Perchè mi sento così giù? :( :(

Inviata da Ludovica · 15 set 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Sono una ragazza di 25 anni, di solito ottimista cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose e mi lascio "scivolare" i problemi...fino a quando certe volte cedo e mi sento triste, penso a quanto sia inutile la mia vita, sono iscritta all'università da diversi anni, non so bene cosa sia successo ma ho avuto un blocco e non ho più studiato anche se mi convincevo che ce l'avrei fatta a riprende...adesso sono in sospeso con l'uni, non trovo un lavoro per pagarmi le tasse, non so cosa fare della mia vita, a volte non mi sento pronta a lavorare, però nello stesso tempo dovrei farlo x le tasse, poi penso a tutti questi anni persi d università, voglio continuarla e se perdo di nuovo tempo e denaro?! vorrei partire, cambiare vita..ma nn posso fare nulla, la mia vita è come bloccata, non è una vita da ragazza di 25 anni.

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Miglior risposta 15 SET 2015

Cara Ludovica,
in tutte le cose della vita la molla più importante è la motivazione. Si tratta quindi di capire qual'è il livello della tua motivazione per portare avanti gli studi che hai intrapreso e se vuoi davvero laurearti.
Non ci dici se fin dall'inizio hai dovuto lavorare per pagarti le tasse dell'Università oppure se i tuoi genitori, dopo essersi resi conto del tuo scarso rendimento, si sono (forse giustamente) stancati e rifiutati.
Prima di fare altri tentativi "alla cieca" di riprendere gli studi penso che dovresti fare chiarezza, se possibile con l'aiuto di un terapista, sul primo punto e cioè sulla motivazione allo studio anche perchè la condizione dello studente-lavoratore non è facile e rischieresti di lavorare per pagarti le tasse senza però fare esami, cosa che sicuramente ti è già capitata.
Inoltre, se non hai un buon rapporto con i tuoi genitori, forse è il caso che cerchi un riavvicinamento, prima perchè non è una bella cosa e secondo perchè ti gioverebbe un loro sostegno : anche per questo può esserti utile consultare un esperto.
Se alla fine non dovesse emergere la giusta motivazione, è preferibile la rinuncia agli studi anzichè pagare tasse inutili e perdere tempo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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2 OTT 2015

Buongiorno Ludovica.
Nella situazione di stallo che descrive, ogni intoppo in un settore ne blocca un altro e viceversa (università-tasse-lavoro). La sensazione è, perciò, di essere bloccata in questo circolo vizioso. Ne conseguono momenti di lucida tristezza.
Il punto saliente da chiarire è contenuto nella domanda implicita che lei si pone: "non so bene cosa mi sia successo".
Che cosa la blocca: ansia da prestazione? Il timore di non essere in grado? Mancanza di energia e concentrazione?
Un percorso di counselling potrebbe aiutarla a rispondere a tutti questi quesiti e a trovare la maniera di sciogliere, nodo per nodo, il groviglio che la tiene "bloccata " e "in sospeso".
Cordiali saluti
Paola Brera

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2 OTT 2015

Buongiorno Ludovica.
Nella situazione di stallo che descrive ogni intoppo in un settore ne blocca un altro e viceversa (università-tasse-lavoro). La sensazione è, perciò, di essere bloccata in questo circolo vizioso. Ne conseguono momenti di lucida tristezza.
Il punto saliente da chiarire è contenuto nella domanda implicita che lei si pone: non so bene cosa mi sia successo.
Che cosa la blocca: ansia da prestazione? La paura di non essere in grado? Mancanza di energia o di concentrazione?
Un percorso di counselling potrebbe essere utile proprio per rispondere a tutti questi quesiti e trovare la maniera per sciogliere, nodo per nodo, il groviglio che la tiene "bloccata" e "in sospeso".
Cordiali saluti
Paola Brera

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2 OTT 2015

Buongiorno Ludovica.
Nella situazione di stallo che descrive, ogni intoppo in un settore ne blocca un altro e viceversa (università-tasse-lavoro). La sensazione è, perciò, di essere bloccata in questo circolo vizioso. Ne conseguono momenti di lucida tristezza.
Il punto saliente da chiarire è contenuto nella domanda implicita che lei si pone: "non so bene cosa mi sia successo".
Che cosa la blocca: ansia da prestazione? Il timore di non essere in grado? Mancanza di energia e concentrazione?
Un percorso di counselling potrebbe aiutarla a rispondere a tutti questi quesiti e a trovare la maniera di sciogliere, nodo per nodo, il groviglio che la tiene "bloccata" e " in sospeso".
Cordiali saluti
Paola Brera

Dott.ssa Brera Paola Psicologo a Siziano

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25 SET 2015

Buongiorno Ludovica,
momenti di difficoltà nel proprio percorso di vita sono abbastanza comuni, allo stesso tempo se le sembra che la situazione difficilmente possa risolversi con facilità potrebbe valutare una consulenza psicologica per capire insieme allo psicologo quale direzione ha più senso per lei ha adesso.
Cordialmente

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24 SET 2015

Buongiorno Ludovica,
è possibile che in certi momenti della vita ci "perdiamo" o abbiamo la sensazione di aver smarrito la strada e si paventano davanti a noi scenari quasi sempre catastrofici (non farò mai nulla,ho perso tempo...). Una psicoterapia cognitiva è un percorso che potrebbe esserle utile per "sbloccare" certi circoli viziosi che la portano a vedere e pensare così senza riuscire ad uscirne portandola a comprendere meglio il proprio modo di funzionare.
Dott.ssa Bigoni Federica

Dott.ssa Bigoni Federica Psicologo a Pistoia

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23 SET 2015

Buongiorno Ludovica,
Comprendo questa sensazione di stallo, forse come se più nulla avesse senso.
Credo che le sarebbe molto utile iniziare un percorso dove poter trovare una radice di senso dentro di lei e ad oggi smarrita.
Cordialmente,
Dott. Piacentini

Dott. Hermes Piacentini Psicologo a Seveso

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22 SET 2015

Gentile Ludovica,
dalla sua lettera sembra emergere una certa difficoltà a mettere a fuoco i problemi. L'ottimismo è una grande qualità, il farsi "scivolare" addosso i problemi un po' meno.
È cioè possibile che lei abbia sottovalutato qualche problema incontrato nel suo percorso universitario, o si sia accorta di non aver scelto quello più adatto per lei, o magari che non desideri proseguire ma, per qualche ragione, non possa ammetterlo.
Potrebbe trattarsi anche di qualcosa che non ha a che vedere con l'università, ma che su questa si riflette.
Sarebbe utile che ne parlasse con uno psicologo che l'aiuti a capire qual è realmente il problema e a risolverlo.
Le faccio tanti auguri
Dott.ssa Paola Grasso.

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22 SET 2015

cara Ludovica, se riesci a trovare un lavoretto (ad es. il fine settimana in un pub) puoi soddisfare sia il tuo desiderio di provare a lavorare che studiare e terminare l'Università. Se non scegli nulla, rimarrai sempre ferma... In bocca al lupo DRssa Biancon Edy

Dott.ssa Edy Biancon Psicologo a Caorle

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22 SET 2015

Salve Ludovica, prima di tutto soffermati... rallenta!
Chiediti cosa vuoi, cosa hai bisogno adesso per stare bene?
prova ad affrontare una cosa alla volta, il tempo passato non è perso, è un bellissimo bagaglio di esperienza che ti dà la possibilità di imparare, prendere nuove consapevolezze e migliorare la tua vita nel qui ed ora.
in bocca al lupo per le scelte che deciderai di fare.
buona giornata
Dott.ssa Alice Vacca

Dott.ssa Alice Vacca Psicologo a Quartu Sant'Elena

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22 SET 2015

Buongiorno Ludovica...Riparti da te e dalle piccole cose. Ricomincia ritrovando nuove energie. Per questo c'è bisogno di guardarti dentro con sincerità e amore. Lascia stare il personaggio che la società o la famiglia hanno voluto fin'ora. Quel personaggio non era Ludovica. Studiare è faticoso ma se ci credi riesci a trovare il senso, quindi chiediti se davvero l'università è una tua scelta libera o un condizionamento per mostrarsi agli altri. Un percorso di crescita e ricerca interiore farebbe pulizia dentro te, perchè per proteggerci la nostra mente crea blocchi. Il tuo blocco momentaneo è una spia per avvisarti. E' una grande occasione per fermarti e farti capire che qualcosa non fa per te o non hai chiarezza di te. Solo tu puoi cambiare tutto, ne hai il potere, ma per cominciare c'è sempre bisogno di una guida esterna al tuo fianco....Quando vuoi, Un abbraccio, Francesco PdM

Psicologia Del Miglioramento - Holistic Coach Psicologo a Casamassima

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22 SET 2015

Cara Ludovica,
l'indicazione è per rivolgersi ad un professionista per intraprendere un percorso di psicoterapia. Insieme potrete capire il motivo del blocco e del suo mantenimento; il senso di inutilità è generalmente associato ad una mancanza di scopi e, quindi, di motivazione. Comprendere "il perchè" della carenza di motivazione sarà la base per il cambiamento.

Un caro saluto,
Dott.ssa Monica Palla
psicologa psicoterapeuta
Pisa

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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22 SET 2015

Cara Ludovica, a 25 anni è frequente faticare a guardarsi dentro per scegliere la strada più adatta alla ns. personalità e alle contingenze del periodo sociale confuso che stiamo vivendo. Le consiglio di affidarsi ad un bravo terapeuta che, lungi dal darle direttive e/o consigli, l'aiuti a diventare consapevole di ciò che veramente desidera fare e a mettere a fuoco le risposte su di sè che, mi creda, sono già dentro la sua mente. Auguri per la sua vita!
Dr.ssa Daniela Benvenuti-Padova

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22 SET 2015

Cara Ludovica,
lungi dal fare commenti scontati o azzardati, dato che non ci conosciamo e non conosco fino in fondo i suoi vissuti, mi sento di dirle che il suo "blocco" è certamente un messaggio dell'inconscio: nel suo linguaggio simbolico sta cercando di dirle qualcosa d'importante.
Cosa si può fare quando si è fermi, bloccati? Si può osservare e si può pensare, ci si può fare delle domande.
Guardi indietro: forse c'è qualcosa che ha sempre funzionato e che ora non funziona più! Qualche falsa credenza, il suo modo abituale di portare avanti le relazioni, il suo personale modo di considerare se stessi in base all'ideale che gli altri le hanno imposto e che nel tempo ha fatto suo, senza riuscire quindi ad esprimersi veramente per quella che è.
Guardi avanti: con i presupposti trovati guardando indietro potrebbe risultarle difficile e causarle sofferenza andare avanti. C'è dunque bisogno di un cambiamento per proseguire la sua strada, ma anche i cambiamenti portano sofferenza! Cambiare significa assumersi la responsabilità di trovare un nuovo "modo", lasciando quello passato che probabilmente le arriva dalle sue primissime relazioni con la famiglia d'origine; significa liberarsi da alcune costrizioni che non ci fanno realizzare appieno, ma significa anche non potersi rifugiare dietro ciò che a volte utilizziamo come "scusa", perché in fondo anche dalle cose che ci fanno stare male traiamo sempre un vantaggio secondario, altrimenti perché sarebbe così difficile lasciarle?
Cara Ludovica, il suo blocco è sicuramente il sintomo della battaglia che si sta consumando dentro di lei, ma è anche un'occasione: la colga, si fermi e utilizzi questo tempo per riorientare la mappa e poi riprendere il suo cammino.
Si ricordi però che per andare per sentieri impervi occorre sempre una guida esperta: uno psicologo!
Saluti
Dr. Giorgia Palucci

Studio Psicologia Attiva Psicologo a Ostia

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22 SET 2015

Buongiorno Ludovica.
A giudicare da quello che dice, lei sta vivendo un periodo d'impasse, un momento, neanche tanto breve, in cui sente di essersi impantanata senza riuscire a comprendere come sia accaduto. In studio mi è capitato spesso di conoscere persone che si trovavano nel suo stesso stato, che si disperavano e vivevano in uno stato di tristezza, ansia o semplice confusione, tali da assumere un atteggiamento di biasimo per se stessi, quando non di vera autocommiserazione. E ognuna di loro era arrivata ad uno "stato emotivo di blocco" o di saturazione non a partire da una singola causa ma quasi sempre per diversi motivi.
Posso dirle con una certa sicurezza che questo "stato" è un buon punto di partenza per un cambiamento: sentire questo attrito tra ciò che si vuole e ciò che si riesce a fare, da un lato fa star male, dall'altro rappresenta un segnale da parte della nostra mente, uno stimolo a ridestarsi, che se lei riuscirà a valorizzare la porterà ad uscire dal pantano.
In realtà ci sono sempre delle vie d'uscita, quello che manca invece è un paio di nuovi occhiali con cui guardare il suo problema: da una prospettiva diversa si possono scorgere possibilità che fino ad allora non si erano intraviste. Se si guarderà attorno e deciderà di chiedere aiuto ad uno psicologo vedrà che nel giro di pochi incontri si sentirà molto meglio e tornerà nuovamente in contatto con la sua progettualità e la sua voglia di fare. E qualora questo non accada non si disperi, semplicemente cambi psicologo.

Anonimo-137311 Psicologo a Mondovì

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17 SET 2015

Gentile Ludovica,
dalle sue parole percepisco un senso di ansia e tristezza non ancora patologico, ma che potrebbe sfociare in un franco disturbo depressivo. Il suo "blocco" andrebbe verificato con maggiori informazioni sulla sua vita pregressa e attuale, questo per giungere ad una diagnosi adeguata. Il mio suggerimento è di richiedere una consulenza psicologica prima che la situazione si aggravi. Probabilmente potrebbe bastare un semplice sostegno per risolvere la situazione. Un saluto affettuoso.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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16 SET 2015

Gentile Ludovica,
dalle parole usate nella sua lettera, la percepisco persa con l'ansia di non perdere più tempo per recuperare lo smarrimento, senza però sapere esattamente in che direzione andare. Le suggerisco di concedersi uno spazio e un tempo per recuperare la direzione persa e soprattutto se stessa e ciò che di buono e bello abita in lei, con l'aiuto di un professionista che sappia indirizzarla bene. Vedrà che il tempo non sarà perso ma guadagnato.
In bocca al lupo!
Cordiali saluti.
Dott.ssa Valentina Moretti Psicologa Roma

Anonimo-151135 Psicologo a Roma

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16 SET 2015

Cara Ludovica,
certe volte è importante fare dei grandi cambiamenti per ritrovare la motivazione giusta. Probabilmente il momento di stallo in cui vive ha dato il via ad un circolo vizioso dell'ozio, in cui le risulta difficile prendere decisioni diverse da quelle che accompagnano la sua quotidianità.
Iniziare a progettare a breve termine potrebbe essere un modo per ritrovare motivazione e passione.
Provi a partire dall'analisi dei suoi bisogni, e se sente che da sola non riesce a muoversi in una direzione, si affidi ad uno psicologo della sua zona, che potrà sostenerla e orientarla.
Un saluto,
Dott.ssa Azzurra Carrozzo

Dottoressa Azzurra Carrozzo Psicologo a Lecce

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16 SET 2015

Gentile Ludovica,
leggendola riesco a sentire perfettamente il blocco di cui lei parla e anche senso di impotenza e pesantezza. Dietro le sue parole c'è una vita, la sua, che le chiede fortemente di essere vissuta, non come inutile ma come affascinante e meravigliosa.
La sua storia è unica e come tale speciale ed irripetibile; sarebbe bello per lei riuscire a ripercorrere le tappe fondamentali di questa storia provando oggi nel qui ed ora a scrivere il romanzo della sua vita e vedrà che ne rimarrà affascinata. Altra cosa è vivere e sentire le emozioni che prova; la paura per esempio è un motore potentissimo che può creare movimenti forti ed inaspettati, per questo va vissuta e non allontanata.
Buona vita.
Dott.ssa Lucia Catinaro Psicologa Psicoterapeuta Lanciano

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16 SET 2015

Ludovica salve. Complimenti innanzitutto per aver chiesto consulenza a noi professionisti, questo è da persona coraggiosa; inoltre questo gesto dimostra che ha molte energie interiori altrimenti non avrebbe cercato consulenza, ecco perchè dovrebbe complimentarsi con i suoi punti di forza!
Può esserci, anche per un lungo periodo, un blocco, uno stallo che porta apatia e demoralizzazione.
Ha tante idee in mente per riprendere il suo entusiasmo: ne inizi una!
Iniziando se mai da una attività, entra in contatto con altre persone e possono stimolarla e darle anche l'energia per riprendere il resto.
Inizi a trovare un lavoretto così poi potrà riprendere gli studi con i soldi, se le andrà.
Un lavoro momentaneo le permette di essere indipendente, stimolata e attiva.
Buon inizio e si ricordi sempre che solo le personalità forti si possono permettere di soffrire!
Dott.ssa Sara Haji Hossein

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16 SET 2015

Cara Ludovica, mi dispiace per questo periodo di stallo che si trova ad affrontare, so che sembra insuperabile e inteminabile e quindi provoca una grande sofferenza.
Ovviamente, da queste poche righe, non è facile comprendere quali siano le motivazioni che la portano a subire questo senso di blocco, ma tenga conto del fatto che momenti di crisi, soprattutto alla sua età, possono verificarsi e per quanto creino sofferenza, segnano quasi sempre l' inizio di una nuova rinascita.
Io credo che ciò che la blocca sia il fatto che, affacciata da non troppo tempo a quella che potremmo definire "l' età adulta" lei si trovi ora a chiedersi "chi sono?" e sente, di conseguenza, il bisogno di definirsi.
Ha mai pensato di rivolgersi ad un professionista? Potrebbe accompagnarla in questa fase di passaggio e aiutarla a capire da cosa deriva la tristezza di cui ci parla.
Ci pensi sù..intanto, le faccio un grande "in bocca al lupo"..per tutto. :)

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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16 SET 2015

Gentile Ludovica, questo periodo di stallo nella sua vita mi sembra caratterizzato da un forte senso di confusione e di impotenza; forse ha perso di vista i suoi obiettivi e ha dimenticato quali sono le sue risorse, i suoi punti forti, le qualità che la rendono una persona unica e speciale..un percorso psicologico potrebbe sicuramente aiutarla in questo senso: su questo portale sono iscritti numerosi professionisti iscritti all'albo, provi a contattarne uno che lavora nella sua zona! le auguro di trovare la serenità che le permetta di vivere la vita di una ragazza di 25 anni

Dott.ssa Alessia Picco Psicologo a Giaveno

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16 SET 2015

Cara Ludovica, nella vita l'ottimismo aiuta ad andare avanti ma a volte quello che le persone chiamano ottimismo, è invece un modo per nasconde le cose brutte. Chi si definisce ottimista, spesso, è solo spaventato dal futuro che prevede nero e che prova a tingere di vari colori, ma alla fine si trova un dipinto tutto grigio, e quindi poco soddisfacente. Se invece provi ad avvicinarti a quelle paure del futuro, ti accorgi che non è tutto nero e che non c'è bisogno di metterci su altri colori, ma bisogna guardare con più attenzione e notare le sfumature di ogni emozione... Questo è il vero ottimismo.
Forse tu, spaventata da pensieri negativi, come "non ce la farò mai" "è tutto inutile" "e se non avessi fatto la scelta giusta? " "sono una delusione per i miei genitori" .... Tu hai provato a dipingerci su un "non è vero" senza guardare da vicino quelle paure e dare una risposta accogliente alle tue emozioni. Con il tempo ti sei ritrovata il tuo quadro grigio, pieno di altre domande del tipo "e ora che faccio?" "qual è la strada giusta?".
Da come scrivi mi sembri anche una ragazza con un alto senso di responsabilità, che forse ti comporta anche tanti sensi di colpa. Scegli le responsabilità da prenderti con cautela, non caricarti di pesi eccessivi. Se la tua responsabilità è laurearti, non caricarti anche del lavoro, o comunque trova un lavoretto che ti permetta di divertirti, di distrarti e non di appesantirti...
Sei fidanzata? Hai relazioni significative nella tua vita? Queste sono cose importanti per il proprio benessere psicologico e fisico.
In bocca al lupo per le tue scelte

Dott.ssa Valentina Valentini Psicologo a Sorrento

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15 SET 2015

Buongiorno Ludovica, non è detto che il come si sta sentendo non sia un modo del suo sistema di dirle: "Va bene, fermiamoci un attimo, riflettiamo e vediamo che cosa fare". Non è detto che sia la Facoltà sbagliata (molti ragazzi si sentono così anche avendo scelto la giusta facoltà, ritrovando, dopo un periodo di tempo, l'entusiasmo per essa e la propria vita). Ogni tanto, abbiamo bisogno di momenti "depressivi" ovvero di momenti in cui analizziamo profondamente ciò che abbiamo fatto e realizzato ciò che viviamo e facciamo adesso e le prospettive future. Dunque, in assoluto, non la vedrei come una situazione per forza patologica. Nel caso questo periodo dovesse protrarsi allora, sarebbe il caso di rivolgersi a dei colleghi (non per forza psicoanalisti, psicodinamici, cognitivisti, costruttivisti, o tutti gli altri -isti che esistono) psicologi per un sostegno psicologico. Solo se, nonostante questo, si accorgesse che le sedute con lo psicologo abbiano fatto in modo di incuriosirsi maggiormente della sua vita e dei "come" e dei "perché" della stessa, allora potrà pensare ad una psicoterapia. Molti (forse anche lei) potrebbero pensare che il passaggio per un sostegno psicologico sia una perdita di tempo, ed invece sia meglio andare direttamente dallo psicoterapeuta. Io credo che, talvolta, basti una piccola spinta per far rimettere in moto il motore ed il sostegno psicologico (che ha delle enormi potenzialità cliniche, tra l'altro con enorme risparmio di denaro, spesso), talvolta sia un passo da compiere prima di uno ancora maggiore.
Buona fortuna, dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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15 SET 2015

Cara Ludovica,
per aiutarla ci sarebbe bisogno di approfondire le cose che scrive.

Sarebbe utile conoscere come abbia avuto origine il blocco allo studio: è avvenuto gradualmente o c'è stato un momento critico?

Cosa è accaduto agli altri ambiti della sua vita? Ha mantenuto interessi, amicizia, piacevolezza nello svolgere le sue attività?

Ha condiviso con qualcuno le sue preoccupazioni?
Le piace il suo corso di studi?

Per poter sviscerare bene queste ed altre domande utili per sciogliere il suo blocco, le suggerisco di contattare uno psicologo.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella


Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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