Pensieri intrusivi, ansia e ossessioni

Inviata da Mario. 1 set 2012 16 Risposte  · Disturbo ossessivo compulsivo

Gentilissimi,
sono un ragazzo di 22 anni che studia fuori sede.
Ho un grande senso di responsabilità che mi rende molto severo con me stesso.
Sono una persona molto ansiosa, e sono tormentato ormai da tempo (già dalla adolescenza) a causa di innumerevoli ossessioni di cui faccio alcuni esempi (non si manifestano tutte insieme, perché si sostituiscono spesso l'una con l'altra)

Paura di vomitare, paura di non aver consegnato un compito, paura di ridere in faccia ad un professore, paura di fare delle cose controproducenti con la mia carriera scolastica (come rinunciare alla domanda di laurea).

L'ultima ossessione che ho citato si manifesta ultimamente in modo intrusivo e rischia di minare il mio inizio di anno accademico tanto che ho paura ad andare nella città in cui studio.
Il problema è che ultimamente queste ossessioni si manifestano come vere e quindi ho difficoltà a vivere in modo sereno la giornata.
Credo di essere affetto da doc, la mia domanda è se possibile attenuare DAVVERO i sintomi attraverso terapie psicologiche e soprattutto tramite psicofarmaci (che sinceramente reputo inevitabili se voglio iniziare a curare il mio problema).

Grazie per l'attenzione.

paura , ragazzo , insieme , difficoltà

Miglior risposta

Caro Mario,
dalle sue parole emerge il suo desiderio urgente di definire la sua situazione, di dare un nome al suo disturbo, e con tempestività si attribuisce "l'etichetta" di DOC,ed è certo di necessitare di psicofamaci per risolvere il suo problema.
Io credo che invece sia importante capire come mai si presentano questi pensieri intrusivi, da cosa la stanno proteggendo.
Il problema di questo disturbo è proprio il surplus di pensieri, l'eccesso di razionalità. I suoi pensieri ossessivi, così come i rituali non sono illogici, ma seguono una loro logica non ordinaria, uno psicoterapeuta con approccio strategico o sistemico usano tecniche specifiche che potrebbero aiutarla ad uscire da questa situazione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Salvadore

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Buon giorno Mario, le consiglio di chiedere aiuto ad un terapeuta della sua zona per valutare la diagnosi. In ogni caso ci sono buoni risultati con una terapia anche breve come quella cognitivista.
Provi prima a gestire i sintomi con una terapia nel caso non bastasse provi successivamente la strada del farmaco. Cordiali saluti. Dott.ssa Silvia Parisi psicoterapeuta e sessuologa.

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12 SET 2012

Logo Dr.ssa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa Dr.ssa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

44 Risposte

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Gentile Mario,
da quello che descrive pare che stia soffrendo davvero di doc ma è sempre meglio una diagnosi di uno specialista per esserne sicuri. Le terapie psicologiche coadiuvate con quelle farmacologiche aiutano certamente in casi come il suo. La invito, pertanto, a rivolgersi ad uno specialista per risolvere il suo problema. Saluti e auguri. dott. Alessandro Degasperi

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12 SET 2012

Anonimo

Gent.le Mario,
per inquadrare con attenzione un quadro clinico è certamente utile e doveroso appoggiarsi ad un professionista di persona, in modo che possa valutare i suoi sintomi con dovizia e il tempo necessario, per poi intraprendere un progetto di lavoro opportuno e fruttuoso.
Certamente la situazione da lei descritta, mi sembra, con nitidezza , che abbia portato e porti una buona dose di sofferenza, che sta diventando per lei pesante e limitante nelle sue libertà.
prenda spunto in questo momento dal messaggio che ci ha inviato per cominciare a prendersi cura di sè e stare meglio.
I risultati dipendono da alcune variabili, come la motivazione personale, il terapeuta giusto, il metodo adatto, un rapporto di fiduciosa allenza terapeutica e le risorse personali e il tempo.
la terapia farmacologica di supporto, se necessaria, sarà valutata da specialista con cui eventualmente lo psicoterapeuta collaborerà, secondo valutazione reciproca.
Intanto cominci col chiedere presto una consulenza.
un grosso augurio di ogni bene
cordialmente

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6 SET 2012

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327 Risposte

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Caro ragazzo
Le ossessioni sono un sintomo del disturbo ossessivo compulsivo ma le consiglio di rivolgersi ad uno specialista per fare un'accurata diagnosi con colloqui psicologici e test di valutazione. La terapia di elezione per questo tipo di disturbo è la cognitivo comportamentale, basata scientificamente e a breve termine. Per quanto riguarda i farmaci ad oggi quello più usato è l'anafranil, con il quale si può ottenere una riduzione della sintomatologia anche se spesso con l'interruxione del farmaco vi è un completo ritorno dei sintomi; per questo motivo le consiglio di cercare nella sua zona un terapeuta cognitivo comportamentale che la può aiutare al meglio. L'esposizione con prevenzione della risposta è una delle tecniche specifiche di questo tipo di approccio che le può dare buoni risultati.
Cordiali saluti

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4 SET 2012

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111 Risposte

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Salve,
sì, qualche colloquio psicologico non guasterebbe, anche per valutare i sintomi prima di iniziare come vorrebbe lei una eventuale terapia farmacologica (non risolutiva dei sintomi). Le consiglio una valutazione psicodiagnostica prima di iniziare qualsiasi trattamento, sia terapeutico che farmacologico rivolgendosi a uno psicologo che adotta una metodologia fondata su teorie e metodi psicodinamici
Dott Silvia Piantanida
Roma.

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4 SET 2012

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311 Risposte

160 voti positivi

Buongiorno Mario,
come comprenderà da sé, fare una diagnosi via mail sarebbe poco serio. Ad ogni modo, per rispondere alla sua domanda e vista la descrizione che fa della sua situazione, intraprendere un percorso psicoterapeutico che la porti a comprendere la natura e l'origine delle sue preoccupazioni sarebbe auspicabile; con il suo terapeuta potrà decidere, inoltre, se intervenire anche farmacologicamente.
Un caro saluto
dr. Alessia Serra

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4 SET 2012

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76 Risposte

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Gentile Mario,
certo che esistono terapie per i suoi disagi: in paricolare le consiglio la terapia cognitivo comportamentale che risulta essere la più efficace al momento, specie se combinata con una terapia farmacologica.
Si rivolga ad uno specialista della sua città, o meglio ancora della città in cui studia, così da avere una certa continuità essenziale per la riuscita di qualsiasi intervento.
I miei migliori auguri.
D.ssa Valentina Strippoli
psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, Fano

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4 SET 2012

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47 Risposte

40 voti positivi

Caro ragazzo
i pensieri intrusivi sono senz'altro un sintomo da non sottovalutare, poichè possono - come lei stesso ha notato - interferire e limitare la vita quotidiana della persona. La psicoterapia può certamente permetterle di risolvere queste problematiche, andando alla radice del problema ed aiutandola ad individuare quali sono le origini di tale disturbo. L'uso di psicofarmaci può in molti casi essere associato alla psicoterapia, ma esso è da valutare caso per caso, in base alla gravità del disturbo e a quanto esso influisce nel normale "funzionamento" della persona.
Mi sento pertanto di consigliarle vivamente di contattare uno psicologo, per cercare di iniziare un percorso di cura per la sua problematica, così intrusiva da impedirle di godere al meglio del suo percorso di studio, così importante per lei, come si intuisce dalle sue parole.
In bocca al lupo ed un sincero saluto
Dott.ssa Chiara Facchetti

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4 SET 2012

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9 Risposte

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Caro Mario, il suo è evidentemente un disturbo di tipo ossessivo-compulsivo che necessita di non essere ulteriormente trascurato. Esistono alternative ai farmaci, sebbene questi ultimi vengano troppo spesso demonizzati; terapie di tipo cognitivo-comportamentale, ad es. Si informi sui professionisti presenti nella sua città e non esiti a contattarci ancora per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

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4 SET 2012

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336 Risposte

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Gentile Mario

Lei fa un quadro molto attento e preciso di sé, in quello che dice c'è già la risposta a tutto ciò che chiede e che teme. Si giudica una persona molto critica e severa con sé, diciamo con forti schemi, e una parte di lei, quella che vuole essere più libera e serena fa di tutto per divincolarsi per farla uscire da questi schemi. I pensieri intrusivi, l'ansia e ogni forma di immagine che lei ha di sé in momenti di stress sono risolvibili, non so tanto se con i farmaci, elemento utile ma non risolutivo a mio parere, sicuramente con un buon rapporto psicoterapico che le permetta di diventare meno rigido con sé e più sereno nella possibilità di sbagliare, deludere e deludersi.

Cordialmente

Dott. Goffredo Bordese, Centro di Psicologia Clinica, Pavia

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4 SET 2012

Logo Dott. Goffredo Luigi Bordese Dott. Goffredo Luigi Bordese

22 Risposte

120 voti positivi

Quando un sintomo è talmente forte da interferire con le normali attività quotidiane, si rende necessario accompagnare una terapia psicologica ad una terapia farmacologica. Deve effettuare una consulenza con uno psichiatra per la prescrizione dei farmaci, poi rivolgersi ad uno psicoterapeuta per intraprendere un percorso che l'aiuterà a capire il senso delle sue ossessioni, e ad uscirne.

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4 SET 2012

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19 Risposte

6 voti positivi

Caro Mario,

credo che nel tuo caso sia necessario chiedere l'aiuto di un professionista. La vita da fuori sede non è facile, lontano dall'affetto della famiglia e dagli amici più cari. Questo può aver acuito i sintomi che già prima presentavi. Visto che hai ben chiaro il problema ti consiglio di chiedere aiuto. Un primo passo potrebbe essere quello di parlarne con i tuoi genitori. Loro sono al corrente dei tuoi problemi oppure ti sei tenuto tutto dentro? Un altro passo è quello di rivolgerti ad un profesionista. Se vista la tua giovane età non hai a disposizione molti soldi puoi rivolgerti ad una struttura pubblica.
Per rispondere alla tua domanda, si, penso che l'aiuto di un professionista e l'eventuale somministrazione di farmaci possano ridurre o eliminare i sintomi che descrivi.

Un caro saluto

Francesca Figliozzi

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4 SET 2012

Logo Neuro-Psicologia, Dott.ssa Francesca Figliozzi Neuro-Psicologia, Dott.ssa Francesca Figliozzi

51 Risposte

35 voti positivi

Egregio signor Mario,
l'approccio psicoterapico cognitivo comportamentale permette di attenuare decisamente la sintomatologia doc, anche risolverla. Secondo la letteratura scientifica in argomento al pari di uno specifico farmaco il quale solitamente funziona finché si assume. La prognosi comunque dipende molto dalla valutazione clinica del problema lamentato e di eventuali comorbilità associate al doc
Paolo Zucconi, psicoterapeuta comportamentale a Udine

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4 SET 2012

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

1087 Risposte

1528 voti positivi

Salve Mario,
come lei stesso fa notare, dalle sue parole si capisce come lei abbia un atteggiamento verso se stesso molto severo e rigido e questo lo dimostrano sia la tempestività con cui si attribuisce "l'etichetta" di DOC sia la certezza di aver bisogno di psicofamaci, data la gravità del suo problema.
A questo proposito ci tengo a tranquillizzarla sia sul fatto che, gli indizi che ci fornisce, non sono ancora sufficienti per poter formulare una diagnosi, sia sul fatto che sicuramente esiste una soluzione rispetto a questo suo momento di difficoltà.
Il fatto che lei ricerchi attivamente aiuto è già un buon motivo per aspettarsi un' ottima riuscita nel percorso che andrà ad iniziare.
Se il suo interesse è centrato esclusivamente sulla risoluzione del sintomo, mi sento di consigliarle un tipo di Psicoterapia di stampo Cognitivo-Comportamentale.

Le faccio un grande in bocca al lupo sia per il percorso universitario che per quello terapeutico e sia fiducioso, è un ragazzo giovane e pieno di risorse.

I migliori saluti,
Dott.ssa Ilaria Visconti.

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4 SET 2012

Logo Anonimo-125947 Anonimo-125947

49 Risposte

114 voti positivi

Gentile Mario,
prima di fare autodiagnosi si rivolga ad uno specialista per una valutazione iniziale e poi sempre insieme allo specialista valuti la possibilità di un percorso terapeutico che l'aiuti. I farmaci, in questi casi, sono molto utili per alleviare i sintomi dell'ansia sottostante, che fa scatenare l'ossessione...parte da lì e poi iniziare un lavoro che ristrutturi la rappresentazione mentale che lei si fa delle cose che pensa. Ciò che diventa un ossessione ha una base irrealistica, nel senso che non corrisponde alla realtà concreta; ciò che la fa sembrar reale, è la forte emozione che si accompagna all'immagine, all'ossessione, che in quel momento passa per la testa.
Cordiali saluti

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4 SET 2012

Logo Dott.ssa Roberta De Bellis Dott.ssa Roberta De Bellis

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