Paura e ansia per i miei pensieri

Inviata da Jessica Bergoglio · 28 giu 2021

Buongiorno vorrei parlare di un problema che mi affligge. Sono sempre stata un soggetto molto ansioso e paranoico con pochissima autostima, in passato ho sofferto di disturbi alimentari e ho avuto episodi di autolesionismo causati da insulti che ero solita ricevere dai miei coetanei. Quando sono arrivata alle superiori la mia vita ha iniziato a cambiare e ho conosciuto quella che è la mia migliore amica che mi ha sempre aiutato a uscire da tutti i problemi che avevo in testa. Ho sempre saputo che avrei avuto bisogno di un sostegno psicologico ma non ho mai avuto il coraggio di parlarne con i miei genitori e sono sempre riuscita a risolvere tutto da sola. Sono sempre stata molto molto legata alla mia migliore amica, facevo diversi sbagli ed ero molto gelosa di lei, la volevo solo per me e sono sempre stata un po' invidiosa di quanto lei riuscisse a fare tutto così bene mentre io non ero così. Lei per me è sempre stata al primo posto, ho sempre pensato che separarmi da lei non fosse possibile perché io ne avevo bisogno, un bisogno enorme. Sono arrivata al punto di essere ossesionata da questa cosa arrivando a picchi di gelosia o comportamenti infatti terribili. Ma tutto sommato ho sempre rimediato cercando di lasciarmi alle spalle le cose e cercare di risolvere nel mondo migliore per lei e per me.
Le cose si sono davvero tanto complicate quando io ho trovato l'amore. A settembre ho iniziato a sentirmi con un ragazzo e mi ci sono fidanzata a dicembre. Questo ragazzo fa parte della nostra compagnia:siamo 4 amici, io, la mia migliore amica, il suo fidanzato e il mio, compagni delle superiori e amici sin da prima di diventare fidanzati. Da quando sto con lui la mia testa ha iniziato a farmi credere cose assurde. Le prime manifestazioni sono state quello che online ho letto come doc da relazione, anche se non voglio farmi autodiagnosi. Mi ritrovavo per la prima volta in questa meravigliosa relazione in cui l'altra persona mi amava e mi ama incondizionatamente. Ero la persona più felice del mondo, questo ragazzo mi tratta benissimo e abbiamo una bellissima sintonia in tutto ma ovviamente anche noi abbiamo avuto i nostri problemi. Le cose hanno iniziato a complicarsi quando io dal nulla ho iniziato a pensare di non amarlo più, di starlo prendendo in giro, ho iniziato ad analizzare tutti i miei atteggiamenti e a confrontarli con quanto trovavo scritto su internet. Questa cosa mi provocava ansia e attaco di panico veri e propri, ho tentato di dirlo alla mia migliore amica ma non ho avuto molto appoggio, almeno a me è sembrato così, mi ha detto di non parlarle più di questa cosa e così ho fatto cercando di risolvere da sola questo problema seguendo quei consigli che qualche medico scriveva. In parte ci sono riuscita, sono andata avanti ma comunque in me qualcosa non andava per il verso giusto. Ho iniziato a lasciarmi andare e a non pensare più a tutti quei pensieri ossessivi e le cose sono andate meglio, molto meglio. Quando sono iniziati i nostri problemi di coppia le cose hanno iniziato a inclinarsi successivamente. In un primo momento io tendevo a non vederli questi problemi e cercavo di passarci sopra, cosa molto sbagliata quindi anche grazie ai consigli della mia migliore amica ho cercato di non fare più così e così ho fatto. Il problema è stato un altro ovvero che lei ha iniziato ad atteggiarsi con me in modo molto strano quando si trattava di lui e io l'ho sempre presa come se fosse un accusa nei miei confronti, l:ho sempre presa male come se lei non mi accettasse e non accettasse quello che stavo vivendo. Questo mi ha portato verso una paura enorme nel dirle le cose come stavano. Infatti iniziavo a eludere piccoli litigi tra me e il mio ragazzo per non sentirmi dire nulla e per non farle avere una reazione negativa, come se non volessi sentire la verità sia per quanto riguarda la mia relazione sia perché volevo che lei fosse "contenta" dei miei atteggiamenti. Questo a lungo andare mi ha portato alla Situazione in cui sono oggi, una situazione in cui tutto quello che mi dice lei viene recepito da me come quasi un'accusa. Lei mi ha sempre fatto notare che nella mia relazione delle cose secondo il suo parere non andavano come il fatto che a volte questo ragazzo non mi ascoltasse, che avesse degli atteggiamenti un po' strano e "blandi" e che a volte mi mancasse di rispetto anche se dal mio punto di vista in modo molto lieve. Io così facendo e ascoltando quello che mi diceva lei ne ho sempre parlato con lui per cercare di porre rimedio a tutto questo perché stavo male nel rendermi conto che per una persona così importante la mia relazione fosse addirittura tossica. Ho iniziato a non capire più quello che provavo io ma solo a vivere in funzione di: cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Cosa devo fare? Perché tutte le volte che scelgo di comportarmi in un modo poi da qualcuno non viene considerato giusto? E lì si è riaperta la voragine di quelle paranoie ovvero: è davvero il ragazzo giusto per me? Va bene? È la persona giusta? Perché sto così male? A quest'ultima domanda la risposta ce l'ho, non e' colpa del mio ragazzo ma mia e di questi problemi irrisolti che in qualsiasi cosa mi avrebbero portato a questo. Diverse volte arrivavo a rendermi conto di determinati errori del mio ragazzo solo dopo averne parlato con la mia amica e quindi ovviamente parlavo al mio ragazzo cercando di risolvere quei problemi e così sempre. Sono arrivata al punto in cui non so nemmeno più quello che voglio fare io ma solo quello che gli altri vorrebbero che io facessi. Sono arrivata al punto in cui la mia migliore amica sentendosi non ascoltata da me proprio perché nella mia testa lei viene raffigurata come qualcosa di cui avere paura non vuole più parlate della mia relazione e la sto perdendo. Sento un forte bisogno di aiuto.

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