Paura di vomitare e conseguente ansia

Inviata da Anonima · 3 ago 2017 Ansia

Buonasera,

Sono una ragazza di 20 anni e da circa 5 anni ho un grande problema. Ho una vera e propria fobia verso il vomito e questo problema diventa spesso un pensiero costante.
Premetto di aver avuto disagi legati al cibo quando ero piccola, tra i 2 e i 7 anni circa. I miei genitori erano molto preoccupati perché non mangiavo praticamente nulla e così abbiamo seguito una cura omeopatica, che con il tempo mi ha aiutata ad affrontare i pasti principali della giornata. Dopo i 7 anni ho ricominciato a mangiare normalmente, raggiungendo un peso corretto.

Da 5 anni a questa parte, soffro di queste costanti paure, che mi bloccano e mi limitano in molte cose. Ho paura quando mi viene proposta una serata fuori dal normale, ho paura di andare al ristorante e anche di viaggiare. Ricordo la prima volta che ho avvertito questi disagi: ero in viaggio a Firenze con un gruppo di amiche, con cui non mi sono trovata bene. Una sera ho cominciato a sentire un senso di nausea, che mi ha accompagnata per tutto il viaggio fino a quando sono tornata a casa. Una volta rientrata, tutti i problemi sono scomparsi e da lì ho cominciato a pensare che fossero unicamente fisse psicosomatiche.

Da un anno ho cominciato l'università, ho conosciuto nuove persone e mi sono staccata da altre, trovando quindi un mio equilibrio. Oltre a questo cambiamento nella mia vita, ho anche un passato piuttosto turbolento, con un episodio di molestie fisiche da parte di un parente e successivo allontanamento di tutta la famiglia. Per questi episodi ho sofferto molto. Mi hanno assalita sensazioni di delusione, schifo, rabbia, enorme tristezza. Zii, cugini, nonni, hanno preso le distanze. Per mia fortuna ho dei genitori e una sorella meravigliosi, che mi sono stati vicini e che mi hanno aiutata anche portandomi regolarmente dallo psicologo. Mi sembra di aver superato bene questo episodio (che risale a 8 anni fa), ma non so che influenza possa avere sulla mia vita attuale.

Ora come ora mi rendo conto che queste mie paure mi limitano molto, soprattutto nei miei rapporti sociali. Ho paura di vomitare perché non mi piace perdere il controllo, ho paura di vomitare in giro perché non saprei come comportarmi. Più penso a questo, più mi assale un senso di nausea che fatico a controllare e spesso evito addirittura di mangiare.

Mi preoccupa l'insieme della situazione perché spesso ho paura di non godermi i momenti, di perdere tempo prezioso. Ho conosciuto un ragazzo fantastico che mi aiuta in questo, che mi supporta e mi aiuta a capire cosa ho davvero voglia di fare.

Mi piacerebbe poter trovare una soluzione per sentirmi più in pace, per non farmi schiacciare da questa fobia.

Le mie domande sono:

I miei episodi relativi al passato (a livello famigliare) potrebbero influire su queste mie paure?

I miei disagi attuali rispetto al cibo, possono essere collegati con i problemi riscontrati nella mia infanzia?

è giusto seguire un po' queste sensazioni per capire cosa mi sento di fare e cosa non riesco ancora a gestire?

Tecniche di rilassamento come la yoga o la meditazione potrebbero aiutarmi? Potrei trovare beneficio nello sport?

Come posso imparare a gestire gli attacchi di panico nei momenti peggiori? (cene al ristorante, cene con persone con cui ho pochi legami, viaggi, ecc.)


La ringrazio in anticipo per la sua pazienza e la saluto.

Anonima

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Miglior risposta 21 NOV 2017

Gentile Utente,
è possibile che i suoi disagi attuali rispetto al cibo, possano essere collegati con i problemi riscontrati nella sua infanzia, ma ciò che è importante oggi è affrontare e superare il problema. Le tecniche di rilassamento sono indicatissime per gli stati d'ansia, il Training Autogeno è una tra le più efficaci e può essere appreso anche da casa in 9 video-sedute. Il T.A. è un ansiolitico naturale, con effetti di sedazione emotiva; esso, se bene appreso e bene eseguito, ha la capacità di riequilibrare il sistema neurovegetativo e quindi il funzionamento dell'intero organismo; oltre a questo, le prescrizioni comportamentali o le visualizzazioni guidate costruite ad hoc sul problema permettono sia di gestire gli attacchi di panico nei momenti peggiori, che operare un rinforzo dell'Io e una crescita personale. L'impostazione del programma terapeutico, oltre che da una conoscenza approfondita di come funziona e si manifesta il problema, dipende anche da una buona diagnosi della personalità, supportata dalla somministrazione di 2 test psicologici che forniscono anche una misura dell'ansia e indicazioni sulle tecniche più adatte. Il mio consiglio è quello di ricercare una consulenza psicologica, anche on-line, intanto per avere un primo orientamento poi per impostare il lavoro terapeutico.
Dott.ssa Maria Giovanna Zocco - Psicologa on-line

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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5 AGO 2017

Gentile Anonima,
è possibile che esista un legame tra i suoi disagi attuali e quelli sperimentati in passato, soprattutto se quest'ultimi non hanno avuto un giusto tempo e spazio di elaborazione.
Le consiglierei un percorso psicologico che faciliti la comprensione dell'origine delle sue fobie e le consenta di attivare adeguate strategie per affrontare le situazioni problematiche. Parallelamente può valutare la possibilità di tecniche di rilassamento o di training autogeno, confrontandosi con la sua terapeuta.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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