Perché mia figlia si dispera e vive la scuola con angoscia?

Inviata da patrizia · 11 mag 2016 Psicologia infantile

Ciao, sono la mamma di una bambina di 7 anni che frequenta la prima elementare. Purtroppo, nonostante l'approssimarsi della chiusura dell'anno scolastico, la mia bambina tutte le mattine, prima di andare a scuola, piange disperatamente. Le maestre mi hanno rassicurato, dicendomi che il pianto dura 5/10 minuti, anche se dopo, qualche volta, la bambina si rifiuta di lavorare per un po'. Si è rifiutata anche di eseguire lo screening per l'apprendimento organizzato dall'ASL, dicendo che nel dettato, c'erano lettere che, la maestra, ancora non aveva spiegato. In questa circostanza le maestre mi hanno nuovamente rassicurata, dicendomi di stare tranquilla perché la bambina non ha problemi di apprendimento, risulta in fatti essere tra le più brave, se non addirittura, la più brava della classe. Non ha problemi di socializzazione, va tranquillamente in casa delle sue amiche ed è capitato anche che abbia dormito fuori casa. Io sono una mamma che lavora solo la mattina, il papà esce alle 17 ed è molto collaborativo. Sono esasperata, perché da quando ha iniziato la scuola materna, che la mattina piange disperata; quindi sono ormai quattro anni che me la vedo strappare via dalle braccia e se le chiedo perché piangi, lei risponde: voglio te. Come posso fare per rompere questa brutta routine?

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Miglior risposta 12 MAG 2016

Cara Patrizia
certo che come mamma non deve essere facile questa situazione tuttavia dalla lettura del suo racconto io credo che non sia , realmente, una situazione preoccupante.
Mi spiego meglio: è chiaro che la bambina è molto sveglia... guarda un pò che scusa è riuscita a trovare per non fare quella verifica! Questa bambina è davvero molto intelligente e "furbetta".
Dal momento che è socializzata, ha delle amichette e tutto, diciamo che si trova in una situazione abbastanza armonica nell'insieme.
Quindi come mai questo comportamento?
La mia ipotesi è questa: in realtà non è la bambina che non riesce a staccarsi da lei, ma il contrario; cioè è lei che, con la sua ansia e con la sua paura trasmette ansia alla bambina, e questa avverte, al momento del distacco, la sua preoccupazione e quindi anche "teatralmente" piange (dobbiamo anche tenere conto che ci sono bambini di indole molto teatrale, ne conosco alcuni).
Secondo me la sua bambina sente il "dramma" nell'aria e lo mette in scena.
Inoltre il meccanismo si è rafforzato grazie alla prolungata ripetizione.
Io le consiglio di andare lei da un terapeuta e lavorare un pochino su di sè.
A mio avviso può bastare anche solo qualche incontro.
Ho visto cambiare alcune di queste situazioni anche rapidamente!
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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17 MAG 2016

Gentile Patrizia,
il malessere della sua bambina nel distaccarsi da lei è evidente e segnala una mancanza di sicurezza, come se temesse di perdere la mamma "per sempre" se si accosta ad un altro ambiente e si dedica ad altro dove lei non è presente. Da quello che scrive, la situazione di angoscia caratterizza la separazione tra voi da diversi anni ed è comprensibile la fatica nel continuare a sostenere la situazione, non solo da parte della bambina ma anche da parte sua come mamma! le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo che si occupi di problematiche infantili per capire bene la dinamica relazionale familiare e poter affrontare la questione con un aiuto mirato.
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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12 MAG 2016

Gentile Patrizia,
la sua bambina ha sviluppato nei suoi confronti un attaccamento di tipo ansioso-insicuro per cui al momento di staccarsi da lei viene colta da "ansia di separazione".
In effetti, come le hanno confermato le maestre, questo disagio è pressocchè esclusivo del momento del distacco perchè dopo pochi minuti la bambina si tranquillizza.
Pertanto, lei dovrebbe favorire nella bambina l'acquisizione di una maggiore autonomia e fiducia di base attraverso comportamenti e strategie che potrà apprendere durante un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 MAG 2016

Gentile Patrizia,
quello che lei descrive lo inquadrerei in un'ansia da separazione. La bambina, per fortuna, è molto dotata, e se la maestra la rassicura sugli apprendimenti, francamente, non comprendo lo screening dell'ASL, io mi sarei concentrata sull'emotività di vostra figlia. Comunque le consiglio di valutare se intrarprendere un percorso per il controllo dell'ansia della sua bambina. L'ansia non è certo una colpa, è solo un tratto della persona, probabilmente lei o suo marito siete persone un po' ansiose e avete, probabilmente con la crescita, imparato a gestirne i sintomi. La vostra bimba ha bisogno di strumenti. Rivolgetevi ad uno psicologo dell'età evolutiva della vostra zona, vi saprà indicare un percorso per la bambina e potrà aiutarvi, con dei colloqui, a gestire al meglio la situazione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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11 MAG 2016

Buongiorno Patrizia,
sembra che lei parli di una bambina piuttosto volitiva, con alte capacità prestazionali e relazionali. Immagino che questo possa essere ragione di una certa parte di rasserenamento.
Mi chiedo però come affronti lei l'inizio della giornata dopo quattro anni di questa routine, posso immaginare che ci sia una buona dose di ansia e di attesa dell'ennesima sceneggiata? Mi chiedo anche quanti e quali rituali siano finora stati messi in atto al fine di scongiurare la routine.
A volte i nostri ragionevolissimi figli non hanno per niente voglia di essere ragionevoli in tutto e sembrano cogliere con grande acutezza tensioni e preoccupazioni che non sono ancora chiare neanche a noi stessi.
Disponibile ad ulteriori riflessioni.
Eleonora Seta

Dott.ssa Eleonora Seta Psicologo a Torino

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11 MAG 2016

Cara Patrizia, mi viene subito in mente una domanda da porle. Cosa succede se ad accompaganre la bimba a scuola è qualcun'altro?

Dott.ssa Luana Del Rizzo Psicologo a Azzano Decimo

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