Perché mi logoro così tanto?

Inviata da Alid · 8 set 2015 Dipendenza affettiva

Buonasera a tutti, sono una giovane ragazza, studentessa fuori sede, mentre il mio lui no, vivo la mia prima vera storia d'amore da qualche mese, con questo ragazzo che ho scoperto aver sofferto di disturbo ossessivo compulsivo, andato in cura ed ancora oggi sotto terapia di mantenimento, se così può essere definita. All'inizio non lo sapevo e tutto mi sembrava bello e alcuni atteggiamenti strani, quale ad esempio chiedermi di controllare se il gas fosse chiuso, li prendevo per caratteristiche personali, anche perché a questo mondo ognuno è fatto a modo proprio. Io da quando ho scoperto questa cosa, raccontata a cuore aperto da lui, ho sentito che dentro di me qualcosa sia cambiato, ed ora con l'avanzare della storia, mi sento legata ad un malato. Dal controllare il gas siamo passati a: "controlla se mentre guido prendo sotto qualcuno", "controlla se non butto nessuno sotto nel fiume", "sono andato a ballare, ho visto delle ragazze e ho avuto paura di essermi avvicinato". Purtroppo temo che questo problema non sia del tutto risolto a questo punto e temo si stia riversando su di me, inizio ad essere instabile, piango di frequente, lui cambia idea e io devo stargli dietro. Aleggiano sempre minacce di lasciarmi, ed io, che so che non devo fare la crocerossina, mi sento comunque legata a lui, spasmodicamente. Senza di lui sto male e mi sento morire.
Allora la mia domanda è: si può soffrire e amare allo stesso tempo? Si può amare rischiando di farsi tirar giù nel baratro?
Temo di potermi esaurire
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Miglior risposta 8 SET 2015

Gentile Alid,
ci dice che il suo lui soffre di disturbo ossessivo-compulsivo ma non quando esso è iniziato e non se è trattato con la sola terapia farmacologica o anche con psicoterapia.
Capisco la sua preoccupazione anche perchè lei essendo studentessa e per giunta fuori sede avrebbe bisogno di vivere una storia d'amore che le dia tranquillità per poter andare avanti con profitto negli studi.
Non la capisco più quando lei, consapevole di stare male, volontariamente vuole rinchiudersi in una gabbia che le sta troppo stretta quando basta aprire la porta e uscire.
L'amore dovrebbe, a mio avviso, essere una esperienza per stare meglio e il fidanzamento non è un contratto già sottoscritto ma anzi serve proprio per valutare la compatibilità dei partners e l'esistenza di buoni presupposti per un impegno più importante.
Lei sa di non dover fare la crocerossina ma si sente costretta a farla per l'amore che prova per lui. C'è qualcosa che non va in questa affermazione e forse anche lei avrebbe bisogno di aiuto psicologico per chiarirsi le idee su come procedere e su cosa bisogna intendere per amore.
Cordiali saluti
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 SET 2015

Carissima Adlid, la tua riflessione denota una grande capacità di introspezione ed un vivere in contatto con la tua anima; risorse non da poco e non da tutti. In virtù di esse, della tua richiesta di aiuto e di sostegno e dell'importanza che può avere per la tua vita un'indagine un pò più approfondita della tua identità, ti suggerirei di optare anche per un breve percorso con un esperto. Mi rendo disponibile per chiarimenti. Cari saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini.

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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9 SET 2015

Cara Alid, come hai accennato anche tu, occorre essere ben consapevoli che noi non siamo fatti per fare assistenza al nostro partner. È giusto che lui continui il suo percorso terapeutico. Mi raccomando, tu però, non assecondarlo nelle sue ossessioni. Per rispondere alla tua domanda: certo che in una relazione ci possono essere dei momenti di sofferenza, ma la sofferenza non deve diventare lo scopo della relazione.

Cari saluti

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9 SET 2015

Gentile Alid,
partirei dalle sue domande conclusive... " si può soffrire e amare allo stesso tempo?" la risposta è sì... "si può amare rischiando di farsi tirar giù nel baratro?" mi sentirei di dirle no, non deve mai dimenticarsi di essere per se stessa la priorità. In questo momento si trova ad affrontare una situazione complessa, si trova nella condizione di provare ansia e senso di frustrazione che originano dal fatto di sentirsi impotente di fronte alla sofferenza di una persona cui è legata ed naturalmente ci si sbilancia verso l'altro. In questo momento è invece fondamentale che ritorni su di sè, che presti attenzione ai suoi vissuti, alle sue emozioni, al suo benessere. Potrebbe esserle di aiuto intraprendere un percorso psicologico nel fare ciò e nel quale guardare a se stessa in questa relazione. Solo in questo modo potrà orientarsi nelle sue emozioni e sentimenti e capire come muoversi nella relazione.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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9 SET 2015

Buongiorno Alid,
nel disturbo ossessivo compulsivo, come stai sperimentando, è preponderante la dinamica del controllo, il tuo fidanzato ha il bisogno di controllare che il gas sia chiuso in quanto si insinua una sensazione di paura e preoccupazione, solo il controllo seda tale preoccupazione. Tuttavia la preoccupazione e la paura non vengono eliminate del tutto e per questo motivo il controllo deve essere ripetuto, così da calmare nuovamente la paura. Tale meccanismo diventa un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

All'interno di tale circolo vizioso sei stata coinvolta anche tu, in quanto tale problematica porta anche le persone che stanno vicino ad essere parte della realtà problematica.
E' normale che tu sia innamorata di lui ma dall'altra parte è lecito soffrire in quanto tale disturbo determina sofferenza sia in chi la vive in prima persona sia in chi gli sta vicino.

Ti consiglio di provare a spingerlo ad una psicoterapia, in modo tale che lo aiuti a trovare un equilibrio rispetto a tale problematica, la sola terapia farmacologica non sembra avere effetti.

Saluti,
Dott.Guido D'Acuti

Dott. Guido D'acuti Psicologo a Padova

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9 SET 2015

Cara Alid, come hai accennato anche tu, occorre essere ben consapevoli che noi non siamo fatti per fare assistenza al nostro partner. È giusto che lui continui il suo percorso terapeutico. Mi raccomando, tu però, non assecondarlo nelle sue ossessioni. Per rispondere alla tua domanda: certo che in una relazione ci possono essere dei momenti di sofferenza, ma la sofferenza non deve diventare lo scopo della relazione.

cordiali saluti,
Dott. Alessandro Bertocchi

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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8 SET 2015

Cara Alid,
esiste l'amore misto a sofferenza. Nel suo caso si tratta di una sofferenza che prende l'aspetto di ansia e senso di frustrazione per una problema che non sa come affrontare.

Il suo ragazzo soffre di un disturbo complesso e articolato che rende faticoso a chi lo ama stargli accanto. Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo, anche del consultorio, per condividere con un professionista pensieri ed emozioni.

Le sarà utile per gestire al meglio la sua relazione e per fare chiarezza sui suoi sentimenti.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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8 SET 2015

Carissima Alid,
le risposte alle sue domande finali sono:sì, si può amare e soffrire, sì, si può farsi trascinare nel baratro per amore.
Ma solo se Lei lo permette, solo se permette che avvenga.
Anche nella sua situazione, non e' detto che si debba necessariamente verificare.

La domanda però è anche questa, cosa e' cambiato dopo che il suo ragazzo le ha parlato? Un disturbo ossessivo compulsivo non è leggero, né facile da superare...non mi sembra che per il suo ragazzo la questione sia del tutto risolta.

Dal canto suo ha provato a spiegare al suo ragazzo quanto sta accadendo? Lei potrebbe anche smorzare le ansie del suo ragazzo, innanzitutto gli diche che lei non e' il suo terapeuta e che va tutto bene.
Se non dovesse bastare lo inviti a discutere di quello che accade con il suo terapeuta: potrebbe anche essere che la vostra storia, che fino ad ora andava bene, ha riacutizzato la nevrosi ossessiva.

Non deve però vedere il suo ragazzo come malato, i rituali lo calmano, attenuano l'angoscia, ma sono sintomi di un disagio, che la terapia può cambiare.

Potrebbe anche pensare di chiedere Lei stessa un consulto,per capire cosa compatta per lei la situazione d in malattia, condizione che ha determinato un cambiamento di percezione del suo ragazzo.

A disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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8 SET 2015

Cara Alid,
la risposta alla tua domanda se si può amare e soffrire contemporaneamente purtroppo è si, Molte donne si fanno trascinare nel baratro spinte dall'ideale della crocerossina o dell'illusione che le cose cambieranno. Purtroppo il più delle volte le cose non cambiano e si vive nel dolore, frustrazione senso d'impotenza.
Questo ragazzo ti ha detto di essere in terapia di mantenimento, forse oltre questo stato non può progredire.Sappi che il tuo amore non può guarirlo ed è bene che tu rifletta su quale vita ti aspetta accanto a questa persona, come vedi la tua relazione tra 5 e 10 anni.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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8 SET 2015

Buongiorno Alid, credo che Lei sia nel mezzo tra l'amore per questo ragazzo ed il cambio di immagine che ne ha avuto, una volta che lui Le ha rivelato il suo sintomo Doc (sembrerebbe). Nella richiesta che ha mandato, tuttavia, non leggo niente di Lei, ovvero come si sente quanto è sottoposta ai suoi rituali, come si sente quando è sola oppure in compagnia di amici, se ha delle prospettive future con lui o senza di lui, etc. Le dico questo perché è importante avere delle sicurezze interne (che Lei, come tutti abbiamo, ma non tutti siamo stati abituati ad evidenziarle e metterle in pratica nel quotidiano) che possano orientarla rispetto alla scelta da fare. Perché lo ama in maniera "spasmodica", mi sembra di aver letto? Una affermazione forte del genere, implica che Lei quando sta con questo ragazzo si "sente" e "percepisce" come una persona diversa rispetto a come si sentiva in altre relazioni. Se riuscisse a capire queste cose, sarebbe una buona base di partenza per orientarsi su cosa fare. In ogni caso, almeno una terapia di coppia credo che sia fortemente indicata.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti, Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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