lettone, mi prende la mano e si addormenta.
Possibile che questo la sua psicoterapeuta non lo comprenda ?
Possibile che prenda solo le statistiche e non riflette sul rapporto che c'è con il papa ?
Possibile che non si comprende che non sono il papa che torna da lavoro la sera, si siede in divano davanti la TV aspetta la cena (cucino io da 7 anni di matrimonio sia a pranzo che a cena) magari si addormenta, poi cena e poi si riaddormenta di nuovo ?
Come si fa a "trattarmi" senza conoscermi, come la grand parte (non sono sicuramente l'unico)§ dei papà.
Guardate il mio profilo su facebook (preparo i dolci con loro, dipingo con loro, facciamo DAS con loro....di tutto da quando sono nate).
Mi date qualche parere ?
Devo arrendermi soffrire come un cane e far soffrire ancora di più la grande (in primis per anzianità di rapporto) e la seconda ?
Vi supplico di aiutarmi, di dirmi qualcosa, di riuscire a convincere la sua psicoterapeuta che non può prendere le statistiche ma prendere il caso specifico.

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Miglior risposta 23 DIC 2014

Carissimo,
da questa accorata esposizione si evince che vivete tutti sotto lo stesso tetto, quindi tu e tua moglie, siete in una situazione ibrida, nel senso che entrambi incontrereste delle difficoltà nel reimpostare le vostre vite attraverso nuove relazioni di coppia.
E' evidente che tu si senti realizzato nello svolgere il ruolo di ottimo papà, ma c'è anche da pensare che col tempo le cose cambiano e pertanto mi sembra di intuire che la Collega che segue tua moglie,intenda a mettere un pò di ordine alla dinamica in generale e molto probabilmente in base ad una esigenza della mamma delle tue bambine.
Se tua moglie in questo delicato periodo è seguita dalla psicoterapeuta, tu a tua volta dovresti essere seguito per lo meno da un Consulente della Famiglia,
Da qui ti si può dare un momentaneo sostegno nel farti accettare che fin da subito,a prescindere dalle ovvie cure genitoriali, il bene dei figli consiste nell'avviamento alla conquista della loro autonomia in un processo che nel rispetto della gradualità, non determini situazioni di prolungata dipendenza affettiva nei confronti di un genitore o dell'altro.
Il mondo interiore di un bambino esige di introiettare i due genitori come fossero uno, ma non nel senso che l'uno sia in competizione con l'altro.
No so se sono riuscita a farmi capire ma resta il fatto che tu hai bisogno di fare chiarezza avvalendoti di un percorso psicologico come sta facendo la mamma delle tue bimbe. Resto a disposizione per eventuali ulteriori comunicazioni..
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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23 DIC 2014

Caro Cristian,
Per fortuna I papa' come lei sono tanti e spesso si ritrovano, anche per colpa di queste statistiche, in situazioni simili.
Da anni sono vicina ai papà in difficoltà, collaborando attivamente con un'associazione che si occupa di questa particolare condizione.
Le statistiche non contano ma contano solo le persone.
Da quanto dice e da quanto traspare dalle sue parole lei è realmente legato alle sue figlie. Non sono totalmente d'accordo sulla divisione che vorreste fare ( ma probabilmente, per colpa della scrittura stessa, non ne ho colto pienamente il senso).
Sia io che lei non sappiamo cosa sua moglie abbia raccontato alla sua psicoterapeuta ne come stia vivendo questa situazione. Di certo non possiamo dare alla psicoterapeuta la colpa di una decisione che non dovrebbe assolutamente aver preso. Le consiglio quindi di parlare con sua moglie, esprimerle i suoi dubbi e i suoi timori, e magari provare a valutare sia un intervento di coppia sia una mediazione famigliare per poter capire come gestire in maniera equa ma amorevole la situazione con le bimbe. In ultima analisi potreste farvi aiutare da uno psicoterapeuta dell'età evolutiva per spiegare alle bimbe i cambiamenti che stanno per avvenire anche se credo che, una volta chiarita ed appianata la situazione tra di voi, non dovrebbe essere necessario questo tipo di intervento.
Resto a disposizione per ulteriori informazione e le auguro una buona giornata.

Dott.ssa Valentina Mossa, Torino

Dott.ssa Valentina Mossa Psicologo a Torino

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