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Inviata da Serena il 12 apr 2018 Orientamento scolastico

Buonasera, mi chiamo Serena e ho 23 anni. Due anni fa ho scoperto che mio padre tradisce mia madre tramite una foto che lui mi ha fatto accidentalmente vedere dal suo telefono. Dissi il tutto a mia madre, quindi partirono le “indagini”, che ci hanno fatto scoprire che la relazione va avanti da 12 anni, ma è una cosa tutt’altro che seria, perché mio padre la usa soltanto come diversivo, in quanto dedica a questa donna pochissime ore alla settimana e non si fa scrupoli a trattarla secondo la sua convenienza. Successivamente, parlai anche con lui che, da bravo codardo che è, ebbe il coraggio di dirmi che la foto che avevo visto era di mia madre e che avevo visto male.
Il problema è che da due anni, mia madre mi usa come sua confidente personale, raccontandomi le nuove scoperte riguardanti la relazione extraconiugale di mio padre, chiedendomi consigli, parlandomi anche in momenti in cui chiaramente le dico che non ne ho voglia, e, come se non bastasse, mi chiede di controllare il telefono di mio padre quando loro non sono in casa. Se mi oppongo si arrabbia o cerca di farmi compassione. Io non ne posso più, da una parte ho chiaramente cominciato a detestare mio padre, a vederlo come la causa principale della mia sofferenza, arrivando a pensare che lontana da lui starei bene e sarei felice; dall’altra, sto iniziando a vedere mi madre come un ostacolo al mio benessere. Mi sono spesso sentita usata, abbandonata dai miei genitori, che in questo periodo stanno facendo molto i loro comodi e pensando a sé stessi. Inoltre, sono molto arrabbiata per il fatto che mia madre dice di non farcela più, di stare male, ma allo stesso tempo continua a restare in questa situazione, sottomettendosi totalmente a mio padre, dicendo che è difficile fare il passo di andarsene.
Insomma, io vorrei solo un po’ di tranquillità. Quando sono lontana da casa e dai miei genitori sto benissimo. Purtroppo, non posso andarmene in questo momento, sto finendo la carriera universitaria, mi manca un anno e mezzo, e cercarmi un lavoro adesso rallenterebbe i miei studi e rimanderebbe la laurea, cosa che non voglio assolutamente.
Spero di essere stata chiara, ringrazio in anticipo chiunque risponderà.
Serena

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Cara Serena,
hai individuato bene cos'è che ti crea disagio e allo stesso tempo hai ben chiaro qual è il tuo obiettivo: conseguire la laurea per uscire di casa. Se ho capito bene chiedi come fare per incanalare al meglio le energie in questa direzione. pur sentendo malessere per la situazione familiare. Qui sta il punto focale, cerca di focalizzarti su cosa senti quando sei con tua madre, in questo modo potrai rispondere in modo consapevole allo stress comunicativo e farti scivolare via più facilmente le sensazioni più dolorose. Potrebbe esserti molto utile un percorso di yoga o mindfulness per scaricare le tensioni e stare su quello che c'è per poterlo meglio affrontare.
Fermati-respira e senti, questo potrebbe essere un esercizio da praticare quando sei con tua madre o con tuo padre per gestire al meglio le emozioni più difficili. All'inizio della pratica meditativa è utile avere un insegnante o un terapeuta che ti accompagna gradualmente nella meditazione.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Silvia Orso (Udine)

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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Ciao Serena buongiorno,
la fuga non è mai un soluzione. Anche se una momentanea separazione dai tuoi genitori può offrirti un temporaneo beneficio, è evidente che fino al momento del raggiungimento della tua indipendenza finanziaria dovrai convivere con loro sotto lo stesso tetto . Anche al quel punto però, se i vostri rapporti resteranno vincolati a queste dinamiche, continuerai a vivere il medesimo disagio. Reputo che la miglior strategia comportamentale, sia per te quella di passare al contrattacco. Piuttosto che subire passivamente i loro sfoghi o le loro giustificazioni, adoperati per affrontare l’ annosa questione in modo intraprendente e propositivo . Prova a mettere i tuoi genitori singolarmente e separatamente davanti alle loro responsabilità, esprimendo loro il tuo punto di vista in modo autentico e obiettivo. Offrendo le alternative utili al benessere tuo e loro come una separazione, una terapia di coppia o perché no, una riconciliazione. Il punto è comunque metterli al corrente della sofferenza che il loro atteggiamento provoca e ha provocato in tutti questi anni a te. La non celata speranza è che non restino indifferenti alle tue richieste e si facciano carico delle loro discutibili azioni. I risultati di un vostro probabile ri-avvicinamento ce li potrà raccontare solamente il tempo. Buona fortuna.
Dott. Roberto Bernini

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Salve Serena,
Per rispondere seccamente alla sua domanda, io non ho elementi per pensare che non ci siano le risorse utili per uscire da questa situazione di confusione, per cui ritengo che ce la possa fare!
Leggo dalle sue parole tanta fatica nell'affrontare la quotidianità in questa famiglia in cui ci sono impliciti e non-detti che pesano su tutto il sistema. Come lei stessa sottolinea, mi sembra che l'aspetto per cui soffre maggiormente sia l'essere tirata dentro a un problema coniugale, che dunque non la riguarda direttamente. Ritengo molto utile da parte sua comunicare a sua madre l'indisponibilità a essere la sua confidente, tuttavia da quello che scrive ciò non è sufficiente a stabilire un confine funzionale. Ciò che mi viene in mente è che può muoversi nella direzione del proprio benessere cercando un sostegno utile per comprendere come essere efficace nella comunicazione con i suoi genitori (in particolare con sua mamma) in relazione al suo volersi sfilare da questo triangolo. Può farlo con una consulenza psicologica, dal momento che due anni di strategie autonome non le ha sentite risolutive per sé, per cui l'invito che le faccio è contattare un professionista che l'aiuti a far questo. Le auguro di riuscire a ritrovare l'equilibrio!

Dott.ssa Enrica Sabatino Psicologo a Aprilia

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Gentile Serena,
Comprendo la fatica di questo ruolo con la madre, come confidente personale. Lei si ritrova in mezzo alla conflittualità e non vede via d'uscita. D'altra parte tra un po' avrà raggiunto il successo formativo con lo studio, acquisendo una laurea che comunque sarà importante per il futuro. Ciò le permetterà di inserirsi comunque nel mondo lavorativo ed essere autonoma, almeno parzialmente, rispetto ai genitori.
Nel frattempo per reggere la situazione, potrebbe pensare ad una psicologa che l'accompagni durante questo periodo faticoso. Potrebbe migliorare la capacità di entrare in relazione ponendo maggiori limiti e paletti, soprattutto nel rapporto con la madre.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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