Perché piango e non riesco ad affrontare la situazione con serenità?

Inviata da Anna · 18 mag 2017 Ansia

Mi chiamo Anna e ho 27 anni. Sono sempre stata molto sensibile ed emotiva, ma ultimamente sto attraversando un periodo un po' complicato: il mio ragazzo si è trasferito per lavoro un anno fa e la lontananza mi fa star male. Tra qualche mese probabilmente lo seguirò perché siamo stanchi di viaggiare, ma il pensiero del trasferimento mi fa soffrire perché sono molto legata alla mia famiglia e ho paura di far soffrire anche i miei genitori (che mi hanno fatto notare più volte quanto sarebbe triste avere una figlia lontana da casa e non poterla vedere spesso). Quindi adesso mi ritrovo ogni giorno a sfogare le mie ansie piangendo. Ma cosa potrei fare per gestire meglio questa forte emotività e questa continua ansia? Vi ringrazio.

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Miglior risposta 18 MAG 2017

Gentile Anna,
la tua è una situazione abbastanza frequente che implica scelte difficili e dolorose.
E' innegabile che la priorità sia il lavoro senza il quale non si può pensare di costruire un futuro.
D'altra parte mi sembra che la tua decisione sia già presa ed i tuoi familiari non possono non capire le tue ragioni e dovrebbero volere ciò che ti fa stare bene all'interno di un legame sentimentale forte.
Il disagio della distanza può essere attutito dalla buona volontà ad alternarsi negli spostamenti e dall'aiuto degli strumenti tecnologici di videocomunicazione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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22 MAG 2017

Gentile Anna, scelte di questo tipo sono importanti perché si percepiscono come dei bivi che daranno una impronta al futuro della nostra vita, senza dimenticare comunque che il tempo futuro propone sempre di fare i conti con cose inaspettate. Le sue ansie , la grande emotività che la contraddistingue e le pressioni che inevitabilmente arrivano dalla famiglia e dai suoi sentimenti per il fidanzato mi sembra creino in lei confusione, ma le scelte sul futuro dovrebbero essere frutto di riflessioni centrate il più possibile su noi stessi, le nostre aspirazioni e progetti, credo abbia bisogno di ritagliarsi uno spazio ed un tempo tutto suo con lo sguardo rivolto principalmente al suo benessere piuttosto che a quello altrui (famiglia, fidanzato), se in autonomia questo non le sarà possibile le consiglio di rivolgersi ad un collega. In bocca al lupo. Cordiali saluti. Dottoressa Chicchi.

Dott.ssa Elisa F. Chicchi Psicologo a Figline Valdarno

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19 MAG 2017

Cara Anna,
arriva un momento in cui si diventa adulti e si va per la propria strada.
Se lei è convinta della scelta che andrà a fare, riuscirà a far capire ai suoi genitori che lei è una donna che si assume le proprie responsabilità e che valuta cosa possa essere meglio per lei in questo momento.
Non si evince quanta distanza ci sarà tra lei e la famiglia di origine, se saranno fattibili spostamenti frequenti o se invece dovrete "vedervi" via skype.
Mi interrogherei invece sulla sua continua ansia e la forte emotività. Fermo restando che trasferirsi è sempre una scelta forte ma allo stesso tempo anche stimolante soprattutto quando si è giovani,
e' sicura della sua scelta? Si sente pronta a un passo di questa portata? O forse quasto suo malessere vuole dirle qualcosa?
Rimango a disposizione.

Dott.ssa Loredana Beligni
Psicologa
Torino

Dott.ssa Loredana Beligni Psicologo a Torino

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18 MAG 2017

Gentile Anna
scelte importanti come queste implicano spesso emozioni forti e contrastanti come quelle che stai provando: sofferenza perchè ci si allontana dalla propria famiglia e paura perchè non si sa bene a cosa si va incontro. La rinuncia alla parte infantile per entrare a pieno titolo in quella adulta e responsabile, implica una sorta di elaborazione del lutto (quello che stai attraversando).La scelta è difficile, ma in te c'è già la risposta: se scorgi in te la voglia di andare e metterti in gioco, di vivere pienamente la tua vita nonostante tutto, se senti che per te questa è la cosa migliore, la più giusta, allora segui la tua strada.
I genitori sanno che i figli non sono di loro proprietà e che essi prima o poi andranno via per la loro strada: capiranno e accetteranno rispettando la tua scelta.
In bocca al lupo
Cordiali saluti
Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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18 MAG 2017

Gentile Anna,
intanto cominciamo con l'accogliere le sue emozioni che sono assolutamente comprensibili!
Si sta aprendo una nuova fase della sua vita e un po'di paura e ansia sono normali quando si raggiunge una tappa così importante del proprio ciclo evolutivo com'è l'allontanamento dalla famiglia di origine.
Una parte di noi in questi casi un po' ci rema contro e ci chiede di tornare indietro nella zona di sicurezza, nel conosciuto, ma al massimo possiamo regalarle un po' di nostalgia per quello che si lascia andare!
Ascoltiamo invece quella parte di lei che tende al futuro, ai suoi progetti e proviamo a immaginarci come sarà questa nuova fase, così per prenderci confidenza. Proviamo anche a pensarla nel programmare qualche piacevole ritorno a casa per rivedere la sua famiglia di origine in questa nuova veste di figlia ormai adulta che ha preso la sua strada.
Infondo l'obiettivo, il compito evolutivo di una famiglia è quello di crescere i figli e vederli divenire attori della propria vita come sta facendo lei.
Ci pensi. Se vorrete, sarà ancora più bello poi ritrovarvi...
È questione di prospettive...
I migliori auguri
Dott.ssa Barbara Trevisan
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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