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Perché è sparita la mia attrazione per le donne?

Inviata da John il 13 ott 2016 Orientamento sessuale

Salve, sono un ragazzo di 25 anni, che dopo una vita da etero mi sento Gay. E mi sento morire dentro. Parlo un po di me. Fin da quando ero bambino ricordo di avere attrazione per le bambine. Sono cresciuto con due ragazze di cui una bellissima. Anche solo a starle vicino ricordo che c era eccitazione (avevo 8 anni circa). Comunque cresco e iniziano le prime esperienze Masturbatorie, rivolte solo ed esclusivamente a donne, in particolare al seno, di cui andavo letteralmente matto. Iniziano poi le prime esperienze con ragazze intorno ai 16 anni (carezze, baci, toccatine) che mi eccitano follemente. Mi innamoro per la prima volta di una ragazza che mi molla dopo una settimana. Continuo ad avere altre ragazze e rivolgo la mia attenzione a loro. Conosco una ragazza con la quale faccio l'amore per la prima volta. Terribilmente fantastico, e continua benissimo finché lei non mi lascia per un altro. Mi cade il mondo addosso. Mi sento davvero male. C'è da dire che ho sempre avuto una scarsissima autostima di me. Ritenevo gli altri più fortunati perché non erano brutti come me e potevano avere ragazze. Inoltre sono un tipo oltremodo ansioso. Per gli esami, per la salute ecc. Dopo la rottura con questa ragazza (oltremodo traumatica, scoppio anche in lacrime alla fine perché nessuna mi voleva). Dopo di che passano due anni in cui ho occasioni di andare a letto con due ragazze, ma per ansia non ci riesco (sapevo di doverle incontrare per quello e mi prendeva l'ansia); in questo periodo ( a non in contemporaneo con le defaillance) inizia ad insinuarsi dentro di me il dubbio di essere Gay. Alla cosa non do peso per la mia evidente attrazione per le donne (in questi due anni cmq se baciaVo o toccaVo una ragazza mi ecciTaVo come un matto.. finché tre anni fa incontro la mia ragazza attuale. Mi colpisce e me ne innamoro. I primi tre mesi sono duri perché continuo ad avere problemi di ansia, ma in me c'è l incrollabile certezza di volerla e dopo tre mesi ci riesco di nuovo. Inizia un periodo meraviglioso di sesso continuo, nuove esperienze, tre quattro volte al giorno facciamo l amore. Poi ho vari problemi fisici e diminuiamo un po. Due mesi fa ormai inizia ad insinuarsi in me di nuovo quella domanda maledetta: non è che sono Gay? Il tutto in seguito ad una mia cilecca fatta con lei in vacanza. La volta prima le ero arrivato dentro con il preservativo, cosa che mi mette tanta ansia (c'è da dire che con la prima ragazza le arrivaVo dentro quasi sempre senza protezione e mi piaceva da morire. Da quel momento inizio a temere di essere Gay. Inizio a osservare tutti gli uomini, a farmi domande per vedere se mi piacciono, non riesco più a fare l amore con la mia ragazza. Questo pensiero diventa sempre più costante passando dei momenti terrificanti. Il problema è che sto iniziando a convincermi di esserlo. Ho una sensazione all inGuine e terrore in quei momenti. Mi sto disperando ma ormai ogni uomo che vedo è come se cerco qualcosa che mi piace. Io amo da morire la ragazza ma non riesco più a farci l amore. In alcuni momenti ho delle erezioni per le donne ma appena ci penso scende. Durante la notte dormo malissimo. Sento di non riuscire più a fare l amore con le donne e mi sento malissimo. Io ho sempre avuto tanti amici e sono tanto socievole. Ma non avevo mai sentito nulla per gli uomini. Sentivo solo invidia perché, per esempio, volevo una barca folta. Io non voglio essere Gay dopo una vita da etero. È mai possibile che mi sono coperto per 25 anni? E quelle eccitazioNi così reali? Quella mia prima ragazza con cui ho fatto l amore, tutte le emozioni che mi suscitavano. Tutto perduto. Vedo uomini ovunque non ce la faccio più. Volevo qualche consiglio

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Gentile John, da quello che racconta si potrebbe pensare che i suoi disagi e le sue difficoltà non siano legati al suo orientamento sessuale, bensì a delle caratteristiche ansiose (lei stesso riporta di essere "oltremodo ansioso" e di provare ansia per diverse tematiche, come esami o malattie).
Inoltre, generalmente, nella sessualità può accadere di provare ansia da prestazione, in special modo se il rapporto sessuale non avviene in modo "spontaneo" ma programmato, o se si è in presenza di situazioni che non mettono a proprio agio e che non permettono di vivere l'esperienza con serenità. Questo può far sentire la persona sotto pressione e in tensione, come se stesse per svolgere una prova, cui potrebbe, inoltre, seguire un giudizio dell'altro. Potrebbe accadere, quindi, che il tutto sfoci su difficoltà a portare avanti il rapporto sessuale.
Naturalmente queste sono delle ipotesi, pertanto potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo per esplorare i sentimenti di ansia da lei provati ed identificare insieme a lui il percorso più adatto alla gestione delle difficoltà da lei esperite.

Saluti,
Dr.ssa Giorgia Salvagno, Psicologo Clinico

Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologo a Venezia

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Gentile John,
da quello che scrivi si evince che sei soggetto a notevole ansia da prestazione e la conseguente difficoltà sessuale scatena pensieri fobico-ossessivi su una tua presunta omosessualità che non sembra avere consistenza.
Un percorso di psicoterapia può aiutarti ad eliminare tutte queste ansie e riavvicinarti nel modo giusto alla relazione sessuale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Salve John, i dubbi, le ansie e le difficoltà che descrive potrebbero essere legate a problemi di tipo ansioso e/o ossessivo che probabilmente non hanno niente a che fare con il suo orientamento sessuale. Ovviamente si tratta soltanto di un'ipotesi che andrebbe approfondita. Le consiglio, quindi, di rivolgersi ad uno psicologo per analizzare più nel dettaglio la sua situazione e per individuare il modo più adatto per gestire le sue difficoltà.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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