Perché a volte si ha paura a restare soli?

Inviata da Francesca · 29 set 2014 Fobie

Vorrei sapere perchè a volte si ha paura e non ci piace restare soli... e non parlo per forza di essere single.. parlo anche dello stare soli in casa... odio stare sola per lungo tempo... mi deprimo non so che fare... mangio sempre perchè sto senza fare nulla...anche il fatto di star senza lavoro incide... non ho uno scopo...
anche se questa cosa dello stare soli,ce l'ho sin da piccola.. ma li si trattava di paura a restare soli in casa come penso tutti i ragazzini abbiano... ma una volta diventata grande.. ho continuato ad odiarlo.. anche se mi permette alcune volte di stare più tranquilla per i fatti miei... posso fare più cose ecc... ma se lo stare sola si prolunga troppo.. è un incubo... aiuto..spero mi rispondiate in tanti in modo tale da avere riscontri e pareri diversi.

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Miglior risposta 2 OTT 2014

Ciao Disperata
devi decisamente partire per una scoperta di te stessa che ti permetterà anche di superare questo problema dello stare sola.
Ti dico questo perché molte attività e anche momenti di relax che si vivono in compagnia di se stessi hanno un valore di crescita come ad es. leggere un libro, coltivare un interesse specifico, creare qualcosa di bello, ascoltare musica ecc...; oppure un dedicarsi del tempo es. curare se stessi, farsi un bel bagno rilassante, sfogliare una rivista, sistemare l'armadio e provarsi i vestiti, scegliere nuovi look, farsi una bella acconciatura ecc.; oppure stare in mezzo alla natura e rilassarsi guardando quanto è bella, piena di colori, oppure fare un giro in centro senza bisogno di Shopping ma solo osservare le cose attorno, luci, colori, voci, anche prendersi un tè in solitudine leggendo il giornale è fantastico.
Ecco voglio dire con quanto scritto sopra, che lo stare da soli non è proprio uno stare soli soli se si è in compagnia di se stessi e se si trova piacevole questo.
Però se tu non trovi interesse per te stessa e per le suggestioni e gli spunti di riflessione che provengono da te o per il godere dei sensi allora tutto può essere grigio e scialbo e si ha bisogno di altri per riempire dei vuoti.
Io penso però che tu stai iniziando a considerarti di più e a trovarti interessante.
In fondo il fatto di scrivere a noi le tue difficoltà è già un modo per tentare di conoscersi e quindi di interessarti a te stessa.
Continua in questo viaggio e rimani un pò da sola scoprendoti con piccole cose del quotidiano che serviranno ad arricchirti e darti sicurezza.
Un caro saluto Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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6 OTT 2014

Cara disperata, dal tuo scritto emerge un forte disagio a stare da sola e da quanto leggo, mi par di capire che questa condizione non è nuova, non solo di adesso, ma è riscontrabile anche nel periodo del tuo passato.

La difficoltà a stare soli così come rappresentata, mi porta ad ipotizzare che dietro il disagio ci sia una profonda "insicurezza" e di percezione di "paura" come se l'ambiente in cui ti trovi è come se fosse a "rischio".
Il ricorrere al consumo del cibo, nel dato momento, è significativo del fatto che ingerendo del cibo è come se trovassi un conforto, un contenimento al disagio e quindi una percezione di maggior sicurezza.
Sicuramente anche il fatto di non avere un impegno costante quale un lavoro, incide negativamente ma se così come già suggerito da altri colleghi/e, si impegna in attività personali piacevoli dal leggere un libro, svolgere attività di hobby, prendersi cura di sè in modo piu' personale ... ti aiuterà a riempire i vuoti (cosa che adesso fai attraverso il consumo continuo del cibo), a dare un senso e significato al tempo che al momento consideri difficile da trascorre e senza interesse).
Quanto sopra evidenziato è solo uno spunto a farti riflettere, ritengo sia opportuno avvalersi della consulenza di uno specialista (psicologo) al fine di indagare insieme quali sonno le dinamiche che attivano questo stato di disagio e cosa non consente di affrontarle in modo diverso, ponendo in essere nuovi pensieri ed emozioni tendenti a generare comportamenti adattivi sino a diventare solutivi per una migliore qualità della vita.
Cordialità, Dott. Pietro Tranchitella

Dott. Tranchitella Pietro Psicologo a Nichelino

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29 SET 2014

Cara ragazza, io non conosco la sua storia e dunque non posso risalire alle motivazioni che sorreggono tali paure. Credo tuttavia di aver già risposto ad una sua domanda sulla sessualita', dove manifestava un disagio che non e' poi tanto lontano da ciò che espone adesso. La invito dunque a rivedere assieme alla collega il suo percorso terapeutico e a non dimenticare che l'unica strada percorribile e' dentro se' stessa. Un caro saluto, Dott.ssa Raffaella Orlando

Dott.ssa Raffaella Orlando Psicologo a Napoli

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29 SET 2014

Gentile Signorina,
provi ad impegnarsi con attività piacevoli per lei quando si trova da sola, anche se nella sua domanda traspare un disagio che andrebbe indagato all'interno di un percorso psicologico. Se non sbaglio, lei è la ragazza che poco più sotto ha chiesto un consulto sulla sessualità mal vissuta, credo che sia importante parlare in psicoterapia proprio di questioni come queste. Lei si fida della sua terapeuta? Questo tema ora riportato dovrebbe essere stato già affrontato nelle sedute... Si faccia coraggio e parli apertamente con la collega per verificare se il lavoro sta procedendo bene.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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