Perché non affronto i miei problemi?

Inviata da Gabriella · 10 dic 2014 Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve, sono una ragazza di 23 anni e sto vivendo una spiacevole situazione che mi porta, oggi, a domandarmi il senso del mio carattere e delle mie scelte.
Sono una studentessa universitaria e fino ad ora ho vissuto una vita che considero assolutamente normale ed ordinaria. Ora, la questione è un po' complicata: Tutto nasce dalla mia vergogna. Mi vergogno di tutto! Di me, di sembrare stupida, di deludere tutti coloro con cui parlo. Per questo motivo mi sembra di spendere la mia vita inutilmente, non riuscendo a sfruttare a pieno le possibilità che mi vengono offerte. Per esempio, un mese fa mi è stato assegnato un compito da un professore, e io invece di affrontare il compito di petto e di impegnarmi, di chiedere anche delucidazioni sullo svolgimento, ho preferito far passare un mese, inerme. E ora mi vergogno di dire al prof. Che effettivamente ho bisogno di un suo aiuto per iniziare. Perché non affronto subito queste situazioni? Perché mi trascino sempre fino all'ultimo??
Succede cosi per qualsiasi cosa.
Un'altra cosa che mi fa soffrire molto è il momento del confronto con gli altri. Non mi ero mai accorta di essere ignorante. Mi sento ignorante ogni volta che parlo con qualcuno, sento di non essere al livello degli interlocutori, sento di non sapere abbastanza, di essere vuota, di non avere idee personali, di non avere pensieri miei. Perché? Perché non ho il mordente necessario che mi aiuti a migliorare le mie lacune? Sempre per lo stesso motivo: Non mi impegno, non faccio ciò che sento dovrei fare, e mi trascino nella mia ignoranza. L'ultimo disagio che sento di voler affrontare riguarda la mia estetica. Non mi piaccio. Penso di essere brutta. E lo sono davvero. Mi sento deforme, soprattutto per quanto riguarda il mio viso. Non ce la faccio più. Non riesco ad accettarmi.

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Miglior risposta 15 DIC 2014

Gentile Gabriella
qui bisogna davvero uscire da questo "circolo vizioso" di "sento di non essere quello e sento di non essere questo".
Mi sembra una posizione un pò di comoda a sostegno soprattutto di una fase di pigrizia in cui lei sta facendo passare del tempo in modo del tutto inutile.
Sebbene non ci sia nulla di male nell'ammettere di avere qualche lacuna, occorre prendere coscienza del fatto che queste difficoltà si superano con l'agire.
Vada dal professore e spieghi che cosa le è successo. Umilmente si faccia aiutare.
"Umilmente" perché infatti lei sembra umile ma non lo è e qui stà molto del
problema.
Cara Gabriella, mettendosi in moto con l'idea chiara di fare il possibile e di dare il meglio di Sè, lei si sentirà rinascere e si sentirà molto molto meglio.
Consideri anche l'idea di farsi aiutare da uno Psicoterapeuta qualora le sue energie non siano sufficienti per passare all'azione!
Io penso che lei però possa riuscirci benissimo da sola.
Auguri
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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16 DIC 2014

Salve Gabriella
non dice precisamente da quanto tempo ha questo disagio ma probabilmente ultimamente se ne rende conto e non riesce più a conviverci, infatti non deve farlo e deve capire l'origine di quanto avvete. Credo che alla base vi sia una mancata autostima e una poca conoscensìza di se stessa. come risposta ai suoi problemi e alle situazioni che le si presentano lei scappa e questo non fa altro che tranquillizzarla in un primo momento ma poi alimenta il disagio. Dunque le suggerisco un buon supporto psicoterapeutico per comprendere l'origine del problema e cercare di fronteggiarlo, è sicuramente in tempo per risolvere e godersi la sua giovane età in maniera più sicura. Mi occupo di psicoterapia cognitivo-comportamentale che ritengo utile poterle suggerire come orientamneto,
Saluti Dott.ssa Maria Antonella Schaivone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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11 DIC 2014

Gentile Gabriella,
nonostante i problemi lamentati lei sembra comunque condurre una vita, come lei dice, abbastanza normale. Perciò probabilmente il suo è un problema che uno psicoterapeuta potrebbe facilmente risolvere. Le consiglio pertanto di consultarlo per avere una vita più piena ed agevole.
Dr.ssa Valentina Sciubba Psicologa psicoterapeuta a Roma

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10 DIC 2014

Salve Gabriella,
dalle sue parole traspare tutta la sofferenza che attualmente prova per quelle che lei percepisce come sue mancanze e limiti. C’è una cosa che vorrei farle notare: l’essere umano è sempre guidato da una motivazione e anche il ritardare, rimandare, non impegnarsi rappresenta comunque una decisione, la decisione di “non fare”, che può essere guidata da vari motivi… paura di fallire nonostante l’impegno? timore di scontrarsi realmente con i propri limiti? Timore di non riuscire a “rialzarsi” dopo un eventuale flop? ..ovviamente l’iniziale procrastinazione comporta piuttosto spesso l’insorgenza di autocritiche e preoccupazioni rispetto al ritardo accumulato, alle occasioni perse, e così via. Questo diventa un ulteriore problema che aggrava e mantiene il problema primario.
Vista la sua giovanissima età le consiglierei di rivolgersi di persona ad un terapeuta, in modo da affrontare più in profondità questo malessere attuale e capire come potersi accettare e anche come poter migliorare alcuni atteggiamenti/comportamenti, per poter gestire meglio e con più profitto le attività quotidiane, scolastiche e lavorative per il futuro.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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10 DIC 2014

Salve Gabriella,
dalle sue parole traspare tutta la sofferenza che attualmente prova per quelle che lei percepisce come sue mancanze e limiti. C’è una cosa che vorrei farle notare: l’essere umano è sempre guidato da una motivazione e anche il ritardare, rimandare, non impegnarsi rappresenta comunque una decisione, la decisione di “non fare”, che può essere guidata da vari motivi… paura di fallire nonostante l’impegno? timore di scontrarsi realmente con i propri limiti? Timore di non riuscire a “rialzarsi” dopo un eventuale flop? ..ovviamente una volta instaurato il meccanismo della procrastinazione è piuttosto comune che insorgano autocritiche e preoccupazioni riguardo al ritardo che si va accumulando, alle opportunità perse ecc.. Questo rappresenta un problema secondario che si va a creare su quello primario.
Vista la sua giovanissima età le consiglierei di rivolgersi di persona ad un terapeuta, in modo da affrontare più in profondità questo malessere attuale e capire come potersi accettare e anche come poter migliorare alcuni atteggiamenti/comportamenti, per poter gestire meglio e con più profitto le attività quotidiane, scolastiche e lavorative per il futuro.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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