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Paura di vincere: sono uno sportivo professionista

Inviata da Filippo Onnis il 3 ago 2014 Autostima

Buongiorno,
vorrei chiedere un parere a riguardo di un problema che ultimamente mi capita spesso, gioco a tennis a livello agonistico da tanti anni e da qualche anno a questa parte mi succede di giocare bene fino a quando sto per vincere, poi quando devo chiudere la partita e comincio a pensare di poter vincere non riesco più a giocare, mi blocco completamente.
Riesco a perdere anche con avversari nettamente inferiori.
Il problema non è tanto perdere le partite, ma il fatto che il tennis è una mia grande passione ed è sempre stato una valvola di sfogo, invece ora sta diventando fonte di stress.
Io credo che questo blocco derivi da qualcosa che non va fuori dal campo e che trova sfogo quando gioco, però ancora non ho trovato quale possa essere il vero motivo.
Buona giornata!
Filippo

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Gentile Filippo
vedo ora la sua interessante domanda e spero le faccia piacere un parere in più, scusandomi per il ritardo nel rispondere.
Ho chiamato la domanda "interessante" in quanto, a mio parere, tocca un punto importante nello sport ma soprattutto nella vita.
Molte persone cadono in questa trappola che tecnicamente viene chiamata "Handicapping" in quanto come lei ben descrive si tratta di un autosabotaggio che condice alla sconfitta.
Sono propensa a pensare che questo non succeda solo nello sport ma (forse) anche in altre cose della vita nel senso che magari i suoi "successi" potrebbero essere migliori in molti settori ma magari lei "all'ultimo momento" ...fa in modo che le cose crollino?... (sono ipotesi mie, lungi la presunzione di aver ragione sono solo domande che le faccio).
Purtroppo in un contesto sociale e culturale come quello in cui viviamo e pure per la storia personale molto spesso si ha paura, se non il terrore, di Vincere o meglio di essere vincenti...per ogni vittoria esiste latente un certo senso di colpa e un desiderio di non emergere... (spesso succede alle persone miti di natura e aliene alla competizione).
Nel suo caso,a mio parere, quello che lei ha perso di vista è la Gioia del Giocare ed in qualche modo è entrato in dinamiche competitive che però non corrispondono al suo Sentire.
Provi a pensare solo al fatto di Giocare Bene solo come ad un gioco e provi a pensare al vincere solo come una espressione della sua gioia e scioltezza nel giocare...è bellissimo pensarla così non è vero?
Lasci da parte l'intrigo di conflitti e di vedute ristrette quali la mera competizione.
Lei non deve competere contro nessuno solo dare a se stesso la Gioia del Gioco, puro e semplice bisogno umano ed espressione di abilità innate ed acquisite.
Aggiungo anche (come considerazione generale) che purtroppo in questa società, essere abili è spesso motivo di grande conflitto ( infatti i valori trasmessi in merito sono spesso ambigui) , inoltre ci vuole coraggio ad essere semplicemente Se Stessi così come si è,es. Bravi. Risulta spesso molto più facile gestire il totale Non-Potere dell'essere o del sentirsi "sfigati" (mi scuso per il termine lo uso perché rende) nessuno ti chiede nulla e non sei sotto i riflettori; questo credo sia uno dei motivi percui tante persone di successo e di enorme bravura in ogni campo, finiscono spesso nel fare cose assurde e distruttive e nel condurre, addirittura, a termine la loro vita in modi tragici.
La ringrazio per la domanda e nel desiderio di esserle utile ho scritto questa risposta.
Ora la saluto cordialmente.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile sig Filippo,
da ciò che lei scrive sembra abbia tutte le risorse a disposizione per piazzare l’ultima palla e il colpo vincente. Però, nonostante lei si definisca un professionista, in questo momento sembra che la sua professione non sia da lei concepita come completa. Potrebbe esserle utile una consulenza psicologica per poter approfondire i significati che lei dà a questi eventi; questa "azione" potrebbe essere il suo colpo vincete per riuscire a superare tale paura per poi terminare la sua partita in campo.

Dott.ssa Jessica Geremia Psicologo a Lonigo

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Buongiorno Filippo,
la paura di vincere è analoga alla paura di perdere, lo stato emotivo che porta a vivere questo disagio e che influisce negativamente sulla performance sportiva portando ad un risultato negativo richiede un approfondimento delle dinamiche che lo determinano ma è difficile farcela da soli, è opportuno rivolgersi ad un professionista, Psicologo dello Sport che abbia competenze nel contesto a livello professionistico.
Non è altresì facile fornire consigli del tipo fai da te attraverso solo delle risposte on-line. E' opportuno effettuare degli incontri e cercare insieme di capire quali dinamiche determinano l'evento tenendo da conto anche delle ipotetiche origini che hanno condotto a questa situazione. L'intervento del tipo Cognitivo Comportamentale è sicuramente da preferire e attraverso sedute appropriate (non necessariamente tante) , individuate le probabili cause, attraverso tecniche di rilassamento mentale ed orientamento del pensiero è possibile attivare un processo di cambiamento che porti a far sì che il gesto atletico ormai acquisito e consolidato, visto che è uno sportivo professionista, raggiunga lo stato di eccellenza.
Le tecniche, gli strumenti che possono essere utilizzate sono orientate a questo ma, richiedono come già accennato incontri con lo Psicologo dello Sport.
A disposizione per un eventuale ulteriore contatto e nel frattempo, rivolgo Cordialità.

Dott. Pietro Tranchitella
Specialista nei processi psicologici dello Sport agonistico.

Dott. Tranchitella Pietro Psicologo a Nichelino

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Buongiorno Filippo, mi spiace per la problematica descritta che quantunque sia comune a molti atleti, spesso proprio a livello agonistico - professionistico, di sicuro non le risolve il problema. In qualità di psicologo esperto in processi psicologici e relazionali nell'ambito dello Sport Agonistico, suggerirei di valutare a breve, un incontro finalizzato ad un colloquio di approfondimento per affrontare il problema che potrebbe avere alla base dinamiche psico-fisiologiche che al momento generano disfunzionalità. Mi contatti, ai primi di settembre sono di nuovo disponibile in studio a Torino e Prov. - le fisso volentieri un colloquio a titolo gratuito e insieme valutiamo la situazione e/o il processo necessario per il cambiamento. In attesa di un contatto le rivolgo cordialità.
Dott. Pietro Tranchitella

Dott. Tranchitella Pietro Psicologo a Nichelino

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Gentile Filippo,
Io mi occupo anche di sportivi e conosco bene il mondo dello sport professionistico attraverso varie esperienze dirette. Quello che posso dirle senza.avere nessuna conoscenza precisa del suo mondo anche extra sportivo é che molte volte lo.sportivo agonista, soprattutto se basa la.sua vita sulla prestazione da anni, tende a minare se stesso.Čioé esiste un meccanismo di retroazione dove il poter vincere obbligherebbe a continuare a giocare. Invece il perdere a lungo andare attraverso sofferenze raggiunge lo.scopo. Ora, il problema é individuare lo scopo effettivo che non é mai il perdere in sé ma.potrebbe ad esempio essere un attacco indiretto verso il.proprio allenatore.

Quindi la invito a seguire uno specialista nella psiche dello sportivo,soprattutto professionista,che é una psiche che fa della.nevrosi dei punti di.forza quindi con un funzionamento un po' differente dalle persone non sportive.
Rimango a sua disposizione per.eventuali chiarimenti

Dott.re Lorenzetto Claudio
Psicologo psicoterapeuta, Ferrara

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Buon giorno Filippo sono uno psicoterapeuta e mi occupo di psicologia dello sport, vivo e lavoro in provincia di Torino, Pinerolo, sono a sua disposizione per chiarimenti o consulenza per affrontare la sua ansia,
Cordiali saluti
Dott. Dario Grigoli

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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Salve Filippo, il meccanismo che scatta, come ha ben chiarito, deriva da altre motivazioni e le consiglio di risolverle con una serie di incontri con uno specialista.
Per lei che oltre a viverlo come un piacere e valvola di sfogo è anche lavoro, una delle cose importanti da imparare e focalizzare la propria attenzione su ciò che si sta facendo lasciando fuori dal campo altri problemi. Chiaramente quando la nostra vita va bene anche le prestazioni atletiche ne giovano, ma è possibile anche mantenere una sorta di separazione tra la vita persnale e il lavoro.
Le consiglio una tecnica ipnotica che le può anche dare una serie di strumenti per poter attivare la sua concentrazione senza lasciarsi influenzare da altro.
Per altri chierimenti sulle tecniche può contattarmi senza problemi.
Le auguro una buona giornata
Dott. Barbara Michienzi, Roma

Dott.ssa Barbara Michienzi Psicologo a Roma

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gentile Filippo,
le consiglio di contattare uno psicologo dello sport nella sua zona. E' difficile da queste poche informazioni capire quali sono i pensieri inconsapevoli che la portano a bloccarsi nel momento più importante della partita. Il lavoro con il terapeuta la aiuterà a fare chiarezza su questi meccanismi e a modificare pensieri ed emozioni che stanno alla base della sua paura di perdere.
Cordiali saluti e in bocca al lupo

Dott.ssa Gioia Negri Psicologo a Cologno Monzese

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Buongiorno Filippo,
per poter definire correttamente la causa che determina questo suo comportamento in campo dovrebbe consultare uno psicologo che si occupa di psicologia sportiva. Da diversi anni seguo sportivi professionisti ed è importante comprendere se si cela dietro a ciò una difficoltà di attenzione e concentrazione piuttosto che qualcosa legato all'autostima o ancora alla definizione degli obiettivi. Le sue informazioni in merito sono molto scarne e diviene difficile darle un consiglio concreto se non cercare di approfondire con qualche colloquio quella che potrebbe essere una possibile causa alla paura di vincere.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

Dott.ssa Elena Favole Psicologo a Cuneo

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Caro Filippo, quello che le accade è più frequente di quanto pensa e non è per forza legato a problemi personali. Le suggerisco di leggere il libro di Campriani 'ricordati di dimenticare la paura' perché quello che lei descrive avviene a molti sportivi professionisti che dimenticano la gioia di fare uno sport e accumulano stress e tensione che attivano pensieri e di conseguenza peggiorano la capacità di giocare perché un buon gioco è automatizzato dell'allenamento e non mediato dal pensiero volontario. Esistono percorsi di mental training, promossi dal coni e basati sulla meditazione che potrebbero esserle molto utili. Rimango a sua disposizione per darle ulteriori informazioni. Cordiali Saluti
Dottssa Elisa Zocchi

Dott.ssa Elisa Zocchi Psicologo a Samarate

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Caro Filippo, considerando che sei un professionista ed , a quanto pare, con le 'carte in regola', questo conflitto va affrontato con uno/a psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico di persona. In base alla mia esperienza mi viene da pensare che questa tua ansia sia più da 'conclusione' che da prestazione e , pertanto è probabile che ci sia da liquidare nella tua personalità (ritengo che la tua fase evolutiva sia verso la maturità) un aspetto emotivo non sufficientemente chiaro. Non so se ti sono stata utile, eventualmente mi puoi ricontattare. La posta in gioco è alta, quindi non perdere tempo e motivazione. Un caro saluto
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Caro Filippo,

la competizione porta con se' un certo livello di stress che risulta fisiologico alla buona riuscita della prova. Se torna indietro con la memoria sicuramente anche iin passato ci sarà stato un stato d'agitazione che ha reso più difficile la sua restazione. Quindi l'ansia non è il problema bensì il significato che l'ansia, e quindi il blocco nella riuscita, ha per lei.
Lo attribuisce a fattori esterni ma non sa individuarne uno specifico. Le consiglio di approfondire la questione con un professionista che saprà aiutarla ad individuare il fulcro del suo blocco.

Cordialmente,

Dott.ssa Barbara Manzo

Dott.ssa Barbara Manzo Psicologo a Roma

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Gentile Filippo,
dal momento che pratica questo sport a livello agonistico il consiglio che posso darle è di contattare uno psicologo della sua zona. L'ideale è che sia esperto in psicologia dello sport. Qualora non avesse modo di trovarne uno esperto in questa tematica, contatti un collega qualsiasi spiegandogli il problema. Non è assolutamente detto che il percorso da fare sia necessariamente lungo.

On line non è possibile darle una risposta al suo quesito, dal momento che occorrerebbe un'analisi approfondita di ciò che "le succede" quando sta per vincere, delle emozioni e dei "film interni" che contribuiscono a bloccarla.

La saluti cordialmente,

dott. Andrea Epifani - Bologna

Dott. Andrea Epifani Psicologo a Bologna

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Buongiorno Filippo,
le consiglierei di consultare un collega esperto in Psicologia dello sport.
Lei ha bene identificato ciò che la blocca: la paura di vincere, anche se di fatto ne ha tutte le possibilità e potenzialità.
Inizi a chiedersi che cosa significherebbe per lei vincere e che conseguenze potrebbe avere, (anche solo banalmente dover impegnarsi ancora di più successivamente per raggiungere sempre il medesimo risultato...significati più profondi possono essere ricercati attraverso una consulenza); quando è in quella situazione non badi al risultato, ma pensi proprio al gusto che prova nel gioco stesso, senza preoccuparsi d'altro. Giochi come ha sempre fatto...puntando sì all'ACE...ma il suo "ace" lo determini lei, se le è sufficiente giocare non darà più importanza al risultato, e ritroverà la passione che sente di stare perdendo e che mi sembra essere fonte della sua richiesta in questa sede.
Cordialità e buon gioco!
Dott.ssa Claudia Popolillo

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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Buon giorno Filippo, ho letto la sua mail e le rispondo poiché oltre ad essere uno psicoterapeuta sono esperto in psicologia dello sport e Mental Trainig per atleti di alto livello.
La sua paura di vincere, e' detta tecnicamente , Nike-fobia ed è' molti frequente negli atleti, di ogni livello, ovviamente come lei stesso dice al di la dell'aspetto agonistico ed il fatto che lei non riesce più a vincere partite che dovrebbe agilmente vincere , in ballo c'è la frustrazione, il benessere ed il piacere di giocare a tennis,
Ci sono due vie per affrontare e risolvere la questione
La prima e' quella di intraprendere un percorso di Mental Trainig finalizzato a migliorare la sua paura di vincere e la sua ansia di raggiungere gli obbiettivi, attraverso le pratiche di rilassamento focalizzate sulle situazioni che lei realmente vive. A questa forma di allenamento mentale assocerei un Trainig per la ristrutturazione dei pensieri negativi che , quasi sicuramente le ingombrano la mente nei momenti cruciali della partita (Self Talk positivo)
Ovviamente le sto dando alcune indicazioni generali su come si può procedere per quando lei si trova in campo, mentre l'altra possibilità ( che in realtà faccio sempre precedere prima di intraprendere qualsiasi forma di training individualizzato) e ' quello di affrontare le questioni personali attraverso i colloqui psicologici o psicoterapeutici.
In sintesi, cerchi nella sua città uno psicologo esperto in psicologia dello sport che le possa fornire il supporto necessario ai suoi bisogni: migliorare la prestazione sportiva e affrontare i problemi quotidiani, personalmente vivo e lavoro a Pinerolo ( To) se volesse ancora chiarimenti, chieda pure
Saluti
Dott. Dario Grigoli

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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Salve Filippo,
le consiglierei di rivolgersi ad un esperto di psicologia dello sport. In questo campo ci occupiamo di sostenere gli atleti nelle loro performance sportive, e di comprendere assieme quali sono i blocchi che impediscono di giocare al miglior livello personale. Ovviamente soltanto con alcuni colloqui riuscirà a comprendere da cosa deriva questo timore, se risiede in pensieri e atteggiamenti che riguardano lo sport e se sono ansie che si riversano nel tennis ma provengono dalla sua vita quotidiana.. Tenga presente che prima si agisce, e si comprendono le cause, più breve sarà il percorso verso il ripristino del benessere e della prestazione.
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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Buon giorno Filippo,
la paura di vincere "nike-fobia" è molto frequente negli sportivi agonisti e può diventare un forte ostacolo alla carriera sportiva. Nel suo caso però sembra che lei ipotizzi un'influenza di fattori esterni alla sua vita sportiva, che siano causa del suo disagio. Le consiglio di cercare di fare attenzione alle emozioni ed ai pensieri che prova prima durante e dopo una seduta di allenamento (i temi, se sono più o meno piacevoli) e cerchi di appuntarli. Potrà poi osservare con più distacco il suo stato mentale in relazione al tennis; comunque l'indicazione è di rivolgersi ad uno psicologo, specializzato anche in psicologia dello sport, che possa fare chiarezza e farle ritrovare un sano approccio al suo sport.

cordiali saluti,
Dr.ssa Monica Palla
psicologa, psicoterapeuta
consulente in psicologia dello sport

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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Buongiorno gentile Filippo,
sembrerebbe che nel profondo di sè lei intravede quale sia la causa e questo è positivo. Il passo successivo è mettersi seriamente in discussione con il sostegno di un terapeuta attraverso una psicoterapia ad impostazione psicodinamica de visu e con calma e pazienza. Difficile riuscire a risolvere un autosabotamento di tale portata con semplici consigli che potrebbero solo portare confusione e depistaggio.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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