Piange prima di andare a scuola

Inviata da Azzurra · 16 set 2015 Psicologia infantile

Buon giorno, ho una bimba di 6 anni che piange tutte le mattine prima di andare a scuola. Premetto che per i 3 anni trascorsi all'asilo è stata la stessa cosa. Le insegnanti mi dicono che una volta in classe non piange più, lavora bene e collabora. Quando esce le chiedo com'è andata la giornata e risponde che si è divertita. Fuori dal contesto scolastico è una bimba normale. In sostanza ha paura che non vada a riprenderla! Cosa posso fare? La ringrazio anticipatamente

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Miglior risposta 16 SET 2015

Gentile Azzurra,
credo che la sua bambina possa davvero giovare di alcune rassicurazioni che lei, suo marito se è presente, e gli altri adulti significativi potrete darle rispetto al fatto che quando vi separate non lo state facendo per sempre ma soltanto per il tempo necessario alle vostre normali attività quotidiane, la scuola e il lavoro.

A sei anni i bambini sono perfettamente in grado di comprendere le informazioni e le comunicazioni che vengono loro fornite, allo stesso tempo è opportuno che queste siano date loro con regolarità, giorno dopo giorno.
Quante volte abbiamo dovuto ripetere la parola 'acqua' indicando la bottiglia prima che i nostri figli siano riusciti a far proprio il concetto riuscendo ad esprimerlo loro stessi? Molte volte al giorno per molti, moltissimi giorni.

E' in questo modo che potrà rassicurare sua figlia (e se stessa!) che non verrà abbandonata e che lei, la sua mamma, continua a tenerla nei pensieri e a volerle bene anche quando non siete insieme fisicamente: ripetendoglielo ogni volta che sarà necessario.

Una piccola strategia comunicativa e relazionale che possiamo utilizzare in simili casi è, nel momento in cui ci ricongiungiamo a i nostri piccoli, fornire loro un esempio concreto di un momento in cui siano stati nella nostra mente e nei nostri pensieri. Comunicazioni come 'Mentre facevo la spesa, stamattina, lo sai che mi son chiesta: cosa faccio questa sera da mangiare alla mia bimba? Preferirà questo o quello? Ho pensato che avresti preferito questo, ci ho azzeccato?' informano i bambini sul fatto di essere presenti nella mente dei grandi anche se si è a distanza.

Allo stesso tempo è importante che anche noi adulti ci poniamo alcune domande su noi stessi e sulle nostre fantasie rispetto all'essere abbandonati o a abbandonare, alle fantasie sul nostro grado di adeguatezza come genitori, e via di seguito.
Non è un caso che le difficoltà di separazione dei bambini siano maggiormente presenti laddove vi sia stata una separazione genitoriale conflittuale, risoltasi male o non risoltasi affatto. In questi casi un altro segnale che si manifesta frequentemente riguarda il sonno, spesso infatti i bambini e le madri (o i bambini ed i padri) dormono insieme in risposta ad un bisogno di entrambi di sentire la vicinanza dell'altro.

Spero di essere riuscito a fornire qualche indicazione ed insieme ad aver insinuato qualche dubbio ulteriore che possa far proseguire le sue riflessioni.

Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti e le suggerisco, qualora ne sentisse il bisogno, di rivolgersi ad uno specialista competente che si possa occupare di fornirle consulenze rispetto ai temi assai complessi della genitorialità.

Un Saluto,
Emanuele Cananzi

Emanuele Cananzi - Studio Di Psicologia Psicologo a San Giovanni in Persiceto

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22 SET 2015

Cara Azzurra,
alla sua bambina potrebbero essere utili le rassicurazioni sul fatto che presto andrete a prenderla a scuola. Prima di uscire la rassicuri, le dica che lei sarà a casa ad aspettarla o che tra qualche ora sarà lei ad andare a prenderla...Vedrà che le rassicurazioni quotidiane faranno comprendere alla sua bambina che anche quando si separa da lei, è solo per poco tempo e che lei è sempre presente a casa ad aspettarla.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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17 SET 2015

Gentile Azzurra,
la sua bambina esprime quella che viene chiamata ansia da separazione dalla figura di riferimento avendo sviluppato uno stile di attaccamento insicuro.Èprobabile che anche in altre situazioni oltre quella scolastica manifesti difficoltà s staccarsi da lei come ad es. se viene lasciata per qualche ora presso parenti o amici.
È una situazione che, in mancanza di traumi psicologici, si risolverà poco per volta nel tempo ma lei può agevolare questo processo se abitua gradualmente la bambina ad una maggiore autonomia ad es.facilitandone il gioco e la frequentazione con altri bambini o rassicurandola se non vuole dormire da sola nella sua camera.
È anche probabile che lei stessa tenda a non indurre autonomia nella bambina per l'ansia che possa farsi male non avendola a portata di occhio.Se possibile, le suggerisco anche di alternarsi con suo marito nell'accompagnare la bambina a scuola ed essere sempre puntuale all'orario di uscita dalla scuola stessa.
Se queste proteste della piccola nello staccarsi da lei dovessero persistere nel tempo è consigliabile una consulenza con uno psicoterapeuta dell'età evolutiva.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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17 SET 2015

Gentile Azzurra,
è proprio quando la mamma se ne va che, solitamente, i bambini esprimo la paura del "E se non dovesse ritornare mai più?". Riemerge, in questo modo, in modo più consapevole, la paura antica, l'angoscia di abbandono che nei neonati si esprime con il pianto. Ora che sua figlia è cresciuta comincia, invece, a individuare se stessa come una persona separata da lei (la madre). In questa fase il distacco con la mamma è vissuto in modo più tragico, come se realmente, allontanandosi potesse svanire nel nulla. Questa è una fantasia che torna, spesso, anche più avanti in situazioni che fanno sentire il bambino particolarmente fragile e bisognoso di rassicurazioni.
Normalmente ogni volta che il bambino affronta qualcosa di nuovo (come l'asilo, la scuola) che implica un distacco, un allontanamento, si assiste a un duplice atteggiamento: la corsa verso l'autonomia (mi pare di aver capito che in classe la bambina è tranquilla) implica la spinta ad allontanarsi, la paura del distacco e il bisogno di rassicurazioni.
Detto questo può darsi che la sua bambina viva ancora molto intensamente la paura che lei possa non tornare, che possa scomparire,
Quello che posso consigliarle è di parlare con la bambina, di farle capire, così che lei possa sentirla vicina. Un altro piccolo consiglio che posso darle è di farla sentire ben accolta quando va a riprenderla, magari portandola in un luogo speciale, o concedendovi qualche momento solo per voi.

Con i migliori auguri
Dott.ssa Martina Fabbrizzi

Dott.ssa Martina Fabbrizzi Psicologo a Empoli

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17 SET 2015

La sensazione immediata è che la bambina non abbia sviluppato una adeguata 'fiducia di base' fin dai primi anni della sua esistenza, dato che il disagio li viveva anche con la 'Materna'. Credo che dovreste parlarne, voi genitori, con uno/a psicoterapeuta dell'Età Evolutiva di persona. Attraverso alcuni colloqui ben gestiti, potreste venire al 'nocciolo' della questione. Attraverso Internet perdereste del gran tempo. Per ulteriori chiarimenti, resto a disposizione.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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17 SET 2015

Cara Azzurra, i bambini a volte fanno i capricci ma da ciò che scrive sembra che il pianto sia riferito ad una paura dell'abbandono. Se già non lo ha fatto prima, provi a rassicurarla di più e più spesso, proprio riguardo la paura che la sua piccola ha di essere dimenticata e lasciata a scuola. Cercando di accogliere e comprendere i suoi sentimenti vedrà che la bambina starà meglio. Comunque, appare positivo che a scuola, come prima in asilo, la bambina si tranquillizzi e si diverta.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gabriella Ruggeri (Messina).

Dott.ssa Gabriella Ruggeri Psicologo a Messina

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