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perchè mi sento inadeguata

Inviata da Irene · 15 feb 2017 Orientamento scolastico

sono una ragazza di 23 anni e tra pochi mesi concluderò gli studi universitari. sin da piccola ho avuto problemi a relazionarmi con gli altri perchè molto timida e col passare degli anni ho coltivato in me un senso di inadeguatezza al mondo, sottolineando e ingigantendo sempre di più i miei difetti. mio padre ha sempre scaricato le sue tensioni interiori su di me caricandomi di responsabilità e criticandomi anche su aspetti positivi. nella mia vita non ho mai avuto storie, solo tante delusioni, che mi hanno fatto accrescere il bisogno di affetto ma allo stesso tempo una propensione a fuggire da ogni conoscenza.

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Miglior risposta 21 FEB 2017

Gentile Irene,
Comincia la sua lettera dicendo che i suoi studi stanno per concludersi, e dentro di me penso che è un traguardo di crescita, la fine di qualcosa che ora le consente di fare un bilancio della sua vita sinora vissuta.
Parla di suo padre, delle storie d'amore che non sono arrivate e della sua timidezza.
Ho l'impressione che vorrebbe rendersi autonoma data questo, spiccare il volo che sino ad oggi le è sembrato incerto.
Mi sembra lei abbia la stoffa psichica per farlo e, se ne ha la possibilità, le consiglio di pensare ad un percorso di psicoanalisi in modo da poter risolvere i conflitti aperti e guardare al futuro con una prospettiva differente.
In bocca al lupo!


D.sssa Merighi

Studio Psicoterapico Dottoressa Merighi Chiara Psicologo a Napoli

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24 FEB 2017

Cara Irene, certamente il tuo sentimento di inadeguatezza ha origini antiche e profonde. E soprattutto trova un senso anche dalle poche cose che racconti.
Non conoscendo bene la tua storia, è difficile fare delle ipotesi, però è probabile che l’esito delle tue esperienze affettive primarie, si sia tradotto in un sentirti poco valorizzata, poco incoraggiata e poco amata. Inoltre, a quanto pare, sembra che la critica e il giudizio abbiano fatto parte integrante della tua crescita e questo, senz’altro, avrà contribuito a minare la tua autostima e il senso di piacere che si trae dallo stare insieme agli altri (avvertiti quindi più come delle minacce al nostro benessere interiore che come risorse). Mi sembra anche di capire che ti sei dovuta fare carico di pesi che evidentemente erano troppo grossi per te da sostenere emotivamente, e questo a fronte poi di un ambiente forse non troppo attento certi bisogni affettivi. Come si fa quindi, mi chiedo, a non sentirsi inadeguati in questo modo?
Come prima cosa perciò, io partirei dalla possibilità di “perdonare” a te stessa questo senso di inadeguatezza e decidere di prendertene cura con amore d’ora in avanti. Se ci feriamo un dito in genere cosa facciamo? Cerchiamo di medicarcelo o continuiamo a scavarci dentro per aumentare la ferita?
Ancora, sarebbe carino prendere consapevolezza del fatto che se sei riuscita a raggiungere un traguardo importante come quello universitario, forse, qualcosa di buono, di forte e di efficace nel mondo in te c’è, e se c’è vuol dire che lo hai ricevuto qualche volta nella vita, nonostante tu abbia memoria soprattutto di cose brutte o di mancanze, e quindi si tratta di rispolverarlo e valorizzarlo.
Questo potrebbe servirti da carburante per affrontare un terzo passo, auspicabile, ossia un lavoro su te stessa rispetto alle aree che invece possono essere migliorate, che ne pensi?
Il senso è: sarebbe bene per te intraprendere un percorso psicologico che ti consentisse di migliorare le cose, sapendo però che non partiresti da 0. Hai molto di più di quello che credi!

Dottoressa Chiara Aruta Psicologo a Villaricca

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16 FEB 2017

Gentile Irene, nel suo racconto descrive un vissuto molto faticoso e doloroso. Parlando di suo padre coglie un nesso basilare: quello tra approvazione genitoriale e autostima. Il fatto di avere un padre squalificate non ha aiutato la formazione di un solido concetto di sé. Alcuni punti sarebbero da approfondire, tipo che ruolo ha sua madre nella sua vita? La rassicuro sulla possibilità di modificare il presente e il futuro, la sua domanda è già il seme del cambiamento. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta di zona, per accompagnarla nella scoperta di sé, conoscere i suoi pregi, la sua identità da adulta ed aiutarla a diventare indipendente dal giudizio altrui.
Saluti, Dott.ssa Anna Rita Marchi

Dott.ssa Anna Rita Marchi Psicologo a Cagliari

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