Perché mia figlia mi rifiuta?

Inviata da Alessandra il 6 mag 2015 Psicologia infantile

Buonasera sono la mamma di una bimba di due anni e tre mesi e sono in attesa di un altro bimbo che arriverà alla fine di agosto...sono in crisi perché la bimba mi rifiuta mi evita, non mi cerca e anzi alza le mani su di me! Eravamo molto legate, o almeno così pensavo, poi dopo l inserimento all asilo nido (consigliatoci x farle capire il meccanismo in quanto ufficialmente avrebbe dovuto iniziare a settembre proprio in concomitanza dell arrivo del fratellino) è completamente cambiata è molto aggressiva, capricciosa e cocciuta! Con me è un disastro totale, devo anche farmi aiutare quando la vado a riprendere all asilo perché urla, non vuol salire in auto e mi scappa! Sono allo stremo delle mie forze, mi chiedo dove ho sbagliato e cosa posso fare x aiutarla/ci sembra davvero un'altra bambina... Vi ringrazio fin da ora!

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Cara Alessandra
ho provato un attimo a mettermi nei panni della bambina e devo dirle che la sensazione è stata molto spiacevole.
Cosa può aver compreso la bambina che ha certo "sentito" quello che stava accadendo e cioè:lei veniva messa all'asilo in quanto arrivava un nuovo fratellino, ..addirittura veniva messa all'asilo prima che il fratellino arrivasse!
Credo che questa bambina abbia sentito una forte necessità di "interrompere" quel legame privilegiato con lei, non tanto perché desiderasse interromperlo ma sentendo che fosse indispensabile non avendo scelta.
In questa mia interpretazione tutti i comportamenti della bambina (così arrabbiati e negativi) hanno tuttavia, un valore adattivo, qualcosa che lei deve fare per continuare ad affermare un suo Sè di appartenenza alla famiglia.
Io credo che questa bambina senta di non poter esprimere amore in questo momento.
Credo abbia molto bisogno di sentirla vicina e vorrebbe sentirsi importante, coinvolta.
Sinceramente non credo sia stata fatta la scelta giusta...
Magari consultare uno psicologo dell'infanzia e vedere come poter recuperare.
E' una situazione difficile, si faccia coraggio e tenga vicina la bambina il più possibile. Mio modesto parere.
Auguri
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Parlano dei terribili due anni. Le ricerche delle neuroscienze evidenziano come in questo periodo nel cervello avvengono importanti sviluppi neuronali che vanno a sostenere la spinta ad esplorare l'ambiente che è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del bambino.Gli studi sull'attaccamento evidenziano come la spinta all'esplorazione emerge quando il legame di attaccamento è assente, in quanto il bambino si sente al sicuro, protetto, rassicurato e può allontanarsi dalle figure di riferimento. Cara mamma le reazioni di sua figlia sono manifestazioni di paura e di inquietudine che richiamano l'attenzione e necessitano di rassicurazione e conforto. Non è una cosa che riguarda solo voi due, ma l'intera famiglia. Le suggerisco di aiutare sua figlia a verbalizzare cosa la stà spaventando( e possono essere situazioni reali oppure angosce interne) e di sostenerla nel creare altri contatti che risulteranno molto utili ad entrambe, uando sarà presente anche il fratellino. Buone cose Dottssa Roanna Tartarelli

Dott.ssa Rosanna Tartarelli Psicologo a Lucca

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Cara Alessandra, francamente l'asilo nido a due anni e tre mesi mi sembra prematuro e penso che piuttosto che "allontanare" la piccola sarebbe stato meglio coinvolgerla più direttamente nell'attesa di un fratellino. Penso che sei ancora in tempo, tienila vicino a te e rendila "sorella maggiore". Un caro saluto, Giuseppe

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Salve, l'arrivo di un fratellino è un evento molto delicato per la vita di un bambino. Anche l'inserimento al nido è un passaggio importante Probabilmente sua figlia potrebbe essere in un momento in cui questi cambiamenti la spaventano e manifesta la sua paura e disagio in questo modo. Sua figlia sembra arrabbiata con lei. Sarebbe importante aiutarla acapire cosa sta succedendo e tranquillizzarla il più possibile. In bocca al lupo!
Saluti

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Ciao Alessandra,
dispiace sentire come stai vivendo questo periodo che dovrebbe essere per te decisamente più tranquillo. Del resto, la tua bambina sta probabilmente avvertendo qualcosa che la sconcerta a livello di processo di separazione.Già l'ingresso al nido, nella sua positività tende a slatentizzare una angoscia 'naturale' e mi viene da pensare che in contemporanea le sia passata l'informazione che attendi un altro bimbo. Sarebbe troppo! Comunque avrei bisogno di maggiori informazioni in merito per poterti dare un minimo di sostegno nell'affrontare il disagio in tempi brevi. Resto a disposizione e ti saluto caramente
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta in Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Ringrazio infinitamente x le vostre risposte, mi avete ridonato un pó di carica necessaria x vivere assieme tutti questi momenti importanti della crescita della mia piccina! Alessandra

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Buongiorno Alessandra,
quello che sta vivendo è un momento di transizione, e come tutte le transizioni famigliari necessitano di concludersi con un nuovo assetto e un nuovo equilibrio... a volte il nuovo equilibrio arriva più o meno velocemente. Nel suo caso la bimba sta manifestando in tutti i modi che sta percependo questo cambiamento, i bimbi amano essere abitudinari e inseriti nelle loro routine stabili e prevedibili, in questo caso dovrà apprenderne delle nuove. Non demorda, cerca di proporle delle attività che le piacciono, la coinvolga in giochi e attività ricreative, ritagliatevi dei momenti solo vostri, la faccia sentire importante e soprattutto le dia un ruolo rilevane anche in merito all'arrivo della sorellina. Qualora la situazione non dovesse rientrare da sola non esiti a chiedere aiuto ad un esperto.
La saluto con questa citazione
“Le chiamano mamme ma sono molto di più. Loro sono l'appoggio, il dolce caldo rifugio. Sono donne ma non solo donne, sanno essere uomo, coraggio, forza e determinazione. Le chiamano mamme, ma dietro questo nome si celano milioni di piccole e grandi qualità. Hanno sempre quella forza indescrivibile, hanno sorrisi anche dietro alle lacrime. Restano in piedi anche dopo notti insonni. Restano sempre per amore, restano anche dove c'è poco da prendere ma tanto da dare. Le chiamano mamme e io sono una di loro. Io sono tra quelle donne che nella vita hanno provato la gioia di guidare i passi della parte più bella di sé: un figlio.”

Cordiali saluti

Dott.ssa Silvia Ruggiero

Dott.ssa Silvia Ruggiero - Studio Psicoeducativo Ic@ro Psicologo a Melegnano

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I cambiamenti possono destabilizzare, soprattutto un bambino che ripone le proprie sicurezze nelle abitudini e nella vicinanza con le persone di riferimento, in quanto le conoscenze e la comprensione del mondo si limita alla sfera delle azioni quotidiane, il controllo sul proprio mondo è agito attraverso l’esercizio di tali azioni. Detto questo dobbiamo prendere atto che i cambiamenti sono necessari per la crescita e che l’inserimento in un ambiente protetto quale l’asilo nido permette a sua figlia di confrontarsi con altri bambini, giocare con loro, trovarsi in contesti in cui le relazioni con gli adulti di riferimento non possono essere esclusive. Di fatto un ottimo modo per preparare sua figlia all’arrivo di un nuovo membro in famiglia! Sua figlia con il comportamento di “apparente” rifiuto sta esprimendo il suo disappunto: a quanto pare si tratta di una bimba che non teme di esprimere il proprio punto di vista e le proprie emozioni! Lei mamma, nonostante le opposizioni legittime, sa che le sue scelte sono per il bene di sua figlia, infatti con le sue scelte la sta accompagnando amorevolmente nel difficile percorso di crescita. Sia ferma nelle sue scelte ed accetti l’espressione emotiva della bimba, tenendo sempre presente che quando la rifiuta e si oppone, le sta dicendo: “ti voglio bene, ho paura, vorrei stare sempre con te”. Provi ad allettarla con proposte di attività piacevoli, forse la prima volta farà fatica, ma poi con il consolidarsi di nuove abitudini riuscirete a ristabilire nuovi equilibri.
Buona giornata
Dott.ssa Giulia Portugheis

Servizio Clinico di Psicologia e Neuro Dott.ssa Giulia Portugheis Psicologo a Padova

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