Perché l'università ruba la tua autostima?

Inviata da Barbara · 12 set 2014 Autostima

Buongiorno,
mi chiamo Barbara, ho quasi 21 anni e devo iniziare il secondo anno di università. Purtroppo, però, non riesco a capire se l'Università che faccio mi stia facendo più del male che del bene.
Appena finite le superiori ho preso un anno sabbatico, non sapendo quale facoltà intraprendere, ed ho viaggiato, facendo esperienze favolose che mi hanno resa più matura e sicura di me nella vita di tutti giorni (probabilmente anche fuorviato, dandomi una sensazione di libertà che avrei voluto fosse illimitata).
Terminato questo anno ho optato per andare a studiare lingue, russo e tedesco (entrambe mai fatte prima di allora), ed è da qui che sono cominciati i problemi.
Gli esami generici li supero alcuni bene altri meno, mentre gli esami di lingua mi stanno facendo dannare: non riesco a superarli e questo mi sta facendo seriamente abbassare l'autostima di me e delle mie capacità, facendomi sentire un'incapace. Il problema maggiore è che vivo questi anni di università come se vivessi in gabbia: penso sempre "dai, ancora due anni e poi si può finalmente viaggiare e andare via"; pensando sempre al futuro, al dopo, creandomi una situazione di disagio per il presente. Non voglio mollare l'Università perché sentirei di avere fallito in qualcosa, e non me lo perdonerei mai, ma non riesco a capire se posso continuarla senza mettere a rischio la mia autostima e benessere interiore che, dopo anni di fatica, sono riuscita finalmente a conquistarmi e penso valga molto di più di un foglio di carta. In più, pensare di dover passare (ma anche far pagare ai miei genitori) un anno in più del dovuto in università, solo per la mia incapacità nel superare gli esami di lingua, mi fa morire dentro.

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Miglior risposta 12 SET 2014

Cara Barbara,
penso che la prima cosa da fare sia comprendere cosa vorresti fare in futuro. Mi spiego meglio, quando dici di non riuscire a stare serena nel presente, che ti senti in gabbia, e vivi questi anni universitari come solo una sorta di passaggio obbligato prima di poter finalmente vivere… cosa intendi? Cosa rappresenta per te l’università? Come mai hai deciso di frequentare questa facoltà? Per aver una laurea che ti consenta di lavorare all’estero, di usare le lingue? Se il tuo sogno è di trasferirti all’estero ci sono anche modi diversi di apprendere la lingua, ad esempio andando direttamente nel paese che ti piace ad impararla (solitamente in questi modi si apprende anche molto meglio, perché saresti costretta a parlarla tutto il giorno!). Viaggiare è molto bello, arricchisce il carattere e le capacità personali ma penso sia complicato poterlo fare liberamente, tutto l’anno… sarebbe opportuno trovare anche un obiettivo più definito di vita... cosa ne pensi?
Parlando strettamente dei problemi universitari.. beh è molto comune che il primo anno sia ostico, specialmente se, come dici tu, le materie proposte non le hai mai affrontate nei precedenti studi. L’ansia, le preoccupazioni, in piccole dosi possono essere utili per darci la carica a dare di più e fare meglio, ma se troppo presenti con pensieri distraenti portano soltanto ulteriori disastri a livello di prestazione. Potresti approfondire questo senso di disagio e fallimento con un breve percorso psicologico.. anche quello è un viaggio in un posto fantastico, alla scoperta di se stessi!
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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15 SET 2014

Buongiorno Barbara,
le difficoltà in materie mai affrontate sono normali. Il punto è : cosa ti piacerebbe fare finita l'università? Anche se al momento hai qualche ostacolo da superare ti piacciono le lingue? Vorresti fare un lavoro inerente? Se si.... devi solo darti un po' di tempo, e non pretendere troppo da te stessa. Pagato il normale scotto iniziale vedrai che ti riacquisterai fiducia.

Cari saluti,
dott. Alessandro Bertocchi

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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12 SET 2014

Cara Barbara,
penso che la prima cosa da fare sia comprendere cosa vorresti fare in futuro. Mi spiego meglio, quando dici di non riuscire a stare serena nel presente, che ti senti in gabbia, e vivi questi anni universitari come solo una sorta di passaggio obbligato prima di poter finalmente vivere… cosa intendi? Cosa rappresenta per te l’università? Come mai hai deciso di frequentare questa facoltà? Per aver una laurea che ti consenta di lavorare all’estero, di usare le lingue? Se il tuo sogno è di trasferirti all’estero ci sono anche modi diversi di apprendere la lingua, ad esempio andando direttamente nel paese che ti piace ad impararla (solitamente in questi modi si apprende anche molto meglio, perché saresti costretta a parlarla tutto il giorno!). Viaggiare è molto bello, arricchisce il carattere e le capacità personali ma penso sia complicato poterlo fare liberamente, tutto l’anno… sarebbe opportuno trovare anche un obiettivo più definito di vita... cosa ne pensi?
Parlando strettamente dei problemi universitari.. beh è molto comune che il primo anno sia ostico, specialmente se, come dici tu, le materie proposte non le hai mai affrontate nei precedenti studi. L’ansia, le preoccupazioni, in piccole dosi possono essere utili per darci la carica a dare di più e fare meglio, ma se troppo presenti con pensieri distraenti portano soltanto ulteriori disastri a livello di prestazione. Potresti approfondire questo senso di disagio e fallimento con un breve percorso psicologico.. anche quello è un viaggio in un posto fantastico, alla scoperta di se stessi!
Un caro saluto,
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12 SET 2014

Salve Barbara,
la ringrazio per averci contattato.
Indubbiamente l'università è una delle fonti principali di autostima e di soddisfazione personale, aiuta a definire meglio la propria identità e i propri obiettivi. Credo che questa fase di costruzione includa però momenti di soddisfazione e momenti di crisi, entrambi ahimè necessari ad andare avanti.

E' normale quello che prova ed è normale avere dubbi sul proprio percorso, l'ansia ci fa pensare "in grande" e alimenta pensieri catastrofici sul futuro, ma il più delle volte il problema è solo nel presente e, una volta risolto, il futuro prende forma e si rivela più affrontabile di come lo si aveva immaginato.

Se le difficoltà permangono può rivolgersi ad uno psicologo nella sua zona o ad un consultorio pubblico per fare qualche incontro utile a capire meglio le cause di questo blocco e rimettersi in moto per completare il suo percorso, che mi pare resti un suo obiettivo importante.

Spero di averla aiutata,
Dott.ssa Marzocchi

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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