Penso troppo al passato

Inviata da Sofia · 22 ago 2019 Ansia

Sono una ragazza di 24 anni, ho avuto un'infanzia molto difficile, genitori non affettuosi che litigavano sempre. Ho subito tante sofferenze e delusioni. Non sto ha raccontare tutto nel dettaglio se no non finisco più. La mancanza affettiva mi ha causato molti problemi, tra cui la poca autostima di me stessa. Non ho mai avuto incoraggiamenti da nessuno, non mi sono mai sentita amata o protetta. Non ricordo neanche un momento felice della mia adolescenza o infanzia. Sono cresciuta in un clima malsano che mi ha portato solo ad essere una persona molto insucura, pessimista, con poca autostima, negativa, giù di morale, molto introversa. Nella mia vita è stato tutto influenzato dalle scelte dei miei genitori ma per fortuna l'unica cosa che ho scelto io è stata la persona che ho sposato. Mio marito è l'unica cosa bella che mi sia successa nella mia vita anche se non è stato facile convincere i miei genitori siccome volevano decidere anche su questo. Però sto rovinando il matrimonio per colpa della mia troppa gelosia, ossessione del suo passato, poca fiducia nei suoi confronti. Ci siamo sposati per amore, lui è stato il mio primo amore e pensavo che se non lo avessi sposato non avrei mai sposato nessuno. Ecco, con lui è stata la prima volta in tutto, è stato il mio unico uomo. Invece, lui, in passato, è stato molto donnaiolo ha avuto diverse relazioni, dalle serie e lunghe alle avventure passeggere. Però da quando sta con me non mi ha mai dato dubbio di dubitare di lui, sono certa che mi ama e sia fedele. Ma io sono ossessionata dal suo passato, glielo rinfaccio sempre, gli chiedo tutto nei dettagli. Nel mio cervello continuano solo a girarmi i momenti suoi passati con le sue ex, perfino mi immagino quando facevano sesso. L'idea che lui abbia amato un'altra o che abbia fatto sesso con altre mi fa andare su tutte le furie. Se mette un semplice mi piace su Instagram a una ragazza faccio una sceneggiata. Controllo il suo telefono sempre, chi chiama e addirittura di cosa parla con i suoi amici maschi. Voglio sapere tutto di quello che fa, quando esce con chi cosa fa quanto spende. Oltre la gelosia sono anche manica del controllo voglio avere il controllo su tutto quello che fa. So bene che con il mio comportamento non gli lascio i suoi spazi ma è una cosa più forte di me. Devo sapere tutto nei dettagli. Magari mi prometto di non farlo ma dura una settimana e ritorno punto a capo. Siamo arrivati a tanti litigi, addirittura al divorzio ma poi lui mi perdona perché faccio sceneggiate da disperata. Perché io senza di lui mi sentirei persa. Soffro spesso di attacchi di ansia e panico. Ho assunto anche lo xanax e ancora adesso quando ho attacchi forti prendo qualche pastiglia. A volte mi alzo e non ho voglia di fare nulla, neanche di vivere, credo che la mia esistenza sia inutile, che io non valgo nulla che mio marito non meriti una donna come me. Soffro di attacchi di ansia e panico da quando avevo 17 anni ma non ho mai chiesto aiuto a nessuno, perché quando una volta sono finita al ps mi hanno detto che è solo una fase adolescenziale e mi hanno prescritto lo xanax. Credo che sia impossibile che io cambi il mio modo di pensare e fare. Vorrei solo che il mio cervello non pensasse più al passato, sia al mio che mi crea sofferenza sia quello di mio marito che mi crea gelosia eccessiva. Non so più cosa vuol dire essere felice, a volte come dice mio marito sono io che me li creo i problemi perché inizio a pensare al passato. Io non so più cosa ho, se sono depressa, ansiosa, bipolare, o tutto quanto. Vorrei solo uscire da tutto questo ma non mi sono mai rivolto a un psicologo perché credo che nessuno può cambiare il mio cervello, perché da solo inizia a farsi paranoie e cattivi pensieri. Vorrei essere più fiduciosa e positiva nella vita, cosa che non mi è stato insegnato da piccola, mi è sempre stato detto non ce la farai, non sei capace, stai attenta, non fare, non dire. La mia infanzia ha segnato molto il mio modo di essere ma ora voglio essere felice con mio marito senza la mia ossessione del controllo e della gelosia. Grazie a tutti, e scusate se mi sono dilungata troppo.

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Miglior risposta 23 AGO 2019

Buongiorno,
in quello che racconta si percepisce molta ansia, sofferenza ma soprattutto solitudine. Sembra che la relazione con suo marito sia diventata il centro della sua esistenza, è molto giovane eppure non emerge molto della sua vita, studia? Lavora? Ha relazioni sociali?
C'è solo questo desiderio di controllo verso suo marito, un desiderio che diventa quasi un ossessione. Inoltre parla di ansia e panico, ma chi le ha dato questa diagnosi? Il pronto soccorso è un primo intervento ma non basta per fare una diagnosi. Assume dei farmaci senza un consulto psichiatrico, glieli scrive il medico di famiglia?
È come se si fosse fatta una diagnosi, ha trovato un farmaco che occasionalmente la aiuta, si è aggiustata da sola, come poteva, nella solitudine della sua esistenza. Questo però sembra non essere più sufficiente, l'ansia che aumenta è indice di un cambiamento che non riesce a gestire.
Non mi stupisce che, nonostante la sua sofferenza sia antica, non abbia mai chiesto aiuto, mi sembra che non le risulti facile chiedere aiuto o fidarsi dell'altro, ha imparato a fare da sola e nella sua storia ha appreso che non si può affidarsi.
Spero per lei che scelga di fare un passo coraggioso: chiedere aiuto, iniziare una terapia. Potrà scoprire che il passato si affronta e si supera, ma finché non ci si lavora su sarà sempre presente come un tormento. Inoltre, potrebbe scoprire il piacere di affidarsi a qualcuno, finalmente, che la sostenga e la aiuti ad essere ciò che veramente desidera.
In bocca al lupo
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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23 AGO 2019

Gentile Sofia, ho letto con attenzione la Tua lettera. E' evidente che sei coscientemente consapevole di quanto e come le relazioni precoci con i genitori siano causa di problemi e sofferenze in età adulta. Il problema sta nel fatto che esperienze più precoci, intendo dalla nascita ai 3, 4 anni circa, costituiscono nuclei traumatici inconsci, e quindi non raggiungibili dalla coscienza, che disturbano il successivo sviluppo armonico psichico. E in definitiva la possibilità di condurre una vita serenamente felice.
La Tua è una situazione aimè non rara. Per affrontarla e risolvere le problematiche e sofferenze attuali occorre un percorso di introspezione emotiva, ossia un percorso psicoterapeutico psicodinamico.
Ti suggerisco quindi, caldamente, di individuare un bravo psicoterapeuta e di intraprendere con il suo aiuto questo percorso interiore verso la libertà dai traumi del passato, che riverberano, implacabili, nelle situazioni esistenziali attuali.
Resto a Tua disposizione e Ti saluto con viva cordialità.
Dr. Marco Tartari, Roatto Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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