Perché non riesco a lasciarlo anche se mi rovina la vita?

Inviata da Eleonora · 18 set 2015 Dipendenza affettiva

Sono una ragazza di 25 anni, in apparenza va tutto bene, è tutto normale ma dentro penso di avere davvero qualcosa che non va. Ho un fidanzato davvero ******* che mi sta creando problemi in ogni aspetto della mia vita. A parte il fatto che è spesso sgarbato, la mia famiglia lo odia e non lo accetta. Quest'estate a casa ho avuto l'inferno, i miei erano scocciatissimi che lui fosse nei paraggi e un paio di volte ha anche litigato con mia sorella. Noi non viviamo insieme ma viviamo entrambi lontani da casa, e quando siamo a Roma spesso mi dice di non uscire se non c'è lui, di non andare in giro con una gonna corta, di non passare troppe ore nella libreria dell'università perché è piena di ragazzi che si accorgono di me e mi corteggiano. Spesso mi urla che sono una poco di buono. Insomma mi sta rovinando la vita. Perché non lo lascio? Perché ho paura di stare da sola? Forse perché i miei genitori non c'erano mai quando ero bambina, forse perché ho sempre voluto che gli importasse di più di me, che non mi trattassero solo come la secchiona indipendente da mandare a Roma e lasciare sola a se stessa... può essere che mi abbia portato a lasciarmi maltrattare dagli uomini?

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Miglior risposta 18 SET 2015

Gentile Eleonora,
per poter stare bene con qualcuno bisogna prima imparare a stare bene con se stessi cioè da soli ma per imparare a stare da soli dobbiamo essere stati molto amati e curati dalle figure di riferimento. Ovviamente i modi di amare possono essere diversi e non è detto che siano tutti funzionali nonostante la buona fede. Pertanto la sua ipotesi mi sembra corretta ma ora si tratta di riparare lo strappo.
Il modo migliore mi sembra un percorso di psicoterapia che le faccia vivere questo rapporto sentimentale senza dipendenza.
Cordiali saluti.
Dr . Gennaro Fiore
Medico chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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20 DIC 2018

Cara Eleonora,
lei pone diverse ipotesi sul perché non lascia questo ragazzo e qualcuna può darsi che sia corretta. Ma quale? E se poi ce ne fossero delle altre?
Ha bisogno di indagare nel suo spazio interiore facendosi guidare da un buon psicologo.

Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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21 SET 2015

Buongiorno Eleonora, sono molto d'accordo con l'analisi fatta dal dott. Sgambati. Se lei, pur avendo individuato alcuni (chiaramente non tutti) nodi centrali della sua relazione, continua a rimanerci dentro, significa che il suo sistema (emotivo-cognitivo), ne ha dei vantaggi immediati e molto importanti. Le faccio un es. che spesso faccio durante le visite a proposito di sintomi (nel suo caso, io credo che il fatto di rimanere in una relazione del genere possa anche essere visto come un sintomo). Un agorafobico, le persone che hanno il terrore di stare negli spazi aperti, "risolvono" il loro problema stando magari per 2-3 settimane rinchiuse a casa. Questo, nel breve-medio termine, è un vantaggio sostanziale per il sistema (anche se diminuisce di molto la qualità di vita della persona),in quanto riesce a sopravvivere anche se molto condizionato. La terapia, per lo meno quello che faccio io, sarà non quella di togliere subito il sintomo, ma capirne le cause e trovare, insieme al paziente, una soluzione alternativa che possa farlo stare fuori casa pur mantenendo la sopravvivenza del sistema. I sintomi, come spesso dico, all'inizio sono una grossa opportunità di poter capire meglio il funzionamento del sistema. E se si fa la dinamica di scompenso, ovvero si cerca all'interno della storia di sviluppo la causa per cui lo spazio aperto crei tanta sofferenza, si hanno maggiori probabilità di attuare una buona terapia. Un esempio simile nel concetto è: come mai le donne maltrattate non lasciano i mariti? Per la paura di ritorsioni maggiori? Anche, ma ne hanno un vantaggio sistemico anche se, purtroppo, la persona soffre da morire (in certi casi avviene anche questo, come ben sanno le donne, soprattutto). Tornando a lei, dunque, dovrebbe chiedersi (magari con l'aiuto di uno specialista), come mai ancora sto con questo uomo nonostante non mi faccia sentire la donna che vorrei essere? Sicuramente, all'interno della sua storia di sviluppo, ci saranno dei momenti nucleari emotivamente che la condizionano nel presente. Tuttavia bisognerebbe tornare indietro e rivedere questi momenti per vedere quali significati personali lei gli abbia attribuito. Significati che, al momento, le abbassano di molto la sua qualità di vita. Credo però che questo lavoro debba essere fatto con un collega specialista, altrimenti, da sola, non riuscirebbe a vedere alternative che, invece, lo specialista potrebbe proporle.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo a Roma

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20 SET 2015

Cara Eleonora,
condivido le risposte che le sono giunte dai miei colleghi, vorrei aggiungere che quello che le sta succedendo è la normalità, vista la sua storia di trascuratezza e solitudine vissuta nell'infanzia. Tuttavia la sua presa di consapevolezza razionale non è sufficiente. Lasciare il passato nel passato e prendere in mano la propria vita senza condizionamenti e senza il bisogno della conferma dei propri genitori richiede una elaborazione a livello emotivo di quello che le è successo nell'infanzia. Se le può interessare, l'EMDR è una tecnica molto funzionale per alleggerire i pesi del passato e far emergere le proprie potenzialità nel presente. Lei ha bisogno di autostima e di recuperare il proprio valore, di fronte ad un ragazzo che la svaluta e la critica pesantemente. In questo momento la sua paura di stare da sola supera il malessere creato da questo ragazzo. Contatti uno psicoterapeuta iscritto all'associazione EMDR Italia, più vicino alla sua zona di appartenenza.
Cordialmente
Dott.ssa Silvia Orso - Udine

Studio Silvia Orso Psicologo a Udine

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20 SET 2015

Cara Eleonora,
mi sembra che lei abbia delle buonissime capacità introspettive che la portano ad osservare in modo piuttosto oggettivo la sua situazione e a trarne delle conclusioni molto interessanti.
Nonostante, infatti, lei continui a rimanere con un ragazzo che la fa soffrire, ha già centrato il problema, ossia ha già chiaro che a tenerla unita a lui non sono i sentimenti, ma piuttosto certi meccanismi risalenti alla sua storia di vita.
Lei sa già cosa vuole e cosa è giusto fare, ha solo difficoltà a passare all' azione ed è comprensibile perchè quei meccanismi, sebbene in parte coscienti, sono ancora più forti degli aspetti inconsci che la tengono vincolata a questo ragazzo che non le dà ciò che desidera.
Proprio perchè è evidente che lei possiede delle grandi risorse, io le consiglierei di affrontare questi temi all' interno di una cornice terapeutica al fine di conoscere questi meccanismi per modificarli e riuscire così a prendere finalmente le distanze da questa persona che non le dà ciò di cui ha bisogno.
Le faccio un enorme "in bocca al lupo" :)

Dott.ssa Ilaria Visconti - Firenze

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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19 SET 2015

Gentile Eleonora,

questa relazione la fa soffrire, seppur la sua razionalità riconosce l'inadeguatezza di questa persona, la sua parte emotiva bisognosa di affetto fa fatica di distanziarsene.
Il rischio di questo rapporto è che tenderà ad avere conferme affettive e per poter soddisfare questo bisogno affettivo rischierà di scendere a compromessi restrittivi, svilenti e svalutanti, permettendogli di farsi gridare che è una poco di buono.
Le sue intuizioni sono condivisibili,l'essere stata invisibile alla sua famiglia e la richiesta di dover diventare autonoma in fretta a fatto sì che lei non portasse richieste per sé, non poteva esprimere il suo bisogno di affetto e ne è rimasta pertanto denutrita.
Si ascolti e si prenda cura di sé, si permette di mettersi in una condizione di richiedente e se ritiene opportuno si permetta di seguire un percorso di psicoterapia che le permetta di guarire le sue ferite e costruire e di ritrovare più armonia.
un caro saluto
Dott.ssa Monica Salvadore
Psicologa-Psicoterapeuta
Torino

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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19 SET 2015

Cara Eleonora, la sua riflessione sul rapporto con i suoi genitori, quando era piccola, potrebbe essere uno spunto di riflessione da approfondire insieme ad uno psicologo, per aiutarla a dare un senso al suo passato, magari migliorando i rapporti familiari odierni. Inoltre, mi sento di suggerirle che l'amore a volte si manifesta in modalità che non riusciamo a comprendere fino in fondo, ma la reciprocità ed il rispetto dei bisogni e delle esigenze di entrambi è fondamentale. Anche lei, da sola, si è accorta che questo ragazzo non fa per lei. Verrà il momento, e mi auguro presto, che riuscirà ad allontanarsi da lui e capirà che il bene ed il rispetto verso se stessa sarà più importante di ogni altra cosa.
In bocca al lupo. Un caro saluto.
Dott.ssa Gabriella Ruggeri (Messina)

Dott.ssa Gabriella Ruggeri Psicologo a Messina

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19 SET 2015

Cara Eleonora
nella sua famiglia d'origine lei ha vissuto due condizioni opposte e cioè: essere invisibile e essere (o meglio dover diventare autonoma). Le qualità che sono state valorizzate sono state quelle dell' essere intelligente e quindi lei è stata vista come persona che può e deve dare risultati e cavarsela da sola nella vita.
In questo modo i suoi bisogni emotivi sono stati disattesi e la sua parte emotiva è rimasta denutrita e quindi bisognosa.
Ora, nella situazione che descrive, si nota che mentre la sua parte razionale riconosce l'inadeguatezza di lui come persona, la sua parte emotiva rimane fissa nel richiedere a lui affetto (ed è sempre lo stesso affetto che voleva ma non ha ottenuto dai genitori).
Bisogna dire che questo davvero la mette in una situazione di pericolo nei rapporti e la porterà a legarsi preferibilmente a soggetti scostanti e assenti, prepotenti e insensibili. Per spezzare questo stato di cose occorre un percorso di psicoterapia che la faccia crescere e colmare le lacune interiori esistenti.
Non perda tempo e richieda questo aiuto terapeutico le sarà molto utile per lo sviluppo di una personalità armonica.
Un caro saluto Dott.Silvana Ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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19 SET 2015

Gentile Eleonora
le sue osservazioni sono acute e io le condivido. E' passata da una situazione familiare in cui era "invisibile" agli occhi dei suoi genitori ad una in cui lo è altrettanto, nel senso che al centro della coppia ci sono i bisogni e le richieste di lui, mentre i suoi desideri sono messi in secondo piano.
Spesso nel presente si ricostruiscono le situazioni del passato per un senso di sfida con se stessi, per riuscire a controllarle e superarle. Nella maggior parte delle volte senza riuscirci.
Si prenda cura di se stessa.
Un caro augurio di ogni bene
Dott.ssa Stefania D'Antuono - Venezia

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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18 SET 2015

Gentile Eleonora,
Comprendo il suo stato d'animo e noto che lei stessa si pone delle domande a riguardo. Quello che noto è che c'è un passato antico che torna in lei, un risentimento, un dolore profondo che emerge.
La conoscenza di sé è un lungo processo, ma iniziare a porsi delle domande è uno dei primi passi.
Le consiglio di approfondire, magari con uno psicologo della sua zona, queste tematiche, molto probabilmente le risposte, quelle che solo lei può darsi, emergeranno anche grazie a questo tipo di percorso.

Con i migliori auguri
Dott.ssa Martina Fabbrizzi

Dott.ssa Martina Fabbrizzi Psicologo a Empoli

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18 SET 2015

Ti faccio qualche domanda Eleonora: Che cosa ti consente di evitare - sia dal punto di vista pratico che emotivo - questo rapporto?
Pensa a cosa ti dici - proprio come se fosse un dialogo tra te e te - tutte le volte che litighi con lui perché ti ha fatto storie perché ti sei vista con un amico senza dirglielo o perché ti ha denigrato e ha messo in dubbio la tua persona. Quella precisa frase sarà simile a un "è proprio vero che.." e conterrà una tua visione delle relazioni, delle persone, di te stessa. Sarà l'opinione che vuoi confermare attraverso questo rapporto. Questo è un vantaggio psicologico.

Vediamo il vantaggio concreto attraverso una fantasia: non è che un legame con una persona così possessiva e limitante per la tua libertà rappresenta un vantaggio perché ti permette di evitare tutte le paure che si possono provare quando "ci si butta" (con tutta la libertà propria e degli altri) in un rapporto che non ha vincoli? E' solo un'ipotesi di qualcosa che potresti evitare e che temi, attraverso un rapporto che da quel che scrivi comporta più oneri che onori.
Ricordati che non siamo scemi, traiamo sempre dei vantaggi quando ci sottoponiamo a situazioni (più spesso a relazioni) in cui ci sembra solo di patire.

Dott. Pietro Sgambati Psicologo a Aversa

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18 SET 2015

Cara Eleonora,
vedo che ha già iniziato a porsi domande sulla sua storia e sui meccanismi antichi che la fanno restare accanto a lui nonostante i suoi comportamenti.

Questa storia non le sta facendo bene: il suo ragazzo pretende di essere amato pur non facendosi amare. Forse sente la sua debolezza e il suo bisogno di avere qualcuno accanto e ne abusa.

Continui sulla strada della conoscenza di sè e non lo faccia sola. Si faccia supportare da uno psicologo con cui sperimentare un nuovo modo di relazionarsi all'altro, più sicuro, consapevole e rispettoso di sè.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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18 SET 2015

Buonasera Eleonora,
Il discorso sarebbe molto complesso da fare per iscritto ...
si pone molti quesiti... e forse conosce già alcune risposte ma spesso le risposte che ci diamo sono troppo "dure" per metterle poi in pratica.
Credo che un percorso personale le sia molto utile in questo momento: la potrà aiutare ad ascoltare le SUE risposte e renderle fattibili. Molte volte non siamo pronti per fare ciò sappiamo giusto per noi .. allora ci prendiamo tempo.. ma in questo tempo possiamo maturare l'idea di "iniziare a fare qualcosa per Noi".
A Sua disposizione
Un cordiale saluto.

Dott. Fabio Glielmi
Roma

Dott. Fabio Glielmi Psicologo a Roma

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