Perchè il mio compagno non vuole divorziare dalla ex moglie?

Inviata da Stella · 26 feb 2025 Terapia di coppia

Cinque anni fa ci conoscemmo, io libera, divorziata da 10 anni, legalmente e anche emotivamente, senza pendenze e sospensioni, senza figli. Lui ancora sposato, un matrimonio fatto perchè era tempo di trovare qualcuna da sposare, un figlio all'epoca 14enne. Separato in casa da diversi anni, entrambi consapevoli, ma nessuno del loro ampio entourage sociale e famigliare al corrente. Un matrimonio trasformatosi presto in una conveniente convivenza, tra agi economici da lui garantiti e ricca vita sociale in comune. Siamo due persone adulte, 50enni al momento dell'incontro. Un dialogo profondo, libero, confidente. Io consapevole di non voler situazioni di ammantato, prima ancora di alcun coinvolgimento, spiego che non sono fatta per fare l'amante, che da 15 anni avevo scelto di fare il mio percorso post matrimonio libera di riscoprirmi per quella che è la mia vera essenza, pronta a riaprire il mio cuore e mettermi in gioco senza ma e senza se, ma solo per qualcosa di vero e importante. Lui che cercava da tutta la vita l'amore, che veniva da 20 anni di "aridità sentimentale e morale" da lui così definita. Lui s'innamora, noi ci innamoriamo. Fa grandi cose per trascorrere il suo tempo con me. Siamo certi di esserci finalmente trovati nella vita. Quello che sentiamo è un amore maturo, concreto, leale e costruttivo. Nemmeno il tempo di iniziare e lui, senza mia richiesta, affronta la moglie e concordano che è giunto il momento di separarsi. Per me un'innaspettata sorpresa la sua decisione pragmatica, senza che io avessi ancor avuto tempo di chiedere. Incredibile, penso, un uomo che sa quello che deve fare, che agisce di sua iniziativa e mi dimostra di aver compreso le premesse che io gli avevo fatto e soprattutto che sa cosa fare per dimostrare di essere la persona che si è presentata a me anche nelle azioni. Da lì a poco, affronta anche la comunicazione al figlio, che in realtà sembra prenderla non male (è cresciuto con due genitori che lo hanno sovrastato di attenzioni ma che non gli hanno mai mostrato cosa sia una coppia che esprimere l'amore, senza nessun gesto d'affetto, ma neanche un litigio, concentrando tutto l'amore sul figlio per deviare l'attenzione ai loro problemi di coppia). Oggi, dopo cinque anni, riassumo dicendo che nel momento in cui tutti sembravano sistemati e consapevoli, e noi potevamo uscire dall'anonomato e iniziare a vivere (circa 2 anni dopo la separazione) è accaduto di tutto e raccontarlo sarebbe così lungo che tralascio per amore di sintesi. La sostanza è che, quell'uomo che da principio, aveva preso in mano la sua vita dimostrando di saper sempre cosa fare, si è poi completamente accasciato su se stesso, subendo ritorsioni, doppi giochi, ricatti, tossicità gratuite, isolamento sociale etc. Persino, lei usando il caso di altri amici, gli lasciò intendere, neanche tanto velatamente, che lei non avrebbe mai dato il divorzio e quando lui le chiese perchè, dal momento che quel percorso lo avevano concordato, lei risponde: la tua reversibilità è un mio diritto.
Non sono una sprovveduta, ho divorziato pure io, ma mai mai mai al mondo m'era passato per la testa di pensare alla reversibilità. Tanto più di un uomo di 50 anni. Del tipo, chissà che muori domani, così prendo la tua reversibilità e l'eredità. Ma santo cielo, una donna che aveva all'epoca 41 anni, alla quale lui aveva comprato la casa nuova che voleva, alla quale lui paga un bonus mensile, un cadeau di sua iniziativa non dovuto legalmente, UNa donna che ha un suo lavoro e una vita davanti da rifarsi, come diamine può mettere in piedi la macchina diabolica di ritorsioni subdole? Tutto ruotante intorno alla reversibilità di un uomo che mi auguro possa vivere fino a 100 anni e che, forse, a 100 anni la sua reversibilità, vorrà darla a chi gli sarà stato al fianco per il resto della sua vita. E lui, da tre anni, ha completamente archiviato l'argomento e se io provo ad affrontarlo, mi accusa di non essere mai contenta, che non mi basta niente. A me non interessa la sua reversibilità o il suo patrimonio, tanto più che oggi ha un figlio 19enne che potrà anche lasciarlo in mutande se a lui starà bene. Certamente mi avvvilisce che il mio uomo si faccia tenere in pugno da una donna che non si è comportata lealmente. Ha volutamente agito in molte circostanze in maniera subdola, lui ha scelto di non reagire, ma ha scaricato la sua frustrazione nel nostro rapporto. Ha continuato a tenere un controllo nella sua (nostra) vita, ben al di là delle lecite questioni inerenti il figlio. Ciò che più mi avvilisce è che lui, per contro, non abbia provato a comprendere il senso che avrebbe per me, se lui portasse a conclusione questo divorzio. Che non comprenda il significato che ha rendersi liberi veramente verso chi ami. Una volta lei addirittura per strada con dei conoscenti, davanti a me, ha fatto una battuta plateale a lui "ricordati che io e te siamo nello stesso asse ereditario" tronfia di sventolare ai quattro venti davanti a me che loro sono tuttora marito e moglie. Perchè un uomo che è stato così determinato a dare una svolta alla sua vita per amore all'inizio, e accanto ha una donna che si è immedesimata 1000 volte nelle sue situazioni quotidiane, non riesce almeno a comprendere i principi per cui questo gesto per me significa tanto. E devo pure sentirmi tacciata di pretenziosità? Forse ho solo un grande senso di dingità. Nei miei atti, nelle mie iniziative che non ha avuto bisogno di sollecitare, ho sempre garantito la sua dignità. Un legame così forte come il nostro, deve avere per sempre in mezzo lo spartiacque di una donna che lui, grazie a me che l'ho strappato dal baratro matrimoniale, ora riesce a vedere con affetto, perchè madre di suo figlio? Chiamatemi ingenua, cosa che non sono, ma io quando decisi di separarmi e poi divorziare nei termini previsti, non mi passò nemmeno per l'anticamera del cervello di bloccare il procedimento a metà perchè così un giorno mi sarei presa la reversibilità di mio marito. Ho solo pensato di ridare a entrambi l'opportunità di percorrere una nuova vita, liberi l'uno dall'altra. Che alla propria reversibilità ci pensi ognuno insieme a chi percorrerà il resto della vita al proprio fianco. E vengo alla domanda, quanto c'è di psicologico nel comportamento del mio uomo che tende sempre a tenere il passato in sospeso e non chiudere mai nulla e quanto invece sia invece una persona che guarda solo aspetti materiali? Cosa dovrei fare io? Psicologicamente sono davvero a terra, sono accusata di voler troppo, ma cos'è questo troppo, se è semplicemente vedere il proprio uomo che conclude ciò che ha scelto di perseguire e se questo, tanto più, è un segno emotivamente importante per la donna che si ama?

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Miglior risposta 27 FEB 2025

La tua frustrazione è più che comprensibile: hai creduto in un amore maturo e autentico, basato su scelte coraggiose, e ora ti trovi di fronte a un uomo che sembra aver perso quella determinazione iniziale, lasciandoti con un senso di impotenza e di mancata reciprocità.

Aspetti psicologici nel comportamento del tuo compagno:

- Paura del conflitto e del cambiamento definitivo
All'inizio ha agito con determinazione, ma ora sembra incapace di affrontare le conseguenze pratiche e sociali della separazione.
La sua ex moglie, nonostante la separazione, mantiene un potere su di lui: il ricatto economico e sociale lo tiene bloccato.
Potrebbe temere di affrontare un conflitto definitivo che romperebbe gli ultimi legami con il passato.

-Senso di colpa e dinamiche irrisolte
Forse si sente responsabile nei confronti della sua ex per aver scelto di cambiare vita. Anche se dice di aver vissuto un matrimonio arido, potrebbe provare un senso di colpa per averla “lasciata indietro” economicamente e socialmente.
Il legame con il figlio è un’altra leva emotiva: potrebbe temere che chiudere definitivamente il matrimonio crei ripercussioni sulla relazione con lui.

- Aspetti materiali vs. emotivi
È possibile che il suo atteggiamento non sia legato solo al denaro, ma a un bisogno di sicurezza e controllo.
Mantenere lo status quo potrebbe essere un modo per evitare di sentirsi vulnerabile.

Cosa puoi fare tu?

- Esplora con lui il significato emotivo del divorzio
Prova a fargli capire che non è una questione di soldi o di status legale, ma di libertà emotiva.
Chiedigli: “Ti rendi conto che per me questo è un simbolo di chiusura con il passato e di apertura totale al nostro futuro? Perché non vuoi darmi questa sicurezza emotiva?”

- Metti in chiaro cosa è per te accettabile e cosa no
Ti senti in un rapporto in cui i tuoi bisogni vengono messi in secondo piano? Se questa situazione per te è insostenibile, devi chiederti se vuoi continuare ad accettarla o se hai bisogno di fare un passo indietro.
Se lui non comprende il tuo punto di vista, dovrai valutare quanto questa relazione ti fa stare bene davvero.

- Dai spazio alla tua autostima e alla tua dignità
Non sei pretenziosa nel volere un compagno che chiuda con il passato. Sei una donna che sa il suo valore e che vuole una relazione libera da ingombri emotivi.
Se lui non è in grado di fare questo passo, devi chiederti se per te è abbastanza o se stai sacrificando troppo della tua serenità.

Il punto non è se lui sia più interessato agli aspetti materiali o bloccato psicologicamente, ma se è in grado di costruire con te un futuro in cui ti senti rispettata e riconosciuta. Se continuare a stare con lui significa accettare che il passato rimanga sempre in mezzo, sei disposta a farlo?

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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27 FEB 2025

La tua lettera trasmette un profondo senso di frustrazione, dolore e delusione per una situazione che, da come la descrivi, sembra essere bloccata in una zona grigia da anni. È evidente che per te il valore simbolico del divorzio non è legato a questioni economiche, ma al bisogno di sentirti scelta in modo definitivo e libero, senza ombre dal passato. La tua richiesta non sembra basata su un bisogno materiale, ma sul desiderio di costruire una relazione fondata sulla chiarezza e sulla libertà reciproca.

### **Cosa c’è di psicologico nel comportamento del tuo compagno?**
Ci sono diverse dinamiche che possono spiegare il suo atteggiamento:

1. **Paura del conflitto e bisogno di controllo**: All’inizio del vostro rapporto ha dimostrato determinazione e capacità di agire, ma nel tempo sembra essersi bloccato di fronte alle ritorsioni della ex moglie. Questo può indicare una difficoltà a sostenere un conflitto prolungato, specialmente se coinvolge affetti e aspetti legali complessi. Potrebbe temere che chiudere definitivamente porti conseguenze emotive o sociali che non si sente pronto ad affrontare.

2. **Senso di colpa e responsabilità verso la famiglia d’origine**: È possibile che, nonostante il matrimonio infelice, provi ancora un senso di dovere verso la madre di suo figlio. Se ha trascorso anni in un matrimonio per convenienza, potrebbe aver sviluppato una forma di "debito emotivo" che lo spinge a non rompere del tutto il legame.

3. **Difficoltà a lasciare andare il passato**: Alcune persone faticano a chiudere i capitoli della loro vita per paura di perdere una parte di sé o di quello che hanno costruito. Lasciare in sospeso il divorzio può rappresentare, inconsciamente, un modo per non rinunciare a un'identità precedente o a una forma di stabilità.

4. **Aspetti materiali e bisogno di sicurezza**: Anche se dice di non essere interessato all’aspetto economico, potrebbe inconsciamente voler mantenere il controllo su ciò che ha costruito, soprattutto se il divorzio comporta cambiamenti patrimoniali o legali rilevanti.

### **E tu, cosa stai vivendo?**
Dal tuo racconto emerge il bisogno di sentirti riconosciuta come la donna con cui costruire un futuro libero da legami passati. Il fatto che il divorzio sia rimasto sospeso lo percepisci come un segnale di incompletezza e ambiguità. È normale che ti senta avvilita e ferita, soprattutto perché questo tema incide sulla tua dignità e sul rispetto che vorresti vedere nelle sue azioni.

### **Cosa potresti fare?**
1. **Chiarire i tuoi bisogni senza accuse**: Prova a esprimere ciò che senti senza concentrarti su ciò che lui non fa. Ad esempio, anziché dirgli "Perché non chiudi il divorzio?", potresti spiegare: "Per me è fondamentale sapere che scegli di costruire con me una vita senza ombre, e la chiusura definitiva del tuo passato sarebbe un gesto che mi farebbe sentire veramente accolta."

2. **Indagare le sue resistenze**: Chiedigli cosa lo blocca realmente. È paura? È senso di colpa? È il timore di perdere il controllo su alcuni aspetti materiali? Capire cosa c’è dietro la sua esitazione potrebbe permettere di affrontare il problema alla radice.

3. **Valutare se accettare il compromesso o ridefinire i tuoi confini**: Se per lui il divorzio resta un tabù, chiediti quanto questa situazione incida sul tuo benessere e sul futuro della vostra relazione. Sei disposta a restare senza questa certezza, o per te è una condizione imprescindibile?

4. **Focalizzarti sul tuo valore personale**: Non lasciare che questa situazione metta in dubbio la tua dignità. Hai già dimostrato di sapere cosa vuoi e di rispettare i tuoi principi. Se la tua richiesta è legittima, non dovresti sentirti "troppo esigente". È giusto desiderare una relazione chiara e libera.

5. **Valutare un supporto esterno**: Un percorso di coppia o individuale potrebbe aiutarti a esplorare i tuoi sentimenti e a comprendere come procedere senza annullare te stessa.

Se vuoi, possiamo approfondire ulteriormente qualche aspetto o riflettere insieme sulle possibili strade da percorrere.

Dott. Fabrizio Toti Psicologo a Todi

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27 FEB 2025

Gent.ma Stella,
quello che io sento dal suo racconto è che il suo uomo si trova tirato e spinto da due donne. Se da un lato la moglie lo tiene legato reclamando per se i benefici economici di legge, dall'altro lei lo spinge a ribellarsi a tutto questo per conquistare la sua libertà.
Dia al suo uomo la dignità e la libertà di decidere da solo cosa fare riconosca in lui un adulto consapevole e smetta di fissarsi sui rapporti tra lui e l'ex moglie.
Se davvero non vuole i suoi soldi lo accolga come è e lo lasci libero di scegliere.
AG

Adriano Grandi Psicologo a Modena

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27 FEB 2025

Il comportamento del tuo compagno potrebbe riflettere sia un blocco psicologico nel chiudere definitivamente il passato, sia un’attenzione agli aspetti materiali e alle conseguenze pratiche del divorzio. Potrebbe temere il conflitto, il giudizio sociale o semplicemente non voler affrontare l’ennesima battaglia.
Per te, invece, il divorzio rappresenta un segno di libertà e di rispetto verso la vostra relazione, e il fatto che lui non lo comprenda ti fa sentire svalutata. La domanda che potresti porti è: se lui non cambia, riesci comunque a stare bene in questa relazione o senti che questo punto resterà sempre una ferita aperta? Il tuo benessere emotivo deve essere una priorità.

Dott.ssa Grazia Melchiorre Psicologo a Pescara

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