Perchè non riesco a mangiare fuori casa?

Inviata da Azzurra. 12 dic 2013 6 Risposte  · Nevrosi

Salve, da circa 1 mese e mezzo ho un problema che mi distrugge psicologicamente.. Il tutto è iniziato quando una sera in un ristorante con il mio fidanzato e due amici che non conoscevo molto, ho ordinato un primo che quando mi è arrivato, mi ha disgustata alla prima sforchettata. Un sapore così cattivo che mi ha fatto completamente chiudere lo stomaco e non sono più riuscita a mangiare nulla. Il cameriere ed il titolare del locale cercavano di farmi mangiare qualcos'altro, tutti mi guardavano ed io volevo sprofondare. Da quella volta ho così tanta paura di non riuscire a mangiare che se mi trovo a mangiare al ristorante o a casa di amici o a casa del mio ragazzo, che mi si chiude lo stomaco sin dal pomeriggio, inizio a sudare freddo e ad avere vampate di calore, le mani mi tremano e mi viene da rimettere. Ho dei veri e propri attacchi di panico fino a quando arriva la cena (o il pranzo), mi siedo a tavola ancora con la sensazione di dover rimettere ed ovviamente non mangio nulla. Più non mangio e più mi sento in imbarazzo perchè ovviamente la gente se ne accorge e mi fa le solite domande "non mangi? non stai bene? non ti è piaciuto?".. Insomma ho paura di non mangiare e mi sale così tanto l'ansia che alla fine non mangio per davvero. All'inizio cercavo di passare sopra a questo problema, cercavo di uscire comunque a mangiare fuori convinta che solo così mi sarebbe passata..ma ogni volta la stessa storia. L'ultima volta 2 settimane fa, da quel giorno ho deciso di non andare più a mangiare fuori. Se qualcuno mi chiede di uscire fuori a mangiare la prima sensazione che mi viene è quella del vomito, con tutti i sintomi copra descritti. Sto malissimo e solo a pensare che per capodanno dovrò andare una settimana in montagna con amici mi si chiude lo stomaco- Ci vado solamente per far felice il mio ragazzo, se fossi single rimarrei a casa isolandomi sempre di più. Solamente quando sono a casa mia riesco a mangiare, perchè non sento il dovere di dover finire tutto, ma sono libera di non mangiare, nel caso in cui non mi sentissi bene ad esempio, così non avendo ansie finisco per mangiare tutto, a volte anche abbondantemente (per quanto comunque sono sempre stata molto magra: 43kg x 164cm). Se mangio piatti che ho sempre adorato quando sto fuori, è come se non riuscissi a sentirne il sapore, forse perchè ho il senso di nausea, non so, fatto sta che quando va bene mando giu qualche boccone cercando di non sentirne il sapore, perchè in quella situazione lì mi disgusta. Sono sincera, so che la cosa migliore sarebbero delle sedute da uno psicologo, ma sono molto costosi ed io non sono indipendente (a mia madre ne ho parlato vagamente, mio padre non sa nulla). Vorrei sapere come risolvere questo problema che fino a poco fa non ho mai avuto, vorrei sapere se riuscirò a stare meglio senza tutte queste paranoie. Vi ringrazio.

amici

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Gentile Azzurra,
è possibile che si sia innescato un circolo vizioso per cui il disagio provato nella circostanza che ha scatenato il problema abbia creato una serie di associazioni negative sul cibo, portandola a provare ansia quando deve mangiare.
Allo stesso tempo è poco probabile che il suo disagio sia così "meccanico".
Probabilmente c'è bisogno di una valutazione di persona per capire meglio da che cosa origina.
Se al momento non può permettersi uno psicologo può rivolgersi al consultorio del Servizio Sanitario Nazionale.
Pagando un modico ticket potrà ricevere una consulenza.
Può cercarle il numero telefonico sul sito della regione.

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Ciao Azzurra sono una ragazza che ha sofferto del tuo stesso identico problema, persino la tua altezza e il tuo peso corrispondono ai miei.Tutto è cominciato due anni fa paradossalmente ho conosciuto il mio attuale ragazzo,non ero mai stata seriamente innamorata e la sera che mi venne a trovare a casa, (noi abitiamo a 90km di distanza) mi sono bloccata durante il momento della merenda,si avevo preso un panino ma non riuscivo a mandarlo giù proprio perché avevo paura di fare una figuraccia se non avessi mangiato e più che avevo paura e più che mi si chiudeva lo stomaco.Così tutte le volte che lo andavo a trovare,scesa dalla macchina vomitavo sempre. Il nostro primo capodanno l'ho passato con lui e con i miei due migliori amici ma mi ricordo che ero agitatissima e siccome il mangiare non mi andava giù dovetti andare in bagno per sputare il cibo nel wc, menomale c'era la mia amica che mi stette vicina tutta la sera e qualcosina a testa bassa riuscii a buttate giù.Poi piano piano la paura di lui è passata ma si è estesa a mangiare insieme a lui e alla mia famiglia per la paura di essere sgridata dai miei genitori di fronte a un rifiuto del cibo, fino ad arrivare all'atroce paura di condividere i pasti con la sua famiglia(in casa sua nemmeno un bicchiere d'acqua riuscivo a mandare giù) poi d'estate a sorpresa apparecchiarono in giardino anche per me e con un secondo veloce sono riuscita a "vincere"anche quella paura,dico vincere tra virgolette perché nonostante sia più di un anno e mezzo che frequento casa loro se sto qualche settimana senza vederli quando ritorno provo sempre una forte ansia,questo perché non mi sono trovata bene con loro come persone,purtroppo con i nonni materni non sono riuscita ancora a mangiare perché non sanno fare altro che sparare sentenze sulle mie difficoltà senza mostrarsi minimamente comprensivi.Non ti nascondo che la conseguenza di tutto ciò è stata la comparsa di terribili attacchi di panico anche all'idea di vedere amici di lui da cui mi sentivo giudicata,ma ti posso assicurare che ce l'ho fatta a vincerli ad una festa quando nella confusione non mi sentivo gli occhi puntati addosso allora ce l'ho fatta a non farmi prendere più da questi attacchi e sinceramente anche se a volte mi torna il pensiero su quegli episodi penso subito che loro non mi hanno mai visto stare male anzi a quella festa e altre volte successive mi hanno vista solo ridere e scherzare, quindi se sentissi poco bene posso farlo passare per un'influenza e nessuno mi giudicherà male.So che prima o poi mangerò anche con i nonni,d'altronde sono solo due anni che stiamo insieme nessuna coppia che conosco dopo due anni aveva fatto tutto il giro dei parenti.Quindi il mio consiglio è quello di affrontare le paure a piccoli passi,il tempo ti aiuterà,ma soprattutto non avere mi paura di quello che può pensare la gente di te noi sappiamo quanto valiamo, non abbiamo bisogno che ce lo ricordi nessuno,la nostra paura in realtà non esiste, non è reale, agli occhi degli altri non appare come ai nostri,e infine ricordati di essere felice esci con le persone con cui ti senti a tuo agio e se capita di incontrare qualcuno che non ti ci fa sentire tu non calcolarlo.Ti abbraccio,Francesca!

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23 SET 2014

francesca

Salve Azzurra,credo che questo momento sia per lei molto difficile,comprendo la preoccupazione per tutto ció ,ma credo anche che l'ansia che si sta autorinforzando vada affrontata al piú presto.
Puó contattare in un Consultorio uno Psicologo per un consulto o alla sua Usl di zona.Se non riuscisse in questo,esistono anche servizi privati con tariffe di base piú che accessibili.

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23 DIC 2013

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Cara Azzurra,
dalle tue parole sembra che si sia attivata un'ansia relativa al cibo e al mangiare fuori, probabilmente scatenata dal vissuto di quella prima esperienza che hai raccontato. Il modo in cui interpretiamo gli eventi è spesso la causa del successivo nostro modo di comportarci e reagire a situazioni simili. Potresti provare a riflettere su cosa ti ha agitato in quella prima situazione. Hai detto che a casa riesci a mangiare tranquilla perchè non hai il dovere di finire tutto. Mentre quando sei fuori senti questa pressione? Come mai?
Certamente un colloquio con uno psicoterapeuta (l'approccio cognitivo comportamentale appare molto indicato per i problemi d'ansia) potrebbe aiutarti a far luce su questo problema che riporti. Se ritieni di non poter affrontare la spesa di uno psicologo privato (puoi comunque informarti sulle tariffe di qualche professionista, considera che i prezzi variano da zona a zona), i consultori familiari della ASL della tua zona potrebbero essere un'opzione più accessibile.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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19 DIC 2013

Logo Anonimo-127163 Anonimo-127163

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Salve Azzurra, se prima il tuo rapporto con il cibo era equilibrato prima e non avevi problemi a mangiare fuori, immagino che questo episodio sia stato un vero e proprio trauma. Uno psicologo può aiutarti, ad esempio ci sono tecniche, come quelle dell'approccio cognitivo-comportamentale, che consentono di superare anche in tempi brevi il rifiuto, il disgusto e l'ansia che adesso può provocarti l'idea di mangiare fuori. Se non puoi rivolgerti a uno psicologo privato, vi sono comunque gli psicologi della Asl della tua provincia, ti aiuteranno a impedire che l'ansia e l'evitamento dovute a quell'episodio traumatico possano a lungo andare compromettere la qualità della tua vita sociale.

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19 DIC 2013

Logo Stella Di Giorgio Stella Di Giorgio

2 Risposte

Buongiorno gentile Azzurra,
ha parlato di questo problema del cattivo sapore dei cibi al suo medico curante? Anche se dipendesse dal senso di nausea alimentato dall'ansia, le gioverebbe sentire il parere del suo medico per escludere cause mediche e poi si può rivolgere alla sua ASL di appartnenza e richiedere una consulenza psicologica descrivendo il suo disagio e valutare l'inizio di una psicoterapia di cui pagherebbe solo il ticket in base alla sua situazione economica.
Cordialmente

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18 DIC 2013

Logo Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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