Perchè ho l'ossessione verso la mia

Inviata da Claudio Marchesi il 13 feb 2017 Ansia

Buongiorno. Sono stato da una psicologa per 2 mesi affinchè mi aiutasse a superare i problemi di ansia nelle relazioni sociali (con il sesso femminile), i problemi di autostima, difficoltà nelle relazioni sociali..... da 1 anno a questa parte ho anche sofferto di D.O.C. omosessuale. Ho interrotto le sedute per 2 motivi fondamentali: innanzitutto non ho notato nessun miglioramento, so che la cosa è lunga ma non avuto nemmeno un segnale che mi facesse capire che la terapia stesse funzionando; poi ho mollato perchè ho iniziato a fare sogni in cui la mia terapeuta era presente ed erano sogni molto forti dal punto di vista emotivo. Dopo aver abbandonato le sedute la situazione è rimasta stazionaria per circa 1 mese, cioè uscivo comunque molto poco ma il mio equilibrio psicologico era stabile. Poi è successa una cosa che mi ha sconvolto: per puro caso ho incontrato la mia terapeuta mentre passeggiavo in città.... c'è stato uno scambio di sguardi molto veloce.... da quel momento lì la situazione è precipitata, la sogno ogni notte, la desidero ma non la desidero, vorrei incontrarla e non vorrei...... è diventata una specie di ossessione.... Ovviamente tutto questo senza oltrepassare i limiti cioè non mi sono mai presentato sotto casa sua o non l'ho mai chiamata al telefono; non capisco cosa mia sia successo dopo quell'incontro totalmente casuale.

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Buongiorno Claudio, è possibile che quello che ci descrive rappresenti una nuova manifestazione di una difficoltà a matrice ossessiva (non necessariamente doc). Se non si è trovato bene con questa terapeuta, le consiglio di valutare la possibilità di rivolgersi ad un altro psicologo.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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Buon giorno Signor Marchesi, ha fatto un errore ad interrompere la terapia a causa di queste reaioni emotive.
Lei avrebbe dovuto parlarne francamente e con la massima sincerità e dettaglio alla Sua terapeuta.
Quello che Le è accaduto rientra nel famoso transfert ed è normalissimo. Ma di più è un segno che la terapia comincia a "lavorare". Ed è inoltre un prezioso strumento che la Sua terapeuta poteva utilizzare per aiutarLa ad affrontare e risolvere le problematiche e le sofferenza che La hanno condotta alla psicoterapia.
Questo Suo abbandono, e la forte reazione sorta nell'incontro causale, confermano che sono espressione proprio dei problemi che vuole risolvere.
Le suggerisco di riprendere il lavoro con la Sua terapeuta senza sentirsi in colpa o provare vergogna. Aiuti la Sua terapeuta ad aiutarLa.
Cordialmente. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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