Pensieri autosabotanti.

Inviata da Mat · 16 giu 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve a tutti, ni presento, sono Matteo e ho 31 anni. A novembre dell'anno scorso ho avuto una crisi depressiva a seguito di problemi lavorativi, sotto il profilo fisico direi che la situazione è risolta, non ho più giramenti di testa e fitte improvvise allo stomaco. Sotto il profilo del benessere mentale e relazionale, sento di avere ancora qualche problema, anzi so con certezza quale sia il mio problema. Il mio problema è che, ad esempio quando mi devo approcciare a una ragazza o a nuove situazioni, tendo a pensare troppo e quindi a paralizzarmi, a pensare di non avere nulla da dire o di non sapere cosa fare. Paradossalmente i miei amici mi considerano una persona interessante e divertente ed effettivamente ho molti interessi e risulti simpatico a chi mi conosce, ma ho, direi, un problema di input, di presa dell'iniziativa, se la situazione nasce da un'altra persona, non ho nessun problema. Ad esempio, con le ragazze, tutte le buone situazioni che ho creato, le ho generate in uno stato di quasi "sovrappensiero", cioè non pensavo nemmeno a quello che dicevo e, probabilmente, risultavo più autentico. Penso che il problema derivi da una certa ansia e mania di perfezionismo. Per risolvere questo problema ritenete più opportuno il ritorno da uno psichiatra ed eventualmente una terapia farmacologica, oppure rivolgermi ad uno psicologo per la gestione dell'ansia? Grazie per le risposte.

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Miglior risposta 17 GIU 2022

Caro Mat,
a fronte di ciò che scrive la cosa più concretamente utile da fare e rivolgersi ad un terapeuta per un percorso mirato che la aiuti a comprendere meglio le dinamiche che le creano disagio, quindi le cause ma soprattutto ciò che ad oggi alimenta il problema, in modo da lavorare per apprendere nuove strategie di fronteggiamento delle situazioni critiche, fare training di assertività e sulle skills sociali, ecc., per risolvere il problema in tutti i suoi aspetti. I farmaci tamponano eventuali sintomi ma non risolvono il problema, e soprattutto l’assunzione non è indicata per tutti i tipi di difficoltà mentali, emotive e comportamentali.
Le auguro di risolvere presto il tutto e di vivere una vita appagante e serena.
Resto a sua disposizione e le invio un caro saluto.
Dr.ssa A. Signorelli (sedute anche online)

Dott.ssa Annalisa Signorelli Psicologo a Belvedere Marittimo

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18 GIU 2022

Carissimo Matteo

Il problema che presenta è di natura ansiosa ossessiva, quindi facilmente risolvibile grazie ad un percorso psicologico anziché farmacologico.

Mi permetto di consigliarle un percorso di terapia breve strategica, approccio efficace ed efficiente per risolvere in tempi davvero brevi problematiche come la sua, grazie alla messa in atto di protocolli di intervento calzati ad hoc sul problema in questione e sull'unicità del singolo caso.

Inoltre le consiglio di leggere il libro "Cogito ergo soffro" scritto dal Professor Giorgio Nardone e Giulio de Santis e "L'ingannevole paura di non essere all'altezza" di Roberta Milanese.

Resto a disposizione per qualsiasi informazione,
In bocca al lupo!

Dott.ssa Annalisa Capozza - ricevo ad Arezzo e on-line

Dott.ssa Annalisa Capozza Psicologo a Arezzo

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17 GIU 2022

Gentile Matteo,
da quanto scrive si evince che il cuore del problema è nella sua ansia sociale e deficit di autostima.
Pertanto, più che una terapia sintomatica farmacologica, è indicato un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale che richiede l'analisi delle origini del suo disagio e l'acquisizione di competenze socio-relazionali attraverso il potenziamento dell'assertività e dell'autostima.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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17 GIU 2022

Buongiorno Mat,
spesso le nostre modalità relazionali sono quelle che abbiamo imparato da altri sin da piccoli. L'ansia viene sempre a dirci qualcosa, dobbiamo ascoltarla.
Si prenda uno spazio per prendersi cura di se.

Resto a disposizione per riflettere insieme.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Paschetta

Dott.ssa Chiara Paschetta Psicologo a Roma

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17 GIU 2022

Buongiorno, la psichiatria le permetterà facilmente di cancellare il sintomo ogni volta che ne avrà bisogno, prendendo un farmaco. La psicoterapia le permetterà con fatica e sforzo di risolvere il problema una volta per tutte. A lei la scelta

Dott. Matteo Mossini Psicologo a Parma

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17 GIU 2022

Gentile Matteo da ciò che descrive al momento non sembra necessaria la terapia farmacologica visto che non ci sono sintomi intensi quanto più delle modalità relazionali e delle insicurezze che andrebbero comprese ed affrontate in una psicoterapia. Tale percorso le consentirebbe di migliorare la sua ansia a lungo termine riducendo anche la possibilità di ricadute sul suo umore in termini depressivi.
Resto a disposizione

Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Mavilia

Dott.ssa Valeria Mavilia Psicologo a Spadafora

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17 GIU 2022

Salve Matteo.
Ha descritto molto bene la sua situazione e posso capire quanto questa la influenzi negativamente in parecchie situazioni!!!
Probabilmente è anche un altro modo di manifestarsi della sua situazione depressiva che ha descritto inizialmente, la decisione ultima da prendere riguarda principalmente anche lei stesso e cosa sente maggiormente prioritario, anche perchè nessuno dei due pecorsi descritto da lei esclude l'altro.
Molte persone che ho ed ho avuto a studio da me per situazioni simili hanno deciso di portare avanti entrambi gli approcci con tempi e modalità differenti, sicuramente consigliabile andare a lavorare su questi aspetti e come mai la influenzano a livello quotidiano e maggiormente nella relazione con l'altro!
Rimango a disposizione, saluti

Dott.ssa Paradisi Benedetta Psicologo a Spello

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17 GIU 2022

Buongiorno Matteo,
la situazione che tu descrivi non sembra proprio necessitare di un trattamento farmacologico. Direi che un breve percorso psicologico, utile per imparare tecniche di defusione dai tuoi pensieri (in modo da non rimanerne agganciato e da poter quindi agire in modo più "autentico", come dici tu) sarebbe la scelta migliore.
Se ti va, il nostro studio offre questa tipologia di intervento anche online.

The Therapist Psicologo a Rende

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17 GIU 2022

Buongiorno Matteo,
Il disturbo d’ansia necessita di un percorso psicoterapico, e nello specifico, la terapia cognitivo comportamentale unità all’EMDR può aiutarla molto. La cura farmacologica è solo sintomatica. Non elimina la causa che si ripresenterebbe ad interruzione della terapia.
Resto a disposizione e le auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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17 GIU 2022

Salve Matteo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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