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Perché non riesco ad avere una vita normale?

Inviata da Mary il 22 ago 2014 Crisi esistenziale

Gentili dottori, sono una ragazza di 27 anni. Non sono mai stata fidanzata, nè ho mai avuto un rapporto sessuale, solo un paio di storie di poco conto. Mi sono innamorata solo una volta, è andata male e ormai sono più di 4 anni che non esco con un uomo perchè non ne ho voglia, oltre a non avere fiducia negli uomini e in me stessa. Quel che è peggio è che sono diventata invidiosa e apatica. Dovrei scrivere la tesi di laurea ma non studio, mi stanco subito. Le vacanze estive le ho passate da sola, dato che non mi sento più a mio agio con i miei amici. Quando guardo le foto degli altri su Facebook e li vedo allegri e spensierati con le comitive e i fidanzati divento nervosa, penso a quanto vorrei tornare a sorridere anche io, ad avere stimoli, ad avere amici normali che abbiano voglia di divertirsi. Invece sono qui, sempre triste, senza sapere dove sbattere la testa.
Mi sento terribilmente in colpa per i miei genitori, che nella vita sono stati tanto sfortunati, ed ora vedono me sempre triste, sola e incapace di reagire. Mi sento un mostro per quelle persone che hanno problemi davvero gravi (tra i quali un mio amico) e io invece mi sento triste perchè non riesco a dare un senso alla mia vita.
Sono ormai due anni che vivo questa crisi esistenziale, spesso la notte non riesco a dormire e scoppio a piangere, rimurgino anche su fatti capitati anni fa.
Ho pensato molte volte di rivolgermi al consultorio della mia città, non potendo permettermi uno specialista privato, ma dopo aver parlato con due persone che sono state in cura lì e non hanno avuto alcun giovamento, ho deciso di rinunciare, anche se così non posso continuare..
Vi ringrazio per l'attenzione.

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Gentile Mary,
ho letto attentamente la sua richiesta dove emerge i suo rinunciare anche quando le appaiono delle alternative che potrebbe iniziare a percorrere, come se, nel vagliare le opportunità, lei si frenasse. Più che indecisa sembra essere invasa dalla sfiducia e dai pensieri ridondanti che non permettono azione propositiva. Eppure da qualche cosa dovrà iniziare se vuole riuscire a superare il conflitto che la blocca. Provi senz'altro al consultorio, è comunque un'esperienza di contatto e dialogo che le saranno preziose e le daranno imput importanti sulla sua modalità di affrontare la vita in questa sua fase di dolore.
Se lo desidera,resto a sua disposizione per ulteriori delucidazioni.
Cordiali saluti

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Gentile Mary,
dovresti cercare di uscire da questo torpore e da questa apatia in cui ti sei rifugiata ormai da troppo tempo e che rischia di farti scivolare in una vera e propria depressione.
Per fare ciò dovresti iniziare a "fare" cioè attivarti e sentirti viva negli impegni da svolgere. Tanto per cominciare prepara la tesi e portala a termine, visto che hai fatto tanto per finire gli esami.
Non respingere eventuali inviti di parenti, amici o ragazzi che ti possono piacere perchè inizialmente hai bisogno solo di conoscere persone nuove e non di dare subito la tua fiducia.
Quanto alle foto su Facebook sappi che spesso non sono l'espressione vera di situazioni realmente invidiabili ma solo un tentativo di voler apparire come in realtà non si è.
Il senso da dare alla tua vita lo devi cercare nella volontà di viverla attivamente col fare ed è molto probabile che in tal modo, cominciando ad apprezzare quello che farai, tornerà anche il buon umore e la fiducia innanzitutto in te stessa e solo dopo quella negli altri.
Intraprendi la psicoterapia al consultorio a cui hai rinunciato in partenza per sentito dire, perchè anche questo rientra nel "fare" a cui accennavo prima.
Parti dalle cose più semplici ma non fermarti mai !
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Ciao Mary,

sono un ragazzo di 28 anni e mi trovo nella tua stessa e identica situazione. Sei la mia copia al femminile come vita vissuta e, credo, pure come carattere.
Hai iniziato una psicoterapia?

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Mary, io sono un ragazzo di 28 anni e mi trovo nella tua stessa situazione: come hai risolto?

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Gentilissima Mary, sicuramente ciò che descrive riporta ad una difficoltà sua nel provare a dare una direzione alla sua vita. L'umore basso non aiuta e anzi viene alimentato da sentimenti quali invidia e confronto con altri.
In questo i social network hanno un ruolo deflagrante ma bisogna sempre ricordare che spesso sui social cerchiamo di dare l'immagine migliore di noi e della nostra vita e non sempre corrisponde alla realtà. Pochi posterebbero una foto in cui sono venuti male ad esempio.
Lei vive un disagio e lo vive da molti anni a quanto dice e deve darsi la possibilità di uscirne e di riprendere in mano la sua vita.
Ma non si deve sentire un mostro. I dolori che viviamo sono nostri e devastanti e se sono piccoli rispetto a chi ne vive di più grandi non per questo ci fanno meno male e vanno rispettati.
Provi a rivolgersi a quel consultorio, non si fermi ai pareri che ha sentito. La terapia psicologica è una relazione tra due persone e come tutte le relazioni possono non funzionare. Ma non è detto che non funzionino per tutti. Non hanno trovato giovamento dice, ma per quanto tempo sono andati? Spesso di fronte a un disagio grande vorremmo giustamente di risolverlo in fretta ma non sempre questo è possibile e bisogna darsi un congruo tempo e darlo a chi ci affidiamo.
Provi ad andarci, si dia una possibilità :)

Un caro saluto
Sonia Bertinat

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Buongiorno Mary. Le emozioni negative fanno parte del nostro percorso, che dobbiamo imparare ad accettare e gestire in modo funzionale. Lei parla di tristezza e senso di colpa. Non rimanga in questa situazione troppo a lungo: le emozioni sono sì naturali, ma diventano disfunzionali quando interferiscono con la nostra quotidianità, con le relazioni interpersonali e con la propria immagine di sè. Reagisca sforzandosi di ritrovare piacere nel fare, provare, conoscere...si faccia aiutare, l'attenzione per i suoi genitori sarà un aiuto nel suo percorso.
Saluti.

Dott.ssa Battilani Linda Psicologo a Maranello

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Cara Mary, in lei c'è una grande sofferenza, un senso di vuoto e inutilità.è molto brava a descrivere il suo sentire e penso che questa sua capacità le sarà utile se decidesse di rivolgersi ad un professionista.non tenga conto delle opinioni degli altri, il rapporto con un terapeuta è un fatto personale, privato.provi a cercare un professionista con cui aprirsi e che la aiuterà a trovare, in lei, la forza per avere una vita "normale", come lei la definisce.
cordialmente dott.ssa jessica baldin

Dottoressa Jessica Baldin Psicologo a Trissino

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Gentili dottoresse,
innanzitutto, grazie tante per le vostre risposte.
Purtroppo è vero, i cambiamenti mi bloccano. Forse perchè molte volte che mi sono trovata ad affrontare situazioni nuove ho fallito miseramente. E' vero anche che sono sfiduciata e diffidente verso tutto e tutti. Io purtroppo credo che "il buongiorno si vede dal mattino". In 27 anni sono stata sfortunata in famiglia, amore, amicizia e non penso che la mia vita possa cambiare completamente, sarebbe come credere nelle favole. Vorrei di contra imparare a convivere con questa mia situazione, perchè il non riuscire ad accettare che la mia vita è questa mi sta logorando..

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Salve Mary,
Purtroppo nessuno potrà prendersi in carico la sua felicità, se non sarà lei a decidere di cambiare le cose che non vanno. E sono convinta che questo, per adesso, sia l'unico sforzo che deve fare. Chiedere aiuto ad uno specialista, quando ci rendiamo conto che da soli non c'è la facciamo, e' un passo decisivo verso il cambiamento. Le consiglio davvero di non far credito alle voci delle esperienze altrui perché è possibile che per lei invece gli specialisti del consultorio siano degli ottimi facilitatori. Purtroppo si può verificare solo con l'esperienza fatta e credo che quello che a lei serve e' appunto ricominciare a fare esperienza del mondo e delle relazioni.
La saluto.
Dott.ssa Serena Mordini

Dott.ssa Serena Mordini Psicologo a Siena

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Cara Mary,
leggendoti mi viene in mente qualcuno che 'cerca lavoro ma fa di tutto per non trovarlo' e con questo mi riferisco alla tua ottima idea di rivolgerti ad un Consultorio seguita dalla pessima idea di non farlo.
Le referenze negative dei tuoi conoscenti non vanno prese in considerazione in quanto fanno parte delle loro resistenze e quel che è peggio, proprio tu che hai un enorme bisogno di 'incontrarti con te stessa attraverso un dialogo psicologico ' cadi nello stesso tranello, restando imprigionata nel tuo non invidiabile stato.
Spero che queste mie parole , unite a quelle dell Colleghe che mi hanno preceduta, trovino una adeguata risposta da parte tua. Resto disponibile per eventuali chiarimenti e ti saluto con i migliori auguri.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Cara Mary,
la sua sofferenza arriva forte e chiara.
Sono convinta che è viva dentro di lei l'idea di affrontare queste problematiche con qualcuno e farsi aiutare. Posso dirle che è la scelta giusta da fare, in questa situazione, in modo da arginare il dolore e risolverlo quanto prima.
Per quanto riguarda le esperienze degli altri, ci tengo a dirle che il rapporto che il paziente instaura con lo psicologo/psicoterapeuta etc. è un rapporto esclusivo, fatto da due persone specifiche che possono o meno entrare in sintonia. In questo senso, le esperienze degli altri possono sì essere utili, ma sono comunque relative alla loro situazione e dipendono dalle due personalità che si sono incontrate, come in tutte le altre relazioni di ogni giorno. Per l'aspetto economico, invece, sono sicura che il professionista a cui si rivolgerà sarà pronto a venirle incontro per favorirla nell'accesso alle sedute, e a modulare il costo in funzione delle sue possibilità. La sento motivata, e questo è già un buon punto di partenza per riuscire a stare meglio, ne sia convinta.
Le auguro il meglio, davvero
Dott.ssa Martina Panerai

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