Pessimo rapporto con mio padre

Inviata da Savina · 13 apr 2018 Terapia familiare

Ho un pessimo rapporto con mio padre, ma pessimo significa che vivo con l'ansia costante della sua presenza. Ci sono momenti in cui vorrei andare via, ma lo penso davvero, seriamente. Prendo in considerazione l'ipotesi di lasciare l'università e trovare lavoro pur di andare via. Ho un padre che dai miei 12-13 anni fino ai 16-17 ha avuto una crisi coniugale con mia madre, lui aveva un'altra donna. Io non potevo saperlo allora, a dodici anni noti che tuo padre non torna a casa a dormire ma non pensi ad un tradimento. Ho sempre ricondotto questo nostro pessimo rapporto a quei momenti, ho sempre pensato che quelli fossero anni fondamentali per la mia crescita e la sua assenza ha determinato la crisi del nostro rapporto. Mio padre è un uomo che pensa incessantemente al lavoro, la sua azienda, le sue idee imprenditoriali vengono prima di qualunque altra cosa e coinvolgendo anche me e mio fratello in questo aspetto della sua vita, pretende da noi sempre di più, alla fine non è mai contento e ci critica dicendo che non siamo in grado di ragionare per obiettivi e che nella vita saremo persone mediocri. Sono giovane, ho 23 anni e sto concludendo il mio percorso universitario, frequento la facoltà di giurisprudenza, intanto lavoro per lui, mi alleno 4-5 volte a settimana, ho un fidanzato ed un bel gruppo di amici,per quanto mio padre ci provi, non mi sento una persona mediocre. Lui per me è l'unico neo della mia vita. Non gli si può rispondere o suggerire qualcosa perché non sa accettare le critiche, io, mia madre e mio fratello non siamo evidentemente degni di fare un appunto. Non importa quanto e cosa fai, lui troverà sempre qualcosa che non va e sarà proprio quello che ti farà notare. Spesso dopo aver fatto delle belle sfuriate ed aver criticato a dovere finge non sia successo niente e ride e scherza con chiunque, mia madre asseconda questo suo atteggiamento ed io finisco per sentirmi ancora più sola. Io mi sento a volte, non vorrei esagerare, ma vittima di una violenza psicologica. Io vivo nel costante timore di ricevere una delle sue sfuriate, lo vedo lì pronto a ricordarmi ogni giorno che non valgo niente, che nella vita non potrò raggiungere i moei obiettivi. Alcune mattine quando è più nervoso passa fuori la camera mia e fuori quella di mio fratello ed alza la voce per fare in modo che ci svegliamo, anche di domenica, anche alle 6:30 del mattino, anche se noi ci svegliamo verso le 8 abitualmente. Ultimamente mio padre e mia madre hanno avuto un'ulteriore crisi, di cui mia madre mi ha parlato, sospettava lui la tradisse di nuovo e sapevamo tutti che aveva ragione, ma lei per sua stessa ammissione non riesce ad imporsi con lui ed ha deciso di andare avanti. Tutto ciò per dire che spesso io ho sbalzi d'umore notevoli, a volte dormo con i denti stretti e spesso vivo uno stato d'ansia ingiustificato, ma a parte il rapporto con mio padre, sono felice della mia vita ed amo le persone che mi sono intorno. Può tutto ciò essere dovuto a questo? E cosa potrei fare? Un lavoro su me stessa? Vi ringrazio anticipatamente, un Vostro consiglio sarebbe per me molto prezioso.

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Miglior risposta 13 APR 2018

Gentile Savina,
per rispondere alla tua domanda ti consiglierei di tener presente una delle possibili soluzioni che hai già individuato, ovvero iniziare un lavoro sulla tua persona. La tua storia merita senza dubbio di poter essere affrontata in un contesto più appropriato, e tu meriti di poter intraprendere un lavoro su te stessa che ti permetta di sviluppare delle risorse che ti consentano di affrontare ed elaborare gli aspetti critici della tua vita, in modo da non mettere in discussione la tua persona e le tue competenze, ma soprattutto salvaguardare il tuo benessere. Rivolgerti ad uno Psicoterapeuta della tua zona potrebbe quindi essere una soluzione molto valida per aiutarti a far chiarezza ed intervenire nel modo più efficace.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano


Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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15 APR 2018

Gentile Savina,
comprendo il disagio per la situazione familiare, sicuramente non è facile per lei affrontare tutto cio'. Lei è una persona unica e speciale che merita il meglio per se stessa e per la propria vita.
Per gestire queste emozioni e vissuti specifici, potrebbe esserle utile un percorso psicologico in cui consolidare la propria autostima individuando altresì strategie per vivere meglio la relazione con il padre.
i miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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