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Pensieri che mi distraggono

Inviata da Lorenzo il 6 mar 2018

Salve a tutti. Mi chiamo Lorenzo e ho 25 anni. Da quando avevo 17 anni fino ai 21 mezzo ho fatto uso abbastanza intensivo di mariuana. Poi un giorno di 4 anni fa sono stato ricoverato in ospedale per una forte tachicardia dopo aver fumato molta erba sommato allo stress perché la mia ragazza dell'epoca mi aveva appena lasciato (tachicardia che rientrò quasi subito e sono stato dimesso poche ore dopo). Questo evento mi scosse davvero molto e decisi di non fumare più anche se ne ero molto assuefatto all'epoca. Smisi e non ricominciai più. Dopo questo fatto e la sospensione del mio utilizzo di erba, iniziai ad avere un'ipocondria legata alla mia salute fisica e anche ad avere qualche attacco di panico. Iniziai ad andare in analisi da uno psicoterapeuta che sicuramente mi aiutò in quel periodo a capire diverse cose. Circa 6 mesi dopo il mio ricovero trovai la ragazza con la quale sto tutt'ora e gli attacchi di panico svanirono piano piano. L'ipocondia invece rimase ma era abbastanza gestibile e avevo una vita in cui facevo tante cose dato che ho numerose passioni come viaggi, la storia,lettura,sport e tanto altro.. Dai 19 anni (anno del mio diploma) fino ai 24 anni non studiai e feci solo qualche lavoretto saltuario di tanto in tanto. Mi dedicavo più che altro alla mia ragazza, ai miei amici e alle mie passioni.
Da un anno esatto sto vivendo un periodo difficile. Iniziò tutto con un forte periodo di stress. Esattamente a febbraio dell'anno scorso. Ero a sciare con la mia famiglia mentre la mia ragazza era rimasta a casa. Litigai molto per telefono con lei quella settimana in cui ero via e a parte mentre sciavo riuscivo solo a pensare ai nostri litigi ed ero molto stressato. Quando tornai a casa ci riappacificammo ma ero ancora molto teso e avevo dei pensieri negativi che mi popolavano la mente. Pochi giorni dopo il mio ritorno, mentre facevo la doccia, mi sentii come paralizzato e avevo davvero una gran paura di morire perché non avevo mai provato una sensazione così. Non riuscivo quasi a muovermi. Per fortuna la cosa passò. Ma dopo questo fatto avvenuto un anno fa esatto iniziai a non provare più piacere per le tante cose che mi erano sempre piaciute fino a pochi giorni prima e questo mi sconvolse letteralmente e mi dava anche molta ansia. Ricominciai ad andare dal mio psicoterapeuta che mi disse che si trattava di un episodio depressivo dovuto molto probabilmente alla mia insoddisfazione di vita legata al fatto che in questi anni non mi ero dato molto da fare a parte i miei numerosi hobby. Intanto, avevo appena iniziato a svolgere il servizio civile che ho svolto fino a novembre dell'anno scorso. In questi periodo mi vennero in mente domande che non mi ero mai posto: chi sono io? Che senso ha la vita? Si addentrarono dentro di me anche paure molto infime come la paura che la vita non avesse senso, la paura di potermi suicudare, la paura di non uscire da questo periodo ecc.. In ogni caso trovai le mie risposte anche se con grande ansia e sofferenza e piano piano la cosa si attenuò e ora non ho più molto disagio legato alle tematiche che ho appena descritto. Anche se avevo molta ansia e sintomi depressivi, a volte riuscivo a tranquillizzarmi e vivevo periodi in cui quasi mi dimenticavo di ciò che stavo vivendo e la serenità tornava a sprazzi nella mia vita. Purtroppo però l'ansia ritornava e quando risolvevo una paura, se ne creava una nuova.. Andai da una psichiatra circa 4 mesi fa che mi prescrisse dello zoloft ma ancora non ho iniziato a prenderlo perché ho letto gli effetti collaterali e ne ho paura.. Inoltre mio padre è medico e mi ha spiegato che non è un farmaco molto leggero. A natale di quest'anno stavo meglio e pensavo di essere quasi uscito da questo brutto periodo. Intanto mi ero iscritto all'università(archeologia), studiavo e avevo ripreso bene o male a praticare i miei hobby con piacere anche se a volte si presentava qualche brutto pensiero e ne avevo paura e mi faceva rimuginare. Dopo natale di quest'anno però mi venne un grande male alla schiena e da li iniziai ad avere paura di avere un tumore. Non mi bastavano le rassicurazioni di mio babbo e stavo molto in ansia per questo. Così feci la risonanza magnetica e non venne fuori nulla di che. Ma io continuavo a provare disagio, così iniziai a pensare di soffrire di disturbo ossessivo compulsivo perché i miei pensieri mi tormentavano e facevo davvero fatica a pensare ad altro. Iniziai ad avere cosi anche paura di questo disturbo e anche dei miei pensieri. Il mio terapeuta mi disse che non ho il disturbo ossessivo compulsivo e che anche se odia dare le etichette ai suoi pazienti, se proprio volevo una diagnosi o un'etichetta mi ha detto che sono ipocondriaco. Argomento di cui abbiamo parlato spesso. Convinto che il mio problema sia causato da pensieri che faccio molta fatica a gestire e che mi generano ansia e conseguente cattivo umore decisi di cambiare approccio terapeutico e da circa un mese sto facendo Terapia cognitivo comportamentale con una nuova terapeuta. Ancora non sto vedendo molti risultati anche se penso sia ancora presto parlarne dopo solo 4 ~5 sedute. Adesso ho molta paura del fatto che faccio abbastanza fatica a concentrarmi sulle cose che mi piace fare e i miei impegni universitari. Purtroppo ne deriva che mi sembra di non provare piacere per quello che faccio. Ma in realtà penso che sia appunto perché sono focalizzato su questa ansia e pensieri negativi. Inoltre provo una brutta sensazione dopo che ho avuto l'ipocondria legata alla schiena. Mi sembra come se io sia distante dalla realtà. So di essere nella realtà, ma mi sento come un po' distaccato.. È una brutta sensazione che mi genera ulteriore paura.. Io francamente penso sia dovuta al fatto che sono molto concentrato sulle mie ansie, paure e brutti pensieri e per questo faccio fatica a concentrarmi sulla realtà che mi circonda come vorrei... Due settimane fa, nonostante queste tutte queste cose ho dato il mio primo esame universitario e ho preso 30..Contavo molto su quell'esame e speravo che la sua riuscita potesse togliermi almeno un po' di disagio ma purtroppo sono ancora messo così.. Chiedo un vostro parere. Ho scritto abbastanza ma ho cercato di riassumere bene la situazione.

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Caro Lorenzo,
due psicoterapeuti di diversa scuola , una psichiatra , un padre medico, eppure cerca ancora spiegazioni altrove, laddove tra l'altro non è certo possibile farsi una idea diretta di lei e delle sue problematiche. Si potrebbero azzardare molte ipotesi cliniche legate ai suoi disturbi, ma non credo queste potrebbero essere più attendibili di quelle che, già i colleghi le hanno proposto e debbo dire , non sarebbe nemmeno corretto nei loro confronti. Gli interventi psicoterapeutici , o sono di stampo cognitivo comportamentale e in questo caso si interviene sui moti coscienti del paziente e sulle sue convinzioni, per rieducarlo ad una visione più ottimistica e meno catastrofica della vita attraverso colloqui a studio, in genere coadiuvati da esercizi particolari da fare a casa, oppure si approccia il paziente, se, se ne hanno le competenze, con un altra forma di psicoterapia ben più complessa, che è quella di stampo psicoanalitico e in questo caso , l'intento del terapeuta sarà quello di indagare non solo i moti coscienti del sofferente , ma anche il suo l'inconscio , per comprendere le cause del disagio, col fine di portarle alla luce , gradualmente elaborarle e quindi eradicarle alla radice .Le terapie psicoanalitiche si basano su metodi che mirano ad andare in profondità e uno di questi, è la lettura dei sogni. Per farle un esempio , se lei fosse stato un mio paziente, essendo io una psicoanalista Junghiana, mi sarei da subito interessata molto al suo vissuto onirico e con molta probabilità, questo ,avrebbe fornito degli indizi importanti sulle cause e sulle finalità delle sue difficoltà emotive. Azzardo che, la lunga interruzione che ha segnato la fine del liceo e l'inizio dell'università possa avere avuto a che fare con un grande timore di crescere e di conquistarsi quindi un suo posto nel mondo ( al quale tutti siamo destinati ad accedere in un modo o nell'altro). Le drammatiche crisi che fanno seguito ai litigi con la sua ragazza, sembrano indicare una difficoltà molto grande nel tollerare anche le minime frustrazioni affettive ed emotive che la vita impone. L' attacco di panico , richiama simbolicamente l'urlo di Pan , che spesso interviene quando non si vuole lasciare andare ciò che non è più adeguato per sè ( nel suo caso è possibile supporre, si tratti dell' l'infanzia ).L'ipocondria , spesso nasconde una grande paura di vivere e alla sua età, vivere significa avere voglia di realizzarsi e, per fare ciò, occorre tenacia e determinazione e una buona dose di tolleranza alle delusioni inevitabili che il destino impone a tutti. Guardi, che le mie sono solo ipotesi da prendersi con le dovute cautele e che potrebbero benissimo essere disconfermate da una conoscenza più approfondita, ma che vorrei, le servissero a comprendere come dietro un sintomo o una diagnosi da manuale , si possa nascondere un mondo intero, quello della persona che soffre.
Le auguro di trovare la sua strada e con essa, la gioia di vivere.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli.
Psicoterapeuta - Psicoanalista Junghiana
Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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