paure notturne

Inviata da Miriam il 16 nov 2017 3 Risposte  · Fobie

Buonasera, ho 29 anni e da 6 mesi sono mamma di un bimbo bellissimo. Mai avrei potuto immaginare che sarebbe stato così bello. Mai avrei potuto immaginare che sarei riuscita a ricevere un dono così grande, Dopo 6 mesi di ricerche, ecco finalmente il test positivo. Purtroppo però non posso godermi la maternità a pieno come vorrei e come meriterebbe. Questo perchè sono una libera professionista, oertanto, da quando aveva 10 gg, l'ho portato subito con me in ufficio. Diciamo che ho faticato, e fatico ancora adesso, a lasciare andare del tutto alcune abitudini, o meglio ritmi, che avevo prima del suo arrivo. Sto cercando di tenere tutto sotto controllo e di non trascurare nulla (casa, lavoro e ovviamente figlio).
Non ho intenzione per ora di chiedere aiuto a nessuno. Il mio compagno quando è a casa mi aiuta, mi supporta e spesso sopporta. Subito dopo il parto, avevo un pò di nervosismo nei suoi confronti, ma ora tutto risolto. E' la persona più bella che mi potesse capitare. Non è perfetto. Nemmeno io lo sono. Ma per me lui rappresenta tutto (madre, padre, amico , compagno).
Mentre i miei genitori sono divorziati da quando avevo 20 mesi. Ora mio padre, quasi vicino alla pensione, pensa a godersi la vita più che può. Mentre mia madre è innamorata persa del suo nipotino. Fin troppo direi. Con i miei genitori ho sempre dovuto adattarmi a due estremi. Chi troppo, chi nulla. E non è cambiato nulla. Mio padre non frequenta mio figlio perchè lo considera ancora "troppo piccolo", mentre mia madre si lamenta sempre del fatto che vive il suo ruolo di nonna a metà.
Sinceramente, preferirei mantenermi su questa linea, perchè passando troppo tempo con lei, divento insofferente. Non a casa sono già 6 anni che non viviamo insieme. Litigi, incomprensioni, inaffidabilità totale mi hanno resa insicura. E questo mi accorgo emerge anche con mio figlio, Spesso, mi sento più figlia che mamma. Non vorrei mai creare lo stesso rapporto con lui. Però è molto faticoso. Non ho esempi da seguire. Non ho consigli veri, dettati dal cuore. Il mio istinto spesso mi inganna. Così, quando arriva a piangere in maniera insistente, provo un vero e proprio scombussolamento interno. Non lo so gestire. Nulla di quello che dico o faccio riesce a calmarlo. Io poi, ho sempre avuto poca pazienza e così, arriva la vocina che mi sussurra di non essere una brava mamma. Di non avere le caratteristiche giuste. Verso sera, vengo assalita da una forte tristezza. Ma questo da sempre. Forse la maternità ha accentuato le paure. Temo sempre per la vita di mio figlio e del mio compagno. Penso che, nel caso succedesse qualcosa di grave, mi ritroverei in un ospedale psichiatrico per esaurimento. Complici le brutte notizie quotidiane, mi chiedo "se è capitato a loro, perchè non dovrebbe capitare ancohe a me?". Vivo davvero ogni giorno come se fosse 'ìultimo. Se non è successo qualcosa di brutto oggi, probabilmente accadrà domani. Arriverà il giorno in cui accadrà..
Eppure, durante il giorno, vivo la mia quotidianità serenamente. Non mi privo di nulla. Non "corro ai ripari" rinunciando a fare qualcosa.
Quindi mi chiedo, ho davvero paura? Come potrò affrontare il futuro, essendo consapevole di non poter controllare nulla?
E anche stasera, già so che queste domande, torneranno a trovarmi..

Miglior risposta

Gentile Miriam,
Ciò che rende una madre " sufficientemente buona" è il prendersi cura del proprio figlio domandandosi sempre se si fa bene, se si fa abbastanza.. se si è una buona madre. Tutte le buone madri probabilmente se lo chiedono. Si ha paura con l'arrivo di una creatura totalmente indifesa e dipendente come un neonato di non poter controllare tutto, che qualcosa sfugga di mano, che non si capisca bene il motivo per cui il bimbo piange.. sono tanti i dubbi e il supporto della persona amata è molto importante. Con la maternità ci sono i rischi che la depressione sopravvenga, ma nei casi patologici la madre vive un distacco dal figlio, un senso di vuoto e disinteresse.
Lei mi sembra preoccupata e la preoccupazione materna è una risorsa e un indice positivo. In ogni caso, qualora sentisse che le sue paure recassero danno a lei stessa e al bambino non esiti a contattare un professionista, a volte anche solo una telefonata può aiutare a comprendere e a comprendersi, a prendere delle decisioni per il proprio benessere.

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Gentile Miriam,
la maternità è un'avventura bellissima, ma tostissima. Essere il punto di riferimento di un esserino che dipende da noi in tutto poi, può spaventare non poco. Da quello che ha raccontato, lei non ha avuto grandi modelli a cui ispirarsi come genitore, e se le paure assalgono le mamme con tutta una serie di appoggi e conforti, lo fanno ancora di più con chi questi supporti non li ha avuti o non li ha. Lei però dalla sua ha la consapevolezza e la volontà di impegnarsi. In più, un compagno che la aiuta. Quando però sopraggiungono dubbi e paure forti, può essere utile magari il confronto con altre mamme oppure anche con un professionista che possa aiutare a diradarle o a capire come affrontarle.

Resto a disposizione

Dott.ssa Raso Rossana (psicologa - Aosta)

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19 NOV 2017

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Buongiorno Miriam,
essere madre non è un compito semplice, sono molte le preoccupazioni e le paure che insorgono sin dalla scoperta di portare in grembo una creatura.
Lei si domanda se è una buona madre, la sua è una domanda lecita, comprensibile e molto probabilmente tutte le buone madri si pongono proprio perché hanno paura di non fare mai abbastanza per il loro bambino. La mancanza di supporto fa si che si senta maggiormente indifesa ed insicura, per tale ragione se dovesse continuare ad avere tali paure di nuocere al bambino o alla sua famiglia, le consiglio di contattare un professionista in modo da farsi aiutare in questo momento delicato della sua vita.
Resto a disposizione, Cordiali saluti
Dott.ssa Claudia Giusi Giuffrida

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18 NOV 2017

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