Perdita del lavoro, depressione, bulimia...come venirne fuori?

Inviata da Stella il 14 set 2016 Bulimia

Salve
Sono una ragazza di 26 anni e sto attraversando un periodo molto negativo. È iniziato tutto con la perdita del lavoro a marzo di quest'anno. In qualità di dietista lavoravo come consulente commerciale e nutrizionale in una clinica di medicina estetica. Mi è piombato il mondo addosso. Avevo da poco preso casa da sola in affitto e quindi la necessità di trovare qualcosa da fare al più presto per potermi mantenere senza pesare sui miei genitori, figure che peraltro sono sempre state presenze/assenze incostanti nella mia vita. Dopo varie ricerche e colloqui l'unico lavoro continuativo che sono riuscita a trovare è stato in un bar 24h, turni serali e notturni, ovviamente senza uno straccio di contratto. Mi sono trovata a dormire di giorno e lavorare di notte. Orari improponibili e ritmi completamente sballati sommati allo stress dovuto alla situazione lavorativa mi hanno dato il colpo di grazia. Ho annientato la mia vita sociale perché lavorando tutte le sere/notti non riuscivo ad uscire con i miei amici. Ho iniziato ad abusare di alcolici e ad avere crisi bulimiche, soprattutto durante i turni notturni. Premetto che ho sempre sofferto di disturbi del comportamento alimentare e di attacchi di fame nervosa/compulsiva che negli ultimi anni si manifestavano soprattutto di notte. Probabilmente è questa la ragione della mia particolare scelta del corso di laurea: Dietistica. Non avendo mai vomitato, per compensare gli eccessi alimentari e mantenere un peso corporeo nella norma trascorrevo ore e ore in palestra..cosa che non sono più riuscita a fare perché troppo stanca e demotivata. Ho iniziato così ad accumulare peso, a vedermi sempre più gonfia e vivere con disagio la mia fisicità. Verso fine luglio ho interrotto il lavoro al bar perché la situazione era diventata per me insostenibile, promettendomi di ricominciare ad avere una vita più regolare. Al contrario, la mancanza di impegni, cose da fare, stimoli e obiettivi mi hanno portato a rinchiudermi in casa, a mangiare in continuazione e poltrire sul divano...questo mi ha portato inevitabilmente a ingrassare ancora. Negli ultimi 6 mesi sono aumentata di circa 15 kg, non mi entra più niente e adesso mi vergogno ad uscire o farmi vedere per strada. Mi sto isolando. Le mie amiche non sopportano più le mie lamentele. Non ho alcuno stimolo che mi porti a ricominciare a muovermi, mangiare meglio o cercare un lavoro. I miei genitori non mi supportano ma non mi aspetto un grande aiuto da loro. Apro una breve parentesi necessaria al fine di rendere il quadro più chiaro. I miei si sono separati quando avevo dieci anni, in seguito alla separazione mia mamma ha avuto un grave esaurimento, è entrata in depressione ha iniziato ad avere allucinazioni uditive, fasi deliranti varie e diversi tso, dopo anni di terapie adesso sembra stare meglio ma continua a vivere nel suo mondo. Il mio rapporto con lei ha attraversato fasi più o meno conflittuali. Le voglio bene ma mi sento in parte orfana di madre dal momento che sin da piccola mi è mancata la figura materna..anzi, sono io che ho fatto da madre a lei e a mio fratello più piccolo. Mi sono sempre caricata dei problemi della famiglia, da quelli più banali e quotidiani (fare la spesa, pulizie, bucato ecc) a quelli più complicati o comunque non idonei a una ragazza di 15 anni (colloqui periodici con psichiatri per mia mamma, visite mediche/rapporti con la badante di mia nonna ecc). In tutto questo mio padre è sempre stato assente, pensando unicamente al suo lavoro e al rapporto con la sua compagna. Negli ultimi anni ha avuto due infarti, problemi con l'alcol e attualmente è anche lui in terapia psichiatrica...pertanto, a maggior ragione, non mi aspetto un sostegno neanche da parte sua. Questa è la situazione. Vorrei sparire, migrare in un paese sperduto dove non mi conosce nessuno e ricominciare da zero, delle volte vorrei morire, altre volte mi sento inutile, senza fine scopo e meta ma poi mi sento stupida perché sono una ragazza in salute e so di avere tutte le capacità per fare ciò che voglio...il problema è che ora non so neanche io cosa voglio dalla mia vita! Ho richiesto una visita psichiatrica ma al momento mi rifiuto di prendere antidepressivi temendo un ulteriore aumento di peso e complicanze di natura epatica. Sono in una situazione di stallo. Limbo. Passo la mia giornata tra letto, frigorifero e divano. Non so come uscire da questa situazione. Ringrazio chiunque legga la mia domanda e abbia voglia di rispondermi. Buona giornata

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Gentile Stella,
penso che, non avendo un lavoro stabile, staccarti dalla famiglia e andare a vivere da sola sia stato un passo prematuro.
Anche l'accettare il lavoro al bar con scomodi turni serali e notturni non sembra essere stata una buona idea.
Poi dici che dai tuoi genitori non hai avuto molto sostegno ma, a quanto pare, loro per prima hanno problemi di salute sia fisica che psichica.
Ciò nonostante, se non hai reddito, presumo che per il momento tu sia ritornata a casa con tua madre ma proprio perchè sei in una fase di confusione con alti e bassi del tono dell'umore non dovresti passare le giornate chiusa in casa tra letto, frigorifero e divano ma fuori casa andando in giro a cercare un nuovo lavoro senza scoraggiarti.
Sarebbe opportuno che tu potessi iniziare un percorso di psicoterapia associando, magari in fase iniziale, la terapia farmacologica che ti è stata prescritta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Stella,
ha descritto molto bene e in modo pressoché esaustivo il suo caso. Lei si è sempre presa cura dei suoi cari, anche quando il suo compito di figlia era' appunto, fare la figlia e non il genitore. Adesso esprime il bisogno di essere accudita perché pare che lei percepisca di non avere le risorse necessarie per venirne fuori da sola, nonostante lei abbia individuato da sola alcune delle soluzioni funzionali per rompere il circolo vizioso che la incatena a questa situazione di disagio (cambiare lavoro e condurre una vita più sana). Nel suo caso, al momento, non è necessaria una farmacoterapia, ma una psicoterapia cognitiva che la aiuti ad individuare comprendere a fondo le motivazioni e i meccanismi che alimentano il suo disagio in modo da annullarli e avere la piena consapevolezza, oltre che del suo disagio,dei suoi sentimenti e dei suoi desideri in modo da realizzare se stessa ed avere una vita quanto meno serena, spero di esserle stata d'aiuto.
resto a sua disposizione.
buona fortuna

Dott. Filippo Rodà

Dott. Filippo Rodà Psicologo a Bresso

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Gentile Stella, riprendere le redini della propria vita è possibile, ma bisogna mettersi nell'ottica di fare un percorso di cura molto serio e regolare. Credo che l'assunzione di terapia farmacologica possa essere una buona idea, poichè non tutti i farmaci causano aumento ponderale; al contrario ci sono dei farmaci che possono aiutare a controllare la compulsività alimentare. Ovviamente sarà importantissimo affiancare alla farmacoterapia un percorso psicoterapico che La aiuti a comprendere le giuste modalità per gestire gli stati emotivi e per iniziare finalmente a vivere la propria vita in modo soddisfacente (finalmente!).
Un grande in bocca al lupo
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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